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Punto Donna, Marino: Roma è sicura e i reati sono in decrescita

Paola Guerci, nella sua rubrica “Punto Donna”,  parla di sicurezza. Oggi, infatti, si è espresso il questore di Roma Guido Marino, dedicando ampio spazio proprio sulla sicurezza e sulla sua percezione della sicurezza. Marino ha sentito l’esigenza di sottolineare il trend negativo dei dati sui reati perpetrati e, allo stesso tempo, l’ampiezza del fenomeno di percezione d'insicurezza dei cittadini romani: uno su tre, per l’appunto, non si sente sicuro nel proprio quartiere. Il questore ha evidenziato che Roma è una città sicura e che il tema della percezione è contrassegnato da una forte dose di retorica e di scarsa informazione. Secondo Guido Marino è necessario evitare l’allarmismo mediatico, che è ciò che trasmette insicurezza. D’altro canto, "nei grandi eventi che la Capitale ha ospitato, non c’è mai stato alcun problema né scontro. E questo perché la Polizia di Stato è affidabile e composta di professionisti".

Il questore si esprime anche sull’arrivo in dotazione dei teaser: “L’ntroduzione, l’uso e i limiti dello strumento sono sottopostoi alla disciplina e alle direttive che riguarderanno la questura di Roma come tutti gli uffici della Polizia. In dotazione alla Polizia ci sono poi altri strumenti collaudati come, per esempio, lo spray al peperoncino.

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Ostia Antica, in fiamme il ristorante “Al contadino”. “Si valuta l’ipotesi attentato”

(Fonte: la Repubblica, di Federica Angeli) – Poco dopo la mezzanotte un incendio doloso ha distrutto il ristorante Al Contadino in Via della Macchiarella 128 a Ostia Antica. Il locale sottratto a coloro che sono stati indicati dall'operazione Alba Nuova come i prestanome del clan Fasciani, la famiglia Ciolli, è gestito da due anni dagli stessi amministratori giudiziari che gestiscono lo stabilimento Village e tutti i beni sottratti al clan di don Carmine.

Lo scorso giugno Al Contadino è passato dal sequestro alla confisca, come tutti i beni dei Fasciani su disposizione del presidente del tribunale per i beni confiscati Gugliemo Muntoni. Il rogo del locale arriva a tre giorni dall'aperitivo della Legalità organizzato dall'associazione Antimafia Noi proprio in quello che è stato lo stabilimento a loro sottratto. E arriva anche dopo una serie di angherie e dispetti durati mesi.

I Ciolli mandati via dal Contadino hanno aperto un ristorante a pochi metri da quello e sulla loro pagina Facebook, ancora intestata al vecchio locale, hanno scritto il 4 luglio un post in cui, parafrasando i nomi dei due amministratori giudiziari, Angelo Oliva e Francesca Bastiani, accusano loro di andare a braccetto con l'illegalità. Diverse autobotti dei vigili sono ancora al lavoro per domare le fiamme. Sull'episodio indaga la procura di Roma.

L’Associazione Antimafia NOI esprime totale solidarietà agli amministratori e ai dipendenti del ristorante, per quella che sembra essere, a tutti gli effetti, un’azione intimidatoria. “A tre giorni dall’Aperitivo per la legalità, un atto inqualificabile che ha colpito gli amici che, insieme a NOI, stanno lavorando per riportare la legalità nel X Municipio”, ha commentato Massimiliano Vender, presidente dell’Associazione, il quale prosegue sottolineando che “noi non abbiamo paura e continueremo a impegnarci per impedire che simili avvenimenti possano minare il cammino che abbiamo iniziato e che proseguirà con rinnovato vigore. Voi volete distruggere il presente, NOI vogliamo costruire il futuro. Lanceremo un appello a tutti i nostri iscritti per ricostruire insieme il locale andato in fiamme”.

