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Roma. Incidente Casal Palocco : disposta perizia sulla dinamica e velocità Suv

I pm della Procura di Roma che indagano sull’incidente avvenuto

il 14 giugno a Casal Palocco, costato la vita ad un bimbo di 5 anni, hanno disposto una maxi consulenza per accertare la dinamica

dello scontro e la velocità a cui viaggiava il Suv Lamborghini guidato da Matteo Di Pietro che è accusato di omicidio stradale e lesioni.

ANALISI DELLE TELECAMERE PRESENTI NEL TRATTO DI STRADA

I magistrati di piazzale Clodio, coordinati dall’aggiunto Michele Prestipino, hanno affidato ai periti l’analisi delle telecamere presenti

nel tratto di strada e potrebbero acquisire anche quelle presenti su almeno due bus dell’Atac che transitavano in quel frangente e avrebbero ripreso le fasi dello scontro.

Obiettivo degli inquirenti è capire se Di Pietro abbia effettuato sorpassi o manovre azzardate e a quale velocità stesse andando.

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Roma. Liberate tre case occupate tra Tufello, Serpentara e Vigne Nuove

Altri tre appartamenti occupati liberati. Succede nel municipio Montesacro, già oggetto lo scorso 23 maggio dello sgombero di

tre case dell’Ater.

L’intervento degli agenti in assetto antisommossa alle 6:30 di mercoledì mattina fra Serpentara, Vigne Nuove e la zona del Tufello.

E’ SUCCESSO ELLE 6.30 DI MERCOLEDI’ MATTINA

A operare gli agenti del distretto Fidene Serpentara di polizia, il reparto mobile e gli agenti dei gruppi Spe e Gssu della polizia locale di Roma Capitale, supportati dalla sala operativa sociale del comune di Roma. Gli sgomberi in via Monte Resegone, via Rina De Liguori e via Cesare Badiali. 

Gli agenti hanno dato esecuzione ai decreti di rilascio già notificati

agli occupanti, tutti italiani. All’interno degli immobili ero presenti tre diversi nuclei familiari. Sono tutt’ora in corso le attività di riacquisizione.

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Uomo annegato a Torvaianica. Morto 50enne

Tragedia nella mattinata di oggi, 21 giugno, a Torvaianica, dove

un uomo di circa 50 anni è stato trovato in fin vita aggrappato a una boa.

È successo nel tratto di mare davanti a viale Spagna, all’altezza delle barche da pesca, in pieno centro, a poca distanza da Piazza Ungheria. L’uomo, in condizioni gravissime, è stato visto da alcuni bagnanti,

che hanno immediatamente dato l’allarme.

E’ SUCCESSO INTORNO ALL’8.30

È successo intorno alle ore 8:30. Vedendo che una persona era aggrappata a una boa, i bagnanti hanno capito che stava succedendo qualcosa di grave e hanno chiamato i bagnini del Comune, a cui si

sono aggiunti quelli del vicino stabilimento balneare.

SI LEGA ALLA BOA, POI LA TRAGEDIA

Arrivati fino al galleggiante, si è scoperto che l’uomo si era legato in modo da non staccarsene, metodo usato da chi va a pesca di telline e mitili.

Le sue condizioni sono apparse subito gravissime. Riportava, forse causata sbattendo o nel tentativo di sganciarsi dalla boa, una ferita, oltre a diversi graffi.

Chiamati i soccorsi, sul posto sono intervenuti gli agenti della Guardia costiera di Torvaianica con una motovedetta. Nel frattempo sono stati allertati i sanitari del 118, che sono arrivati con un’ambulanza via terra e, a poca distanza, con un’eliambulanza. L’uomo sembrerebbe comunque rimasto in mare circa una mezz’ora prima di essere portato a riva. È poi stato trasportato fino all’eliambulanza per essere trasferito al San Camillo di Roma, ma è deceduto durante il trasporto.

Si tratta di un cittadino di origine polacca residente a Pomezia.

