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Cronaca

Corruzione in appalti Miur, Boda chiede rito abbreviato. Decisione attesa il 6 giugno

– L’ex capo dipartimento del Ministero dell’Istruzione, Giovanna Boda, ha chiesto di essere giudicata con il rito abbreviato nel processo

che la vede imputata insieme ad altri per presunti episodi di

corruzione in appalti al dicastero di viale Trastevere.

Con lei altri tre imputati hanno chiesto il rito abbreviato.

Nel procedimento è coinvolto, tra gli altri, anche l’imprenditore Federico Bianchi di Castelbianco. Hanno anticipato la richiesta

di costituirsi parte civile l’Avvocatura dello Stato per il Miur e la Presidenza del Consiglio. 

DECISIONE ATTESA PER IL 6 GIUGNO

La decisione su abbreviati e rinvii a giudizio è attesa per il 6 giugno prossimo. Al centro dell’indagine, coordinata dal sostituto procuratore Carlo Villani e culminata con una serie di arresti nel settembre del 2021, un presunto giro di mazzette e utilità per ottenere l’affidamento delle gare. All’ex capo dipartimento del ministero per le risorse umane e a Bianchi di Castelbianco i magistrati di piazzale Clodio contestano i reati di corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, corruzione per l’esercizio della funzione, rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio. In questa vicenda sei posizioni hanno già chiesto il patteggiamento con pene che vanno dai 4 mesi e due anni di reclusione. (ANSA).

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Investita una 15enne da un’auto mentre va scuola ad Ardea.

E’ stata elitrasportata in ospedale dopo essere stata investita

mentre stava andando a scuola. Vittima una ragazza di quindici anni. 

È quanto nella mattina di oggi, martedì 14 febbraio, ad Ardea, comune alle porte di Roma.

La giovane stava raggiungendo a piedi la fermata del Cotral di

Colle Romito, quando è stata travolta da un’auto in corsa che stava procedendo lungo la litoranea, che collega Ostia al comune sul

litorale a sud della Capitale.

SULL’INCIDENTE E’ INTERVENUTA MONICA FASOLI DI RIVOLUZIONE ECOLOGICA ANIMALISTA

Sull’incidente è intervenuta Monica Fasoli, coordinatrice regionale di Rivoluzione Ecologista Animalista (REA), che ha rivolto al sindaco di Ardea, Maurizio Cremonini, un messaggio: “È l’ennesimo incidente. La strada è buia, le strisce pedonali non si vedono, i ragazzi non hanno pensilina”. La 15enne è stata quindi portata al Bambino Gesù di Roma dove è giunta in codice rosso. Non è in pericolo di vita. Intervenuti anche i carabinieri. 

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Paura in autostrada per un incendio. Un tir in fiamme vicino al casello di Guidonia

Paura in strada per un incendio. Gli utenti del traffico hanno visto un mezzo pesante completamente avvolto dalle fiamme mentre percorreva l’autostrada poco prima del casello di Guidonia Montecelio.

Un tir era completamente avvolto dalle fiamme, e all’inizio si è temuto il peggio per le condizioni del suo conducente. Diverse le chiamate alla sala operativa dei Vigili del Fuoco che sono prontamente intervenuti sul posto sedando le fiamme e mettendo la situazione fuori pericolo. 

E’ SUCCESSO OGGI MARTEDI’ 14 FEBBRAIO 2023

Un tir ha preso fuoco all’improvviso nella giornata di oggi, martedì 14 febbraio 2023, in strada. Paura e scompiglio per gli automobilisti che si sono ritrovati davanti l’agghiacciante scena immortalata in copertina dall’operatore dei Vigili del fuoco che sono prontamente intervenuti sul posto per cercare di sedare le fiamme. La cabina del mezzo pesante, come si evince dai rilievi, è andata completamente a fuoco, distrutta, ed è molto probabile che sia stato quello il luogo in cui si è innescato l’incendio, che poi ha coinvolto anche la prima sezione del carico che si trovava immediatamente dopo. Le cause e il perché dell’incendio sono ancora un mistero e saranno solamente i rilievi e le indagini di queste ultime ore ad indirizzare le ricerche.

NESSUNO E’ RIMASTO FERITO

Per fortuna, nonostante la grande paura, nessuno è rimasto ferito nella dinamica incendiaria. 

Alle ore 12.29 la Squadra Operativa dei Vigili del Fuoco ha inviato

la squadra VVF di Montelibretti (5/A) con in supporto un’autobotte sull’ A1 Autostrada del Sole in prossimità del km 549 (comune di Mentana), poco prima del casello di Guidonia, per l’incendio in strada di un Tir.

