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Il Premio Terzani consegnato a Zerocalcare

(Adnkronos) – "Sono felice di questo Premio intitolato a Tiziano Terzani, un riferimento prezioso per chi, come me, verso la fine degli anni Novanta si affacciava sul mondo cercando uno sguardo diverso sui modelli della società". Lo ha detto oggi a Udine il fumettista Zerocalcare, alias Michele Rech, vincitore 2023 del Premio Letterario internazionale Tiziano Terzani per il graphic novel "No Sleep Till Shengal" (Bao Publishing).  "E ci sono altre due ragioni per cui sono felice di questo Premio – ha spiegato Zerocalcare, affiancato dalla presidente di Giuria Angela Terzani Staude, vedova dello scrittore e giornalista – È un riconoscimento molto importante rispetto al fumetto, di cui sottolinea il valore come linguaggio letterario. E nel merito riconosce anche le ragioni per le quali nel 2021 abbiamo scelto di andare nel nord dell’Iraq, e più in generale nella regione mesopotamica: dove i curdi e altri popoli testano un modello di convivenza che può insegnare molto anche altrove. Eppure oggi sono pressati dalla minaccia non solo delle bande jihadiste, ma anche di entità statali come la Turchia e lo stesso Iraq". E' la prima volta che un graphic novel viene insignito del Premio Terzani: "negli ultimi 10-15 anni – ha sottolineato Zerocalcare – molte cose sono cambiate intorno al fumetto e alla sua percezione. Merito di alcuni reportage a fumetti di grande valore che sono stati molto letti, e molto venduti. In Italia Gipi ha contribuito fortemente e così il mercato, e i lettori. Per questo i disegnatori hanno potuto immaginare che il fumetto non sia solo un hobby a margine del proprio lavoro, ma un’occupazione di cui vivere". E con il fumetto Zerocalcare ha da sempre un rapporto di forte intimità: "il primo obiettivo – ha detto sorridendo – è di evitare che le persone escano da un mio libro peggio di come sono entrate. Per questo cerco di prestare attenzione ad alcune cose: non alimentare gli stereotipi, non inserire elementi divisivi, utilizzare anche il registro dell’ironia, e fare in modo che tutti possano avere accesso alle informazioni che permettono di seguire una storia. I miei lavori sono da sempre in continuità con la mia evoluzione personale, non credo siano estrapolabili dalla mia biografia: che include anche una attenzione ‘politica’ come parte della mia socialità, quindi di me. Ogni libro ha rappresentato un momento di svolta interna e lavorare sul Kurdistan mi ha portato a mettere in discussione molte cose di me, persino ad entrare in crisi. I libri che verranno dopo, anche se riprendessi a parlare dei fatti miei o dei miei amici, saranno sempre consequenziali rispetto alle cose che ho disegnato e scritto fino ad oggi". E sempre Zerocalcare sarà anche il primo fumettista a ricevere il Premio Antonio Feltrinelli 2023, il prestigioso riconoscimento dell'Accademia dei Lincei, assegnato dal 1950 a personalità che si siano distinte in campo scientifico o umanistico in ambito nazionale e internazionale. Riceverà il premio durante una cerimonia alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il prossimo 23 giugno a Roma. —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Madonna del Baldacchino di Raffaello torna a Pescia dopo 300 anni

(Adnkronos) – La Madonna del Baldacchino, grande pala d'altare realizzata da Raffaello alla fine del suo periodo fiorentino e ordinariamente esposta nella Galleria Palatina in Palazzo Pitti, da Firenze è tornata a Pescia (Pistoia), nella chiesa che l'aveva accolta per oltre un secolo e mezzo tra Cinquecento e Seicento. Dal 7 maggio al 30 luglio l'opera è in mostra nella Cattedrale della città toscana, posta a confronto con la copia commissionata al pittore fiorentino Pier Dandini, alla fine del XVII secolo, proprio per sostituirla al momento del suo ritorno a Firenze.  Dopo oltre trecentoventi anni, dunque, la Madonna del Baldacchino si riaffaccia per la prima volta a Pescia. L'evento, di portata storica, è il risultato di un progetto speciale messo in atto nell’ambito del programma degli Uffizi Diffusi; a sostenere l’ambiziosa operazione è la Fondazione Caript.  