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Tivoli. Violenta la figlia di dodici anni, tra svastiche e simboli nazisti

Violentava la figlia di dodici anni, tra svastiche e simboli nazisti che aveva in casa. Quando gli investigatori del commissariato di Tivoli

della prima dirigente Paola Pentassuglia, coordinati dal procuratore Francesco Menditto, hanno raccolto il racconto dell’orrore della vittima, gli è sembrato di tornare indietro negli anni quando la figlia di

Pietro Pacciani, indagato per i delitti del Mostro” di Firenze, denunciava le violenze sessuali che subiva dal padre.

UN CINQUANTOTTENNE E’ FINITO IN MANETTE

I poliziotti, durante una perquisizione in casa dell'”Orco” hanno

trovato una scatola di preservativi, nascosta nei peluche dei bambini

e un fucile ad aria compressa che sparava piombini.

Le indagini hanno aperto, su questo particolare un ulteriore spaccato di violenza, quando è venuto alla luce un particolare inquietante.

L’arma ritrovata era stata utilizzata in passato per ferire al polpaccio il figlio che aveva reagito al padre.

L’arresto è avvenuto dopo un’inchiesta che si è mossa in un contesto omertoso, caduto solo grazie ai detective del pool violenze del commissariato di Tivoli e della Procura, in prima linea contro i reati da codice rosso.

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Servizi di controllo ulteriormente rafforzati a Termini

Servizi di controllo ulteriormente rafforzati alla Stazione Termini, anche secondo le indicazioni del Ministro dell’Interno, che hanno condotto, nei giorni scorsi, gli agenti del Commissariato Viminale a sottoporre a fermo di indiziato di delitto un giovane originario della Svezia di 28 anni gravemente indiziato del reato di tentato furto. Nello specifico, gli agenti sono intervenuti in via XXIV Maggio per una segnalazione da parte del personale della vigilanza di due persone che si stavano dando alla fuga dopo essersi introdotte all’interno di uno studio legale civilistico. Giunti sul posto, i poliziotti hanno bloccato due uomini, un 28enne e un 47enne italiano.

Fermo per furto aggravato

Il primo è stato sottoposto a Fermo di P.G. poiché gravemente indiziato anche del reato di furto aggravato commesso il 12 giugno scorso presso l’esercizio pubblico Hard Rock Cafè di via Veneto, in cui aveva asportato il registratore di cassa. Il provvedimento a carico del 28enne è stato convalidato dall’Autorità Giudiziaria. Il secondo è stato invece denunciato in stato di libertà e, all’interno dell’autovettura a lui in uso, sono stati rinvenuti attrezzi atti allo scasso. Sempre i poliziotti di via Farini, hanno arrestato un cittadino tunisino di 40 anni per rapina ai danni di un 57enne italiano. L’uomo, poco prima avrebbe aggredito la vittima per poi asportargli la collanina d’oro che indossava.

Rapinatore bloccato in via Amendola

Datosi a precipitosa fuga, lo stesso è stato inseguito dalla vittima e bloccato dagli agenti in via Amendola. L’arresto è stato convalidato dall’A.G. Sempre nella stessa via Giovanni Amendola, il personale del Commissariato Viminale, ha arrestato un 23enne gambiano per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente e resistenza a Pubblico Ufficiale. L’uomo, infatti, poco prima di essere fermato dagli agenti, era stato notato disfarsi di un involucro – successivamente recuperato dai poliziotti e contenente della marijuana. Una volta fermato ha reagito, aggredendo gli agenti nel tentativo di scappare. Indosso all’uomo è stata poi rinvenuta altra sostanza e del denaro, probabile importo dell’attività di spaccio. L’arresto è stato convalidato.

