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Cronaca

Nuoro, neonata ricoverata in fin di vita a Roma: indagati i genitori

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

Sono indagati per lesioni i genitori di una neonata che era stata trasportata d'urgenza, nell'ottobre scorso, dall'ospedale San Francesco di Nuoro al Bambino Gesù di Roma, con un volo dell'Aeronautica militare atterrato a Ciampino. La bimba, che aveva solo poche settimane di vita, era stata portata dai genitori al Pronto soccorso del San Francesco in piena notte, il 28 ottobre scorso, in condizioni critiche per le forti crisi respiratorie ed era stata subito trasferita con un volo speciale organizzato in poche ore dalla Prefettura di Nuoro insieme all'Aeronautica militare.
All'ospedale pediatrico della Capitale la piccola ha lottato diversi mesi tra la vita e la morte, poi le sue condizioni sono migliorate anche se non è completamente fuori pericolo. La Procura di Nuoro ha aperto un fascicolo per delle lesioni sospette da scuotimento sulla bimba, accertate dai medici del San Francesco. Il fascicolo della Procura è stato poi arricchito dalle indagini della Squadra Mobile di Nuoro che ha acquisito altri documenti, in primis i referti medici dell'ospedale nuorese. Bisognerà attendere per capire se i sospetti saranno confermati dai referti dell'ospedale romano che potrebbero chiarire definitivamente se c'è un legame tra la patologia che ha riportato la bimba ed eventuali responsabilità dei genitori.

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Cronaca

Pontina, nuovo scontro fra camion e auto: aperta solo una corsia

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

Code sulla via Pontina da Castagnetta a Pomezia nord a causa di un incidente al km 27,900 in direzione di Roma. È coinvolto un mezzo pesante e si viaggia sulla sola corsia di sorpasso. Lo comunica Astral Infomobilità. E sono ormai quotidiani queste incidenti che causano pesanti disagi agli automobilisti costretti a lunghe code. 
 

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Ragazza di Ostia uccisa in Gran Bretagna: polizia identifica 6 sospette

(Fonte: www.repubblica.it)

La polizia di Nottinghan ritiene di aver individuato le sei ragazze della gang accusata di aver aggredito a febbraio nella cittadina inglese la diciottenne italo-egiziana  Mariam Moustafa, vissuta a Ostia fino al 2013, deceduta a Nottingham (dove viveva con la famiglia) il 14 marzo scorso dopo tre settimane di coma a seguito di un'aggressione da parte di una baby gang. Lo riporta il Guardian citando il sovrintendente capo Rob Griffin, che in una conferenza stampa ha peraltro confermato come allo stato gli investigatori britannici escludano il movente del razzismo, malgrado i sospetti della famiglia. "Sappiamo che un gruppo di sei ragazze è stato coinvolto nell'aggressione e crediamo di averle ora identificate tutte e sei", ha detto Griffin, aggiungendo che sono state registrate denunce di una potenziale matrice "d'odio etnico", ma che al momento "tutte le prove indicano non si sia trattato in alcun modo di un crimine d'odio". Il funzionario ha peraltro ammesso che le indagini proseguono su precedenti episodi di aggressione contro la ragazza e sua sorella, denunciati ad agosto: episodi per i quali finora non sono stati individuate persone sospette, né legami con quanto accaduto più di recente. La Procura di Roma ha poi trasmesso alle autorità inglesi, tramite i carabinieri del nucleo investigativo del Reparto operativo, la documentazione medica acquisita ieri al Bambin Gesù relativa all'operazione al cuore subita anni fa da Mariam Moustafa. I pm Sergio Colaiocco e Tiziana Cugini, che hanno aperto un'inchiesta ipotizzando l'omicidio preterintenzionale aggravato dal movente razziale, sono in attesa di conoscere gli esiti dell'esame autoptico disposto dalla magistratura inglese. Non è infatti ancora chiara la causa del decesso: se dovessero emergere negligenze e sottovalutazioni da parte dei sanitari del Queen's Medical Centre, allora nei confronti di chi ha preso parte al pestaggio di Mariam la Procura di Roma dovrebbe ipotizzare il reato di lesioni personali. Se invece sono state le botte a determinare la morte della ragazza, il reato originariamente formulato a piazzale Clodio resterebbe tale. L'indagine comunque potrebbe arrivare ad una svolta con i risultati dell'autopsia svolta in Inghilterra. L'esame autoptico potrebbe, infatti, fornire risposte anche agli inquirenti italiani sulle cause della morte della giovane.I pm sono infatti in attesa di conoscere gli esiti degli esami disposti dalla magistratura ingles e sulla salma di Mariam. Nel caso in cui, infatti, emergessero errori medici nella valutazione delle ferite riportate dalla giovane nel pestaggio, l'accusa nei confronti degli autori potrebbe essere derubricata a lesioni personali.

