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Malagò torna sul caso tesseramento: “Ha dell’incredibile, strano valga solo ad personam”

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“Caso tesseramento? Ha dell’incredibile, non è un cavillo ma è semplicemente una dinamica interpretativa e il caso strano è che valga solo ad personam. Onestamente me ne potevo aspettare una, due o tre vicende ma che poi a un certo punto ci si fermasse. Per certi versi c’è una affettuosa ossessione, ma fa parte della vita. Io sono molto sereno”. Così il presidente della Figc, Giovanni Malagò, torna sul caso che lo riguarda, a margine del suo intervento agli 'Stati Generali degli Eventi' a Roma.  
"Siamo abituati alle difficoltà da sempre, ma ci sono state cose anche importanti e belle in questi due mesi", ha poi aggiunto Malagò. "Nella squadra tecnica vedo entusiasmo e complicità, tante sinergie tra Ranieri, Zola e Mancini, poi vediamo in campo cosa succederà”. Infine conclude replicando a chi gli domanda se l’attuale vicenda nella quale è coinvolto possa impattare sul dossier di Euro 2032: “Se rispondessi no, non sarei sincero, ma se rispondessi sì, sbaglierei, perché non devo dare preoccupazioni”. 
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Harry Styles torna in Italia, l’annuncio: al Circo Massimo il 7 e 8 agosto 2027

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Harry Styles in concerto al Circo Massimo di Roma il 7 e 8 agosto del 2027. L'annuncio ufficiale è arrivato dai social del cantautore e attore britannico, insieme alle altre date del tour mondiale 'Together, Together 2027', che si aprirà a Phoenix il 2 aprile per concludersi a Londra il 28 agosto, dopo aver fatto tappa anche a Dallas, Los Angeles, Toronto, Altanta, Chicago, Berlino, Parigi, Madrid e Dublino.  I biglietti saranno disponibili a partire dalla prevendita AMEX, che partirà lunedì 14 settembre alle 9:00 ora locale, mentre gli eventuali biglietti rimanenti saranno disponibili in vendita generale a partire da lunedì 14 settembre alle 16:00 ora locale.  "Finalmente lo possiamo annunciare: Harry Styles a Roma. Saranno due serate uniche 7 e 8 agosto, al Circo Massimo", conferma l'assessore ai Grandi Eventi di Roma Capitale, Alessandro Onorato, sui social. "E' ufficiale – afferma Onorato in un video postato su Instagram che si è subito riempito di commenti entusiastici di fan del cantante e attore brittanico – Harry Styles suonerà a Roma. Tor Vergata? No. Stadio Olimpico? No. Circo Massimo! Qui il 7 e l'8 agosto Harry Styles farà due concerti indimenticabili che entreranno nella storia della musica live. Migliaia di persone arriveranno da ogni parte del mondo e renderanno queste due serate uniche. Simao felici che Harry Styles venga a Roma, città che lui ama e che saprà restituirgli il grande affetto, il grande amore che ci ha dimostrato ancora una volta", aggiunge l'assessore. Che poi promette: "Le sorprese per la prossima estate non sono ancora finite. Tenetevi forte". Ogni città del tour 2027 di Harry Styles avrà uno special guest diverso: Tinashe, CA7RIEL & Paco Amoroso, Kylie Minogue, Lainey Wilson, Q Marsden, The Womack Sisters, Getdown Services, Caroline Polachek, Feist, LCD Soundsystem, Baby Rose e Tears For Fears si uniranno a Styles in date selezionate. Special guest dei due show italiani: LCD Soundsystem.  Together, Together ha preso il via nel maggio 2026 con 67 show in sette città: Amsterdam, Londra, San Paolo, Città del Messico, New York, Melbourne e Sydney. Dopo gli appuntamenti già conclusi ad Amsterdam, Londra, San Paolo e Città del Messico, Styles è attualmente nel pieno di una serie da record di 30 concerti al Madison Square Garden di New York, le sue uniche esibizioni negli Stati Uniti del 2026. Il tour proseguirà a Melbourne e Sydney a dicembre.  Styles ha inoltre recentemente ottenuto un titolo Guinness World Records per la più lunga residency di un musicista al Wembley Stadium nell’arco di un’unica serie di concerti, dopo 12 show nell’iconica venue londinese. Tornerà a Wembley per le tre esibizioni finali di Together, Together nell’agosto 2027.  
