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Cronaca

Roma, turista incide il nome della fidanzata su un muro del Colosseo

A Roma, un turista ha inciso il nome della fidanzata – Haley – con una chiave sul muro del Colosseo.

Il gesto è stato ripreso da un altro visitatore, che ha poi pubblicato

il video su Reddit, scrivendo: “Turista stro**o incide il nome della sua fidanzata sul muro del Colosseo”.

Nel video, si vede il turista che incide sul muro per poi girarsi,

guardare verso la telecamera del visitatore che sta riprendendo e sorridere.

In sottofondo si sente l’uomo che fa il video – e che ha poi postato il filmato – dire “Seriamente? Stupido stro**o”. 

Rispondendo ai commenti su Reddit, il visitatore ha raccontato di aver riferito il fatto al personale, il quale ha allertato la polizia. 

IL COMMENTO DEL MINISTRO DELLA CULTURA GENNARO SANGIULIANO

“Reputo gravissimo, indegno e segno di grande inciviltà che un turista sfregi uno dei luoghi più celebri al mondo, un patrimonio della storia come il Colosseo, per incidere il nome della sua fidanzata. Spero che chi ha compiuto questo gesto all’Anfiteatro Flavio venga individuato e sanzionato secondo le nostre leggi”. Lo ha detto il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, commentando il video.

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Roma. Morta in un incidente dopo il concerto di Tiziano Ferro

Era partita da Rieti per uno dei suoi cantanti preferiti, Tiziano Ferro. Dopo il concerto allo stadio Olimpico, l’incidente stradale, a Roma,

in cui ha perso la vita.

E’ SUCCESSO NELLA NOTTE TRA SABATO E DOMENICA

Una giovane di 26 anni, Martina Ventura, è morta nella notte tra sabato e domenica a Roma. L’auto, condotta dal suo compagno, di 28 anni,

per cause da accertare, è finita contro un muro in via della Pisana, all’altezza di via Morelli.

La ragazza è deceduta nell’impatto, mentre il giovane è rimasto ferito

ed è stato trasportato in ospedale, non in pericolo di vita.

Dai test, l’uomo è risultato negativo sia al consumo di stupefacenti che di alcol.

Martina era originaria di Marcetelli, piccolo paese della provincia di Rieti, ma abitava in via Nuova, nel centro di Rieti. Da quanto è stato possibile ricostruire, sabato aveva raggiunto il compagno e insieme sono andati al concerto, prima delle due serate del cantautore di Latina.

Da capire l’esatta dinamica dell’incidente e le cause.

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Roma. ‘Se non mi dai 100mila euro ti uccido’, arrestato cittadino macedone

 Ha vessato per mesi un 90enne e suo figlio arrivando a minacciarli

di morte se non gli avessero consegnato 100 mila euro, denaro

preteso per un non meglio specificato risarcimento.

Per questo i carabinieri della Compagnia di Pomezia hanno arrestato

un cittadino straniero di 26 anni accusato di estorsione aggravata.

IN MANETTE CITTADINO MACEDONE CHE VESSAVA 90ENNE

Le vittime, esasperate dall’esosa richiesta da parte del cittadino macedone, hanno chiesto aiuto ai Carabinieri della Stazione

Divino Amore, i quali acquista la denuncia, sono subito intervenuti a casa dell’anziano e poco dopo hanno visto arrivare l’indagato,

per ritirare denaro e un assegno, così come aveva richiesto. Bloccato immediatamente dai militari, che hanno assistito alla scena, il 26enne

è stato identificato e arrestato, condotto in caserma e successivamente il suo arresto è stato convalidato dopo il giudizio direttissimo con l’applicazione di una misura cautelare. 

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Cronaca

Rissa tra detenuti a Regina Coeli, prima della messa

Rissa tra detenuti a Regina Coeli, prima della messa domenicale. «Dopo che sabato si erano avvertiti segni di tensione, domenica mattina tra i detenuti ristretti nelle Sezioni III e VI, è scoppiato il finimondo», spiega Maurizio Somma, segretario nazionale per il Lazio del SAPPE.

Rischio di una rissa già sabato

«I detenuti della III, tutti a torso nudo, non volevano rientrare nelle celle e solamente l’abilità persuasiva di un Sovrintendente della Polizia Penitenziaria ha smorzato sul nasce l’alta tensione. Domenica, con la scusa di recarsi alla Santa Messa, che si teneva nella rotonda, i detenuti della III Sezione, complice anche il fatto che i Reparti sono completamente aperti per la folle scelta della vigilanza dinamica, sono partiti in massa, almeno una settantina, armati con bastoni e spranghe ricavate dagli oggetti presenti nelle celle, per aggredire i ristretti ospitati nella VI Sezione. Poteva essere una carneficina, tenuto conto che c’erano solo tre poliziotti lì in servizio che comunque hanno fatto veramente l’impossibile per tentare di fronteggiare i rivoltosi.