Furto in via Principe Amedeo

Sono stati invece gli uomini del commissariato Esquilino a intervenire in Via Principe Amedeo a seguito di una segnalazione di furto. Giunti sul posto hanno accertato che si trattava di una rapina ai danni di un cittadino straniero che, mentre passeggiava nei pressi di Piazza Vittorio Emanuele II, era stato avvicinato da due uomini. Questi ultimi dopo averlo colpito con un pugno, gli hanno sottratto soldi e cellulare, per poi darsi alla fuga. Uno dei due uomini, un 44enne del Bangladesh, è stato bloccato dagli agenti ed è stato denunciato a piede libero per rapina. Continuano da parte degli investigatori le ricerche del complice.

Spacciatore sorpreso a Termini

E infine gli investigatori del commissariato Esquilino, durante un servizio in borghese dedicato proprio alla lotta allo spaccio nell’area della stazione Termini, hanno arrestato un 35enne di origini egiziane sorpreso mentre vendeva hashish e cocaina in via Principe Amedeo. L’uomo, già sottoposto all’obbligo di presentazione giornaliera alla PG, era anche sottoposto al divieto di ritorno nella zona di Termini. Il GIP ha convalidato l’operato della Polizia Giudiziaria.

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Brutale violenza nel carcere di Viterbo

Brutale violenza nella Casa circondariale di Viterbo, dove sembra non passare settimana in cui non si registrino da un lato gli episodi violenti ed eventi critici e dall’altro le richieste di urgenti provvedimenti da parte dei rappresentati sindacali SAPPE dei poliziotti penitenziari. L’ultimo grave evento è accaduto, come riporta il segretario nazionale per il Lazio del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Maurizio Somma, ieri sera:

Brutale aggressione per un’istanza di un detenuto non ancora partita

«Un detenuto ha chiesto al poliziotto della Sezione Giudiziaria di avere il numero di protocollo di una sua istanza presentata presso l’ufficio Matricola: il collega ha chiamato in matricola ma l’istanza ancora non era partita. Riportata la notizia al detenuto, questi ha dato in escandescenza cercando di oltrepassare il cancello di sbarramento che porta alle scale del personale in tal modo da raggiungere la Matricola arbitrariamente. L’Agente ha cercato di chiudere il cancello ma il detenuto, insieme ad altri glielo ha impedito, ed avvicinandosi al poliziotto gli ha sferrato una testata in pieno volto, proseguendo con un pugno sul viso. Non contento, nella sua follia delinquenziale, una volta a terra, il detenuto ha tentato di strangolarlo, anche con il supporto di altri detenuti ma, per fortuna, l’Agente della adiacente Sezione detentiva è riuscito a dare l’allarme e permesso l’intervento ed i soccorsi di altre unità».

Impietosa denuncia del SAPPE

Impietosa la denuncia di Luca Floris, vice segretario regionale del SAPPE: «La Polizia Penitenziaria continua a subire violenza quotidiana tra la totale indifferenza degli organi superiori e delle istituzioni. Il SAPPE torna a chiedere l’intervento delle istituzioni ministeriali e dipartimentali al fine di porre in essere ogni possibile iniziativa di propria competenza, a tutela dell’incolumità del personale di Polizia Penitenziaria operante ed auspica che possa esserci finalmente un chiaro e decisivo intervento, affinché si eviti qualche ennesimo dramma per la Polizia Penitenziaria. Siamo al collasso del sistema penitenziario e questi eventi stanno facendo statistica», denunciano Somma e Floris. «Viterbo è uno degli istituti più problematici d’Italia per quanto riguarda l’alta percentuale di eventi critici ed aggressioni ai danni del personale di Polizia Penitenziaria. Ad oggi non c’è un clima di sicurezza che pure potrebbe garantire maggiore attenzione alle attività quotidiane a tutela del personale di Polizia Penitenziaria».