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La Bce alza i tassi di interesse al 2,50%, sale il costo del denaro

(Adnkronos) – Il Consiglio direttivo ha deciso oggi di innalzare di 25 punti base i tre tassi di interesse di riferimento della Bce. Il conflitto in Medio Oriente continua a generare pressioni sull’inflazione, che dovrebbe mantenersi su livelli ben al di sopra dell’obiettivo per un periodo prolungato, sostiene Francoforte. "La decisione odierna sottolinea l’impegno del Consiglio direttivo di definire la politica monetaria in modo da assicurare che l’inflazione si stabilizzi sull’obiettivo del 2% a medio termine". I tassi di interesse sui depositi presso la banca centrale, sulle operazioni di rifinanziamento principali e sulle operazioni di rifinanziamento marginale saranno innalzati rispettivamente al 2,50%, al 2,65% e al 2,90%, con effetto dal 16 settembre 2026. Nello scenario di base delle nuove proiezioni degli esperti della Bce l’inflazione complessiva si collocherebbe in media al 3,0% nel 2026, al 2,5% nel 2027 e al 2,1% nel 2028, comunica Francoforte insieme al rialzo dei tassi d'interesse. L’inflazione al netto della componente energetica e alimentare si porterebbe al 2,5% nel 2026, al 2,6% nel 2027 e al 2,3% nel 2028. Rispetto all’esercizio dello scorso giugno, le proiezioni per l’inflazione restano invariate per il 2026, ma sono state riviste al rialzo per il 2027 e il 2028. Nello scenario di base delle proiezioni la crescita economica dovrebbe situarsi allo 0,9% nel 2026, all’1,4% nel 2027 e all’1,5% nel 2028. La correzione al rialzo per il 2026 e il 2027 riflette principalmente una capacità di tenuta dell’economia dell’area dell’euro maggiore delle attese. Le prospettive restano molto incerte, con rischi orientati al rialzo per l’inflazione e al ribasso per la crescita economica. Riguardo allo shock energetico, i nuovi scenari formulati dagli esperti della Bce "illustrano l’ampia gamma di esiti per l’evoluzione della crescita e dell’inflazione in base a diverse ipotesi sull’intensità e sulla durata dello shock, nonché sugli effetti indiretti e di secondo impatto". Con la decisione odierna il Consiglio direttivo "resta in una posizione favorevole per affrontare l’incertezza causata dal conflitto. Per definire l’orientamento di politica monetaria adeguato, seguirà un approccio guidato dai dati, secondo il quale le decisioni vengono adottate di volta in volta a ogni riunione. In particolare, le decisioni del Consiglio direttivo sui tassi di interesse saranno basate sulla valutazione delle prospettive di inflazione e dei rischi a esse associati, considerati i nuovi dati economici e finanziari, nonché della dinamica dell’inflazione di fondo e dell’intensità della trasmissione della politica monetaria, senza vincolarsi a un particolare percorso dei tassi". 
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Zverev supera Sinner? Come cambia la race verso le Atp Finals

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Alexander Zverev supera Jannik Sinner nella race verso le Atp Finals? Lo scenario, ad oggi, è possibile. E potrebbe concretizzarsi alla fine degli Us Open 2026, in caso di successo del tennista tedesco, attuale numero 2 del ranking Atp.  Al momento, il fuoriclasse azzurro è in testa alla classifica del 2026 verso Torino, con 7950 punti accumulati. Un trionfo nello Slam americano permetterebbe però all'ultimo campione del Roland Garros di spingersi fino a quota 8650 punti, balzando in testa. Con un posto in semifinale, Zverev ha già avvicinato Sinner toccando i 7450 punti, riducendo a 500 lunghezze il distacco dal numero uno. Con la finale raggiungerebbe invece quota 7950, agguantando l'altoatesino.  Ecco la situazione attuale nella race verso le Atp Finals 2026, a cui potrebbe partecipare anche l'altro azzurro Flavio Cobolli: 
1. Jannik Sinner — 7.950 punti — già qualificato
 2. Alexander Zverev — 7.050 punti — già qualificato (e ancora in corsa agli Us Open, vincendo il torneo può arrivare a 8650 punti) 3. Carlos Alcaraz — 4.050 punti 4. Ben Shelton — 3.930 punti (ancora in corsa agli Us Open, vincendo il torneo può arrivare a 5120) 