Mega rissa tra detenuti

I pochi detenuti del VI hanno chiamato i rinforzi ed un’altra sessantina di ristretti del loro Padiglione è accorso: i detenuti si sono picchiati violentemente, anche con le sedie di legno predisposte per seguire la Santa Messa, dando vita ad una maga rissa. Per fortuna, nessun poliziotto è rimasto coinvolto, contuso o ferito. Poi, con molte difficoltà, si è riusciti a separare e dividere i detenuti. Un lavoro, immane, per i poliziotti in servizio».

La denuncia di Maurizio Somma

Somma denuncia: «La cosa più grave che emerge da questa ennesima rissa è che nulla l’amministrazione riesce a porre in essere per eliminare queste lotte tra bande in cui potrebbe anche avere epiloghi peggiori. Ormai questi “giochi di potere” sono all’ordine del giorno, alla pari di luoghi malfamati come le banlieue francesi dove vige la legge della giungla. Tale situazione di immobilismo da parte dell’amministrazione penitenziaria sta mettendo a dura prova il lavoro della Polizia Penitenziaria, tanto che come SAPPE stiamo decidendo di dare vita a breve ad eclatanti azioni di protesta per manifestare il proprio disagio lavorativo». Impietoso il giudizio di Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE: «Così non si può andare più avanti: è uno stillicidio continuo e quotidiano».

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Incinta di corsa contromano in ospedale, ma nascondeva droga

Incinta di corsa contromano in ospedale, ma nascondeva droga: i Carabinieri della Stazione Roma Monte Mario hanno arrestato una 48enne e denunciato una 17enne, entrambe cittadine romane, rispettivamente madre e figlia, gravemente indiziate del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. I militari, impegnati in un servizio di controllo del territorio, transitando in via Trionfale hanno notato un’autovettura che procedeva nel senso contrario di marcia, con a bordo due donne. Al fine di capire la motivazione della manovra, i Carabinieri hanno fermato l’auto.

Madre accompagna la figlia incinta in ospedale per accertamenti urgenti

Le occupanti hanno così spiegato che avevano necessità di raggiungere urgentemente l’ospedale per l’avanzato stato di gravidanza della minore. Per questo motivo i militari hanno prestato assistenza e fatto da “staffetta” fino al pronto soccorso. Giunti a destinazione, la 17enne è stata subito visitata e assistita dai sanitari mentre la madre è stata sottoposta al controllo dei documenti, ma è risultata sprovvista della patente di guida, già ritirata in passato, poiché era stata segnalata alla competente Prefettura di Roma, quale consumatrice di sostanze stupefacenti.

Ritrovati dai militari 51 g. di hashish

Ragion per cui, i militari insospettiti anche dall’atteggiamento impaziente della donna, hanno perquisito il veicolo rinvenendo nella disponibilità della 48enne un cilindro di hashish dal peso di 51 g. Nel frattempo, i sanitari che avevano preso in cura la 17enne hanno riferito ai Carabinieri che la minore, dopo essere entrata nel pronto soccorso, si era diretta immediatamente in bagno per disfarsi di due cilindri di 51 g della medesima sostanza, gettandoli nell’immondizia, nonché della somma contante di circa 2.500 euro, ritenuta provento della pregressa attività illecita.

Duplice arresto finale

Per questo motivo la 48enne è stata arrestata e, ad esito della convalida nel corso del rito direttissimo, è stata sottoposta agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, mentre la figlia 17enne è stata denunciata a piede libero per lo stesso reato e messa a disposizione del Tribunale dei minorenni.

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Estorsione aggravata, 26enne macedone in manette a Pomezia

Estorsione aggravata ai danni di un 90enne, 26enne macedone in manette a Pomezia. Da mesi e con insistenza, avrebbe vessato un anziano 90enne invalido e suo figlio, minacciandoli di morte e di vari danneggiamenti se non avessero soddisfatto la sua esorbitante e pretestuosa richiesta di 100.000 euro, pretesi a titolo di un non meglio specificato risarcimento. Le vittime, esasperate dall’esosa richiesta ed intimorite, hanno chiesto aiuto ai Carabinieri della Stazione Divino Amore, i quali acquista la denuncia, sono subito intervenuti a casa dell’anziano e poco dopo, hanno visto arrivare l’indagato, per ritirare denaro e un assegno, così come aveva richiesto. Bloccato immediatamente dai militari, che hanno assistito alla scena, il 26enne è stato type=’text/javascript’ identificato e arrestato, condotto in caserma e successivamente il suo arresto è stato convalidato dopo il giudizio direttissimo presso il Tribunale di Roma, con l’applicazione di una misura cautelare.

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Roma. Rubano denaro a una turista, il cameriere blocca le due ladre

A caccia di turisti da derubare a due passi dal Cupolone. Due ladre,

che avevano messo nel mirino una cittadina statunitense che si trovava seduta al tavolo di un bar. A intralciare i piani delle borseggiatrici il cameriere del locale. Inseguite e bloccate da quest’ultimo è infatti scoppiato il parapiglia.

A interrompere la lite i carabinieri, che hanno poi arrestato la coppia di ladre.