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E’ morto Sergio Marchionne, l’uomo che salvò l’auto italiana. Elkann: “Per sempre riconoscenti”

(Fonte: la Repubblica, di Paolo Griseri) – Aveva pianificato tutto, una pausa di pochi giorni per poi tornare immediatamente al lavoro. Marchionne, 66 anni compiuti a giugno, è morto all'ospedale universitario di Zurigo dove era stato ricoverato il 27 giugno per un intervento alla spalla destra. John Elkann, il presidente della holding Exor e della stessa Fca, ha affidato a poche righe il suo pensiero: "E' accaduto, purtroppo, quello che temevamo. Sergio, l'uomo e l'amico, se n'è andato. Penso che il miglior modo per onorare la sua memoria sia far tesoro dell'esempio che ci ha lasciato, coltivare quei valori di umanità, responsabilità e apertura mentale di cui è sempre stato il più convinto promotore. Io e la mia famiglia gli saremo per sempre riconoscenti per quello che ha fatto e siamo vicini a Manuela e ai figli Alessio e Tyler. Rinnovo l'invito a rispettare la privacy della famiglia di Sergio".

L'ultima uscita pubblica del manager era stata due giorni prima del ricovero, a Roma, alla consegna di una Jeep all'Arma dei carabinieri. Era già affaticato, chi lo ha visto quel giorno ricorda che parlava con difficoltà. Ma per lui, figlio di carabiniere, quell'appuntamento era irrinunciabile. È stato il suo ultimo saluto, per molti aspetti simbolico, la chiusura del cerchio di un'esperienza umana e professionale.

Dopo l'intervento alla spalla destra, a fine giugno, le sue condizioni parevano nella norma. Dieci giorni fa l'aggravamento per quelle che i sanitari hanno definito "complicanze postoperatorie". La situazione sarebbe precipitata all'inizio di questa settimana. L'amministratore delegato di Fca ha perso conoscenza. Venerdì John Elkann ha constatato che "Marchionne non potrà tornare a fare l'amministratore delegato".

Era arrivato a Fca nel 2003, come consigliere di amministrazione. Avrebbe assunto la carica di ad l'anno successivo. "Perdiamo due milioni di euro al giorno, la situazione non è semplice", aveva constatato. La rinascita di Fca dopo la rottura del patto con Gm e la restituzione dei debiti alle banche, è stato il suo primo successo. L'azienda è solida ma il vento della crisi mondiale mette di nuovo tutto in difficoltà. Nel 2009 Marchionne cerca la salvezza nel salvataggio di Chrysler e nella fusione di Fiat con la casa americana. Con Fca nasce un colosso da 4,5 milioni di auto all'anno, il settimo costruttore mondiale. Nel 2010 lo scontro con la Cgil. Marchionne chiede la rinuncia allo sciopero, come aveva ottenuto in America. I sindacati si dividono. Il piano Fabbrica italia, travolto dalla crisi globale, non viene realizzato. Nel 2014 Marchionne fissa un nuovo obiettivo: entro fine 2018 azzeramento dei debiti e della cassa integrazione. Il primo viene centrato, la cassa riguarda ancora il 7 per cento dei dipendenti. Era il 27, quattro anni fa. Negli ultimi anni Marchionne tenta un nuovo accordo con Gm per creare il primo produttore mondiale e risparmiare sugli investimenti. Da Washington arriva un "no". Nel 2017 annuncia la sua uscita di escena da Fca. Dopo aprile 2019 sarebbe rimasto presidente di Ferrari.

Negli ultimi giorni Marchionne è stato assistito dai due figli, Alessio Giacomo e Johnatan Tyler, e dalla compagna Manuela. Già sabato i consigli di amministrazione hanno nominato i successori. In quel giorno, quando si è capito che le sue condizioni di salute erano ormai disperate, è stato sostituito negli incarichi da Mike Manley che oggi debutta davanti ai mercati come nuovo amministratore delegato, presentando i risultati semestrali del gruppo Fca. Gli ultimi raggiunti sotto la guida di Marchionne.

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Incendi ad Atene, si temono cento morti. Giallo sulle cause, il governo sospetta azione dolosa

 

(Fonte: la Repubblica) – ATENE (GRECIA) – L'ultimo bilancio ufficiale (Ore 7:00 del 25/7/2018) – Mentre finisce la prima notte dopo il dramma – è di 79 vittime accertate e almeno 550 feriti, tra cui 16 bimbi in gravi condizioni. Finora non ci sono italiani irreperibili. Ma le autorità locali temono che le vittime possano essere anche cento tra le migliaia di persone in  fuga dal nelle 24 ore di fiamme in due grandi foreste che lambiscono Atene e che centinaia di vigili del fuoco non riescono a domare, anche a causa del forte vento. Il premier Tsipras ha dichiarato tre giorni di lutto nazionale, lo stato di emergenza e chiesto l'aiuto dell'Unione Europea.

