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Piantagione di cannabis scovata dai Carabinieri di Monterotondo

Piantagione di cannabis scovata dai Carabinieri della Compagnia di Monterotondo (RM), unitamente a personale della Compagnia di Poggio Mirteto (RI). I militari hanno arrestato un 48enne ed un 26enne gravemente indiziati dei reati di coltivazione e detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacenti.

La cura della piantagione

Nello specifico, i militari, insospettiti dalla presenza dei due uomini in una zona isolata, dopo averli seguiti, li hanno sorpresi durante la cura della “particolare” coltivazione. Nell’occasione i soggetti alla vista dei Carabinieri hanno tentato di darsi alla fuga che li hanno prontamente bloccati. La perquisizione all’interno dell’area adibita alla coltivazione di cannabis ha portato al rinvenimento e al sequestro di 265 piante di “cannabis indica” alte due metri circa, poi estirpate e sottoposte a sequestro per le successive analisi.

Convalida del fermo

Al termine del rito di convalida l’autorità giudiziaria ha sottoposto i due uomini all’obbligo di firma in caserma. L’attività di contrasto agli stupefacenti condotta dai militari del Comando Compagnia di Monterotondo è incessante, con particolare attenzione al fenomeno della detenzione e produzione di sostanze stupefacenti.

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Cercano di derubare un 90enne in via Tuscolana: arrestati

Cercano di derubare un 90enne in via Tuscolana, ma finiscono in manette. Durante un servizio mirato al contrasto dei reati predatori, gli uomini della Squadra Mobile della Questura di Roma, unitamente ai poliziotti del Commissariato Appio, transitando in via Tuscolana, hanno notato tre uomini e una donna di origini sudamericane confabulare tra loro nei pressi di un istituto bancario ivi presente ed entrare subito dopo al suo interno. Gli agenti, insospettiti dall’atteggiamento assunto dai quattro, hanno deciso di seguirli dentro i locali della banca al fine di osservare meglio la loro condotta.

I quattro cercano di posizionarsi per osservare gli sportelli

Da subito è stato possibile notare i quattro mentre assumevano volontariamente posizioni distanti tra loro, in modo da osservare in maniera strategica l’intera area, con particolare attenzione alle operazioni delle poche persone presenti agli sportelli. Gli stessi, poi, si erano soffermati su un anziano di 90 anni intento a prelevare una somma di denaro in contanti. Lo hanno seguito fuori dalla banca, e con una tecnica collaudata e con compiti ben stabiliti volti a distrarre il malcapitato, hanno avvicinato il 90enne alle spalle.

Passano all’azione

Nello specifico il 61 enne di origini cubane ha sputato del liquido giallastro sulla camicia dell’anziano, mentre un secondo uomo, un cileno di 31 anni, ha contestualmente lanciato delle monete a terra. Nonostante il tentativo di raggiro l’uomo ha mantenuto alta l’attenzione, inducendo i due complici ad avvicinarglisi sempre di più, fino all’arrivo di un terzo individuo, un cileno di 55 anni, al fine di riuscire nell’intento di sottrarre il borsello trattenuto energicamente sotto il braccio del 90enne.

Tentativo non riuscito

I tre, coadiuvati da una donna, una cubana di 31 anni, avente funzione di osservatrice per l’intera durata dell’azione criminosa, hanno cercato, in maniera alternata tra loro, di appropriarsi del bottino, senza riuscirci però grazie al tempestivo intervento dei poliziotti, che li hanno bloccati, interrompendo la loro condotta illecita. Per tutti sono scattate le manette e l’operato degli investigatori è stato convalidato dall’A.G.

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Maltrattamenti in famiglia ed estorsione: un arresto a Torrevecchia

Maltrattamenti in famiglia ed estorsione: un arresto a Torrevecchia della Polizia. Vittime gli anziani genitori. Non riuscivano più a far fronte alle richieste di soldi che, giornalmente, gli venivano fatte dal figlio 39enne, da sempre disoccupato ed alle prese con varie dipendenze. L’epilogo alcuni giorni fa quando il 39enne ha chiesto 200 euro alla mamma; soldi che la donna in quel momento non era in grado di dargli.

Maltrattamenti sfociati in minacce di morte nei confronti dei genitori

Questo ha scatenato l’ira dell’uomo che, nell’arco di 2 giorni, ha distrutto la sua camera e minacciato di morte i familiari. Inutili i primi tentativi di tenere il 39enne fuori dall’abitazione: in un caso è riuscito a entrare approfittando delle condizioni di salute del padre ed ha costretto la mamma a chiudersi in camera per sfuggire alle violenze. Ma è stato proprio durante l’ennesimo tentativo di rientrare in casa con la violenza che gli agenti del Distretto Aurelio e della Sezione Volanti sono intervenuti, trovandolo sul pianerottolo con le ferite alle mani che lui stesso si era procurato nel tentativo di forzare la porta.