LA RICHIESTA D’INTERVENTO AL 112 IN VIA DELLA CONCILIAZIONE A ROMA

La richiesta d’intervento al 112 a seguito di un parapiglia davanti a un bar di via della Conciliazione. Sul posto è intervenuta una pattuglia di carabinieri del nucleo radiomobile di Roma.

Due ragazze nomadi erano state bloccate da un cameriere e da una turista statunitense alla quale, approfittando di un momento di distrazione, erano state asportate due buste che aveva in borsa, contenenti migliaia di euro e dollari Usa. 

I militari dell’Arma hanno arrestato e portato via le due ragazze e recuperato la refurtiva che è stata riconsegnata alla vittima.

Le due arrestate dovranno rispondere di furto aggravato in concorso.

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Gaeta. Mangia tonno fatto in casa, muore un 70enne intossicato da botulino

Una intossicazione da botulino si è rivelata fatale per un

70enne che, nonostante sia ricorso alle cure dei sanitari del 118,

non ce l’ha fatta. Due le coppie che avevano mangiato il tonno,

ritenuto poi contaminato, e tutti e quattro sono dovuti ricorrere alle cure del pronto soccorso di Formia. Le due coppie avevano raggiunto il Golfo di Gaeta per trascorrere qualche giorno al mare, come riporta

Il Messaggero, in una serata trascorsa insieme, una delle due donne aveva portato il suo tonno fatto in casa, quello che era solita preparare da anni e che mai aveva dato problemi.

MUORE UN UOMODI 70 ANNI CHE AVEVA GIA’ PROBLEMI CARDIACI

Stavolta, però, è risultato addirittura fatale a un 70enne che aveva già problemi cardiaci, tre bypass e non è riuscito a superare lo choc settico. Tutti e quattro avevano iniziato ad avvertire fastidi vari, trai quali un grande senso di spossatezza e difficoltà respiratorie, finché la situazione non è diventata tale da indurli a ricorrere alle cure dei medici del pronto soccorso di Formia.

I sanitari, dopo gli accertamenti di rito, considerate le gravi condizioni di salute di tre dei quattro pazienti, ha ritenuto di disporre il trasferimento al Santa Maria Goretti di Latina.

La donna che aveva preparato il tonno è rimasta al Dono Svizzero,

il marito è stato ricoverato a Latina nel reparto di Medicina d’urgenza e l’altra coppia in Rianimazione, sempre nel capoluogo pontino.

Ma le condizioni dell’uomo sono improvvisamente peggiorate, nella giornata di ieri. A tutti è stato somministrato il siero iperimmune che era arrivato a Latina dopo la richiesta al ministero della Salute, ma il 70enne non ce l’ha fatta, mentre le condizioni degli altri tre restano serie.

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Cronaca

Sfonda porta al Pronto Soccorso di Frosinone e fugge

È stato rintracciato e denunciato a piede libero il paziente che durante

la notte ha sfondato a calci una delle porte d’ingresso del

Pronto Soccorso dell’ospedale Spaziani di Frosinone scagliandosi poi contro le barelle, la scrivania e le sedie nell’anticamera che separa dagli ambulatori.

Protagonista dell’episodio è stato un uomo in stato di agitazione e

per questo portato in ospedale con l’ambulanza intorno alle 2 della notte scorsa.

L’UOMO E’ STATO DENUNCIATO. EPISODIO SIMILE A CASSINO

Dopo avere seminato il panico si è allontanato prima dell’arrivo

delle Forze dell’ordine. In mattinata è stato identificato e denunciato.
Il Segretario Generale della Cisl Funzione Pubblica di Frosinone Antonio Cuozzo ha evidenziato come l’episodio “metta in luce la

grave mancanza di sicurezza che si trovano a vivere tutti gli operatori sanitari. Qualche tempo fa un analogo episodio, finito con un’infermiera ferita aveva già acceso i riflettori su questa difficile situazione. Chiediamo sistemi idonei di sicurezza per tutelare i lavoratori”.
Un episodio analogo è accaduto la settimana scorsa nell’ospedale

Santa Scolastica di Cassino dove i familiari di un giovane appena soccorso pretendevano di entrare nella sala Rossa dove stavano avvenendo le cure.

Al rifiuto di lasciarli passare hanno seminato il panico.

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Cronaca

Pedone travolto a Roma, motociclista a processo

– Il gup di Roma ha rinviato a giudizio il motociclista che ha investito

e ucciso Claudio Iacoponi il 16 ottobre del 2020 in via Nomentana.

Nei confronti dell’imputato, un 48enne di Guidonia Montecelio,

la Procura contesta il reato di omicidio stradale.

IL PROCESSO E’ STATO FISSATO IL PRIMO APRILE 2025

Il processo è stato fissato fra due anni, il primo aprile del 2025.
Iacoponi, i cui familiari sono assistiti dallo Studio3A- Valore Spa,

venne investito mentre attraversava la careggiata con le stampelle perché aveva una gamba fratturata. Il sessantunenne venne sbalzato per alcuni metri sbattendo violentemente il capo e riportando un gravissimo trauma cranico con edema cerebrale: trasportato in condizioni disperate all’ospedale San Giovanni, dopo cinque giorni di agonia, il 21 ottobre, è deceduto.