Anno nuovo, problemi vecchi nelle carceri del Lazio. Ferma presa di posizione di Franco d’Ascenzi e Piero Pennacchia, dirigenti sindacali del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, il primo e più rappresentativo della Categoria, dopo l’ultimo grave episodio avvenuto ieri nella Casa circondariale di Frosinone e rilanciano il grido d’allarme del personale di Polizia in servizio nella struttura detentiva frusinate:
Anno nuovo con aggressione nella casa circondariale di Frosinone
«Ieri, in tarda mattinata, un detenuto italiano con problemi psichiatrici, già noto perché resosi protagonista di eventi critici durante la detenzione, dopo avere finito di parlare con l’educatrice, è uscito dalla stanza lamentandosi di varie cose: oltre a queste, voleva andare a casa perché, a suo dire, detenuto ingiustamente. L’uomo, invece di dirigersi verso la Sezione detentiva dove è ristretto, si è diretto verso ingresso detenzione. In quel momento c’erano due poliziotti, che si stavano dirigendo verso l’uscita per andare in mensa, i quali hanno cercato di riportarlo alla calma, cercando di farlo tornare indietro.
Reazione violenta
Improvvisa e spropositata la reazione violenta del detenuto: ne è nata una colluttazione e uno dei due colleghi ha avuto la peggio con delle ferite al volto. Sono poi intervenuti altri Baschi Azzurri che hanno bloccato il detenuto». I due sindacalisti, che esprimo solidarietà ai due Agenti contusi che sono dovuti poi ricorrere alle cure dei medici del Pronto, denunciano che: «il SAPPE aveva suggerito alla Direzione di individuare una Sezione dove mettere questi soggetti da tenere chiusi, ma nessuno fin ora ha preso in considerazione questa ipotesi.
Lasciati senza mezzi di protezione
È grave che il personale di Polizia Penitenziaria sia lasciato senza mezzi di protezione, di difesa e senza strumenti di intervento ma soprattutto basta alla gestione di detenuti con problemi psichiatrici. Noi crediamo che la Polizia Penitenziaria di Frosinone, che ha pure dimostrato grande professionalità e senso del dovere, non debba essere messa nelle condizioni di vivere situazioni di alta tensione sotto il profilo della sicurezza e dell’ordine per detenuti che non devono stare in un carcere ma in una struttura ad hoc».