La maggioranza delle vittime è stata ritrovata senza vita in casa o nell'auto, nel resort marino di Mati, una località turistica costiera nella regione di Rafina, a circa 40 km a nordest di Atene. Nella stessa località 26 corpi carbonizzati sono stati rinvenuti nel giardino di una villa. Altre vittime sono state trovate abbracciate l'una all'altra sulla spiaggia di Argyri, sempre a Mati: i corpi, tra i quali quelli di bambini, giacevano a una trentina di metri dal mare, nelle vicinanze di un ristorante molto frequentato. Nello stesso punto sono state trovate decine di automobili carbonizzate.  Sono almeno 550 le persone rimaste ferite negli incendi, almeno 16 i bambini in gravi condizioni, ha riferito la Croce Rossa.

Grecia, emergenza incendi: il villaggio di Mati è un cumulo di cenere

A migliaia, con i corpi neri dalla fuliggine, si sono riversati sulle spiagge o sono saliti su imbarcazioni per sfuggire alle fiamme. Navi militari sono state dislocate lungo le coste delle zone colpite da incendi, per evacuare via mare la gente intrappolata dai roghi. Cinque persone che si erano gettate in mare per sfuggire agli incendi che li avevano circondati nei pressi di Rafina, a nord di Atene, sono state salvate da una nave traghetto. 

Altri cinque, invece, non ce l'hanno fatta. L'ultimo corpo recuperato è quello di un uomo, che si presume sia affogato tentando di scampare alle fiamme. Gli altri cadaveri sono di tre donne e un bimbo. E si teme per la sorte di due turisti danesi, che con altre persone – tutte messe in salvo – hanno utilizzato un gommone per sfuggire ai roghi. L'Unità di crisi della Farnesina sta verificando l'eventuale coinvolgimento di cittadini italiani. Sono circa 700 le persone salvate fino ad ora dalla Guardia Costiera.

"Per fortuna c'è il mare, siamo scappati in mare, perché le fiamme ci stavano inseguendo fino in acqua". Lo ha detto un testimone, Kostas Laganos, scampato alle fiamme in Grecia, citato dalla Bbc online. Il fuoco "ci ha bruciato la schiena e ci siamo tuffati in acqua. Ho detto 'mio Dio, dobbiamo correre a salvarci'".

Grecia, incendi. I superstiti di Mati: "Ci siamo tuffati in mare per salvarci" 

Un secondo rogo sta devastando le pinete in una zona a 50 chilometri a ovest di Atene. Il fumo denso, arrivato fin sulla capitale, ha costretto alla chiusura della principale autostrada di collegamento con il Peloponneso.

Al momento, hanno riferito i pompieri, ci sono ancora tre incendi in corso nella regione dell'Attica, ma altri roghi minacciano anche altre zone del Paese, in particolare a Corinto, nel Peloponneso e nell'isola di Creta. A rendere difficile il lavoro dei vigili del fuoco è il forte vento. Il portavoce del governo, Dimitris Tzanakopulos, ha annunciato per oggi l'arrivo di Canadair dalla Spagna e di volontari da Cipro.

Atene, emergenza incendi: le fiamme si avvicinano alla città

Soccorsi europei stanno affluendo anche in Svezia, dove da giorni si combatte contro le fiamme, con alcuni dei peggiori incendi boschivi che il Paese abbia mai visto. Dopo l'appello all'Ue lanciato da Stoccolma, Francia, Germania e Danimarca hanno inviato oltre 100 persone mentre la Polonia ne ha inviate 139 insieme a un gruppo di autopompe. Anche l'Italia ha messo a disposizione due Canadair, così come il Portogallo, mentre elicotteri sono arrivati da Norvegia, Germania e Lituana.

Ancora ignote le cause dell'incendio, ma il governo greco sospetta che siano di natura dolosa. "Nulla resterà senza risposta" ha dichiarato il premier greco Alexis Tsipras. Le fiamme sono divampate in luoghi diversi e distanti tra loro e anche per questo lo stesso Tsipras, in mattinata, aveva parlato di "incendi asimmetrici". Alcuni media greci ipotizzano, inoltre, che piromani siano entrati in azione per saccheggiare le case abbandonate dai turisti o per motivi di speculazione edilizia.