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Roma, presa banda di ladri acrobati: arrestati 9 rom. Svaligiavano le case delle zone più ricche

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

Dalle prime luci dell'alba, i carabinieri della Compagnia di Roma Trionfale stanno notificando un'ordinanza custodia cautelare nei confronti di 9 persone (7 in carcere, 2 agli arresti domiciliari), emessa dal gip del Tribunale di Roma a seguito degli sviluppi di un'indagine coordinata dalla Procura di Roma. Si tratta di rom di seconda generazione, di origine slava, ma nati e cresciuti in Italia, dimoranti nel comune di Roma e in quelli limitrofi, accusati associazione per delinquere finalizzata ai furti e rapine in abitazioni e ville.

Un indagato deve anche rispondere del tentativo di fare abortire una ragazzina minorenne, della stessa etnia. L'indagine, avviata nell'ottobre 2016 e conclusa a maggio 2017, condotta dai carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Roma Trionfale, ha già portato all'arresto di 12 persone in flagranza di reato e al recupero di refurtiva di ingente valore, restituita alle vittime. L'attività investigativa ha consentito, inoltre, di identificare gli indagati,  propri professionisti che svaligiavano le case, prevalentemente dei quartieri più ricchi di Roma, con una destrezza fuori dal comune.

Introducendosi facilmente all'interno, anche ai piani superiori, grazie alla loro agilità e abilità acrobatica e portavano via dalle abitazioni denaro, oggetti in oro e qualsiasi oggetto di valore. I carabinieri hanno individuato la base operativa dove venivano pianificati i colpi. Di ingente valore la refurtiva recuperata e già restituita ai proprietari. 

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Maltempo, previste nevicate sulle zone orientali del Lazio

«Il Centro Funzionale Regionale rende noto che il Dipartimento della Protezione Civile ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse con indicazione che dal tardo pomeriggio di oggi, martedì 20 marzo e per le successive 24-30 ore si prevedono sul Lazio 'sulle zone orientali, nevicate al di sopra dei 400-600 metri con apporti al suolo moderati. Inoltre dalla tarda serata di oggi e per le successive 18-24 ore persistono venti di burrasca da nord-est con mareggiate lungo le coste esposte. Il Centro Funzionale Regionale ha emesso pertanto un bollettino attenzione per neve e vento su tutte le zone di allerta del Lazio. La Sala Operativa Permanente ha diffuso l'allertamento del Sistema di Protezione Civile Regionale e invitato tutte le strutture ad adottare tutti gli adempimenti di competenza. Si ricorda che per ogni emergenza è possibile fare riferimento alla Sala Operativa Permanente al numero 803.555». Lo comunica in una nota la Regione Lazio.

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Monterotondo, topi d’appartamento fermati dai Carabinieri

Tentano di entrare in un appartamento a Monterotondo ma vengono arrestati. Ad accorgersi del tentato furto sono stati i Carabinieri del Radiomobile della Compagnia di Monterotondo che erano in servizio in zona, ieri notte. Gli agenti, insospettiti dal comportamento di un uomo che stava transitando su via Turati, hanno fermato quest'ultimo per effettuare un controllo. Nel corso di quest'ultimo si sono accorti della presenza di un complice, intento a scavalcare un recinto di un'abitazione. A quel punto i Carabinieri hanno effettuato una ricostruzione del caso, scoprendo che i due malviventi avevano appena tentato di forzare una delle finestre della casa con l'intento di rubare qualcosa all'interno. I due uomini, originari della Romania, di 30 e 39 anni, sono stati arrestati e condotti in caserma a Tivoli. 

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Mondo di mezzo, la requisitoria del pg: «Associazione mafiosa con capo Carminati»

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

«La sentenza di primo grado è stata un'operazione notarile. Adesso invece va riconosciuto che il "Mondo di Mezzo" è mafia e il capo dell'organizzazione era Massimo Carminati». Così il pg Pietro Catalani questa mattina durante la sua requisitoria nel processo di appello "Mafia Capitale" nell'aula bunker di Rebibbia, in cui compaiono 43 imputati tra cui l'ex Nar Carminati e l'ex ras delle cooperative romane, Salvatore Buzzi. «Ci possono essere dei comparti diversi, ma resta il vertice e la direzione» ha aggiunto. Per il pg, Buzzi e Carminati «sono uomini intelligenti, che sanno cosa fare. Buzzi non parla di Carminati eppure grazie alle sue parole sono stati condannati due alti dirigenti come Luca Odevaine e Franco Panzironi. Di fronte a Carminati però tace. A nostro parere è un esempio della omertà intrinseca tipica delle organizzazioni mafiose». La requisitoria dei pm durerà almeno altre due udienze nelle quali si alterneranno i pg Catalani e Antonio Sensale e il pm di Roma, Luca Tescaroli che insieme al procuratore Giuseppe Pignatone e agli aggiunti Paolo Ielo e Giuseppe Cascini ha condotto le indagini e il processo di primo grado.