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Rubano 129 capi di abbigliamento, ma finiscono in manette

Rubano 129 capi di abbigliamento in un solo pomeriggio, ma finiscono in manette. Pesante il “bottino” sequestrato dalla Polizia a 3 uomini di origine romena gravemente indiziati di aver rubato la merce in un centro commerciale dell’Eur. Gli investigatori del IX Distretto Esposizione, nell’ambito di un servizio dedicato al contrasto dei furti nella grande distribuzione, hanno notato un uomo al volante di una station wagon con targa romena, parcheggiata all’esterno del centro commerciale Euroma2.

“Sorpresa” dei poliziotti

I poliziotti, defilandosi in modo da non essere visti, hanno aspettato fino a che, mezz’ora dopo, sono saliti sull’auto altri 2 uomini che portavano dei bustoni: a quel punto gli agenti si sono palesati bloccando i 3. Le buste, modificate ad hoc e rivestite all’interno con una schermatura per non far rilevare al sistema di sicurezza le placche antitaccheggio, contenevano numerosi capi di abbigliamento, tutti con gli antifurti attaccati. Anche il bagagliaio dell’auto era pieno di vestiti. Gli stessi agenti hanno poi accertato che gli indumenti provenivano da 3 negozi monomarca ed erano stati rubati tutti poco prima. Gli indagati, per coordinarsi fra loro, avrebbero usato dei sistemi di messaggistica.

Arresti dopo la denuncia

Dopo gli atti di rito, acquisite le denunce dei negozianti, a cui è stata poi restituita la merce, i 3 uomini, tutti di origini romene di 39, 36 e 21 anni, sono stati sottoposti a fermo di indiziato di delitto per furto aggravato ed accompagnati in carcere a disposizione della Magistratura. Il Giudice per le indagini preliminari, su richiesta della Procura di Roma, ha convalidato il fermo di PG e disposto per i 3 uomini la custodia cautelare in carcere.

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Contrasto ai reati predatori dei Carabinieri nella Capitale

Contrasto ai reati predatori dei Carabinieri nella Capitale. Spesso i turisti in visita a Roma sono vittime di spiacevoli episodi che ledono l’immagine della città nel mondo. I Carabinieri del Gruppo di Roma hanno messo in campo numerose pattuglie che in pochi giorni hanno consentito di arrestare undici persone per furto. In viale Gobetti, i Carabinieri della Stazione di Roma Prenestina hanno arrestato un cittadino della Georgia, di 27 anni, gravemente indiziato di avere asportato il telefono cellulare dalle mani di una donna molisana in visita a Roma. Il telefono è stato recuperato e riconsegnato alla vittima mentre l’uomo è stato trattenuto in caserma.

Arresto di un cubano 37enne

In via Piazza Metronia, invece, i Carabinieri del Nucleo Radiomobile hanno arrestato un cittadino cubano di 37 anni, visto uscire da un ristorante con due borse di proprietà di due turiste. Dopo essersene accorte le due donne hanno dato l’allarme al 112 ed è nato un inseguimento. Poco dopo è intervenuta un’autoradio dei Carabinieri del Nucleo Radiomobile che ha bloccato è arrestato il fuggitivo. Le due borse sono state recuperate e restituite. Altre 4 persone sono state arrestate dai Carabinieri della Stazione di Roma San Lorenzo in Lucina perché gravemente indiziate di aver derubato la borsa ad una turista irlandese. Si tratta di un uomo di 47 anni e di tre donne di 26, 27 e 31 anni, tutti cubani, che i Carabinieri hanno sorpreso all’esterno di un bar di via del Tritone, trovate in possesso di una borsa con denaro ed effetti personali della turista derubata.

Fermate due nomadi per furto sulla Metro A

Due donne di 21 e 22 anni, nomadi, gravemente indiziate di aver derubato il portafogli ad una turista inglese, sono state arrestate dai Carabinieri della Stazione di Roma Monte Mario. Con la tecnica dell’accerchiamento, nei pressi della banchina della metro linea A, le due, con la complicità di una minore non imputabile, sono state notate asportare il portafogli dalla tasca della turista, venendo fermate dai Carabinieri prima che potessero darsi alla fuga. La refurtiva è stata subito restituita alla vittima. Sempre all’interno della metro A, presso la fermata “Barberini”, i Carabinieri della Stazione di Roma Viale Eritrea hanno arrestato una ragazza di 23 anni, dell’ex Jugoslavia, per furto. La donna è stata notata impossessarsi con destrezza di un portafoglio ai danni di una turista portoghese, venendo tempestivamente bloccata a seguito dell’intervento dei Carabinieri. La refurtiva è stata subito restituita.