5. Flavio Cobolli — 3.530 punti
 6. Frances Tiafoe — 3.330 punti (ancora in corsa agli Us Open, vincendo il torneo può arrivare a 4530) 7. Arthur Fils — 3.150 punti 8. Daniil Medvedev — 2.780 punti 9. Rafael Jodar— 2.509 punti 10. Taylor Fritz— 2.480 punti 
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Solidarietà, Apolito (antropologo):”Il dono crea relazioni e genera socialità positiva”

(Adnkronos) – "Tra tutti gli antropologi c'è pieno accordo sul fatto che il dono crei relazioni sociali e, quando è gratuito, la relazione sociale si fonda su un atto di generosità. La generosità è molto spesso un atto individuale, ma possiede una forza contagiosa: riesce a creare generosità anche negli interlocutori e, attraverso un vero e proprio effetto domino, la relazione che si crea genera una socialità positiva, che è probabilmente ciò di cui oggi sentiamo maggiormente la mancanza. Comportamenti come la relazione generosa tra gli esseri umani rappresentano a tutti gli effetti una cura per l'umanità". Lo ha detto l’antropologo Paolo Apolito in occasione dell’incontro dedicato a ‘la generosità che muove il mondo', promosso dal Comitato testamento solidale. "I risultati della ricerca dicono che soprattutto i giovani oggi considerano il tempo la vera base della generosità, il che fa pensare che guardino più lontano rispetto alle generazioni precedenti – aggiunge – Il tempo significa cura dell'altro, non significa liberarsi del surplus della ricchezza dando l'obolo o l'elemosina. Dedicare tempo significa dire 'ti prendo in considerazione, sono vicino a te'. La generosità è innanzitutto un'apertura verso un sentimento di umanità comune e da questo punto di vista i dati fanno ben sperare per il futuro".  Secondo i risultati dell’indagine, per la maggior parte degli italiani la generosità trova la sua espressione primaria nelle relazioni quotidiane e nella presenza. Per il 47% degli intervistati è infatti il tempo dedicato agli altri il gesto che meglio rappresenta la generosità, seguito dal supporto emotivo (44%) e dal volontariato a favore di un'organizzazione non profit (43%). Un'impostazione culturale che vede nella famiglia il luogo principale in cui questo valore si manifesta (65%), prima ancora che nei contesti della vita pubblica o sui canali digitali.  La ricerca evidenzia inoltre come questa visione relazionale del dono rappresenti il terreno fertile in cui si inserisce la conoscenza e la propensione verso il lascito solidale. Oggi quasi 8 italiani su 10 (78%) dichiarano di conoscere questo strumento e, tra gli over 50, la quota di chi prende in considerazione l'idea di destinare una parte del proprio patrimonio a una causa sociale si attesta al 23%, dato raddoppiato rispetto al 2018 (12%). Una tendenza che dimostra come il concetto di dono stia evolvendo da semplice atto estemporaneo a scelta consapevole di continuità verso le future generazioni. 
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Solidarietà, Fiocchi (Notariato): “Lascito solo con testamento, notaio azzera dubbi e garantisce eredi”

(Adnkronos) – "Solo una percentuale bassissima, pari al 12% degli italiani, conosce le modalità e i mezzi con cui fare un lascito solidale, che si fa necessariamente per testamento. Il ruolo del notaio in questo contesto è fondamentale: il testamento può essere anche olografico, cioè scritto interamente di pugno, ma deve essere comunque preceduto dalla consulenza di un notaio che supera tutte le perplessità e i dubbi che ogni cittadino ha nel momento in cui decide di regolamentare la propria successione. Il notaio può fugare ogni perplessità sulla consistenza della quota disponibile, salvaguardando la quota di legittima riservata per legge ai parenti più stretti come coniuge, figli o genitori. Inoltre aiuta a individuare la forma migliore, verificando la presenza di data e sottoscrizione per la validità dell'olografo, oppure redigendo il testamento pubblico alla presenza di due testimoni per garantire volontà chiare e applicabili". Così Flavia Fiocchi, consigliere nazionale del Consiglio nazionale del notariato (Cnn) con delega al Notariato per il sociale, intervenuta a Roma durante l’evento 'Effetto domino: la generosità che muove il mondo', promosso dal Comitato testamento solidale in occasione della Giornata internazionale del lascito solidale. "Non è affatto necessario disporre di grandi patrimoni, perché ogni gesto ha valore ed è capace di fare la differenza, anche attraverso un piccolo contributo o un singolo bene: una goccia fa il mare – spiega – Il lascito solidale ha sempre un doppio beneficiario: il primo è diretto ed è l'ente del terzo settore a cui si devolve la somma o il bene; il secondo sono i familiari stessi, perché attraverso lo strumento testamentario si tramandano il concetto e i valori della solidarietà".  L’indagine realizzata da Walden lab per il Comitato testamento solidale conferma come, di fronte a un 78% di italiani che dichiara di conoscere l'esistenza del lascito solidale, persista una marcata carenza di informazioni di carattere operativo. Oltre la metà della popolazione (52%) si considera infatti poco o per nulla informata sulle procedure pratiche da seguire per disporlo, mentre solo il 12% ritiene di padroneggiare la materia. La figura del notaio si inserisce in questo contesto come elemento di garanzia e di imparzialità, in grado di guidare il testatore anche nella scelta della corretta custodia dell'atto, dal deposito fiduciario fino all'iscrizione nel Registro volontario dei testamenti istituito dal Notariato.  La ricerca evidenzia inoltre un potenziale di crescita straordinario per tutto il comparto del terzo settore. Tra gli oltre 50enni la propensione a prendere in considerazione un lascito solidale si attesta al 23%, un dato stabile rispetto allo scorso anno ma quasi raddoppiato rispetto al 2018 (12%). In termini assoluti significa che circa 705 mila over 50 hanno già disposto un lascito solidale, mentre 5,9 milioni si dicono orientati a compiere questa scelta, con un ulteriore 29% di indecisi che potrebbe avvicinarsi a questo gesto di generosità superando gli ostacoli burocratici grazie a un'adeguata informazione giuridica. 
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Solidarietà, Bartoli (Testamento solidale): “Non servono grandi patrimoni, zero rischi per eredi”

(Adnkronos) – "Tra i pregiudizi da superare c'è prima di tutto l'idea che il lascito solidale o il testamento riguardi principalmente chi possiede un grande patrimonio. Questo non è affatto vero e gli italiani lo stanno capendo, anche se c'è ancora lavoro da fare. È fondamentale sottolineare che non vengono mai lesi i diritti degli eredi legittimi, tutelati in modo assoluto dalla legge italiana. Le nostre organizzazioni sono estremamente attente dal punto di vista sociale, etico e normativo affinché le volontà di chi fa testamento vengano pienamente rispettate". Lo ha detto Rossano Bartoli, portavoce del Comitato testamento solidale e presidente della Lega del filo d’oro, intervenendo a Roma all'evento 'Effetto domino: la generosità che muove il mondo', promosso dal Comitato testamento solidale in occasione della Giornata internazionale del lascito solidale. "Un atto di generosità come il lascito solidale determina altri atti di generosità: un comportamento eticamente positivo che guarda al futuro ne genera altri e dà la possibilità di sostenere la ricerca e le diverse cause del Terzo settore – spiega – I dati della ricerca mostrano una visione positiva e una maggiore consapevolezza: molti di coloro che fanno testamento decidono di sostenere più cause contemporaneamente, un segnale significativo della volontà di dare una mano alle future generazioni".  I dati della nuova ricerca realizzata da Walden lab per il Comitato testamento solidale, composto oggi da 31 organizzazioni non profit, mostrano infatti che la conoscenza dello strumento è ormai ampiamente diffusa nel nostro Paese. Oggi quasi 8 italiani su 10 (78%) dichiarano di conoscere il lascito solidale, quota pari a circa 35,4 milioni di persone, con un incremento di quasi 12 milioni rispetto ai 23,6 milioni rilevati nel 2012. Tra gli over 50 la propensione a prendere in considerazione l'idea di destinare una parte del proprio patrimonio a una causa sociale si attesta al 23% (il 2,5% lo ha già disposto, il 5% afferma che lo farebbe