39enne arrestato dopo gli accertamenti

L’uomo è stato condotto negli uffici di polizia; gli stessi uffici dove si sono recati i familiari per formalizzare una querela che racconta delle minacce, dei soprusi e delle estorsioni subite soprattutto negli ultimi 3 anni. Al termine degli accertamenti il 39enne è stato arrestato e posto a disposizione della Magistratura; la Procura di Roma ha poi chiesto ed ottenuto, dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Roma, la convalida dell’operato della PG, contestando all’indagato i reati di maltrattamenti in famiglia ed estorsione. Per lui è stata disposta la custodia cautelare in carcere.

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Borseggiatori bersagliano i turisti della Capitale

Borseggiatori bersagliano i turisti della Capitale. In poche ore i Carabinieri hanno arrestato altre 9 persone, di cui 8 gravemente indiziate di furto aggravato e una per rapina nel corso di diverse attività. Questi arresti si aggiungono ai 47 già eseguiti da Ferragosto ad oggi dai Carabinieri del Comando Provinciale di Roma.

Intervento a ponte Garibaldi

Da evidenziare l’intervento di una pattuglia del Nucleo Radiomobile di Roma. In particolare, una turista scozzese mentre stava fotografando il tramonto da ponte Garibaldi, è stata aggredita alle spalle da uno sconosciuto che l’ha colpita alla mano con un pugno, facendole cadere a terra lo smartphone. La vittima ha cercato poi di riprendere possesso del costoso cellulare ma è stata nuovamente colpita con altri pugni dall’aggressore che glielo ha sottratto. Alla scena ha assistito una pattuglia dei Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma, in transito proprio in quel momento, che è subito intervenuta bloccando l’uomo e recuperando il cellulare. La refurtiva è stata poi riconsegnata alla turista.

Altri 8 borseggiatori arrestati

Altre 8 persone, 5 di origini sud-americane e 3 cittadini romeni, sono state pizzicate ed arrestate dai Carabinieri all’interno delle fermate della metropolitana “Termini” e “Colosseo”, perché sorprese dopo aver derubato alcuni turisti, dei portafogli o dei cellulari, che sono stati poi tutti recuperati e riconsegnati.

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Topi d’appartamento colti in flagranza in via Benedetto XIV

Topi d’appartamento colti in flagranza dalla Polizia. Hanno infranto la porta finestra di un appartamento in via Benedetto XIV per introdursi all’interno senza che le affittuarie, due donne sulla sessantina, se ne accorgessero. Gli indiziati sono poi fuggiti a bordo di una macchina cercando di far perdere le proprie tracce, ma sono stati prontamente rintracciati dagli agenti della Polizia di Stato sull’Aurelia, dove sono stati bloccati e identificati.

I due topi arrestati per tentato furto

I soggetti, due cittadini albanesi di 27 e 23 anni, sono stati allora arrestati per tentato furto in concorso. I poliziotti della Squadra Volanti, del XV° Distretto Ponte Milvio e del commissariato Flaminio, sono riusciti ad individuare i 2 grazie anche alla minuziosa descrizione di un testimone, relativa ai vestiti e al modello dell’auto. Gli agenti hanno proceduto anche al sequestro del cacciavite utilizzato per forzare l’ingresso nell’appartamento, che era nascosto sotto un altro automezzo parcheggiato in strada. L’Autorità Giudiziaria ha quindi convalidato l’arresto e disposto la misura cautelare del divieto di dimora nella capitale.

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Piromane arrestato in flagranza di reato a Cantalice

Piromane arrestato in flagranza di reato a Cantalice dai Carabinieri Forestale di Rieti. Un cinquantacinquenne era intento ad appiccare dolosamente fiamme sul ciglio della strada in prossimità di vegetazione secca, causando un vero e proprio incendio boschivo, domato dai Vigili del Fuoco solo in tarda notte.

Piromane già segnalato

La Stazione Carabinieri Forestale di Rivodutri (RI), competente nel territorio del comune di Cantalice, aveva già avuto a che fare in passato con quello che sembrerebbe essere un piromane, con precedenti nello specifico reato di incendio boschivo. Coadiuvati dal Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Forestale e Agroalimentare del Gruppo Carabinieri Forestale e dall’Arma territoriale di Rieti, i militari non hanno esitato ad arrestare il soggetto. Già nel pomeriggio della stessa giornata, si era sviluppato nelle immediate vicinanze un incendio boschivo, di chiara matrice dolosa. Le indagini quindi proseguiranno, per determinare responsabilità e movente, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Rieti.