Arresto in flagranza tra Ottaviano e Lepanto

Anche i Carabinieri della Stazione di Roma Madonna del Riposo hanno arrestato in flagranza di reato due donne nomadi di 19 e 25 anni che a bordo del convoglio metropolitano linea A, tra le fermate Ottaviano e Lepanto, sono state bloccate subito dopo aver asportato il portafogli a un turista indiano. Anche in questo caso la refurtiva è stata recuperata e restituita. In tutti i casi sopra citati, le vittime hanno presentato regolare denuncia querela.

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Roma. All’Appio latino ladri di marmitte colti sul fatto.

Un’officina a cielo aperto, con rumori che hanno inevitabilmente

attirato l’attenzione dei residenti.

Sono stati i cittadini dell’Appio Latino ad allertare i carabinieri che, giunti in via Caulonia, hanno sorpreso in strada

un giovane e una donna mentre smontavano una marmitta un’autovettura in sosta. 

L’uomo era sotto a un’autovettura regolarmente parcheggiata lungo

la via quando i militari sono giunti sul luogo della segnalazione. 

I CARABINIERI HANNO BLOCCATO I DUE, UN 21ENNE E UNA 33ENNE

I carabinieri hanno bloccato i due, un 21enne e una 33enne,

mentre tentavano di allontanarsi rapidamente a bordo di un’autovettura.

Dagli accertamenti è emerso che il veicolo era stato rubato nella mattinata e che nel bagagliaio avevano 6 catalizzatori e numerosi

arnesi da scasso. 

Gli arrestati sono stati portati via dai carabinieri e condotti in caserma. Dovranno rispondere di furto aggravato in concorso. 

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Roma, in due sul monopattino contro un’auto: gravi due ragazzini di 13 anni

Ancora un incidente a Roma, ancora un monopattino uno di quei

mezzi green ed ecologici che ha invaso la Capitale, coinvolto nel sinistro. Questa volta siamo in viale Antonio Ciamarra: è qui che

ieri sera, circa quindici minuti dopo le 23, due ragazzini a bordo di un monopattino si sono schiantati contro un’auto. E l’impatto è stato violento.

E’ SUCCESSO IERI SERA, IN VIALE ANTONIO CIAMARRA

L’incidente, sulla cui dinamica sono in corso tutti gli accertamenti, è avvenuto ieri sera, in viale Antonio Ciamarra, nel quartiere Cinecittà della Capitale. A scontrarsi, per cause tutte da verificare, un monopattino e un’auto, una Toyota Aygo.

Sul monopattino viaggiavano due ragazzini, entrambi di 13 anni,

mentre alla guida della vettura un ragazzo italiano di 20 anni, che si è fermato per prestare i primi soccorsi. Nella carambola, inoltre, sono stati ‘colpiti’ 4 veicoli in sosta.

AD AVERE LA PEGGIO I DUE 13ENNI A BORDO DEL MONOPATTINO

Ad avere la peggio, purtroppo, i due 13enni a bordo del monopattino: uno è stato trasportato al Bambino Gesù di Roma, dove si trova in prognosi riservata, l’altro è arrivato nello stesso nosocomio in codice giallo. Ora bisognerà fare chiarezza, ricostruire l’esatta dinamica e capire cosa sia successo in quegli istanti. Sul posto, per eseguire tutti i rilievi, sono intervenuti gli agenti della Polizia Locale del Gruppo Prenestino: a loro il compito di mettere insieme i tasselli e chiudere il cerchio.