Il precedente di Olimpia. La Grecia ha vissuto altri tragici precedenti di devastanti incendi: undici anni fa, nel 2007, una serie di roghi divampati nell'ultima settimana di agosto, costarono la vita a 67 persone. Le fiamme interessarono principalmente il Peloponneso occidentale e meridionale e l'Eubea meridionale. Il fuoco minacciò anche la distruzione della città antica di Olimpia, evacuata il 26 agosto. Negli oltre 3mila incendi boschivi, di origine dolosa e favoriti dalle altissime temperature di quell'estate, sopra i 40 gradi, e dalla siccità, andarono in fumo 2.700 metri quadri (370 mila acri) di foreste, oliveti e vigne. Oltre 2.100 edifici furono distrutti dalle fiamme.

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L’intervento di Strasburgo su Camping River, Paciocco: “Non abbiamo violato diritti umani, la Corte chiede solo di visionare dei documenti”

A Radio Roma Capitale Cristiana Paciocco, consigliera comunale e membro della commissione Politiche Sociali e Carlo Stasolla, presidente dell’Associazione 21 luglio, si sono espressi sulla questione dello sgombero di Camping River, sospeso dalla Corte di Strasburgo.

La consigliera comunale, convinta del lavoro dell’amministrazione, sottolinea la decisione del Campidoglio di continuare con il piano varato dal Comune: “Noi – sostiene la consigliera del M5S – abbiamo le idee molto chiare: abbiamo un piano che sta procedendo da un anno e che è stato riconosciuto anche a livello europeo. La corte ha chiesto solo l’invio della documentazione sul lavoro prodotto sul campo e sulle soluzioni alloggiative. Per quanto ci riguarda, si arriverà all’allontanamento delle persone al fine di garantire la salute di tutti. I campi, infatti, sono diventati veri e propri ghetti ed è proprio lì vengono che vengono quotidianamente violati i diritti umani. Noi stiamo violando alcun diritto umano".

Di parere opposto, invece, è il presidente dell’associazione 21 luglio. Stasolla, infatti, ha evidenziato che la Corte Europa interviene con molta oculatezza: “Strasburgo interviene in casi di eccezionale gravità. Nel caso specifico, la Corte è intervenuta su richiesta dell’Associazione 21 Luglio su 3 punti specifici. Sono state richieste delucidazioni su come è avvenuto il superamento dell’insediamento, sulle ragioni del successo e sulle soluzioni abitative proposte: lo sgombero è stato solo sospeso per ora, solo se ritiene che ci possano essere realmente violazioni dei diritti umani. Entro le 12:00 di oggi il Comune dovrà fornire i documenti alla Corte”.

L’amministrazione comunale ha deciso recentemente di prorogare la scadenza dell’adesione al Piano: "Per aderire, serve coraggio. Ma chi lo ha fatto può valutare la bontà delle misure – spiega Cristiana Paciocco – che sono finalizzate all’inclusione sociale. Per esempio, ci sarà aiuto nella ricerca dell’alloggio, che è un passo difficile, visto che  sono in molti ad avere pregiudizi sui Rom. Sostegno verrà prestato anche nell’inserimento lavorativo attraverso la formazione. Serve un percorso – specifica Paciocco – che includa tutto il nucleo familiare e che migliori la qualità della vita. E’ stata accertata la totale inadeguatezza della vita all’interno dei campi. Abbiamo cercato di incrociare le potenzialità delle persone con le nostre politiche. In questo senso, una delle iniziative che ha creato maggiormente dibattito è la possibilità di rientro assistito. Su questo punto, la Paciocco ha voluto sottolineare la ricerca di forza lavoro esistente in Romania. "La cosiddetta "terza via”, però – dice il presidente dell’Associazione 21 Luglio – ha riguardato 14 persone. Si prendono solo in giro i cittadini e la situazione non viene risolta. Inoltre, le soluzioni alloggiative sono inadeguate: nessuno affitterà a persone senza reddito sulla base della promessa di un incentivo del Comune: c’è molta sfiducia: i membri del campo si sentono derisi.

