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Cronaca

Incidente sulla A1 tra Cassino e San Vittore: 52enne perde la vita

(Fonte: Il Quotidiano del Lazio)

Un uomo di 52 anni è deceduto nel primo pomeriggio di oggi in un incidente stradale avvenuto in direzione sud sull’Autostrada Roma Napoli, nel tratto in cui attraversa il comune di Cassino. La vittima, un uomo residente a Colleferro ma nato a Roma, viaggiava su una Lancia Ypsilon quando, per una dinamica ancora al vaglio della polizia stradale della Sottosezione di Cassino, ha tamponato un autoarticolato. Per l’uomo sono stati inutili i soccorsi. Gli agenti del sostituto commissario Giovanni Cerilli stanno effettuando i rilievi per stabilire le cause della tragedia.

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Roma, trovato cadavere di un giovane a Centocelle: si sospetta suicidio

(Fonte: Il Quotidiano del Lazio)

Macabra scoperta a Centocelle: all'ingresso del centro commerciale "Primavera" è stato rinvenuto il cadavere di un ragazzo intorno ai 20 anni. L'agenzia Ansa riporta che è stato una guardia giurata a notare il corpo esanime all'alba, peraltro nello stesso luogo in cui qualche settimana fa  avvenne l'orribile tragedia delle sorelle rom morte carbonizzate in un camper.

Secondo le prime notizie giunte sarebbe stato trovato un biglietto, cosa che lascia propendere il suicidio. Sul caso indaga la Polizia, giunta sul posto insieme alla Polizia Locale di Roma Capitale e i sanitari del 118, i quali non hanno potuto far altro che costatare il decesso.

 

CENTOCELLE, LA MORTE DELLE 3 SORELLE ROM Incendio in via Guattari: decedute una 20enne e due bambine di 4 e 8 anni. La Procura indaga per omicidio volontario (10/05/2017)

CENTOCELLE, ENTRA IN UN BAR E SPARA Paura in un bar, una persona ricoverata (13/04/2017)

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Cronaca

Roma, sim illecitamente intestate: sequestro da 400mila euro, 12 denunce

(Fonte: Il Quotidiano del Lazio)

I finanzieri del Comando Provinciale di Roma hanno eseguito oggi un decreto di sequestro preventivo, emesso dal Tribunale di Roma, sui beni di proprietà di una nota azienda capitolina attiva nel settore della telefonia mobile per un valore di oltre 400.000 euro. Ultimo provvedimento di un’indagine lunga e articolata che ha portato le Fiamme Gialle del Gruppo di Fiumicino a scoprire oltre 35.000 utenze di telefonia mobile indebitamente attivate ricorrendo ad anagrafiche fantasma, appartenenti a ignari clienti, a soggetti deceduti e perfino a senza fissa dimora.

Le investigazioni hanno preso il via nel marzo del 2015, a seguito di un tentativo di rapina sventato dalle Fiamme Gialle dell’aeroporto di Fiumicino presso una gioielleria del centro commerciale Cinecittà 2. I malviventi, tutti caratterizzati da elevato spessore criminale, reperivano fondi necessari per la loro principale attività di narcotrafficanti grazie alla refurtiva oggetto delle numerose rapine messe a segno in vari negozi di preziosi e utilizzavano schede telefoniche intestate ad altri soggetti al fine di criptare le comunicazioni intercettate.

 

Dopo due anni di approfonditi accertamenti, i finanzieri del Gruppo di Fiumicino sono riusciti a delineare il disegno criminoso dell’associazione a delinquere, scoprendo che la totalità delle schede utilizzate per commettere reati gravissimi era stata attivata in punti vendita riconducibili tutti al medesimo master dealer. Delle oltre 35.000 schede telefoniche illecitamente attivate, circa 12.000 sono risultate intestate a 3.000 cittadini stranieri, tutti residenti presso il medesimo indirizzo, sede di una comunità religiosa, totalmente estranea ai fatti, notoriamente dedita all’assistenza di numerose persone senza fissa dimora.