In vista della sua 'trasferta', la Madonna del Baldacchino è stata sottoposta a un leggerissimo intervento di consolidamento nella porzione più alta del supporto ligneo e ad accurate indagini diagnostiche da parte dell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze che ne hanno determinato lo stato di salute. Il responso degli specialisti ha stabilito che l’opera sta bene, può essere spostata a Pescia ed essere esposta in Duomo senza problemi.  Realizzata da Raffaello tra il 1506 e il 1508 su commissione della famiglia Dei, la grande pala era stata concepita per la Chiesa di Santo Spirito a Firenze, dove però non andò mai. Ne venne in possesso, non molti anni dopo, il suo amico ed esecutore testamentario Baldassarre Turini (1481-1543), alto prelato della Santa Sede nel primo Cinquecento nonché esponente di spicco della comunità pesciatina. Arrivato nella città della Valdinievole, il dipinto fu posto in Duomo, sull’altare della cappella-mausoleo dei Turini che lo stesso Baldassarre aveva fatto erigere tra gli anni ’30 e ’40 del XVI secolo anche per accogliere degnamente la pala dell’Urbinate. La Madonna del Baldacchino vi rimase per un secolo e mezzo, fino al 1697: in quell’anno fu acquistata dal Gran Principe Ferdinando de’ Medici, che la riportò a Firenze nella reggia di Palazzo Pitti, sua attuale sede, dove è esposta tra i capolavori della Galleria Palatina. Nel Duomo di Pescia fu collocata la copia dipinta da Pier Dandini: anche questo dipinto è stato nei mesi scorsi sottoposto a controllo e restauro, in preparazione alla mostra che lo vede ora a confronto con l’originale di Raffaello.  Il vescovo di Pescia monsignor, Roberto Filippini, ha dichiarato: "La possibilità di contemplare il capolavoro di Raffaello nella sua collocazione originale, accanto alla raffinata copia settecentesca del Dandini sarà occasione per molti di ripercorrere un arco di storia dell’arte fra i più suggestivi e fecondi e di poterlo situare in una avventura architettonica religiosa di straordinario interesse quale la Cattedrale di Pescia, nel suo divenire, dalla Pieve Romanica agli adeguamenti delle diverse epoche, fino ad oggi. Per la Chiesa pesciatina inoltre la contemplazione della Pala dell’Urbinate, permetterà di tornare ancora sulle proprie origini, e quasi di prolungare quel Giubileo del suo cinquecentenario, bruscamente interrotto dalla pandemia. L’esposizione della Madonna del Baldacchino infine potrà offrire un ulteriore motivo per riconsiderare l’importanza della via della bellezza nell’esperienza del trascendente". Il direttore delle Gallerie Uffizi, Eike Schmidt, ha spiegato: "Il criterio principale del progetto 'Uffizi diffusi' è la ricostruzione del tessuto storico e delle vicende artistiche nei vari centri in cui si espongono le opere. Certamente portare la Madonna del Baldacchino di Raffaello a Pescia è un’operazione di peso eccezionale, che non solo vuole ricordare l’arredo originale del Duomo ma per giunta mette in risalto anche la figura di un pesciatino importante quale fu Baldassarre Turini". Infine il presidente della Fondazione Caript, Lorenzo Zogheri: "Abbiamo voluto questo progetto non soltanto per il suo rilievo culturale ma anche perché è una bella opportunità per valorizzare Pescia e la Valdinievole, dando l’occasione a chi visiterà la mostra di conoscerne e apprezzarne il grande patrimonio artistico, storico e naturalistico. Si tratta, dunque, di un’iniziativa che si inserisce in un percorso di altri interventi nei quali abbiniamo il tema della cultura a quello dello sviluppo dei territori". COME VISITARE L’ESPOSIZIONE La mostra sarà accessibile, a partire dal 7 maggio, tutti i giorni dalle 10.00 alle 20.00. Per motivi di sicurezza, l’ingresso alla Cappella Turini sarà consentito ad un massimo di 20 persone ogni 20 minuti. La prenotazione è quindi consigliata e può essere effettuata accedendo al sito www.madonnadelbaldacchino.it a partire dal 7 maggio. Il costo del biglietto intero è di 12 euro; gratuito per i bambini fino a 13 anni; ridotto di 9 euro per gruppi composti da ameno 15 persone, ragazzi dai 14 ai 25 anni, residenti nei comuni della Diocesi di Pescia, possessori di un biglietto di ingresso dei musei aderenti al Sistema Museale Pistoiese. A partire dall’11 maggio, con il biglietto d’ingresso, sarà possibile visitare anche il Museo Civico di Palazzo Galeotti, la Gipsoteca Libero Andreotti e la chiesa di Sant’Antonio Abate, aperti dal lunedì alla domenica, dalle 10 alle 13 e dalle 15.00 alle 19.00. Per informazioni inviare una mail a info@madonnadelbaldacchino.it.  —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)