Apertura campagna antincendio

Con l’apertura della campagna antincendio boschivo, l’Arma Forestale ha adeguato il proprio dispositivo di controllo, con il rafforzamento dell’attività di prevenzione e repressione degli incendi boschivi, soprattutto nelle aree particolarmente esposte, anche attraverso il posizionamento di fototrappole. In tale contesto, è di assoluta importanza la scrupolosa attività di monitoraggio unita a quella investigativa propria delle Stazioni Carabinieri Forestale, con l’impiego di squadre di militari qualificati ed esperti nel cosiddetto “Metodo delle evidenze fisiche”, per l’individuazione dei responsabili di uno dei reati ambientali più vili e distruttivi. La pena prevista dal codice penale per chi causa un incendio boschivo può arrivare a un massimo di cinque anni di reclusione se di natura colposa e fino a dieci se l’incendio è stato cagionato per dolo.

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Minaccia la ex, ma finisce in manette a Tivoli

Minaccia la ex, ma finisce in manette a Tivoli. I Carabinieri della Tenenza di Guidonia Montecelio hanno arrestato in flagranza di reato un cittadino italiano di 19 anni, gravemente indiziato del reato di atti persecutori. La rottura della relazione sentimentale con una ragazza 18enne non è mai stata accettata dal giovane che, nel tentativo di riconquistarla, ha iniziato a porre in atto comportamenti via via sempre più invadenti, a partire dalle frequenti telefonate fino ad appostamenti sotto casa della ragazza.

Minaccia da “codice rosso”

A seguito di tali gesti, che hanno messo in allarme anche la madre della giovane, è stata presentata la denuncia ai Carabinieri, che ha permesso di attivare la procedura del “codice rosso”. Il culmine della situazione divenuta ormai insostenibile è arrivata la notte del 27 luglio scorso, quando il 19enne si è presentato sotto casa dell’ex fidanzata, iniziando a colpire la porta d’ingresso con calci e pugni e minacciando la ragazza e sua madre, che hanno chiesto aiuto telefonando al 112. L’intervento tempestivo dei Carabinieri della Tenenza di Guidonia Montecelio, ha permesso di fermare l’ira del ragazzo, salvaguardato l’incolumità della giovane e di sua madre. Il 19enne è stato quindi arrestato e condotto presso la propria abitazione agli arresti domiciliari, a disposizione del Tribunale di Tivoli.

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Rapinatori minorenni colti in flagranza a piazza Vittorio Emanuele

Rapinatori minorenni colti in flagranza dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia e della Stazione di Roma Piazza Dante. I militari hanno identificato, rintracciato e sottoposto a fermo di indiziato di delitto, un cittadino del Marocco di 17 anni e arrestato in flagranza un connazionale di 16 anni, gravemente indiziati, in concorso, del reato di rapina impropria commessa ai danni di una donna.

Rapinatori in azione il 26 luglio

Nello specifico, nel pomeriggio del 26 luglio scorso, i Carabinieri della Stazione di Roma Piazza Dante hanno notato due ragazzi avvicinarsi ad un gruppo di quattro persone che si stavano intrattenendo sotto i portici presenti in piazza Vittorio Emanuele, quando ad un certo punto, uno dei due con una mossa fulminea ha strappato la collana del valore di 1.000 euro a una donna del gruppo. Il tentativo di fuga per uno dei due si è concluso poco dopo, poiché i militari che hanno assistito alla scena, sono riusciti a bloccare poco distante uno dei minori cioè il 16enne, mentre il complice faceva perdere le proprie tracce.

Preso anche il secondo minorenne

La sera del 27 luglio scorso, in via Principe Amedeo, i Carabinieri impegnati nei constanti controlli sul territorio, hanno rintracciato, e bloccato anche il 17enne, riconosciuto anche dalla vittima, quale autore della rapina avvenuta il giorno prima in Piazza Vittorio Emanuele II. Entrambi gli indagati, dopo il fotosegnalamento, condotti al Centro di Prima Accoglienza di Roma, via Virginia Agnelli a disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni.

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Armi soft air modificate: tre arresti ad Ardea

Armi soft air modificate: tre arresti dei Carabinieri ad Ardea per “porto e detenzione di arma comune da sparo, ricettazione di arma di provenienza furtiva, detenzione di munizionamento”.