Come anticipato, nessuna persona coinvolta nella dinamica, mentre

le cause al momento rimangono ancora imprecisate. la cabina del

mezzo pesante è stata completamente distrutta dalle fiamme, così come parte del trasporto del rimorchio.

Sul posto la Polstrada per la gestione della viabilità e supporto nelle operazioni. 

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Roma, ancora un anziana raggirata con la scusa del figlio nei guai

Non si sono accontentate. Oro e gioielli non erano sufficienti e

la vittima era oramai nel pallone, pronta a fare di tutto per non far passare un guaio al figlio. Madre e figlia truffatrici hanno perciò convinto l’anziana ad andare in banca. Un prelievo da 30mila euro, necessario per evitare la galera al figlio.

L’avidità è stata però fatale alle due donne giunte a Roma da Napoli

per raggirare una 90enne. Scoperte dall’impiegata dell’istituto di credito, una volta uscite hanno trovato la polizia ad attenderle. 

MADRE E FIGLIA TRUFFANO 90ENNE E LA PORTANO IN BANCA A PRELEVARE 30MILA EURO

La truffa ha preso corpo dopo che madre e figlia – di 57 e 23 anni – hanno citofonato all’abitazione di una 90enne residente in via Callisto II. Poi la messinscena: “Suo figlio è nei guai, ha avuto un incidente. Siamo due sue amiche”. Tasto affettivo che ha fatto subito preso sull’anziana che ha aperto la porta di casa alle due donne. Ben vestite madre e figlia hanno quindi attuato un copione ben rodato e sono riuscite a convincere la 90enne a consegnagli oro e gioielli per migliaia di euro. 

Soggiogata l’anziana, oramai in completo stato d’agitazione per le sorti del figlio, le due truffatrici sono passate alla seconda fase della truffa e hanno convinto la 90enne a recarsi in banca per prelevare altri 30mila euro. Con la madre ad attendere in casa, è stata la figlia 23enne ad accompagnare l’anziana alla sua banca di piazza Irnerio. Una volta allo sportello l’impiegata si è però resa conto che c’era qualcosa che non andava, comunicando alla cliente che non era possibile consegnarle tale somma, e che avrebbe potuto prelevare solo 5mila euro.

FERMATA DALLA POLIZIA IN FLAGRANZA DI REATO

Consegnato il denaro alla 90enne, dall’istituito di credito hanno richiesto l’intervento della polizia comunicando del movimento sospetto. Una giusta intuizione con una volante del distretto Aurelio di polizia che ha poi fermato subito dopo la giovane truffatrice con ancora l’anziana in auto. Sottoposta a controllo e trovata in possesso dei 5mila euro appena prelevati la 23enne ha poi riferito della presenza della madre in casa dell’anziana. 

Identificate le due donne – entrambe campane – sono state arrestate con l’accusa di truffa aggravata in concorso. Per loro è scattato anche l’obbligo di dimora nel comune di Napoli. Sia il denaro che oro e gioielli sono invece stati riconsegnati alla 90enne.  

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Omicidio Sacchi: imputati soffrono claustrofobia, udienza saltata al 23 febbraio

Gli imputati soffrono di claustrofobia e salta l’udienza.

E’ quanto accaduto oggi a Roma nell’ambito del processo di appello

per l’omicidio di Luca Sacchi avvenuto il 23 ottobre del 2019.

I giudici della Corte d’Assise di Appello dopo avere appurato che

due imputati, Valerio Del Grosso e Paolo Pirino, condannati in primo grado a 27 e 25 anni di carcere, hanno rifiutato il trasferimento dal carcere di Rebibbia a piazzale Clodio per evitare di avere crisi claustrofobiche sulla camionetta della penitenziaria, hanno disposto

un rinvio dell’udienza al 23 febbraio, accogliendo una richiesta della difesa.

UDIENZA SLITTATA AL 23 FEBBRAIO

Slittamento per dare la possibilità ai due imputati di raggiungere il tribunale a bordo di una ambulanza. Su quanto avvenuto in aula è intervenuto il padre di Sacchi, Alfonso, affermando che “per un genitore è sempre un’agonia essere qui. E’ una sofferenza e qui si parla di cavilli: non posso non pensare che quando hanno ucciso mio figlio quei due erano in una Smart che è molto più piccola di un camionetta per il trasporto detenuti ora soffrono di claustrofobia, ma perché all’epoca viaggiavano in una Smart in due?” . Oltre ai due nel procedimento sono imputati anche Marcello De Propris, a 25 anni, per aver fornito loro la pistola, e la fidanzata della vittima, Anastasiya Kylemnyk, a 3 anni per violazione della legge sugli stupefacenti. (ANSA).