Altre schede sequestrate sono risultate invece intestate a persone decedute o inesistenti, mentre un grandissimo numero è stato attivato utilizzando indebitamente i dati personali degli ignari cittadini, clienti del dealer. Il tutto, ovviamente, in spregio delle attuali disposizioni previste in materia di privacy e protezione dei dati personali. La società coinvolta, oltre a fornire ai malviventi numeri telefonici sempre diversi e quindi, seppur intercettabili, difficilmente riconducibili ai reali utilizzatori, si è servita altresì delle schede illegalmente inserite al fine di ottenere illecitamente oltre 400.000 euro di bonus da uno dei principali operatori telefonici, previsti per il gestore del dealer al raggiungimento di determinate soglie di attivazioni di schede sim.

 Le indagini si sono concluse con la denuncia all’Autorità Giudiziaria di 12 responsabili per associazione a delinquere finalizzata alla truffa, all’accesso abusivo a sistemi informatici e al trattamento illecito dei dati personali, con il sequestro di rapporti finanziari, titoli e autovetture della società capofila per un valore di 400.000 euro e, in collaborazione con il Nucleo Speciale Privacy della Guardia di Finanza di Roma, con l’irrogazione di sanzioni amministrative in materia di privacy per 6.000.000 di euro.

ROMA, SEQUESTRATI 275MILA ABITI "TAROCCHI" Maxi sequestro della Gdf tra Roma e Tivoli: requisite calzature e capi con false attestazioni. Il traffico gestito da alcuni cinesi (20/05/2017)

OSTIA, SEQUESTRO AI DANNI DI BALINI Sequestro da 50 milioni di euro, nel mirino 320 immobili riconducibili a Mauro Balini. Sequestrato anche il residence "Porto di Roma" (27/10/2016)

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Roma, sequestro milionario ai danni di Gianfranco Fini

(Fonte: Il Quotdiano del Lazio)

Sequestro preventivo di beni per un milione di euro ai danni di Gianfranco Fini. Il provvedimento è stato eseguito dalla Guardia Finanza, Servizio centrale investigazione criminalità organizzata (Scico), su mandato del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Roma. "Il provvedimento cautelare –  si legge dal comunicato dal Servizio centrale investigazione criminalità organizzata della Guardia di Finanza, riportato dall'agenzia Adnkronos – segue altro sequestro preventivo già eseguito nei confronti di Giancarlo, Sergio ed Elisabetta Tulliani, in relazione a plurimi reati, tra cui episodi di riciclaggio e autoriciclaggio commessi in concorso da Gianfranco Fini".

 In particolare, l'ex presidente della Camers è accusato di essere stato artefice spiega la guardia di finanza, è emerso come "Gianfranco Fini sia stato artefice dei rapporti che si sono instaurati tra Francesco Corallo e i membri della famiglia Tulliani. Corallo era legato alla famiglia Tulliani, che dal 2008 avrebbe ricevuto, per il tramite di società offshore a egli riconducibile, oltre sette milioni di euro, trasferiti su conti personali e su conti di società a loro direttamente o indirettamente riconducibili". Nello scorso febbraio il Gip aveva emesso un decreto di oltre 7 milioni riguardante beni mobili, immobili e conti correnti.

 

A dicembre 2016, invece, fu eseguita un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Francesco Corallo, Rudolf Theodoor Anna Baetsen, Alessandro La Monica, Arturo Vespignani e Amedeo Laboccetta, "in quanto facenti parte di un'associazione a delinquere aggravata, a carattere transnazionale, dedita ai reati di peculato, riciclaggio e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, promossa e diretta da Francesco Corallo". La conclusione tratta dagli inquirenti è che i sodali dell'associazione avessero costituito un "circuito economico fraudolento".

I finanzieri spiegano inoltre che "è stata data anche esecuzione a un decreto di sequestro per equivalente di beni per un valore complessivo pari a 215 milioni di euro". Le indagini avrebbero fatto emergere "un circuito economico fraudolento posto in essere dai sodali i quali si adoperavano, attraverso la costituzione di numerose società offshore, a trasferire, dall'Italia verso numerosi Paesi europei ed extraeuropei, somme di denaro oggetto di peculato, e sottratte alla pretesa impositiva erariale".