certamente e il 16% probabilmente), dato stabile rispetto al 2025 (22%), ma quasi raddoppiato nel confronto con il 2018 (12%). In termini assoluti, la rilevazione indica che circa 705mila over 50 hanno già disposto un lascito solidale, mentre 5,9 milioni si dicono orientati a compiere questa scelta. A questi si aggiunge un ulteriore 29% di persone ancora indecise, evidenziando un ampio potenziale di crescita che può essere sostenuto e guidato attraverso un'informazione sempre più chiara e trasparente. Resistono tuttavia ancora alcuni luoghi comuni: il 40% degli italiani ritiene infatti che il lascito solidale riguardi soprattutto chi non ha figli o altri eredi diretti, mentre oltre tre su dieci (32%) continuano ad associarlo a chi possiede grandi patrimoni. A cambiare è però la percezione complessiva di chi può compiere questo gesto: oggi il 28% degli italiani (contro il 13% del 2025) ritiene che il lascito solidale sia una scelta aperta a tutti, segnale di una progressiva ed efficace evoluzione culturale. Quando immaginano un lascito, gli italiani orientano la propria scelta soprattutto verso la ricerca medico-scientifica (42%), seguita dall'assistenza ai malati (33%), dal sostegno alle persone in difficoltà in Italia (30%) e dalle emergenze umanitarie, dall'aiuto alle persone con disabilità e dalla protezione degli animali (tutte al 23%). Nella scelta dell'organizzazione non profit cui affidarsi prevalgono l'affidabilità nella gestione delle risorse (43%), la trasparenza (34%) e la capacità di dimostrare l'efficacia concreta degli interventi realizzati sul campo (30%), a conferma di come la fiducia rappresenti il presupposto fondamentale per compiere un gesto di generosità destinato a durare nel tempo. 
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Testamento Solidale, in Italia propensione al lascito stabile al 23%, boom dal 2018

(Adnkronos) – 'Il tempo è denaro', recita uno dei modi di dire più diffusi. Per gli italiani, però, il tempo è 'dono': quasi una persona su due (47%) considera il tempo dedicato agli altri il gesto che meglio rappresenta la generosità. Una cultura della generosità che guarda anche al futuro: oggi quasi otto italiani su dieci (78%) dichiarano di conoscere il lascito solidale e, tra gli over 50, il 23% prenderebbe in considerazione la possibilità di destinare una parte del proprio patrimonio a una causa sociale, confermando una propensione sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno, ma quasi raddoppiata nel confronto con il 2018 (23% vs 12%). Sono alcuni dei risultati della nuova ricerca realizzata da Walden Lab per il Comitato Testamento Solidale, presentata oggi a Roma durante l'evento 'Effetto domino: la generosità che muove il mondo', promosso in occasione della Giornata Internazionale del Lascito Solidale (13 settembre) con il patrocinio del Consiglio Nazionale del Notariato. Sono previsti interventi di: Rossano Bartoli, Portavoce del Comitato Testamento Solidale e Presidente della Lega del Filo d’Oro; Flavia Fiocchi, Consigliere Nazionale del Notariato con Delega al Notariato per il Sociale; Paolo Anselmi, Presidente Walden Lab; Chiara Saraceno, sociologa; Stefano Tassinari, Forum Nazionale del Terzo Settore; Paolo Apolito, antropologo; e Silvia Casabianca, antropologa e divulgatrice. La ricerca si inserisce in un contesto nel quale il lascito solidale continua a consolidarsi come una risorsa sempre più importante per il Terzo Settore. L'ultima rilevazione del Comitato Testamento Solidale dedicata alle Organizzazioni non profit aveva infatti evidenziato che, tra il 2020 e il 2024, la quota di enti che hanno ricevuto almeno un lascito è passata dal 61% al 77%, mentre il peso dei lasciti sul totale della raccolta fondi è quasi raddoppiato, passando dall'8% al 14%. Un trend che trova riscontro anche a livello europeo, dove dal Regno Unito alla Francia, dalla Germania alla Spagna, fino al Belgio, ai Paesi Bassi e all'Austria, i lasciti solidali continuano a crescere, confermandosi una risorsa sempre più strategica per il Terzo Settore. La conoscenza del lascito solidale è ormai ampiamente diffusa. Oggi quasi otto italiani su dieci (78%) dichiarano