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Roma, caso Cucchi, un teste: “Stefano mi disse che i cc si erano divertiti a picchiarlo”

(Fonte: www.repubblica.it)

La sera del 16 ottobre del 2009 mi trovavo presso il centro clinico di Regina Coeli quando vedo arrivare un ragazzo che aveva il volto gonfio come una zampogna, con evidenti ematomi in faccia e sugli zigomi. Aveva un colorito violaceo, perdeva sangue da un orecchio e faceva fatica a parlare. Gli portai un caffe' ma non riusciva neanche a inghiottire la sua saliva". Quel ragazzo era Stefano Cucchi, fresco del pestaggio subito nella prima caserma dei carabinieri al momento dell'arresto per droga avvenuto sei giorni prima di morire all'ospedale Sandro Pertini. A riferire di questo incontro è stato oggi il detenuto Luigi Lainà, sentito come testimone della Procura nel processo bis, in corte d'assise, che vede imputati cinque carabinieri, accusati a vario titolo di aver pestato Cucchi, di aver falsificato il verbale e di aver dato la colpa dell'aggressione a tre agenti della polizia penitenziari, processati e già assolti definitivamente. "Gli ho chiesto di alzarmi la maglietta" ha raccontato Lainà, rispondendo alle domande del pm Giovanni Musarò che lo interrogò una prima volta nel novembre del 2014. "E lui mi ha mostrato la schiena: era uno scheletro, sembrava un cane bastonato, roba che neanche ad Auschwitz. Aveva il costato di colore verdognolo-giallo, come quello di una melanzana. Gli ho chiesto se a ridurlo così fosse stato qualcuno della penitenziaria… ero pronto a fare un casino… e invece lui rispose che erano stati i carabinieri che lo avevano arrestato… 'Si sono divertiti', mi aggiunse. Volevano che facesse la spia, che parlasse per far arrestare altri spacciatori, ma lui è stato un grande, non ha fatto un nome. Mi spiegò che era stato picchiato da due militari in borghese mentre un terzo in divisa intervenne per invitare i due a smetterla".
"Quando sbagliamo – si è sfogato Lainà – è giusto essere arrestati, messi in carcere e giudicati da un tribunale. Non è giusto, invece, essere massacrati di botte. È successo pure a me qualche volta, e anche io come tanti altri ho dovuto dire di essere caduto per evitare di essere pestato di nuovo. Ma devo ammettere che non ho mai visto un detenuto, come Cucchi, portato in cella in quelle condizioni". Fu proprio Lainà, sconcertato da quello che aveva visto, a sollecitare l'intervento del medico di Regina Coeli Pellegrino Petillo che ne dispose il ricovero al Fatebenefratelli anche se poi Cucchi il giorno dopo venne spedito al reparto di medicina protetta del Pertini. "A Petillo dissi che se non fosse intervenuto in tempo, Cucchi sarebbe morto subito a Regina Coeli per quanto stava male" ha precisato Lainà. "Io una cosa così non l'avevo mai vista". "Il racconto del testimone Lainà è drammatico dal punto di vista emotivo, rivedo anche il carattere e i modi di fare di mio fratello e soprattutto la sua sofferenza che per tanti anni è stata nascosta". Lo ha detto Ilaria Cucchi, a margine dell'udienza del processo a carico di cinque carabinieri accusati dalla procura di Roma, a seconda delle posizioni, di omicidio preterintenzionale, abuso di autorità, falso e calunnia in relazione alla vicenda del geometra romano morto nell'ottobre del 2009. "Per anni – ha aggiunto- si è parlato di lesioni lievi, lui stava malissimo invece, e quel dolore è aumentato ora dopo ora fino a farlo morire. In questi anni è stato tutto astratto sembrava che mio fratello fosse morto senza una ragione, da oggi si comincia a capire cosa è effettivamente successo".
 

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Ostia: litiga con la nonna per denaro, in manette presunto pusher

Ieri notte, una volante della Polizia di Stato del Commissariato Lido di Roma e del Reparto Volanti è intervenuta per sedare una lite scoppiata in un appartamento di Ostia. Al centro della vicenda un ragazzo che stava aggredendo la nonna per avere dei soldi. L'anziana, residente in via Stiepovich, ha parlato agli agenti di una lite nata in seguito alle continue richieste di denaro da parte del nipote. Gli agenti, effettuando un controllo in casa, hanno trovato, nascosto in un asciugamano, un panetto di hashish di circa 80 grammi e un bilancino di precisone. A quel punto è scattato l'arresto per il ragazzo, romano di 26 anni, che dovrà rispondere all'accusa di spaccio di sostanza stupefacente.
 

 

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Spinaceto, tenta la rapina in un negozio ma viene arrestato dalla Polizia

Entra in un negozio e tenta la rapina. L'episodio è accaduto ieri mattina in un esercizio commerciale di Spinaceto. Il malvivente era entrato all'interno del punto vendita minacciando con un coltello il proprietario. Spaventando quest'ultimo, l'uomo, un casertano di 27 anni, era riuscito a farsi dare l'incasso del negozio. A quel punto, però, il commerciante ha reagito e, bloccando le porte all'interno, ha ritardato la fuga del malvivente. A quel punto sono arrivati gli agenti di Polizia che hanno arrestato l'uomo con l'accusa di rapina aggravata.