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Famiglia, Osservatorio Pampers: il 63% dei papà teme di non fare abbastanza per i propri figli

(Adnkronos) – I papà italiani rivestono un ruolo centrale nella crescita dei propri figli. Partecipano attivamente alla vita familiare, condividono responsabilità, cercano informazioni, si confrontano con esperti e vogliono essere presenti in ogni fase dello sviluppo dei bambini. Ma questo coinvolgimento comporta anche una dimensione emotiva significativa tra dubbi, paure e il bisogno di sentirsi meno soli. È quanto emerge dall'Osservatorio Pampers realizzato con Eumetra, che ha analizzato percezioni e vissuti di 3.000 genitori tra mamme e papà nelle diverse aree del Paese, restituendo il ritratto di una paternità moderna, partecipe ed emotivamente coinvolta. Il dato più emblematico riguarda proprio il senso di responsabilità che accompagna molti padri italiani: il 63% dichiara di temere di non fare abbastanza per i propri figli. Una percentuale che sale al 72% nel Nord Ovest, dove i papà si mostrano particolarmente coinvolti, ma anche più severi nei confronti di sé stessi. Nel Centro Italia emerge il ritratto dei papà più presenti e partecipi: il 73% teme che possa accadere qualcosa di brutto ai propri figli, il 57% afferma di aver bisogno di maggiore supporto nel proprio ruolo genitoriale e il 73% si dichiara preoccupato per il loro benessere e la loro crescita in un contesto sempre più complesso. Nonostante questo, sono anche i più appagati: qui il 90% si dichiara felice di essere padre, contro una media nazionale dell'80%.  L'indagine evidenzia inoltre differenze territoriali che raccontano modi diversi di vivere la paternità. Nel Nord Est emerge da parte dei papà una visione della genitorialità che guarda sia all'esperienza delle generazioni precedenti sia agli strumenti offerti dalla tecnologia: il 56% ritiene che in passato fosse più facile essere genitori, mentre il 46% utilizza smartphone e tablet come supporto nella gestione dei figli. Nel Sud e nelle Isole emerge invece una paternità più sicura e pragmatica: qui si registra il livello più basso di senso di inadeguatezza (28% contro il 34% della media) e una maggiore fiducia nei consigli degli esperti (60% contro il 53% della media nazionale). Al di là delle differenze territoriali, emerge una richiesta comune: i papà italiani non cercano di essere perfetti, ma di non essere soli. Confronto, ascolto e una rete di supporto rappresentano oggi bisogni sempre più centrali nell'esperienza della paternità. È anche da questa consapevolezza che prende vita Pampers Village, il progetto sviluppato da Pampers insieme al Centro per la Salute delle Bambine e dei Bambini (CSB) per contribuire a costruire quel "villaggio" di supporto di cui ogni genitore ha bisogno. L'iniziativa nasce dal dato che un genitore su due dichiara di sentirsi solo dopo la nascita di un figlio e mette a disposizione ricerca, strumenti digitali e momenti di incontro sul territorio, con l'obiettivo di offrire alle famiglie un supporto concreto, accessibile e vicino ai bisogni quotidiani. Dopo il debutto a Milano e la successiva tappa a Pescara nel 2025, il progetto fa ora tappa a Roma in occasione di InFamiglia Festival, il 19 e 20 settembre presso Forte! Trionfale Urban Factory. Due giornate durante le quali Pampers, in collaborazione con gli esperti del Centro per la Salute delle Bambine e dei Bambini (CSB) offrirà a mamme e papà occasioni di incontro, confronto e condivisione, trasformando in esperienza concreta quel senso di comunità che molte famiglie oggi dichiarano di cercare.  “La scelta di portare Pampers Village all'interno di InFamiglia Festival nasce dalla volontà di raggiungere le famiglie in contesti capaci di favorire connessioni autentiche e relazioni durature, trasformando un evento in un'occasione concreta per costruire quel 'villaggio' di cui ogni bambino ha bisogno. L'Osservatorio ci racconta che, pur vivendo la genitorialità con grande coinvolgimento e gioia, molti genitori sentono il peso della responsabilità e la mancanza di una rete di supporto. Con Pampers Village vogliamo contribuire a creare occasioni di incontro e condivisione, perché crediamo che il benessere dei bambini passi anche attraverso comunità capaci di accompagnare e sostenere le loro famiglie”, ha dichiarato Sergio Caccavale, Baby Care Category Executive Director. “Partecipare a questi eventi per noi significa creare opportunità per le famiglie e gettare semi per relazioni durature e significative. Il nostro obiettivo è offrire alle famiglie con bambine e bambini nella fascia 0-3 anni punti di riferimento stabili sul territorio, luoghi in cui essere accompagnati nel percorso di crescita dei loro figli e figlie e nella costruzione della propria esperienza genitoriale. In questo caso, il 'luogo' è il Villaggio per Crescere di Roma: uno spazio gratuito e accogliente, pronto ad accogliere bambine, bambini e i loro genitori” ha affermato Anduena Alushaj, Responsabile Area Early Child Development e Nurturing Care del Csb e di Un Villaggio per Crescere. Perché crescere un bambino è un'avventura straordinaria, ma nessun genitore dovrebbe affrontarla da solo. Anche per questo Pampers ha lanciato la prima Community Pampers all’interno dell’App Coccole Pampers, che ad oggi conta più di 100.000 utenti e 370.000 interazioni. Un luogo di incontro virtuale dove confrontarsi e condividere esperienze, dubbi e paure per costruire un vero e proprio villaggio su cui poter contare. Tra i servizi dell’App anche la possibilità di accedere gratuitamente a uno sportello psicologico online in collaborazione con Heart4Children. 
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Caso Ranucci, De Gregorio: “Con Lavitola devo 23 milioni allo Stato ma pago solo io”

(Adnkronos) – "Se Lavitola ha restituito qualcosa, di quei 23 milioni? Non credo proprio". A parlare con 'il Fatto Quotidiano' è l'ex senatore Sergio De Gregorio, che con l'imprenditore arrestato con l'accusa di essere il presunto mandante dell'attentato a Sigfrido Ranucci condivide una condanna contabile. Entrambi devono risarcire alla Presidenza del Consiglio 23.879.502 di euro per i contributi ricevuti da 'L’Avanti!', incassati – ricorda il quotidiano – "secondo la Corte dei conti, con fatture per operazioni inesistenti e 'strillonaggio' fittizio". A lui lo Stato pignora il vitalizio. "Non posso pagare, sono nullatenente. Campo con l’aiuto dei miei fratelli", dice. "Da Lavitola, per quel che risulta, nulla", scrive il Fatto che ha scoperto, però, che al Cefalù, il bistrot riconducibile a Lavitola sono arrivati altri soldi pubblici: "9.576 euro di Fondo ristorazione nel 2021 e, nel 2022, la garanzia dello Stato su un prestito da 100 mila euro, garantito per 80 mila, più due esenzioni Irap. Tutti al Registro nazionale degli aiuti di Stato". Intanto nella memoria depositata dalla compagna di Lavitola, Natalia Potenza, "legale rappresentante a tutte le date degli aiuti", annota il quotidiano, spunta il nome di De Gregorio, che, però precisa: "Non la conosco", sottolineando anche che i rapporti con Lavitola si sono interrotti nel 2019 ("Mai più visto e sentito"). A quello stesso anno risale un incontro al Cefalù. "Lì Lavitola gli spiegò che il ristorante era di una coop – scrive 'il Fatto Quotidiano' -. E gli raccontò dell’Avanti!: 'Mi disse quello che già sapevo: che il giornale era di Berlusconi e lui aveva lavorato come prestanome'. Ora voleva essere risarcito: 'Cinquanta milioni per i debiti e per sé'". De Gregorio, comprendendo che "c’era un disegno pressorio" depositò un esposto in Procura a Roma, a Milano e alla Consob. "Non se ne occupò nessuno – scrive ancora il
Fatto Quotidiano -. Per una tentata estorsione ai danni di Berlusconi – 5 milioni per tacere sulle escort – Lavitola è stato condannato. E il Cavaliere ha sempre negato di essere stato estorto. 'Sul letto di morte Berlusconi ha chiesto all’avvocato di Lavitola di voler testimoniare per far sì che quel processo venisse rivisto', sostiene De Gregorio, che a questa vicenda collega tutto quel che è venuto dopo. 'Io non ho prove, ho una lettura'". 