La Paciocco, ha parlato anche del supporto necessario da parte del governo e del ministro Salvini, il quale è sembrato porsi non proprio sulla stessa linea dell’amministrazione Raggi: "Dal governo, ci aspettiamo supporto: questo è l’unico percorso possibile per arrivare alla chiusura dei campi”. Rispetto a questo, Stasolla specifica le conseguenza del patto di governo tra Lega e M5S sulla questione Rom a Roma: “E’ iniziato un processo di salvinizzazione della giunta Raggi. Se dichiarata l’unità di intenti, tale rapporto sarà consolidato e sappiamo benissimo che la soluzione per Salvini è la ruspa. La sindaca Raggi potrebbe anche prendere le distanze, ma notiamo che da aprile in poi, la questione di Camping River è peggiorata moltissimo.

I prossimi campi ad essere chiusi, secondo il piano, saranno quelli della Barbuta e della Monachina al VII Municipio: "Le procedure sono a buon punto – dice la consigliera del M5S – Avremo tempi più ampi rispetto a Camping River: ci vorranno 3 anni. Su quest’ultimo, infatti, abbiamo dovuto agire tempestivamente per via  dell’esistenza di una situazione di emergenza. E’ stato un bel banco di prova per andare rapidamente in seguito.Su questo, Stasolla sentenzia: “L’incompetenza del M5S sbalordisce. Sulla Barbuta il bando non è ancora stato vinto da nessuno , mentre alla Monachina le operazioni non sono ancora iniziate. Prendere tempi così dilatati (3 anni) per intervenire sul superamento dei campi rom conclude Stasolla – significa non assumersi le proprie responsabilità.

Insomma, Carlo Stasolla e Cristiana Paciocco, evidentemente non sono d’accordo. Al momento non c’è molto da fare, se non aspettare  la risposta di Strasburgo prima di pianificare. In ogni caso, l’incontro in giornata tra il ministro Salvini e Virginia Raggi potrebbe porre le basi per una collaborazione più stretta sugli sgomberi dei campi nomadi che il Comune di Roma vuole definitivamente superare. 

In basso i podcast delle interviste… Non perderli!

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Colosseo, controlli antiabusivismo e antidegrado da parte dei Carabinieri

Ieri pomeriggio, a meno di 48 ore dagli ultimi controlli, i Carabinieri della Compagnia Roma Centro hanno nuovamente eseguito un capillare servizio nel complesso monumentale nelle aree tra Colosseo e Fori Imperiali, finalizzato a contrastare l’abusivismo commerciale e varie forme di degrado. Il bilancio dei controlli è di 3 persone denunciate, 23 ambulanti abusivi sanzionati e di 9 persone proposte per il “Daspo Urbano”. I Carabinieri hanno denunciato a piede libero due pusher, di 18 e 17 anni, entrambi di nazionalità egiziana, sorpresi in via dei Fori Imperiali, mentre cedevano due dosi di hashish ad un giovane assuntore, indentificato e segnalato al Prefetto, in cambio della somma di 30 euro. Poco dopo un cittadino iracheno di 42 anni è stato denunciato per ricettazione, perché, rintracciato con l’apposita applicazione di geolocalizzazione, è stato trovato in possesso di un telefono cellulare di ultima generazione, denunciato rubato.
Sanzionati amministrativamente, per complessivi 120.00 euro circa, 23 venditori ambulanti abusivi (22 cittadini del Bangladesh e uno del Senegal) sorpresi a vendere merce di vario genere senza regolare permesso. In particolare, i Carabinieri hanno scoperto chi riforniva delle bottiglie di acqua ghiacciata i venditori ambulanti. I Carabinieri hanno trovato due cittadini del Bangladesh, infatti, in possesso di due bustoni in juta, con all’interno 340 bottigliette d’acqua, pronte per essere vendute.
Nella stessa zona, i Carabinieri hanno proposto per il “Daspo Urban” 9 cittadini del Bangladesh sorpresi a stazionare nelle aree di accesso e transito della fermata  metropolitana “Colosseo”, limitandone il libero accesso e fruizione ai passeggeri in transito.
 