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Almanacco. 14 febbraio 1978: A Roma Le Brigate rosse uccidono il magistrato romano Riccardo Palma

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo una brutta pagina degli anni di piombo.

Il 14 febbraio 1978: Le Brigate Rosse uccidono il magistrato romano Riccardo Palma, direttore generale degli istituti di pena e prevenzione.

Palma, allora direttore dell’Ufficio VIII della Direzione Generale

degli Istituti di Prevenzione e Pena (l’attuale Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria del Ministero della Giustizia) deposto alle pratiche di edilizia penitenziaria, fu ucciso a Roma

la mattina del 14 febbraio 1978, colpito a morte da

14 colpi di pistola (raffiche di mitra) in via Forlì, presso

il Teatro delle Muse.

FU FREDDATO VICINO ALLA SUA AUTOMOBILE MENTRE ERA DIRETTO AL LAVORO

Fu freddato vicino alla sua automobile, mentre era diretto al lavoro.
Palma era sposato e aveva due figli.
Si comprese come a compiere materialmente l’attentato fosse inizialmente previsto l’allora ventunenne terrorista Raimondo Etro,

la cui identità fu celata per molti anni sotto il nome di “Carletto”.

Fu appurato che in realtà a uccidere Palma fu Prospero Gallinari, sostituitosi a Etro all’ultimo momento.
È stato sospettato di aver partecipato all’attentato anche

il terrorista Alvaro Lojacono.

Raimondo Etro, arrestato nel giugno 1994, nel processo

“Moro-quinquies”, apertosi nell’aula bunker del carcere di Rebibbia

il 9 maggio 1995, fu imputato oltre che di concorso nel sequestro, nell’eccidio della scorta e nell’omicidio dell’onorevole Aldo Moro,

anche di concorso nell’omicidio di Palma.

Il 28 ottobre 1998, la prima Corte d’assise d’appello di Roma ha condannato Etro a 20 anni e 6 mesi di reclusione.
Prospero Gallinari, condannato a varie pene, compresi tre ergastoli,

per più omicidi nel corso degli anni di piombo, dopo essere stato

dal 1996 agli arresti domiciliari per motivi di salute, è deceduto

per cause naturali nel gennaio 2013.

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Cronaca

Vigilia di San Valentino con servizio straordinario a Trastevere

Vigilia di San Valentino con servizio straordinario dei Carabinieri del Gruppo di Roma, unitamente ai colleghi del N.A.S, del N.I.L. e con l’ausilio delle unità cinofili, finalizzato al controllo del territorio e alla prevenzione generale di reati e fenomeni di degrado nell’ambito della c.d. “Movida” all’interno dell’area storica del quartiere Trastevere, cosi come pianificato in seno al Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica presieduto dal Prefetto Bruno Frattasi.

Vigilia con attenzione particolare al consumo di alcool e droga

Oltre alle consuete pattuglie in uniforme, impiegate anche pattuglie in borghese, pattuglie dotate di strumentazione per la verifica del tasso alcolemico. Svolti maggiori controlli sul consumo di alcol e droga. Il bilancio dell’attività è di 120 persone controllate, 48 veicoli e 9 esercizi commerciali ispezionati. Nello specifico, nel corso dei controlli alla circolazione stradale, nelle vie adiacenti al quartiere “Trasteverino” i Carabinieri hanno sorpreso 5 conducenti alla guida dei propri veicoli con il tasso alcolemico oltre il limite consentito, pertanto è scattato il ritiro delle patenti di guida tra cui anche quella di un neopatentato.

Fermo amministrativo per un veicolo

Eseguito un fermo amministrativo per guida di veicolo estero senza documentazione idonea, perché residente in Italia da diversi anni, con patente estera valida ma mai convertita e sequestrato il veicolo, mandato poi al deposito giudiziario. Durante i controlli agli esercizi commerciali, i militari hanno denunciato a piede libero la titolare di un ristorante ubicato nei pressi di Ponte Sisto poiché hanno constatato la presenza di un impianto di video-sorveglianza all’interno del locale senza la prescritta autorizzazione. Un altro ristorante di cucina Messicana è stato sanzionato amministrativamente per l’importo di 2.000 euro, per mancata applicazione manuale di autocontrollo.

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Spacciatori sorpresi dai Carabinieri a Monteverde

Spacciatori sorpresi dai Carabinieri a Monteverde. Ieri pomeriggio, nel corso di un mirato servizio di controllo, i militari del Nucleo Operativo della Compagnia Roma San Pietro, coordinati dalla Procura della Repubblica di Roma, hanno arrestato due romani di 44 e 46 anni, con precedenti, gravemente indiziati del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti in concorso.