"I proventi illeciti conseguiti dall'associazione capeggiata da Francesco Corallo – prosegue la nota della Guardia di Finanza – sono stati utilizzati per attività economiche, finanziarie, e acquisizioni immobiliari, tra cui l'acquisto dell'appartamento ceduto da Alleanza Nazionale alle società offshore Printemps e Timara , riconducibili a Giancarlo e Elisabetta Tulliani". Si tratta della famosa casa di Montecarlo,  la cui vendita fu realizzata alle condizioni concordate con Francesco Corallo e i Tulliani" e decisa da Gianfranco Fini "nella piena consapevolezza di tali condizioni"

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Roma, Bus in fiamme al capolinea Anagnina. Atac Apre indagine interna

(Fonte: RomaIt)

Intorno alle 17.30 su un bus della linea 20, in sosta al capolinea di Anagnina, per ragioni ancora da precisare si è sviluppato un principio di incendio. L'autista, insieme ad un collega, ha provato a spegnere le fiamme con l'estintore di bordo, mentre il personale Atac allertava i vigili del fuoco. L'incendio in poco tempo ha avvolto la vettura. A bordo non era presente alcun passeggero. Nessuna conseguenza per i conducenti. Atac, fa sapere una nota dell'azienda capitolina, ha avviato un'indagine interna per accertare le cause dell'accaduto. (Foto di repertorio)

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Roma, botte da orbi al Pigneto: Carabinieri arrestano 5 persone

(Fonte: Il Quotidiano del Lazio)

Probabilmente una eccessiva assunzione di alcol ha portato, la scorsa notte, cinque cittadini cinesi a perdere il controllo e a scatenare una violenta rissa in strada, per futili motivi. A sedare lo scontro ci hanno pensato i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Piazza Dante, intervenuti in via dell’Acqua Bullicante, arrestando i cinque per rissa aggravata.

A surriscaldare gli animi dei 5 orientali, di età compresa tra i 29 e 48 anni, qualche parola di troppo, che già “alticci”, sono arrivati alle mani. L’intervento dei Carabinieri ha evitato conseguenze ben più gravi in quanto, uno di loro, un 44enne, è rimasto ferito alla testa, riportando un trauma cranico con ferita lacero contusa che è stata suturata con 17 punti presso il Pronto Soccorso dell’ospedale Vannini. Dimesso con 7 giorni di prognosi, il ferito ha raggiunto gli altri arrestati in caserma, trattenuti in attesa del rito direttissimo.

 

RAID DEI LADRI AL PIGNETO Assalto a paninoteca di un bengalese: arrestati dopo lungo inseguimento due tunisini che hanno colpito e minacciato di morte i poliziotti (29/03/2017)

PIGNETO, MAXI SEQUESTRO ABITI "TAROCCHI"  Denunciate sei persone, scoperto continuo andirivieni di senegalesi. Scoperti capi di abbigliamento identici ai modelli delle case di alta moda (11/02/2017)

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Roma, due false segnalazioni di “Blue Whale” nella Capitale

(Fonte: Il Quotidiano del Lazio)

Diverse  le storie di due adolescenti che, seppur per pochi istanti,  hanno fatto presupporre, agli investigatori della Polizia di Stato della capitale, di trovarsi di fronte al fenomeno del “Blue Whale”.

Nel primo episodio a dare l’allarme è stato uno dei gestori di telefonia mobile dopo che, un Sms, scritto da un’adolescente ad un numero fatto a caso, annunciava il superamento di tutti i livelli del gioco, indicando così un possibile epilogo fatale. Gli accertamenti informatici, eseguiti a tempo record dalla sala operativa della Questura, hanno permesso di appurare che l’adolescente era regolarmente a scuola ed ignaro di tutto. Subito dopo i poliziotti hanno scoperto che un compagno di classe del presunto giocatore, per scherzare, aveva mandato l’Sms con i riferimenti al “Blue Whale”.