Armi modificate scoperte ad Ardea

Durante le perquisizioni, eseguite nel corso delle fasi esecutive dell’ordinanza, presso l’abitazione di uno degli arrestati, ad Ardea, alle porte di Roma, i Carabinieri hanno scoperto un locale adibito a officina laboratorio, munito di specifica attrezzatura tecnica per ricaricare le munizioni e modificare le armi del tipo “soft air”, alterandole in modo tale da renderle in grado di sparare proiettili veri.

Indagini della Compagnia Montesacro

Le indagini che hanno portato all’emissione dell’ordinanza di custodia cautelare, coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma, sono state eseguite dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Roma- Montesacro. Nascono da un controllo, effettuato nel quartiere popolare romano di San Basilio da una pattuglia dell’Arma, impegnata nel quotidiano controllo del territorio, di un’auto con a bordo alcuni soggetti sospetti che una volta perquisiti sono stati trovati in possesso di abbigliamento necessario al travisamento, tali da ipotizzare che fossero in procinto di commettere un grave reato.

Arresto in flagranza

Le conseguenti investigazioni, effettuate con le tradizionali tecniche d’indagine quali i servizi di osservazione, pedinamento e controllo, hanno confermato l’intuito degli operanti e allo stesso tempo hanno condotto all’individuazione di un uomo italiano ed incensurato, poi arrestato in flagranza, gravemente indiziato di trasportare per conto di uno degli indagati, da Ardea a Roma, due pistole di provenienza furtiva e munizionamento, raccogliendo inoltre elementi indiziari circa il coinvolgimento, a vario titolo, nella custodia e detenzione delle predette armi di altri 4 indagati (di cui 3 colpiti dall’odierna ordinanza).

Oltre alle armi, ritrovate anche munizioni e polvere pirica

Come già annunciato, nel corso delle perquisizioni, eseguite in concomitanza con l’esecuzione dell’ordinanza che dispone le misure cautelari, presso l’abitazione di uno degli arrestati è stato scoperto un locale adibito a laboratorio munito di attrezzatura tecnica per la modifica delle armi ove era custodito un vero e proprio arsenale, rinvenuto all’interno di un vano segreto ricavato nel muro, costituito da: 1 kg circa di polvere pirica; 16 armi tipo “soft air” alterate in grado di utilizzare munizionamento convenzionale; 2 pistole artigianali; 13 silenziatori artigianali; parti di armi alterate; munizionamento vario; attrezzatura tecnica per ricarica munizioni. Le armi sono state sequestrate e sono in corso accertamenti tecnici finalizzati a verificare l’eventuale loro utilizzo in fatti di sangue che nell’ultimo periodo hanno interessato la Capitale.

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Marijuana nel Suv con targa svizzera: due rumeni in manette

Marijuana nascosta nel Suv con targa svizzera: i Carabinieri della Stazione di San Vittorino Romano hanno arrestato due cittadini rumeni di 28 e 48 anni, gravemente indiziati di detenzione illegale di sostanze stupefacenti. Su diposizione della Compagnia di Tivoli, i Carabinieri della Stazione di San Vittorino Romano hanno effettuato mirati servizi antidroga e di controllo del territorio nei popolosi quartieri romani di Castelverde, Villaggio Prenestino, Corcolle e Fosso San Giuliano.

Alt dei Carabinieri al Suv nella periferia est di Roma

I due cittadini rumeni, transitando a bordo di un costoso SUV con targa svizzera, hanno attirato l’attenzione dei militari impegnati nel servizio di prevenzione che hanno intimato loro l’Alt mentre percorrevano una delle strade dei popolosi quartieri alla periferia est di Roma. Alla richiesta di documenti, i due uomini sono apparsi subito molto nervosi, non dando valide spiegazioni ne sul possesso del veicolo ne sui motivi della loro presenza in quella zona della Capitale. Inoltre, ad insospettire i militari ed a indurli ad un controllo più approfondito, è stato un fortissimo odore di “erba” proveniente dall’abitacolo.

Marijuana nascosta tra i vestiti

La conseguente perquisizione personale, confermava ciò che l’intuito investigativo dei Carabinieri operanti aveva fatto intendere. Nel bagagliaio del SUV, nascosto tra bagagli e altri vestiti, è stato rinvenuto un pacchetto di marijuana sigillato il cui peso era pari ad un chilo, che sul mercato illegale, vale oltre cinquemila euro. La successiva perquisizione presso l’albergo nel quale i due cittadini romeni dimoravano, ha consentito di trovare anche una cospicua somma di denaro.