Spacciatori in via di Donna Olimpia

I due, sono stati notati dai Carabinieri mentre si aggiravano con fare sospetto nei pressi del complesso di edilizia popolare di via di Donna Olimpia, a bordo di un’utilitaria. Fermati per un controllo, i militari hanno deciso di approfondire il controllo anche al veicolo. La perquisizione ha permesso ai militari di rinvenire e sequestrare 49 involucri di cocaina. I due uomini sono stati sottoposti agli arresti domiciliari e successivamente condotti presso le aule di piazzale Clodio per il rito direttissimo. Al termine dell’udienza i due arresti sono stati convalidati: uno degli indagati è stato rimesso in libertà in attesa del processo, per l’altro il Tribunale ha disposto gli arresti domiciliari.

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Minaccia e rapina due prostitute: in manette romano 44enne

Minaccia e rapina due prostitute: in manette romano 44enne. L’arresto degli agenti della Polizia del commissariato Celio, a seguito di approfondite indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma. L’uomo è gravemente indiziato dei reati di minaccia aggravata e rapina ai danni di due diverse donne, dedite all’attività di meretricio in zona Piramide.

Vicende risalenti al 10 dicembre scorso

Le vicende che hanno portato all’emissione della misura risalgono allo scorso 10 dicembre quando una volante del commissariato Celio è intervenuta in Piazzale Ardeatino per la segnalazione di una donna, una 61enne originaria delle Filippine, rimasta vittima di rapina perpetrata da un uomo datosi poi alla fuga. Effettuata una rapida perlustrazione con esito negativo, gli agenti hanno preso contatti con la vittima, la quale appariva scossa e provata, nonché dolorante al capo. La donna ha riferito che mentre esercitava l’attività di meretricio in Piazzale Ardeatino era stata avvicinata da un uomo con accento romano, il quale, con fare minaccioso, le avrebbe intimato di consegnargli 20 euro al giorno o in alternativa il proprio telefono cellulare se avesse voluto continuare ad esercitare l’attività di prostituzione in quella zona.

Minaccia e poi rapina

Al rifiuto della donna l’uomo ha minacciato di picchiarla e nel contempo le ha sferrato uno schiaffo al volto, poi l’ha spintonata violentemente facendole sbattere la testa contro il muro e facendola cadere a terra, per poi sottrarle la borsa che conteneva un portafoglio con all’interno 30 euro ed effetti personali, tra cui le chiavi di casa. Le indagini condotte dagli uomini del commissariato Celio, con il coordinamento della Procura di Roma, hanno permesso di identificare il presunto autore e di raccogliere una serie di riscontri che hanno portato la stessa Procura a chiedere ed ottenere dal Giudice per le Indagini Preliminari un’ordinanza cautelare. L’attività d’indagine eseguita nell’immediatezza ha permesso alla vittima di riconoscere l’uomo, resosi poco prima protagonista del reato di minacce aggravate ai danni di un’altra prostituta ucraina di 56 anni che stazionava nelle vicinanze.

Arresto a Marsia di Tagliacozzo

Gli agenti del Commissariato Celio hanno eseguito la misura cautelare. A seguito di approfonditi accertamenti, appreso che l’uomo aveva lasciato la Capitale, sono riusciti a rintracciarlo e arrestarlo presso una stazione sciistica in Marsia di Tagliacozzo (AQ).

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Cronaca

Roma, padre e figlio nei guai per spaccio di sostanze stupefacenti

La storia di questo arresto parla di una vera e propria attività di

spaccio a conduzione familiare: padre e figlio complici in affari loschi, con la complicità di un altro ragazzo, di soli 19 anni che si era unito

alla ”famiglia” per poter contribuire agli affari. 

LA POLIZIA HA ARRESTATO TRE CITTADINI ITALIANI

Gli agenti del V Distretto Prenestino hanno arrestato 3 cittadini italiani: un padre e un figlio rispettivamente di 47 e 22 anni, oltre ad un

altro ragazzo di 19 anni, per spaccio di sostanze stupefacenti.

I 3 sembrerebbe abbiano dato vita ad una vera e propria impresa familiare di confezionamento e spaccio di droghe in una zona relativamente vasta. Il tutto procedeva fin quando non è avvenuto l’arresto in flagranza di reato. 

Il 22enne, nello specifico, è stato colto in flagranza nell’atto di vendere gli stupefacenti, mentre il padre, assieme al ragazzo più giovane, è stato bloccato dai poliziotti mentre ancora stava confezionando le sostanze, all’interno del proprio appartamento in via Ostuni.

L’Autorità Giudiziaria ha quindi convalidato gli arresti.