 

Più drammatica l’altra vicenda: un fanciullo, per attirare l’attenzione, ha fatto intendere ai familiari di essere in una fase avanzata del gioco, mostrando furtivamente una balena disegnata su un braccio. I familiari si sono rivolti al 112 Nue –Numero unico delle emergenze-; ad intervenire nell’immediatezza sono stati  i poliziotti del commissariato di zona, coadiuvati fin da subito da personale specializzato in disagio giovanile. Gli agenti, con le cautele del caso, hanno subito verificato che la balena mostrata era solo disegnata con un pennarello rosso e non incisa sulla pelle. Per ulteriori accertamenti clinici il ragazzo, con il consenso dei genitori, è stato portato in un centro specialistico. 

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Roma, processo a Marra: Campidoglio sarà parte civile

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Maria Elena Vincenzi) Il Campidoglio sarà parte civile nel processo al costruttore Sergio Scarpellini e all'ex capo del personale, Raffaele Marra, accusati dalla procura di corruzione. Così hanno deciso i giudici della II sezione penale di Roma dopo essersi riuniti in camera di consiglio.

Stamattina, seduto davanti ai magistrati anche l'ex fedelissimo della sindaca Virginia Raggi, Raffaele Marra, visibilmente dimagrito. In un'aula gremita di avvocati, giornalisti e curiosi, l'ex numero uno delle risorse umane su trova accanto l'imprenditore Scarpellini, l'uomo che, secondo l'accusa, gli avrebbe pagato un appartamento in via dei Prati Fiscali al solo scopo di garantirsi la sua benevolenza.

Il collegio della seconda sezione penale non ha autorizzato le riprese tv e quelle audio, previo parere negativo espresso dagli avvocati di Marra e di Scarpellini, ritenendo che non sussista un rilevante interesse sociale.

La riserva dei giudici sulle questioni preliminari sarà sciolta nell'udienza del 30 maggio prossimo ed in quell'occasione ci sarà anche l'esame delle ammissione prove e delle liste testi. In quella di Marra compare anche il nome della sindaca di Roma Virginia Raggi.

Marra e Scarpellini, attualmente agli arresti domiciliari, devono rispondere di corruzione per la vicenda dei 370 mila euro dati, nel 2013, dall'immobiliarista al dirigente comunale per l'acquisto di un appartamento in zona dei Prati Fiscali. Secondo la procura quella dazione di Scarpellini era finalizzata all'ottenimento di favori alla luce della posizione occupata in Campidoglio da Marra.

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Roma, bambine ma già ladre: rom rubano portafoglio a un turista

(Fonte: Il Quotidiano del Lazio)

E’ rimasto incredulo il turista spagnolo, di 30 anni, che ieri pomeriggio, in piazza Gioacchino Belli, a Trastevere si è trovato i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Piazza Dante in borghese di fianco, intervenuti per fermare 5 baby ladre che lo avevano accerchiato e derubato del suo portafoglio. Le 5 bambine, di età compresa tra i 9 e i 13 anni e domiciliate nel campo nomadi di via delle Tortore, sono state seguite sui mezzi pubblici dai militari e bloccate quando sono entrate in azione.

Vedendole piccole, la vittima non poteva immaginare i loro intenti, fin quando non gliel’hanno fatto notare i Carabinieri che le hanno raggiunte e fermate, recuperando il  portafoglio, che conteneva documenti, carte di credito e 600 euro in contanti. Dagli accertamenti alla banca dati delle forze dell’ordine, è emerso che le bambine avevano alle spalle già diversi precedenti analoghi.

 

La più grande delle borseggiatrici è stata portata al Centro di Prima Accoglienza Minori di via Virginia Agnelli e  le altre quattro affidate al Centro di Primissima Accoglienza di via Annibale Maria di Francia. Sul loro conto è stata inviata un’informativa alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni. Sono accusate di furto aggravato in concorso

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Ndrangheta, maxi sequestro da 30 milioni in varie province

(Fonte: Il Quotidiano del Lazio)

I Carabinieri del Comando Provinciale di Latina, supportati dai Comandi Arma territorialmente competenti, nella mattinata odierna, nelle province di Arezzo, Caserta, Crotone, Latina, Napoli, Padova, Perugia, Reggio Calabria, Roma, Salerno, Torino, Venezia e Vibo Valentia, hanno dato esecuzione al decreto di sequestro emesso in data 21.03.2017 dal Tribunale di Latina – Sezione Penale nei confronti dei fratelli CRUPI Vincenzo e Rocco, misura di prevenzione  (ex art. 20 legge 159/2011) che prevede il sequestro finalizzato alla confisca dei sottonotati beni, riconducibili ai predetti, per un valore complessivo stimabile in circa 30 milioni di euro:

– 13 società operanti nel settore florovivaistico;

 

– 36 terreni agricoli;

– 22 abitazioni;

– 7 locali adibiti ad esercizi commerciali;

– 21 fabbricati/magazzini;

– 2 alberghi;

– 1 centro sportivo;

– 33 veicoli;

– 26 conti correnti bancari.

L’attività costituisce la naturale prosecuzione dell’operazione denominata “KRUPY”, che il 28 settembre 2015 aveva portato all’esecuzione di 19 provvedimenti di fermo di indiziato di delitto, emessi dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Roma, nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, ricettazione in concorso e associazione di carattere transnazionale pluriaggravata. I provvedimenti dell’epoca erano scaturiti da un’articolata attività d’indagine, avviata dai Carabinieri di Latina nel mese di maggio 2012, coordinati dalla D.D.A. di Roma, che ha operato in collegamento investigativo con altre Direzioni Distrettuali Antimafia, con il coordinamento della Direzione Nazionale Antimafia e in costante collaborazione con l’A.G. e la polizia olandese (National Crime Squad).

Tale indagine aveva consentito di accertare l’operatività nel capoluogo pontino di un sodalizio, capeggiato dai fratelli CRUPI, collegato a una delle più potenti e pericolose cosche della ‘ndrangheta, i “COMMISSO” di Siderno (RC), dedita all’importazione di ingenti quantitativi di cocaina dall’Olanda attraverso la propria ditta “KRUPY s.r.l.”, con sede legale a Roma e base operativa a Latina, che aveva assunto una posizione di assoluto rilievo nel commercio florovivaistico tra l’Italia e l’Olanda. Nel corso dell’intera operazione erano inoltre stati tratti in arresto in flagranza di reato 3 persone ai sensi  dell’art. 73 del D.P.R. 309/90, sequestrando circa 17 chili di cocaina, 20 tonnellate della cioccolata ricettata a Latina e 15 sul territorio olandese.

Parallelamente alla suddetta attività investigativa venivano svolti accertamenti di tipo patrimoniale,  in collaborazione con il “Nucleo Antifrode” – Agenzia delle Entrate – di Roma che consentiva di documentare la riconducibilità ai fratelli CRUPI dei predetti beni. La straordinaria articolazione del patrimonio del sodalizio indagato ha impegnato per più di un anno i militari operanti in un’analisi di particolare complessità, dal momento che i citati beni erano stati abilmente “spalmati” su 13 province del territorio nazionale ed in molti casi intestati a fidati prestanome senza collegamenti evidenti con i vertici dell’organizzazione criminale.

Solo la certosina analisi dell’enorme mole di dati raccolti e l’incrocio con le risultanze investigative ha consentito di comprovare la connessione dei fiduciari con i fratelli CRUPI i quali spesso avevano occultato i legami societari con avanzate operazioni finanziarie effettuate mediante istituti in paesi c.d. “off-shore”. Il Tribunale di Latina ha accolto appieno la richiesta, avanzata Procura della Repubblica di Roma – Direzione Distrettuale Antimafia sulla scorta degli accertamenti del Nucleo Investigativo disponendo il sequestro di tutti i beni dei fratelli Crupi. L’udienza per la decisone, in contraddittorio tra le parti, in ordine alla misura patrimoniale nonché all’applicazione di quella personale della sorveglianza speciale nei confronti dei fratelli CRUPI Vincenzo e Rocco e è stata fissata per il 18/07/2017 dinnanzi al Tribunale di Latina – Sezione Penale.