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Cattani (Club Santé Italie): “Servono nuove riforme per accelerare innovazione”

(Adnkronos) – “Oggi servono riforme ed è necessario portare avanti l’eccellente lavoro che il governo Meloni ha fatto sulla salute. In particolare, accelerare ulteriormente i tempi di accesso ai nuovi farmaci, introdurre un meccanismo di early access per farmaci e vaccini innovativi, ridurre il payback e gestire l'impatto del most favoured nation, la politica americana sul prezzo dei farmaci, affinché ci sia innovazione e sostenibilità industriale per la dipendenza storica dalla Cina e dall'India”. Sono le parole di Marcello Cattani, presidente Club Santé Italie, all’incontro svoltosi a Palazzo Farnese a Roma “Ripensare il futuro della salute”, promosso dalla stessa Club Santé Italie, che nasce dalla collaborazione tra l’Ambasciata di Francia in Italia, Business France e le principali aziende francesi che operano nel settore della salute in Italia. In questa occasione è stato presentato il rapporto di Fondazione PwC Italia Ets 'Una nuova agenda per la salute: territori, innovazione e collaborazione'. “Il sistema, grazie ai dati, deve anche misurare, quindi non più gestire le risorse a silos, ma vedere il percorso del paziente come un continuum dove, oltre alle prestazioni sanitarie e alla performance clinica, viene misurato il valore grazie all'innovazione, riallocando le risorse generate dalle innovazioni, laddove vi è più bisogno – ha spiegato – Dobbiamo misurare, ma siamo vicini grazie a una legge sull'intelligenza artificiale unica in Europa, grazie al fascicolo sanitario 2.0 e grazie all'ultimo miglio nella gestione della privacy sanitaria”. “Il Club Santè Italie svolge un ruolo fondamentale grazie a oltre 30 aziende associate, oltre 4,6 miliardi di giro d'affari e oltre 11mila dipendenti. L’insieme di innovazione, nuove possibilità di cura, nuovi servizi, nuovi farmaci, nuovi vaccini, telemedicina e dati rappresenta il Club Santé. Il nostro obiettivo è fare in modo che, attraverso la collaborazione tra i privati e il pubblico, si creino condizioni più attrattive e competitive per le nostre imprese, facendole crescere attraverso l’innovazione”, ha concluso Cattani. 
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Guccini, il testamento: le case alla moglie Raffaella, alla figlia diritti d’autore e quote societarie

(Adnkronos) – La casa di via Paolo Fabbri 43, luogo-simbolo per intere generazioni di appassionati di Francesco Guccini, e quella di Pavana, dove il cantautore è morto il 6 agosto scorso, a 86 anni, vanno in eredità alla moglie del 'maestrone', Raffaella Zuccari, come ermerso dalla pubblicazione del testamento del cantautore, che la nomina erede universale dell'artista. Alla figlia Teresa, Guccini ha invece destinato un lascito mirato, fatto di quote societarie, diritti d’autore e oggetti dal valore profondamente simbolico. Il testamento pubblico del 19 gennaio 2022, registrato ieri, 8 settembre 2026, davanti al notaio Luigi Stame alla presenza della moglie Raffaella Zuccari e della figlia Teresa, revoca espressamente ogni precedente disposizione e indica Zuccari come erede universale di tutti i beni del cantautore. Rientrano dunque nell’eredità destinata alla seconda moglie sia la casa di via Paolo Fabbri 43 a Bologna sia quella di Pavana, sull’Appennino tosco-emiliano, dove Guccini è morto il 6 agosto a 86 anni. Alla figlia Teresa vengono invece lasciate tutte le quote di partecipazione del padre nella società Limentra srl e il 50% dei diritti patrimoniali d’autore relativi all’attività professionale di cantautore e scrittore. In un passaggio autografo, Guccini le affida anche alcuni oggetti personali di grande valore affettivo: la chitarra Trameleluc, l’anello d’oro appartenuto al padre del cantautore con le iniziali F e G, e l’orologio Leonardo da Vinci, accompagnato dalla raccomandazione di “spostare le lancette dell’orologio soltanto in avanti per non romperlo”. Il quadro che emerge oggi è il risultato di un percorso testamentario articolato. Come ricostruito ieri dal 'Resto del Carlino', esisteva un precedente testamento del 2015, redatto dal notaio Lorenzo Luca, che indicava già allora Raffaella Zuccari come destinataria della casa di via Paolo Fabbri 43. Quel documento, però, non è mai stato pubblicato perché superato dal testamento del 2022, che per legge annulla ogni disposizione precedente. "Il mio è stato revocato da uno più recente", ha spiegato il notaio Luca, ricordando come nel 2015 fossero state previste "molte cose per la figlia Teresa", ma confermando che l’atto decisivo è quello depositato dal collega Stame. Nei giorni successivi alla morte del cantautore, la casa di via Paolo Fabbri è stata meta di una vera e propria processione di fan, attratti da un luogo che per decenni ha rappresentato un punto di riferimento culturale e sentimentale. Qualcuno aveva persino ipotizzato di trasformarla in una casa-museo, un luogo aperto al pubblico per custodire la memoria del Maestrone. Si tratta della casa dove è cresciuta Teresa, la figlia nata dalla lunga relazione con Angela Signorini. Ma la destinazione testamentaria è oggi definita: quella casa appartiene alla moglie Raffaella, che fino a questo momento ha scelto la via del silenzio, senza mai entrare in polemica o commentare pubblicamente le vicende ereditarie. 
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Paura in Svizzera, media: “Forte esplosione in una centrale idroelettrica nel Canton Ticino”

(Adnkronos) – Esplosione presso la centrale idroelettrica di Ritom, situata a Piotta a Leventina nel Canton Ticino. A riferirlo è la radiotelevisione svizzera. Secondo le informazioni iniziali riportate da Rsi, anche parte della struttura è crollata. La polizia cantonale del Ticino ha confermato all'Rsi che un intervento era in corso. "Le pattuglie sono in azione, ma è prematuro fornire ulteriori dettagli. Potrebbero essere state coinvolte alcune persone". Diversi media riportano che i servizi di emergenza stanno intervenendo con forza sul posto: vigili del fuoco, soccorritori del Tre Valli Soccorso e un elicottero Rega, oltre alla polizia che ha isolato l'area. 
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Pordenonelegge, Rushdie apre la 27/a edizione, Mattarella chiude il festival

(Adnkronos) – E' in arrivo dal 16 al 20 settembre Pordenonelegge, con un’edizione speciale, la numero 27: sarà inaugurata fra una settimana esatta, mercoledì 16 settembre, dallo scrittore e saggista Salman Rushdie, in dialogo con l’editorialista Federico Rampini. E domenica 20 settembre il festival si concluderà con l’intervento del presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella e il Concerto per l’Italia affidato al Trio Il Volo. In arrivo 694 voci italiane e internazionali della letteratura, del giornalismo e del pensiero, per 445 incontri in 52 sedi della città e del territorio, che includeranno 60 anteprime editoriali e ben 15 percorsi espositivi allestiti a Pordenone per accogliere il pubblico della Festa del libro e della libertà. La 27^/a edizione di Pordenonelegge è promossa dalla Fondazione Pordenonelegge.it presieduta da Michelangelo Agrusti e diretta da Michela Zin, a cura di Gian Mario Villalta (Direttore artistico) con Alberto Garlini e Valentina Gasparet. Il programma ed eventuali variazioni sul sito pordenonelegge.it Si aprirà con il primo alzabandiera ufficiale del vessillo del festival, Pordenonelegge 2026, mercoledì prossimo nella cerimonia in Piazza XX Settembre (ore 18.30), sulle note della Fanfara dell'XI Bersaglieri della Brigata Ariete, chiamate a portare un tocco di “splendida leggerezza”. E domenica 20 settembre tutta la città sarà invitata all’evento conclusivo con l’intervento del presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella, seguito dal Concerto per l’Italia che vedrà protagonista il Trio Il Volo (ore 19.30, Teatro Verdi). Un “click day”, martedì 15 settembre, permetterà di accedere a teatro. Ma nel centro storico cittadino un grande “teatro a cielo aperto” permetterà a tutti di seguire l’evento in presa diretta, ospitando oltre un migliaio di persone nelle postazioni in Piazza XX Settembre, in Piazza Cavour, Largo San Giorgio e in Piazza della Motta. Il Concerto per l’Italia del Volo vedrà protagonisti i due tenori Piero Barone e Ignazio Boschetto e il baritono Gianluca Ginoble, che apriranno il concerto con l’esecuzione dell’Inno d’Italia. L’evento è a cura di Fondazione Pordenonelegge.it, con il sostegno della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia – Assessorati alle Attività Produttive e Turismo e alla Cultura e Sport, in vista di Pordenone Capitale Italiana della Cultura 2027, con la collaborazione tecnica di Zenit srl Latisana. A pordenonelegge 2026 esordirà la speciale Onorificenza Ambassador of Freedom – Ambasciatori della Libertà, conferita da Fondazione Pordenonelegge.it al Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella, allo scrittore Salman Rushdie e a Vera Politkovskaja, figlia della giornalista Anna Politkovskaja, a pochi giorni dal ventennale dell’assassinio della madre (7 ottobre 2006).  Fra i grandi protagonisti in arrivo: lo scrittore israeliano Eshkol Nevo riceverà il Premio Crédit Agricole La storia in un romanzo. E va allo scrittore Alessandro Marzo Magno la 7/a edizione del Premio Letterario Friuli Venezia Giulia Il racconto dei luoghi e del tempo, istituito dalla Regione FVG. Imperdibili gli eventi con Michel Houellebecq e la nuova opera omnia poetica Tutte le poesie, con l’ultima raccolta inedita Si perde sempre. Peter Sloterdijk rifletterà su Trump, con Il principe e i suoi eredi. E ci saranno lo scrittore statunitense Premio Pulitzer Andrew Sean Greer, in arrivo con il romanzo inedito Villa Coco, l’iraniano-olandese Kader Abdolah, la poetessa inglese Carol Ann Duffy con l’anteprima della nuova raccolta L’invenzione della pioggia. Anteprime anche per Thomas Schlesser, Leïla Slimani, Nelio Biedermann, e centinaia di protagonisti della narrativa italiana: da Stefania Auci a Erri De Luca, Ilaria Tuti, Laura Morante, Eraldo Affinati, Mauro Covacich, Antonio Manzini, Maurizio de Giovanni, Valeria Parrella, Francesco Piccolo, Viola Ardone.   «Tutto il meglio passa ancora nei libri»: sono parole del Ddirettore artistico di Pordenonelegge, Gian Mario Villalta, intervenuto oggi alla presentazione del festival, a una settimana dal via. «Mai come quest'anno – ha sottolineato Villalta – il numero ampio di autori e autrici che faranno tappa al festival corrisponde a una vastità di punti di vista e di approfondimenti sulla realtà che viviamo, e che appare di sempre più difficile interpretazione. Teniamo che la "Festa del libro e della libertà" parli agli interessi di chiunque: dallo sport all'economia, dalla poesia alla paleontologia, dalla cucina al romanzo».  Osserva Michela Zin, Direttrice di Fondazione Pordenonelegge.it, che la “Festa” della città è già evidente nel numero delle prenotazioni: ben 5552 nella prima giornata utile contro le 4426 registrate nel 2025. Un consenso che va di pari passo con l’incremento degli “Amici di Pordenonelegge”, oltre 2400 ad oggi. Al nostro fianco 103 partners e supporters che tengo a ringraziare insieme alla città, e una squadra dei 263 Angeli, i giovani volontari». 
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Cancro al seno precoce, in Italia in 5 anni prescritti oltre 30mila test genomici

(Adnkronos) – "Dal 2020 a oggi in Italia sono stati prescritti oltre 30mila test genomici per il trattamento del tumore del seno in stadio precoce. Sono esami ormai fondamentali nella pratica clinica quotidiana e possono indicare il rischio di ricomparsa della neoplasia. Al tempo stesso hanno un ruolo predittivo nell’individuare quali pazienti traggono beneficio della chemioterapia, dopo l’intervento chirurgico. Ogni anno andrebbero prescritti ad almeno 13mila donne nel nostro Paese e quindi il loro utilizzo va ampliato. Nel 2025 per esempio sono stati eseguiti, a livello nazionale, solo 9.800 test genomici (nel 2024 erano invece stati 8.700). È poi necessario garantirne l’effettiva disponibilità sull’intero territorio nazionale". È quanto si legge nel documento finale redatto dall’Osservatorio nazionale sui test genomici. Nato a fine 2024 si pone l’obiettivo di sensibilizzare a 360 gradi sull’importanza di queste analisi molecolari. Ha visto la partecipazione di oncologi, senologi, anatomo-patologi che hanno svolto un’analisi dell’attuale situazione. Dal confronto tra gli specialisti sono emerse nuove proposte a tutela delle pazienti e della sostenibilità del sistema sanitario nazionale. I risultati raggiunti, in questi primi due anni di attività, sono presentati oggi a Milano in conferenza stampa. È stato dimostrato come siano esami in grado di ottimizzare il ricorso alla chemioterapia – sottolinea Carmen Criscitiello, consigliere Nazionale dell’Aiom/Associazione Italiana di Oncologia Medica -. Nel trattamento del carcinoma mammario precoce HR+/HER2- possono diminuire del 48% l’utilizzo della chemioterapia nelle nostre pazienti. Questi test rivestono un ruolo estremamente importante nella personalizzazione delle terapie e nella de-intensificazione dei trattamenti. La chemioterapia deve essere somministrata laddove necessario e utile, in funzione della stima del rischio di recidiva di malattia e del beneficio atteso. Un’adeguata selezione delle pazienti può consentire di evitare un trattamento chemioterapico alle donne che non ne hanno necessità, con un risparmio in termini di effetti collaterali, ma anche di costi per l’intera collettività”. “Negli ultimi anni l’adozione ai test è progressivamente aumentata in Italia e mostra un trend in crescita anche se con andamenti non ancora uniformi – prosegue Alessandra Fabi, consigliere nazionale Aiom -. Riteniamo che queste differenze siano dovute soprattutto a una mancata o incompleta discussione multidisciplinare dei singoli casi di cancro. Non sempre vi è poi una formazione specifica dei professionisti sanitari e a volte si ricorre a test alternativi che però producono evidenze scientifiche differenti. L’insufficiente utilizzo è perciò dovuto anche a fattori “culturali” e non solo a motivi economici-organizzativi. Come Osservatorio Nazionale intendiamo proseguire anche nel 2027 nelle nostre attività prestando particolare attenzione a quelle Regioni dove è più necessario e urgente promuovere l’uso di questi strumenti diagnostici”.  “La sensibilizzazione non deve riguardare solo l’oncologo medico ma tutti i professionisti che lavorano all’interno delle Breast Unit – prosegue Giancarlo Pruneri, direttore del dipartimento di Diagnostica Avanzata presso la Fondazione Irccs Istituto Nazionale dei Tumori di Milano -. Il carcinoma della mammella in fase precoce è sempre più curabile e guaribile, grazie all'evoluzione dei trattamenti che ha portato alla medicina di precisione. Il referto istopatologico e i dati molecolari, che oggi possiamo raccogliere, ci permettono una selezione migliore e più accurata delle terapie. I test genomici sono esami multigenici di biologia molecolare che forniscono maggiori informazioni, rispetto a quelle garantite dall'anatomia patologica 'tradizionale'. Abbiamo a disposizione strumenti precisi per la previsione del beneficio della chemioterapia”. “In Italia circa un terzo delle donne operate per il tumore del seno presentano 1-3 linfonodi ascellari positivi – aggiunge Corrado Tinterri, Professore Associato all'Humanitas University e Responsabile dell'Uo di Senologia alla Breast Unit dell'Humanitas Cancer Center di Rozzano -. Sono pazienti che hanno un alto rischio di recidiva della neoplasia e tutte le evidenze scientifiche, prodotte negli ultimi anni, documentano come il test genomico possa indicare l'eventuale utilità del trattamento chemioterapico. In particolare, gli studi Tailorx e RxPONDER ne hanno valutato l’efficacia tra le donne sia in post che in pre-menopausa. Secondo gli ultimi dati l’esame andrebbe prescritto a una paziente su quattro che ogni anno nel nostro Paese viene colpita dalla neoplasia mammaria”. “Dal 2020 – conclude Rosanna D'Antona, presidente di Europa Donna Italia – abbiamo iniziato un percorso in alleanza con la classe medica e le società scientifiche, per far arrivare la voce delle pazienti ai decisori. Abbiamo lanciato campagne che, con il contributo delle associazioni sul territorio, hanno raccolto oltre 15.000 firme, ottenuto attenzione pubblica e portato alla costituzione di un fondo nazionale da 20 milioni di euro annui, per garantire gratuitamente i test genomici alle donne che ne avevano indicazione. Molto, tuttavia, resta ancora da fare, a partire da equità di accesso e organizzazione dei percorsi. Vanno rimossi i ritardi burocratici e superati alcuni problemi organizzativi per garantire alle pazienti i medesimi diritti, su tutto il territorio. Siamo pronte, insieme alla nostra rete associativa, a fare la nostra parte”.  Si apre ora la seconda fase dei lavori dell’Osservatorio Nazionale ed è previsto un ampliamento dei membri e il coinvolgimento delle associazioni di pazienti e delle Istituzioni. Nei prossimi mesi saranno organizzati tre incontri in Regioni “virtuose” (ad esempio, in Lombardia, Lazio e Campania). Saranno costituiti tavoli di lavoro operativi con il coinvolgimento diretto di direzioni generali, assessorati alla sanità, rappresentanti istituzionali e clinici di riferimento. “Vogliamo creare un dialogo più strutturato per garantire l’accesso a tutte le pazienti eleggibili – concludono gli esperti -. Per esempio, vi è la possibilità di anticipare l’esecuzione del test sulla biopsia diagnostica e ciò consentirebbe una migliore pianificazione terapeutica anche in ottica neoadiuvante, e quindi prima dell’intervento chirurgico. Potremmo avere una netta riduzione dei tempi complessivi dell’intero percorso di cura. Tuttavia, l’attuale quadro normativo nazionale non prevede il rimborso del test su biopsia ed eventuali modifiche richiederebbero un aggiornamento dei decreti. Bisogna infine valutare un possibile ampliamento del fondo nazionale di 20 milioni per l’acquisto dei test genomici” 
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“Trump ha regalato 45mila dollari in cash a Natalie Harp e ad altre 2 collaboratrici”: polemiche dopo indiscrezione del Wp

(Adnkronos) – Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump ha regalato 45 mila dollari in contanti alla sua assistente esecutiva Natalie
Harp e ad altre due giovani e fedeli collaboratrici della Casa bianca. E' quanto scrive il 'Washington
Post' che cita dei documenti finanziari resi pubblici dall'amministrazione Usa. Nei moduli di dichiarazione, resi pubblici alla fine della scorsa settimana, le tre donne hanno descritto i pagamenti come "regalo in contanti per le festività". I regali ammontano a circa un terzo dei 150.000 dollari di stipendio che ciascuna di loro percepisce per il proprio incarico alla Casa Bianca, secondo una relazione annuale presentata al Congresso. Richard Painter, ex principale consulente legale per l’etica della Casa Bianca durante la presidenza di George W. Bush e critico di Trump, ha affermato che i pagamenti sembrano violare una legge federale che vieta di integrare gli stipendi dei dipendenti federali con somme provenienti da fonti esterne. "Sta chiaramente cercando di migliorare la loro situazione finanziaria mentre lavorano alla Casa Bianca" e questo "non si può fare", ha spiegato Painter. Un portavoce della Casa Bianca ha negato che i pagamenti violino qualsiasi norma. "Il presidente ha da tempo l’abitudine di fare regali di Natale alle persone della sua cerchia, compresi, in alcune occasioni, dipendenti e collaboratori, sia durante il suo mandato pubblico sia quando lavorava nel settore privato", ha affermato il portavoce della Casa Bianca Davis Ingle. "I regali in questione non hanno nulla a che vedere con i doveri ufficiali di governo di queste persone e sono pertanto pienamente consentiti dalle norme legali ed etiche applicabili". Trump, scrive il quotidiano Usa, "ha inoltre dato 45.000 dollari a Margo Martin, una consulente per le comunicazioni di 31 anni che spesso si avvicina al presidente più di quanto faccia il suo servizio di sicurezza per riprendere in video le attività quotidiane del presidente destinate ai social media, e a Chamberlain Harris, una collaboratrice della Casa Bianca di 26 anni che ricopre il ruolo di assistente esecutiva di Trump. A febbraio Trump ha nominato Harris alla Us Commission of Fine Arts, l’organo che supervisiona la sala da ballo della Casa Bianca e altri progetti edilizi nell’area di Washington".   Walt Nauta, direttore delle operazioni dell’Ufficio Ovale, sottolinea il 'Washington Post', "ha dichiarato di aver ricevuto un regalo di 20.000 dollari dal presidente. Nauta, che percepisce uno stipendio di 175.000 dollari, aveva accompagnato Trump sul 'famoso' camioncino per il catering in Turchia" per cambiare aereo come tra l'altro Natalie
Harp. Harp, collaboratrice di 35 anni che raramente si allontana da Trump, è conosciuta all’interno della Casa Bianca come la "stampante umana", perché porta con sé un dispositivo portatile per fornire a Trump le copie cartacee di articoli di giornale e post sui social media che preferisce. Harp, Martin, Harris e Nauta hanno tutti legami con Trump risalenti al suo primo mandato e facevano parte della ristretta cerchia di collaboratori che lavorarono per Trump in Florida nel periodo tra le sue due presidenze.  Martin, ricorda il quotidiano Usa, "ha iniziato a lavorare alla Casa Bianca di Trump come assistente stampa nel 2019 e ha continuato a lavorare come addetta stampa per Trump dopo l’insediamento del presidente Joe Biden. Harris ha iniziato la propria carriera alla Casa Bianca ed era conosciuta come la 'receptionist degli Stati Uniti' durante il primo mandato di Trump. Nauta è originario di Guam e si arruolò nella Marina nel 2001. Secondo i documenti militari, entro il 2021 era stato promosso al grado di senior chief culinary specialist. All’epoca Nauta lavorava alla Casa Bianca e, secondo i documenti giudiziari, Trump lo promosse a proprio valletto personale".  
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Whatsapp, da oggi sono attive le ‘liste’: ecco come funzionano

(Adnkronos) –
Novità su Whatsapp. Da oggi sull'app di messaggistica sarà possibile organizzare al meglio le proprie chat. "Trova le chat più importanti con le liste", si legge sulla notifica arrivata direttamente sul proprio Whatsapp.  Sarà possibile, infatti, personalizzare il proprio Whatsapp in modo più ordinato, in base alle proprie necessità: "Organizza le tue chat in liste (ad esempio famiglia, migliori amici o vicini) e passa da una all'altra con un semplice tocco. Con WhatsApp Plus, puoi personalizzare ogni lista con un aspetto e un suono propri, così da distinguerle all'istante", si legge ancora.  Per iniziare, sottolinea l'app, basterà toccare il simbolo '+' nella barra dei filtri in cima alla scheda chat. 
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Real Madrid-Inter, Huijsen litiga con Lautaro Martinez e Barella

(Adnkronos) –
Dean Huijsen fa infuriare il web (nerazzurro) dopo la lite con Lautaro Martinez. Il difensore ex Juventus ha giocato titolare nell'undici che José Mourinho ha schierato per la prima giornata di Champions League, in cui il suo Real Madrid è riuscito a battere l'Inter per 2-1 al Bernabeu. In un finale concitato, in cui la squadra di Chivu ha provato in ogni modo a raggiungere, senza successo, il pareggio, Huijsen ha avuto un acceso 'scambio' con Lautaro Martinez dopo un duro intervento difensivo. Il centrale dei Blancos ha alzato la gamba e rischiato di colpire in testa il capitano nerazzurro, che non l'ha presa bene, nonostante l'arbitro abbia lasciato correre. Ne è nata una lite che è durata per alcuni minuti e che ha portato all'ammonizione per entrambi i giocatori. Già in precedenza Huijsen aveva litigato con Nicolò Barella, facendogli un plateale segno di "stare zitto". Tutto ovviamente ha agitato i tifosi dell'Inter su X, mentre il giovane difensore spagnolo è stato acclamato dai propri tifosi.  
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