di conoscerlo: una quota pari a circa 35,4 milioni di persone, quasi 12 milioni in più rispetto ai 23,6 milioni rilevati nel 2012. Alla diffusione della conoscenza non corrisponde però un'analoga familiarità con gli aspetti pratici: oltre la metà degli italiani (52%) si considera poco o per nulla informata sulle procedure per realizzarlo, mentre solo il 12% ritiene di conoscerle molto bene. Tra gli over 50, il 23% ha già previsto o prenderebbe in considerazione un lascito solidale: il 2,5% lo ha già disposto, il 5% afferma che lo farebbe certamente e il 16% probabilmente. Si tratta di una propensione stabile rispetto al 2025 (22%), ma quasi raddoppiata rispetto al 2018 (12%), a conferma di un cambiamento culturale di lungo periodo. In termini assoluti, significa che circa 705 mila over 50 hanno già disposto un lascito solidale, mentre 5,9 milioni si dichiarano orientati a compiere questa scelta. A questi si aggiunge un ulteriore 29% di persone ancora indecise, evidenziando un ampio potenziale di crescita che può essere sostenuto attraverso un'informazione chiara e corretta. Quando immaginano un lascito, gli italiani orientano la propria scelta soprattutto verso la ricerca medico-scientifica (42%), seguita dall'assistenza ai malati (33%), dal sostegno alle persone in difficoltà in Italia (30%) e dalle emergenze umanitarie, dall'aiuto alle persone con disabilità e dalla protezione degli animali (tutte al 23%). Nella scelta dell'organizzazione prevalgono l'affidabilità nella gestione delle risorse (43%), la trasparenza (34%) e la capacità di dimostrare l'efficacia concreta degli interventi (30%), confermando come la fiducia rappresenti il presupposto fondamentale anche per questo gesto di generosità. A frenare questa evoluzione restano, tuttavia, alcuni luoghi comuni. Quattro italiani su dieci (40%) ritengono ancora che il lascito solidale riguardi soprattutto chi non ha figli o altri eredi diretti, mentre oltre tre su dieci (32%) continuano ad associarlo a chi possiede grandi patrimoni. A cambiare, però, è anche la percezione di chi può scegliere un lascito solidale: oggi il 28% degli italiani (contro il 13% del 2025) ritiene che il lascito solidale sia una scelta che può riguardare tutti, segnale di una progressiva evoluzione culturale. "Il dato sulla propensione conferma che il lascito solidale sta entrando sempre più nella cultura degli italiani. Oggi sappiamo che questa opportunità è conosciuta da una larga maggioranza delle persone, ma sappiamo anche che esiste ancora un'ampia area di indecisione. È qui che si concentra il nostro impegno: offrire informazioni chiare e corrette, affinché ciascuno possa compiere una scelta libera e consapevole, superando quei luoghi comuni che ancora fanno percepire il lascito come qualcosa di riservato a pochi. Il lascito solidale è un gesto che nasce dalla stessa generosità che accompagna tante persone nel corso della vita e permette di continuare a sostenere cause, progetti e persone anche nel futuro”, dichiara Rossano Bartoli, Portavoce del Comitato Testamento Solidale.  "La ricerca dimostra che cresce la conoscenza del lascito solidale, ma anche che molte persone hanno ancora bisogno di informazioni chiare sulle modalità con cui può essere realizzato. Ed è proprio qui che il notaio può fare la differenza: offrendo un'informazione imparziale e accompagnando i cittadini affinché ogni scelta sia libera, consapevole e nel pieno rispetto della legge, della volontà del testatore e dei diritti degli eredi. Promuovere una corretta cultura del lascito solidale significa aiutare le persone a conoscere uno strumento che permette di trasformare un gesto di generosità in un segno concreto e duraturo di vicinanza verso gli altri, senza rinunciare alla tutela dei propri cari. Dietro ogni lascito c'è una storia, un percorso di vita e il desiderio di continuare a prendersi cura degli altri. È una scelta profondamente personale, che nasce dalla storia e dai valori di ciascuno e che, proprio per questo, merita di essere compresa e accompagnata con competenza, sensibilità e rispetto”, dichiara Flavia Fiocchi, Consigliere Nazionale del Notariato con delega al Notariato per il Sociale. Per gli italiani la generosità nasce prima di tutto nella quotidianità. Il 51% la associa spontaneamente alla solidarietà, alla gentilezza (40%) e alla condivisione (39%), mentre il 65% riconosce nella famiglia il luogo in cui questo valore trova la sua massima espressione. Più distanti risultano invece i contesti della vita pubblica, come il quartiere, il luogo di lavoro o i social network, a conferma di come la generosità venga percepita soprattutto come un'esperienza che nasce nelle relazioni più vicine. Quando si chiede quale sia il gesto che meglio rappresenta la generosità, il tempo dedicato agli altri si colloca al primo posto (47%), seguito dal supporto emotivo (44%) e dal volontariato a favore di un'organizzazione non profit (43%). Una fotografia che restituisce l'immagine di una generosità vissuta innanzitutto come presenza, ascolto e responsabilità verso gli altri, ben prima del contributo economico. Tra i più giovani emerge una sensibilità ancora più marcata verso la dimensione relazionale della generosità, con particolare attenzione alla gentilezza, alla condivisione, alla bontà e alla cura. “La ricerca ci restituisce l'immagine di un Paese nel quale la generosità continua a essere un valore profondamente radicato e prende forma, prima di tutto, nelle relazioni: nel tempo dedicato agli altri, nell'ascolto, nella vicinanza e nella disponibilità a prendersi cura della propria comunità. Ogni gesto di attenzione verso gli altri può generare un effetto domino: un piccolo atto di generosità è capace di ispirarne altri e di produrre cambiamenti concreti nella vita delle persone. È da questa cultura del dono che nasce anche il lascito solidale, la naturale prosecuzione di un modo di vivere la solidarietà che continua a generare valore anche oltre la propria esistenza”, conclude il presidente Bartoli. Questa cultura del dono si traduce anche in comportamenti concreti. Sette italiani su dieci (70%) dichiarano di aver effettuato almeno una donazione nel corso della propria vita e, nel 2026, la donazione media raggiunge i 126 euro, il valore più elevato registrato dalla ricerca. La ricerca medico-scientifica continua a rappresentare la causa maggiormente sostenuta (43%), seguita dalle emergenze umanitarie (29%), dalla protezione degli animali (21%) e dall'assistenza ai malati (20%). A guidare la scelta dell'organizzazione cui destinare il proprio sostegno resta soprattutto la fiducia (52%), seguita dalla condivisione dei progetti (41%), dall’affinità delle cause (39%) e dalle garanzie sulla gestione delle risorse (30%). Un dato che conferma come, anche nella donazione, la fiducia continui a rappresentare il principale criterio di scelta. 
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Ascolti tv, 9 settembre: in access vince ‘La Ruota’ con 23,7%, ‘Affari Tuoi’ al 20,7%

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'Erica – Una Detective per Caso', trasmesso ieri da Canale 5, è stato il programma più seguito del prime time con 2.300.000 telespettatori e uno share del 18,5%. Secondo gradino del podio per ‘Il sesso degli angeli’ su Rai1 che ha raggiunto 1.623.000 telespettatori pari all’11,4 % di share. Terza posizione per ‘Chicago P.D.’ su Italia1 che ha raggiunto 868.000 telespettatori (6,3% di share).  A seguire, tra gli altri ascolti del prime time: la partita di Champions League Liverpool-Atletico Madrid su Tv8 (817.000 telespettatori, 5,1% di share), 'Rino Gaetano – Sempre più blu' su Rai3 (790.000 telespettatori, 5,2% di share), 'È Sempre Cartabianca' su Rete4 (565.000 telespettatori, 5,5% di share), la partita di Basket dei Mondiali Femminili tra Italia e Australia su Rai2 (483.000 telespettatori, 2,9% di share),‘Putin – Anatomia di uno Zar’ su La7 (482.000 telespettatori, 3,2% di share), ‘Buy it Now – Mai Più Senza’ sul Nove (410.000 telespettatori, share 2,9%). In access prime time: su Canale dopo dopo 'Gira La Ruota della Fortuna' (3.431.000 telespettatori, 19,8% di share), 'La Ruota della Fortuna' ha ottenuto 4.136.000 telespettatori pari al 23,7% di share, mentre su Rai1 'Affari Tuoi' ha conquistato 3.624.000 telespettatori con uno share del 20,7%.  
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Unicorn Awards, l’Italia trionfa con Ninetynine: premiata come ‘Best Event Agency’

(Adnkronos) –
L'Italia con Ninetynine trionfa in Europa alla 15esima edizione degli Unicorn Awards, uno dei riconoscimenti internazionali più prestigiosi dedicati alla live communication, all'event industry e all'innovazione nei format esperienziali a livello europeo, a cui quest’anno hanno concorso 117 progetti realizzati in 24 Paesi.  Ninetynine si è aggiudicata il premio come 'Best Event Agency' ed è stata la realtà più premiata di questa edizione, nonché una delle realtà più premiate nella storia del concorso, con 9 riconoscimenti ottenuti sui 7 progetti candidati: tra questi il lancio mondiale di Ferrari Luce, il Ferrari Capital Markets Day 2025, il Tour Mondiale Amerigo Vespucci 2023-2025 con le tappe mediterranee e gli eventi di chiusura e i grandi eventi del Giubileo 2025. Gli Unicorn Awards celebrano da 15 anni a livello europeo progetti capaci di distinguersi per visione creativa, complessità esecutiva, sostenibilità, impatto socio-economico e capacità di trasformarsi in veri e propri punti di riferimento del settore: i cosiddetti “unicorni” dell'industria.  A decretare i vincitori di questa edizione in Slovenia, presso il suggestivo Castello di Lubiana, è stata una giuria di oltre 20 esperti globali presieduta da Ángeles Moreno Vallejo, General Manager di Jack Morton Worldwide, e composta da direttori marketing e brand experience manager di multinazionali come Mastercard, Volkswagen e Škoda Auto, affiancati da direttori di testate di settore ed esperti di eventi e comunicazione. “Partecipare in Europa agli Unicorn Awards ci ha permesso di confrontarci con Paesi e approcci molto diversi: è questo che rende il riconoscimento come Best Event Agency ancora più prezioso e ci spinge ad accogliere nuove sfide. Ciò che accomuna i nostri progetti, tanto diversi tra loro, sono la loro rilevanza e la complessità che comportano. La nostra firma è realizzare eventi unici, con soluzioni mai tentate prima e risultati straordinari: da Ferrari al Giubileo fino al Tour Mondiale di Nave Amerigo Vespucci 2023-2025, ogni progetto è diventato un benchmark per il settore. Tutti i premi ottenuti appartengono alle nostre squadre e ai partner, pubblici e privati, che hanno creduto in progetti senza precedenti”, ha commentato Simone Mazzarelli, amministratore delegato di Ninetynine, al termine della cerimonia.   Il lancio mondiale di Ferrari Luce (Ferrari Luce World Premiere), l'attesissimo debutto globale della prima vettura 100% elettrica nella storia di Ferrari, ideato, prodotto e gestito da Ninetynine, è stato premiato come Best Press Event, Best Luxury and Lifestyle Event, Best Product or Service Launch ed salito sul podio nella categoria Crossover Event. Un evento spettacolare che ha aperto al pubblico per la prima volta, in partnership con il Demanio, l’imponente Vela di Calatrava: un racconto collettivo, capace di legare Ferrari, Roma e la comunità globale. Il Tour Mondiale Amerigo Vespucci 2023-2025 con le tappe mediterranee e gli eventi di chiusura, già insignito di numerosi premi, agli Unicorn Awards si è aggiudicato il premio come Best Institutional and Government Event. Il progetto, ideato dal Ministro della Difesa Guido Crosetto, sostenuto dalla Difesa e da 12 ministeri e prodotto in partenariato pubblico-privato da Difesa Servizi S.p.A. e Ninetynine, ha chiuso due anni di viaggio con tre momenti chiave: il Villaggio IN Italia itinerante in nove città italiane, il rientro a Genova con concerto dal vivo e spettacolo di droni, la conferenza stampa conclusiva a Roma al Colosseo. Il ritorno della nave scuola della Marina Militare è diventato così una narrazione nazionale attorno al brand 'Italia'. Sempre con Ferrari, Ninetynine ha ricevuto i premi come Best B2B Event e Best Congress, Conference, Convention per il Ferrari Capital Markets Day 2025 & Technology & Innovation Workshop: tre giorni a Maranello in cui Ferrari ha svelato la propria visione sull'elettrificazione e presentato il nuovo telaio elettrico davanti a investitori, media e dipendenti. Luce, architettura e tecnologie avanzate hanno costruito una narrazione multisensoriale che ha tradotto in esperienza il legame tra innovazione, prestazioni e lusso. A completare il palmarès, il secondo e il terzo posto nella categoria Crossover Event, ancora con Ferrari Luce – World Premiere e con il Tour Mondiale di Nave Amerigo Vespucci 2023-2025.  
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