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Roma, denunciate per furto le gemelle di “Come un gatto in tangenziale”

(Fonte: www.repubblica.it)
(di Rory Cappelli)Non solo il proprietario le ha riconosciute subito per averle viste nel film Come un gatto in tangenziale. Ma le telecamere interne del negozio le hanno anche immortalate. Sue ed Ellen, le gemelle nel film parenti di Paola Cortellesi e personaggi simpatici e memorabili, nella fiction hanno due incontenibili passioni: per Franca Leosini e la sua trasmissione e per lo shopping compulsivo. Cioè per i furti negli esercizi commerciali.
Ma a quanto pare anche nella vita. Ieri Alessandra e Valentina, questi i loro veri nomi, sono entrate in una profumeria di via Marmorata: si sono infilate in borsa due flaconi del profumo Creed, dal valore totale di 500 euro. In un attimo si sono poi dileguate. Il proprietario si è però accorto di tutto: ha controllato le telecamere di sorveglianza ed è andato dai carabinieri della stazione Aventino per presentare denuncia.
Le gemelle attrici e comparse sono conosciute alle forze dell'ordine, sempre per reati dello stesso tipo anche se non hanno subito alcun tipo di condanna. E così i carabinieri si sono presentati a casa delle due e hanno trovato i flaconi. È partita la denuncia per furto aggravato in stato di libertà. E gli è andata bene: se fossero state fermate all'interno del negozio sarebbero state arrestate

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Rischia la paralisi la bimba rom ferita alla schiena a a Roma

(Fonte: www.ilmessaggero.it)
Resta il rischio paralisi per Cirasela, la bimba rom di 14 mesi ferita alla schiena a Roma da un colpo di pistola ad aria compressa. Un romano di 59 anni è indagato, si è difeso dicendo di aver colpito la piccola accidentalmente. Secondo i medici dell'ospedale Bambino Gesù di Roma, che ieri hanno sciolto la prognosi, la bambina è fuori pericolo ma non è  ancora possibile stabilire se riuscirà a camminare. La piccola è stata trasferita in un reparto di degenza ordinaria.
La mamma sarebbe sempre vicino alla piccola in ospedale, dove è presente dall'inizio anche un'assistente sociale dell'ufficio rom del Comune, con la prospettiva di seguire il caso anche dopo l'uscita della bimba dall'ospedale. Ieri sera a farle visita al Bambino Gesù è arrivata la sindaca di Roma Virginia Raggi insieme all'assessore al sociale Laura Baldassarre. «La visita è andata bene, siamo venuti a trovare la famiglia. In questo periodo c'è sempre stato un assistente sociale. Continueremo a stare loro vicino e ci manterremo in contatto», ha promesso ieri la prima cittadina.
 

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La Corte Europea ferma lo sgombero di Camping River previsto per oggi

La Corte Europea per i Diritti dell’Uomo, attraverso l’adozione di una misura di emergenza, ha ordinato al Governo italiano di non procedere allo sgombero dell’insediamento di Camping River, previsto per la giornata di oggi a Roma, ovvero 48 ore dopo la notifica agli abitanti dell’Ordinanza n.122 del 13 luglio 2018 firmata dalla sindaca Virginia Raggi.

La decisione della Corte è giunta in seguito al ricorso sollevato da 3 abitanti del “campo”, supportati da Associazione 21 luglio.
La Corte «ha deciso, nell'interesse delle parti e del corretto svolgimento del procedimento dinanzi ad essa, di indicare al Governo italiano, a norma dell'articolo 39, di sospendere lo sgombero previsto fino al venerdì 27 luglio 2018» e, nell’attesa, ha chiesto al Governo italiano di indicare nelle prossime ore le misure alloggiative previste per i richiedenti, la data prevista per lo sgombero esecutivo e qualsiasi sviluppo significativo dello sgombero di Camping River.

Le tre persone rom ricorrenti, hanno vissuto per alcuni anni nell’insediamento di Camping River in cui attualmente risiedono circa 300 persone, esclusivamente rom, secondo Associazione 21 luglio "segregate su base etnica e i cui diritti umani sono stati ripetutamente violati dalle istituzioni capitoline nelle diverse azioni previste dal Piano rom”.

Dopo le azioni inclusive organizzate dal Comune di Roma, il 19 luglio 2018 ad ogni famiglia dell’insediamento è stata notificata l’Ordinanza sindacale n.122 del 13 luglio 2018 con la quale la sindaca Virginia Raggi ha ordinato «l’allontanamento dall’area […] di tutte le persone presenti, a qualsiasi titolo, entro il termine perentorio di quarantotto (48) ore dalla notifica della presente ordinanza, per scongiurare i rischi sulla loro salute» senza fornire alcuna soluzione alternativa adeguata, lasciandole di fatto per strada, aumentando la loro vulnerabilità.
 
La Corte Europea per i Diritti dell’Uomo può indicare “misure ad interim” in casi di emergenze, in modo da fermare un “rischio imminente di danno irreparabile”. Sempre più di frequentemente, riceve richieste di adozione di misure per fermare sgomberi, ma si limita a farlo solo in particolari circostanze. Vittime di violazioni di diritti umani possono rivolgersi alla Corte Europea solo se non dispongono di mezzi efficaci per fare ricorso davanti ai Tribunali nazionali. I tre autori dell’azione hanno, con successo, dimostrato che i Tribunali italiani, visto il brevissimo tempo concesso, non hanno fornito loro mezzi efficaci per fronteggiare il rischio dello sgombero.

Associazione 21 luglio accoglie con grande soddisfazione la decisione della Corte Europea e auspica che il Comune di Roma possa coglierne l’importanza per una profonda revisione del “Piano rom” e per avviare una rinnovata e genuina consultazione con le persone dell’insediamento.
 
Secondo Carlo Stasolla, presidente di Associazione 21 luglio, «il fatto che la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo abbia deciso di intervenire in modo così eccezionale dimostra quanto la situazione romana sia assolutamente fuori controllo. Oggi viene certificato come il “Piano rom” della città di Roma calpesta gli impegni assunti dall’Italia a livello europeo a fine di garantire un trattamento egualitario dei rom. Ma tutto ciò non basta! Da una parte è urgente promuovere nuove consultazioni con gli abitanti dell’insediamento, dall’altra è importante conoscere i nomi degli esecutori di un “Piano” irrealistico, scellerato, costoso e lesivo dei diritti umani. Chiediamo alla sindaca di individuare e punire i responsabili delle diverse azioni che negli ultimi mesi si sono succedute a Camping River e cha hanno portato ad una violazione sistematica dei diritti fondamentali delle famiglie residenti. Chi ha sbagliato – conclude – è giusto che paghi. Dare la colpa della mancata inclusione ai rom, come fatto anche in questo caso, è un atto scorretto e ingiusto».
 
Nella giornata odierna, alle ore 15,30, una delegazione di Associazione 21 luglio si recherà in Campidoglio per consegnare, presso la segreteria della sindaca Virginia Raggi, la risposta della Corte e le centinaia di firme raccolte in questi giorni nella mobilitazione on line organizzata per chiedere la sospensione delle azioni di sgombero. Nel corso della consegna è previsto un breve incontro con la stampa presente.

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Roma, la madre al figlio: «Non ti darò più soldi». E lui incendia la casa

(Fonte: www.ilmessaggero.it)
Incendia la casa della madre che non vuole più dargli denaro. Ma lui si difende: «Non sono stato io, è tutta colpa di un lumino acceso». I carabinieri della Stazione di Mentana hanno arrestato ieri pomeriggio un 44enne del posto, già noto alle forze dell'ordine, per il reato di incendio aggravato. I militari sono intervenuti, su richiesta del Nue 112, in via Triventi 72, dove fiamme altissime stavano devastando il secondo piano di una palazzina su tre livelli. I carabinieri hanno subito fatto evacuare l'immobile mettendo in sicurezza la zona. Paura nel quartiere con fuggi fuggi generale. Le indagini hanno accertare che l'uomo, dopo un violento diverbio con la madre, aveva minacciato di dare fuoco all'abitazione. La ritorsione sarebbe stata fatta perché la donna, dope aver ceduto tante volte, ha rifiutato di dare denaro al figlio. Inoltre, l'uomo era stato visto allontanarsi  in evidente stato di ubriachezza, dall'abitazione  subito dopo il divampare dell'incendio. Le fiamme, spente dai vigili del fuoco di Roma, hanno completamente distrutto il secondo piano, danneggiando anche i piani dei vicini, che sono stati dichiarati inagibili. Sgomberati tre famiglie, che hanno trovato sistemazione provvisoria in strutture messe a disposizione dal comune di Mentana. L'uomo è stato arrestato e tradotto nel carcere di Roma Rebibbia, è a disposizione dell'Autorità giudiziaria di Tivoli.