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Cinque arresti dei “Falchi” in località Capena

Cinque arresti dei “Falchi” in località Capena. Gli agenti hanno intercettato un’auto con a bordo cinque soggetti sudamericani, ora gravemente indiziati del reato di furto aggravato in concorso. A finire in manette quattro uomini, tre cileni e un peruviano, e una donna cilena, tutti di età compresa tra i 23 e i 52 anni, che, a bordo di un’autovettura a noleggio, hanno raggiunto un’area di sosta comune a due centri commerciali del posto.

Auto con i cinque a bordo intercettata

L’auto a bordo della quale si muovevano è stata intercettata nel corso di un’accurata attività di osservazione e pedinamento svolta nell’ambito di servizi volti a contrastare reati predatori in danno di esercizi commerciali. I poliziotti ne hanno seguito ogni spostamento, fino a quando il veicolo non ha interrotto la marcia nei pressi dell’area di sosta adiacente ai due centri commerciali, dove la donna ed i quattro uomini sono scesi per poi dirigersi all’interno dell’esercizio commerciale, da cui sono usciti dopo circa venti minuti. Senza mai perderne le tracce, i poliziotti hanno continuato a monitorare il gruppo che, una volta risalito a bordo dell’auto, è partito in direzione dell’aeroporto di Fiumicino.

Accerchiati a Ostia

Dopo averli inseguiti per tutto il tratto, gli agenti li hanno poi bloccati ed accerchiati ad Ostia, insieme ad altri uomini della squadra mobile con i quali, nel frattempo, erano rimasti in costante collegamento telefonico. All’interno dell’auto, gli agenti hanno rinvenuto capi di abbigliamento di noti brand di un valore complessivo pari ad oltre 3.000 euro oltre a diverse confezioni di profumi, anche queste di ingente valore economico. Oltre alla merce rinvenuta, sono stati sequestrati anche un oggetto metallico magnetico utilizzato per la rimozione dei dispositivi antitaccheggio ed una borsa con schermatura apposita per inibire sistemi antitaccheggio. Al termine degli accertamenti di rito, tutti e cinque sono stati arrestati per il reato di furto aggravato in concorso. La Procura ha poi chiesto ed ottenuto dal Giudice per le Indagini Preliminari la convalida dell’operato della PG.

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Servizi straordinari ad “Alto Impatto” a Roma Termini

Servizi straordinari di controllo del territorio di “Alto Impatto” in tutta l’area della Stazione ferroviaria di Roma Termini. I Carabinieri della Compagnia Roma Centro, con il supporto di altre Compagnie del Gruppo di Roma, hanno effettuato verifiche mirate al contrasto di ogni forma di illegalità e degrado tra via Cernaia, piazza Indipendenza, via Bachelet, via Varese, via del Castro Pretorio, viale Pretoriano, piazzale Sisto V, piazza di Porta S. Lorenzo, via di San Bibbiana, via Giolitti, piazza dei Cinquecento, viale Einaudi e zone limitrofe, in linea con l’azione fortemente voluta dal Prefetto di Roma Lamberto Giannini in seno al Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica.

Bilancio dei servizi

Il bilancio dell’attività è di quattro persone denunciate e tre sanzionate amministrativamente. In particolare, i Carabinieri del Nucleo Roma Scalo Termini hanno denunciato un cittadino romano di 51 anni, responsabile della violazione di accesso agli esercizi pubblici. Un cittadino italiano di 56 anni è stato denunciato per l’inosservanza del Daspo Urbano, emesso nei suoi confronti dal Questore di Roma. Poco dopo, un cittadino originario della provincia di Lecce di 35 anni, è stato denunciato dai Carabinieri poiché responsabile dell’inosservanza del divieto di ritorno nel Comune di Roma.

Alla guida con patente revocata

I controlli alla circolazione stradale hanno permesso ai Carabinieri di sorprendere un’automobilista originario della provincia di Latina di 49 anni, che alla guida del proprio veicolo guidava con patente revocata e pertanto è stato denunciato per la recidiva nel biennio. Infine, i Carabinieri del Nucleo Roma Scalo Termini hanno sanzionato in via amministrativa 3 persone, tutte senza fissa dimora per la violazione del divieto di stazionamento nei pressi della stazione Termini, con contestuale notifica di ordine di allontanamento per 48 ore; a loro carico elevata anche una multa di 100 euro.

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Droga e armi: 28enne in manette a Nettuno

Droga e armi: 28enne in manette a Nettuno. Gli agenti della Polizia del commissariato Anzio-Nettuno hanno arrestato un cittadino italiano di 28 anni gravemente indiziato del reato di detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio, detenzione illegale di armi munizioni, detenzione abusiva di armi da guerra e ricettazione. A finire nel mirino dei poliziotti un giovane incensurato che, dopo specifici servizi di appostamento ed osservazione predisposti a seguito di un’attività info-investigativa, è stato intercettato qualche giorno fa a Nettuno a bordo della sua auto.

Droga nello zaino

Non appena hanno intimato l’alt, sul sedile lato passeggero, gli agenti hanno scorto uno zaino, al cui interno era nascosto 1,5 kg di cocaina. Ulteriori 11 kg di cocaina, oltre a 4.5 kg di hashish, sono stati poi rinvenuti nel corso della perquisizione domiciliare subito estesa all’abitazione del ventottenne. Al suo interno, oltre alla sostanza stupefacente, gli investigatori hanno rinvenuto due pistole: una Stoeger Cougar 8000L Cal. 9X21 con caricatore rifornito di 15 cartucce, risultata provento di furto, ed una pistola Taurus mod. Brasil Cal. 38 Special con matricola abrasa munita di 6 cartucce.

Anche un ordigno rudimentale

Occultato nell’abitazione, gli agenti hanno, infine, ritrovato anche un ordigno rudimentale radiocomandato, con il relativo dispositivo detonatore, che è stato poi fatto brillare dagli artificieri intervenuti in un’area sicura di Nettuno concessa dall’Esercito Italiano. Ultimati gli accertamenti di rito, l’uomo è stato arrestato. Dopo aver convalidato l’arresto, il giudice ha disposto nei confronti del ventottenne la misura della custodia cautelare in carcere.

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Bambinisenzasbarre a Rebibbia per la “Partita con mamma e papà”

Bambinisenzasbarre avvia l’ottava edizione della “Partita con mamma e papà”, l’atteso incontro tra genitori detenuti e i loro figli che apre le porte degli istituti penitenziari alle famiglie dei detenuti e quest’anno segna il decennale della firma della “Carta dei diritti dei figli di genitori detenuti”. La “Partita con mamma e papà” è organizzata in collaborazione con il Ministero della Giustizia-Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria.

Bambinisenzasbarre membro del COPE

In occasione del decennale della Carta, la “Partita con mamma e papà” il prossimo autunno è realizzata a livello europeo per il network Children of Prisoners Europe (COPE) di cui Bambinisenzasbarre è membro e siede nel Consiglio Direttivo. L’evento, come ogni anno, coincide con la Campagna europea di sensibilizzazione “Non un mio crimine, ma una mia condanna” attiva nel mese di giugno. La “Partita con mamma e papà” offre la possibilità di condividere un momento ludico, normale per tutti gli altri bambini, che risulta eccezionale per questi bambini e le loro famiglie e permane a lungo nella loro memoria. A Roma la manifestazione è in programma alla Casa di Reclusione Rebibbia tra le 11:30 e 14:30.

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San Basilio sotto la lente dei Carabinieri

San Basilio sotto la lente dei Carabinieri. Nelle ultime 48 ore, i militari della Compagnia di Roma Montesacro, con l’ausilio delle Squadre di Intervento Operativo dell’8° Reggimento Lazio, di unità cinofile e dei reparti specializzati dell’Arma dei Carabinieri quali Nas, Nucleo Ispettorato del Lavoro e Carabinieri Forestali, hanno operato una straordinaria operazione di controllo nel quartiere di San Basilio.

Il bilancio a San Basilio

Il bilancio dell’attività, che ha visto l’impiego di circa 60 Carabinieri, è di 6 persone arrestate per reati inerenti agli stupefacenti con sequestri di centinaia di dosi di cocaina, crack e hashish e di altre 5 segnalate all’Ufficio Territoriale del Governo di Roma perché trovate in possesso di modica quantità di droga, per uso personale. In particolare, tra gli arrestati, un uomo e una donna, entrambi 23enni romani, sono stati fermati a bordo di un veicolo a noleggio e trovati in possesso di 10 dosi di cocaina, 6 dosi di crack e un involucro contenente 5 g di hashish, oltre a denaro contante, 150 euro, ritenuto provento di attività illecita.

Sanzioni per 4.300 euro

Nel corso delle verifiche alle attività commerciali, unitamente a personale specializzato del Nas di Roma, i Carabinieri hanno poi sanzionato il titolare di una frutteria, per 4.300 euro, per carenze igienico-sanitarie e per la mancata attuazione delle procedure di autocontrollo, con segnalazione all’Autorità Sanitaria per carenze strutturali e per la mancata indicazione dei paesi di origine e del prezzo dei prodotti in vendita. Unitamente ai colleghi del Nas di Roma e della Forestale di Roma, invece, i Carabinieri della Compagnia Roma Montesacro hanno sanzionato, per complessivi 1.000 euro, l’amministratore unico di un’attività di ristorazione per carenze igienico-sanitarie con segnalazione all’Autorità Sanitaria per carenze strutturali.

Controllate 203 persone

Nel corso della attività i militari hanno controllato complessivamente 203 persone, 98 veicoli e decine di esercizi commerciali. I servizi di controllo dei Carabinieri, mirati a prevenire e contrastare i fenomeni di criminalità diffusa e conseguente degrado urbano che incidono in maniera significativa sulla sicurezza reale e su quella percepita dai cittadini, proseguiranno anche nei prossimi giorni con costante regolarità e in diverse aree della Capitale.

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Operazione Ragnatela, maxi sequestro della Polizia

Operazione Ragnatela, maxi sequestro della Polizia. Gli agenti della Divisione Anticrimine, Sezione Misure di Prevenzione Patrimoniali, della Questura di Roma hanno eseguito un provvedimento di confisca, divenuto definitivo all’esito della pronuncia della Corte d’Appello di Roma, di unità immobiliari, disponibilità finanziarie giacenti su un conto corrente e di due zanne di avorio elefantino.

Tre anni per l’operazione Ragnatela

L’odierna attività costituisce il parziale epilogo dell’operazione “Ragnatela” nel cui ambito, gli specialisti della Divisione Anticrimine – