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Antonelli trionfa nel Gp Monza e il mondo festeggia l’Italia sui social: l’analisi Socialcom

(Adnkronos) – La vittoria di Kimi Antonelli al Gran Premio d'Italia a Monza, domenica 6 settembre 2026, ha prodotto una delle conversazioni social più massicce dell'anno. Lo spiega un'approfondita analisi Socialcom in esclusiva per

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. Il pilota Mercedes, partito dalla 19ª posizione per penalità motore, ha risalito l'intero campo e superato il compagno di squadra George Russell a tre giri dalla fine, diventando il primo italiano a vincere il Gran Premio d'Italia dopo 60 anni, da Ludovico Scarfiotti nel 1966. È la settima vittoria stagionale dell'emiliano ventenne, che consolida il comando del Mondiale con 66 punti di vantaggio su George Russell. I dati della conversazione sono eccezionali: nel mondo oltre 10 milioni di contenuti su web e social, circa 250 milioni di interazioni sommando tutti i canali incluso TikTok, e 5,8 miliardi di visualizzazioni stimate. La mappa mondiale vede gli Usa tra i principali fan, con 58 milioni di interazioni geolocalizzate, seguiti da Italia, Regno Unito, Francia, Brasile e Argentina.
 In Italia la conversazione ha raggiunto 69.200 contenuti, 14,1 milioni di interazioni e 10,9 miliardi di visualizzazioni stimate. Le interazioni triplicano rispetto al weekend precedente: è la celebrazione più compatta dell'anno. La Formula 1 ha dominato la conversazione sportiva italiana: il doppio dei contenuti rispetto al calcio e circa sette volte le interazioni nello stesso weekend.
 I social dominano l'engagement, le news online sono ormai marginali. Nel mondo TikTok ha superato Instagram per interazioni (58,5% vs 34,2%): la piattaforma domina nello sport, confermando un trend globale che la vede protagonista nei grandi eventi live. Insieme, TikTok e Instagram coprono il 92,7% dell'engagement mondiale. In Italia Instagram resta superiore con il 76,1% dell'engagement, ma TikTok è già al secondo posto con il 15,5% — un segnale chiaro di dove si sta spostando il pubblico più giovane. X (Twitter) produce il 37% dei post mondiali ma solo il 3,6% delle interazioni: il volume non si traduce in coinvolgimento. Kimi Antonelli è il motore assoluto dell'evento: 180.100 contenuti nel mondo, 24,3 milioni di interazioni. Monza e il Tempio della Velocità dominano per volume: 453.700 contenuti, 33,6 milioni di interazioni. Le immagini del pubblico che canta "Sarà perché ti amo" e l'Inno di Mameli hanno fatto il giro del mondo, generando da sole oltre 3 milioni di interazioni. Il dramma Ferrari è l'unica sacca di negatività: lo schianto di Leclerc alla Parabolica e lo scontro con Hamilton hanno generato 93.700 contenuti e 6,3 milioni di interazioni, con un sentiment negativo del 15,4% a livello mondiale. In Italia l'affetto per la Rossa prevale. Imola cresce in contenuti e interazioni, trainata dall'orgoglio emiliano per Kimi, nato a Bologna.
 L'account ufficiale @f1, sommando Instagram e TikTok, domina con 93,7 milioni di interazioni. @mercedesamgf1 raggiunge 14,5 milioni grazie al cat trend virale su TikTok. In Italia le voci più riprese sono Kimi Antonelli (2,7M), l'account F1 (2,0M), Sky Sport (2,0M), Mercedes (1,3M sommando IG e TikTok), Vogue Italia (905K con il fashion crossover). Giorgia Meloni entra nella classifica degli influencer con 153.000 interazioni su Instagram e Facebook ("Sessant'anni dopo, un italiano torna a vincere il Gran Premio d'Italia a Monza"). Anche Matteo Salvini e figure trasversali postano congratulazioni. La F1 diventa momento unitario e bipartisan, un evento che attraversa tutti i mondi: sport, fashion, politica, musica. "La vittoria di Kimi Antonelli a Monza non è solo un evento sportivo: è il più grande momento di celebrazione dell'Italia sui social nel 2026. Dieci milioni di post, un quarto di miliardo di interazioni — numeri che nessun evento italiano aveva mai raggiunto in un weekend. TikTok ha superato Instagram come piattaforma d'engagement, i social hanno schiacciato le news online, e l'Italia ha raccontato al mondo una storia di talento, passione e appartenenza attraverso un ventenne partito ultimo e arrivato primo", spiega Luca Ferlaino, Presidente di Socialcom. "Il dato più significativo è la compattezza del sentiment: 99% di commenti positivi per Kimi. Un'unanimità rara, che trasforma la F1 in un momento unitario per il Paese e per il mondo intero". 
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US Open, oggi Zverev-Van de Zandschulp: orario, precedenti e dove vederla in tv

(Adnkronos) – Alexander Zverev torna in campo agli US Open. Nella notte tra oggi e domani il tennista tedesco, numero 2 del mondo e prima testa di serie, sfida l'olandese Botic Van de Zandschulp, numero 70 del ranking Atp – in diretta tv e streaming – nei quarti di finale dello Slam americano, l'ultimo della stagione. Zverev arriva al match dopo aver eliminato Sonego, Halys, Tabilo e Darderi mentre Van de Zandschulp ha sconfitto Choinski, De Minaur, Bergs e Gea.  La sfida tra Zverev e Van de Zandschulp è in programma stanotte all'1.30 sul campo centrale. I due tennisti non si sono mai incontrati. Tutte le partite degli US Open 2026 sono trasmesse in Italia in diretta tv in chiaro su SuperTennis e in diretta tv via satellite su Sky Sport per gli abbonati. Match visibili in streaming sulle piattaforme SuperTenniX, NOW Tv e Sky Go. 
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Bertolucci attacca gli US Open: “Così vogliono distruggere il tennis”

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Paolo Bertolucci 'attacca' gli US Open. L'ex tennista azzurro si è scagliato contro l'organizzazione dello Slam americano, l'ultimo della stagione, dopo la sconfitta di Carlos Alcaraz contro Ben Shelton, arrivata in cinque set e dopo oltre quattro ore e mezza di partita. A New York il match è terminato intorno alle 3.30 ora locale, richiedendo uno sforzo fisico da parte dei giocatori che, secondo Bertolucci, ha quasi del 'disumano': "Chiedere ad un atleta di performare alle 3 di mattina significa perseguire un piano diabolico atto a distruggere il tennis", ha scritto in un tweet sul proprio profilo X. A dare ragione a Bertolucci ci sono le immagini di Alcaraz, sofferente a più riprese durante il match. Lo spagnolo, che arrivava da quattro mesi lontano dai campi a causa dell'infortunio al polso rimediato a Barcellona, ha vomitato durante la partita, visibilmente provato dalla fatica.   
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Alcaraz vomita agli US Open e… litiga con un cameraman

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Carlos Alcaraz vomita agli US Open. Il tennista spagnolo è stato eliminato nella notte italiana dall'americano Ben Shelton ai quarti di finale dello Slam statunitense, l'ultimo della stagione e a cui arrivava da campione in carica. Alcaraz si è arreso dopo cinque set al termine di un match molto probante dal punto di vista fisico, soprattutto considerato il lungo stop, di oltre quattro mesi, a cui è stato costretto per l'infortunio al polso rimediato a Barcellona. Durante un cambio campo infatti Alcaraz, che si era già 'accasciato' sulla racchetta tra un punto e un altro, ha preso l'asciugamano e ha vomitato, guardando poi con preoccupazione verso il suo angolo. Un problema dovuto senza dubbio alla fatica e alla scarsa abitudine, vista la lunga assenza dai campi, a giocare per così tanto tempo, con la partita che è durata oltre quattro ore e mezza. Pochi secondi prima di vomitare Alcaraz, conscio delle sue precarie condizioni fisiche, aveva litigato con un cameraman, che continuava a inquadrarlo. Lo spagnolo ha fatto ampi gesti con le mani per far allontanare le telecamere, per poi rivolgersi al giudice di sedia.  
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Caso Roggero, il giudice si riserva sul differimento della pena: “Il suo morale resta alto”

(Adnkronos) – Si è conclusa poco fa al tribunale di sorveglianza di Torino l’udienza per discutere il 'differimento pena per grazia' presentata da Stefano Marcolini, legale del gioielliere cuneese, Mario Roggero, condannato a 14 anni e nove mesi per l’uccisione di due rapinatori e il ferimento di un terzo che avevano assaltato la sua gioielleria nell’aprile del 2021. Il 72enne e’ rinchiuso nel carcere di Bollate e ha seguito l’udienza in video collegamento senza intervenire. Analoga udienza è fissata per il 16 settembre al tribunale di sorveglianza di Milano. Nelle scorse settimane il gioielliere aveva chiesto di poter scontare la pena ai domiciliari, in attesa della decisione del Capo dello Stato, Sergio Mattarella, sulla grazia.  
"E’ stata un’udienza molto breve, in linea con la durata dei tempi delle udienze di sorveglianza, del resto avevo già depositato una memoria. Abbiamo insistito sulle nostre richieste e il tribunale si è riservato e ci farà sapere nei prossimi giorni", ha commentato il legale Marcolini al termine dell’udienza nel corso della quale è intervenuto anche il procuratore generale che ha dato parere negativo.  "Le nostre richieste – ha proseguito l'avvocato – sono due, quella principale è il differimento della pena in attesa della decisione del capo dello Stato, in subordine detenzione domiciliare, sempre però in attesa della decisione del presidente della Repubblica. Io credo e spero che la decisione del tribunale di sorveglianza di Torino arrivi prima del 16 settembre per ogni opportuna valutazione, a quel punto se fosse in una certa direzione, probabilmente Milano potrebbe emettere anche un non luogo a provvedere". "La richiesta di differimento della pena pendente la domanda di grazia – ha ricordato il legale – deriva da una norma del codice penale su cui non ci sono grandi precedenti in giurisprudenza. Questo, quindi, credo sia un provvedimento un po' destinato a fare giurisprudenza e noi l’abbiamo motivata sulla base di quello che dice il codice, cioè che è possibile, pendente la domanda di grazia, bloccare l’esecuzione della pena”. "Sono più di 50 giorni che Mario Roggero è in carcere a Bollate, si trova bene compatibilmente con il regime carcerario il morale
resta
alto soprattutto perché abbiamo queste due udienze quella di oggi e quella del 16 al tribunale di sorveglianza di Milano a cui Roggero potrà partecipare in presenza essendo all’interno della circoscrizione del tribunale. Ha un ufficio in cui si occupa di contabilità la moglie e le figlie lo vanno a trovare regolarmente, hanno sei ore al mese e vengono sfruttate tutte", ha concluso Marcolini.  
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Famiglia, Osservatorio Pampers: il 63% dei papà teme di non fare abbastanza per i propri figli

(Adnkronos) – I papà italiani rivestono un ruolo centrale nella crescita dei propri figli. Partecipano attivamente alla vita familiare, condividono responsabilità, cercano informazioni, si confrontano con esperti e vogliono essere presenti in ogni fase dello sviluppo dei bambini. Ma questo coinvolgimento comporta anche una dimensione emotiva significativa tra dubbi, paure e il bisogno di sentirsi meno soli. È quanto emerge dall'Osservatorio Pampers realizzato con Eumetra, che ha analizzato percezioni e vissuti di 3.000 genitori tra mamme e papà nelle diverse aree del Paese, restituendo il ritratto di una paternità moderna, partecipe ed emotivamente coinvolta. Il dato più emblematico riguarda proprio il senso di responsabilità che accompagna molti padri italiani: il 63% dichiara di temere di non fare abbastanza per i propri figli. Una percentuale che sale al 72% nel Nord Ovest, dove i papà si mostrano particolarmente coinvolti, ma anche più severi nei confronti di sé stessi. Nel Centro Italia emerge il ritratto dei papà più presenti e partecipi: il 73% teme che possa accadere qualcosa di brutto ai propri figli, il 57% afferma di aver bisogno di maggiore supporto nel proprio ruolo genitoriale e il 73% si dichiara preoccupato per il loro benessere e la loro crescita in un contesto sempre più complesso. Nonostante questo, sono anche i più appagati: qui il 90% si dichiara felice di essere padre, contro una media nazionale dell'80%.  L'indagine evidenzia inoltre differenze territoriali che raccontano modi diversi di vivere la paternità. Nel Nord Est emerge da parte dei papà una visione della genitorialità che guarda sia all'esperienza delle generazioni precedenti sia agli strumenti offerti dalla tecnologia: il 56% ritiene che in passato fosse più facile essere genitori, mentre il 46% utilizza smartphone e tablet come supporto nella gestione dei figli. Nel Sud e nelle Isole emerge invece una paternità più sicura e pragmatica: qui si registra il livello più basso di senso di inadeguatezza (28% contro il 34% della media) e una maggiore fiducia nei consigli degli esperti (60% contro il 53% della media nazionale). Al di là delle differenze territoriali, emerge una richiesta comune: i papà italiani non cercano di essere perfetti, ma di non essere soli. Confronto, ascolto e una rete di supporto rappresentano oggi bisogni sempre più centrali nell'esperienza della paternità. È anche da questa consapevolezza che prende vita Pampers Village, il progetto sviluppato da Pampers insieme al Centro per la Salute delle Bambine e dei Bambini (CSB) per contribuire a costruire quel "villaggio" di supporto di cui ogni genitore ha bisogno. L'iniziativa nasce dal dato che un genitore su due dichiara di sentirsi solo dopo la nascita di un figlio e mette a disposizione ricerca, strumenti digitali e momenti di incontro sul territorio, con l'obiettivo di offrire alle famiglie un supporto concreto, accessibile e vicino ai bisogni quotidiani. Dopo il debutto a Milano e la successiva tappa a Pescara nel 2025, il progetto fa ora tappa a Roma in occasione di InFamiglia Festival, il 19 e 20 settembre presso Forte! Trionfale Urban Factory. Due giornate durante le quali Pampers, in collaborazione con gli esperti del Centro per la Salute delle Bambine e dei Bambini (CSB) offrirà a mamme e papà occasioni di incontro, confronto e condivisione, trasformando in esperienza concreta quel senso di comunità che molte famiglie oggi dichiarano di cercare.  “La scelta di portare Pampers Village all'interno di InFamiglia Festival nasce dalla volontà di raggiungere le famiglie in contesti capaci di favorire connessioni autentiche e relazioni durature, trasformando un evento in un'occasione concreta per costruire quel 'villaggio' di cui ogni bambino ha bisogno. L'Osservatorio ci racconta che, pur vivendo la genitorialità con grande coinvolgimento e gioia, molti genitori sentono il peso della responsabilità e la mancanza di una rete di supporto. Con Pampers Village vogliamo contribuire a creare occasioni di incontro e condivisione, perché crediamo che il benessere dei bambini passi anche attraverso comunità capaci di accompagnare e sostenere le loro famiglie”, ha dichiarato Sergio Caccavale, Baby Care Category Executive Director. “Partecipare a questi eventi per noi significa creare opportunità per le famiglie e gettare semi per relazioni durature e significative. Il nostro obiettivo è offrire alle famiglie con bambine e bambini nella fascia 0-3 anni punti di riferimento stabili sul territorio, luoghi in cui essere accompagnati nel percorso di crescita dei loro figli e figlie e nella costruzione della propria esperienza genitoriale. In questo caso, il 'luogo' è il Villaggio per Crescere di Roma: uno spazio gratuito e accogliente, pronto ad accogliere bambine, bambini e i loro genitori” ha affermato Anduena Alushaj, Responsabile Area Early Child Development e Nurturing Care del Csb e di Un Villaggio per Crescere. Perché crescere un bambino è un'avventura straordinaria, ma nessun genitore dovrebbe affrontarla da solo. Anche per questo Pampers ha lanciato la prima Community Pampers all’interno dell’App Coccole Pampers, che ad oggi conta più di 100.000 utenti e 370.000 interazioni. Un luogo di incontro virtuale dove confrontarsi e condividere esperienze, dubbi e paure per costruire un vero e proprio villaggio su cui poter contare. Tra i servizi dell’App anche la possibilità di accedere gratuitamente a uno sportello psicologico online in collaborazione con Heart4Children. 
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Caso Ranucci, De Gregorio: “Con Lavitola devo 23 milioni allo Stato ma pago solo io”

(Adnkronos) – "Se Lavitola ha restituito qualcosa, di quei 23 milioni? Non credo proprio". A parlare con 'il Fatto Quotidiano' è l'ex senatore Sergio De Gregorio, che con l'imprenditore arrestato con l'accusa di essere il presunto mandante dell'attentato a Sigfrido Ranucci condivide una condanna contabile. Entrambi devono risarcire alla Presidenza del Consiglio 23.879.502 di euro per i contributi ricevuti da 'L’Avanti!', incassati – ricorda il quotidiano – "secondo la Corte dei conti, con fatture per operazioni inesistenti e 'strillonaggio' fittizio". A lui lo Stato pignora il vitalizio. "Non posso pagare, sono nullatenente. Campo con l’aiuto dei miei fratelli", dice. "Da Lavitola, per quel che risulta, nulla", scrive il Fatto che ha scoperto, però, che al Cefalù, il bistrot riconducibile a Lavitola sono arrivati altri soldi pubblici: "9.576 euro di Fondo ristorazione nel 2021 e, nel 2022, la garanzia dello Stato su un prestito da 100 mila euro, garantito per 80 mila, più due esenzioni Irap. Tutti al Registro nazionale degli aiuti di Stato". Intanto nella memoria depositata dalla compagna di Lavitola, Natalia Potenza, "legale rappresentante a tutte le date degli aiuti", annota il quotidiano, spunta il nome di De Gregorio, che, però precisa: "Non la conosco", sottolineando anche che i rapporti con Lavitola si sono interrotti nel 2019 ("Mai più visto e sentito"). A quello stesso anno risale un incontro al Cefalù. "Lì Lavitola gli spiegò che il ristorante era di una coop – scrive 'il Fatto Quotidiano' -. E gli raccontò dell’Avanti!: 'Mi disse quello che già sapevo: che il giornale era di Berlusconi e lui aveva lavorato come prestanome'. Ora voleva essere risarcito: 'Cinquanta milioni per i debiti e per sé'". De Gregorio, comprendendo che "c’era un disegno pressorio" depositò un esposto in Procura a Roma, a Milano e alla Consob. "Non se ne occupò nessuno – scrive ancora il
Fatto Quotidiano -. Per una tentata estorsione ai danni di Berlusconi – 5 milioni per tacere sulle escort – Lavitola è stato condannato. E il Cavaliere ha sempre negato di essere stato estorto. 'Sul letto di morte Berlusconi ha chiesto all’avvocato di Lavitola di voler testimoniare per far sì che quel processo venisse rivisto', sostiene De Gregorio, che a questa vicenda collega tutto quel che è venuto dopo. 'Io non ho prove, ho una lettura'". 
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Cattani (Club Santé Italie): “Servono nuove riforme per accelerare innovazione”

(Adnkronos) – “Oggi servono riforme ed è necessario portare avanti l’eccellente lavoro che il governo Meloni ha fatto sulla salute. In particolare, accelerare ulteriormente i tempi di accesso ai nuovi farmaci, introdurre un meccanismo di early access per farmaci e vaccini innovativi, ridurre il payback e gestire l'impatto del most favoured nation, la politica americana sul prezzo dei farmaci, affinché ci sia innovazione e sostenibilità industriale per la dipendenza storica dalla Cina e dall'India”. Sono le parole di Marcello Cattani, presidente Club Santé Italie, all’incontro svoltosi a Palazzo Farnese a Roma “Ripensare il futuro della salute”, promosso dalla stessa Club Santé Italie, che nasce dalla collaborazione tra l’Ambasciata di Francia in Italia, Business France e le principali aziende francesi che operano nel settore della salute in Italia. In questa occasione è stato presentato il rapporto di Fondazione PwC Italia Ets 'Una nuova agenda per la salute: territori, innovazione e collaborazione'. “Il sistema, grazie ai dati, deve anche misurare, quindi non più gestire le risorse a silos, ma vedere il percorso del paziente come un continuum dove, oltre alle prestazioni sanitarie e alla performance clinica, viene misurato il valore grazie all'innovazione, riallocando le risorse generate dalle innovazioni, laddove vi è più bisogno – ha spiegato – Dobbiamo misurare, ma siamo vicini grazie a una legge sull'intelligenza artificiale unica in Europa, grazie al fascicolo sanitario 2.0 e grazie all'ultimo miglio nella gestione della privacy sanitaria”. “Il Club Santè Italie svolge un ruolo fondamentale grazie a oltre 30 aziende associate, oltre 4,6 miliardi di giro d'affari e oltre 11mila dipendenti. L’insieme di innovazione, nuove possibilità di cura, nuovi servizi, nuovi farmaci, nuovi vaccini, telemedicina e dati rappresenta il Club Santé. Il nostro obiettivo è fare in modo che, attraverso la collaborazione tra i privati e il pubblico, si creino condizioni più attrattive e competitive per le nostre imprese, facendole crescere attraverso l’innovazione”, ha concluso Cattani. 
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Guccini, il testamento: le case alla moglie Raffaella, alla figlia diritti d’autore e quote societarie

(Adnkronos) – La casa di via Paolo Fabbri 43, luogo-simbolo per intere generazioni di appassionati di Francesco Guccini, e quella di Pavana, dove il cantautore è morto il 6 agosto scorso, a 86 anni, vanno in eredità alla moglie del 'maestrone', Raffaella Zuccari, come ermerso dalla pubblicazione del testamento del cantautore, che la nomina erede universale dell'artista. Alla figlia Teresa, Guccini ha invece destinato un lascito mirato, fatto di quote societarie, diritti d’autore e oggetti dal valore profondamente simbolico. Il testamento pubblico del 19 gennaio 2022, registrato ieri, 8 settembre 2026, davanti al notaio Luigi Stame alla presenza della moglie Raffaella Zuccari e della figlia Teresa, revoca espressamente ogni precedente disposizione e indica Zuccari come erede universale di tutti i beni del cantautore. Rientrano dunque nell’eredità destinata alla seconda moglie sia la casa di via Paolo Fabbri 43 a Bologna sia quella di Pavana, sull’Appennino tosco-emiliano, dove Guccini è morto il 6 agosto a 86 anni. Alla figlia Teresa vengono invece lasciate tutte le quote di partecipazione del padre nella società Limentra srl e il 50% dei diritti patrimoniali d’autore relativi all’attività professionale di cantautore e scrittore. In un passaggio autografo, Guccini le affida anche alcuni oggetti personali di grande valore affettivo: la chitarra Trameleluc, l’anello d’oro appartenuto al padre del cantautore con le iniziali F e G, e l’orologio Leonardo da Vinci, accompagnato dalla raccomandazione di “spostare le lancette dell’orologio soltanto in avanti per non romperlo”. Il quadro che emerge oggi è il risultato di un percorso testamentario articolato. Come ricostruito ieri dal 'Resto del Carlino', esisteva un precedente testamento del 2015, redatto dal notaio Lorenzo Luca, che indicava già allora Raffaella Zuccari come destinataria della casa di via Paolo Fabbri 43. Quel documento, però, non è mai stato pubblicato perché superato dal testamento del 2022, che per legge annulla ogni disposizione precedente. "Il mio è stato revocato da uno più recente", ha spiegato il notaio Luca, ricordando come nel 2015 fossero state previste "molte cose per la figlia Teresa", ma confermando che l’atto decisivo è quello depositato dal collega Stame. Nei giorni successivi alla morte del cantautore, la casa di via Paolo Fabbri è stata meta di una vera e propria processione di fan, attratti da un luogo che per decenni ha rappresentato un punto di riferimento culturale e sentimentale. Qualcuno aveva persino ipotizzato di trasformarla in una casa-museo, un luogo aperto al pubblico per custodire la memoria del Maestrone. Si tratta della casa dove è cresciuta Teresa, la figlia nata dalla lunga relazione con Angela Signorini. Ma la destinazione testamentaria è oggi definita: quella casa appartiene alla moglie Raffaella, che fino a questo momento ha scelto la via del silenzio, senza mai entrare in polemica o commentare pubblicamente le vicende ereditarie. 
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Paura in Svizzera, media: “Forte esplosione in una centrale idroelettrica nel Canton Ticino”

(Adnkronos) – Esplosione presso la centrale idroelettrica di Ritom, situata a Piotta a Leventina nel Canton Ticino. A riferirlo è la radiotelevisione svizzera. Secondo le informazioni iniziali riportate da Rsi, anche parte della struttura è crollata. La polizia cantonale del Ticino ha confermato all'Rsi che un intervento era in corso. "Le pattuglie sono in azione, ma è prematuro fornire ulteriori dettagli. Potrebbero essere state coinvolte alcune persone". Diversi media riportano che i servizi di emergenza stanno intervenendo con forza sul posto: vigili del fuoco, soccorritori del Tre Valli Soccorso e un elicottero Rega, oltre alla polizia che ha isolato l'area. 
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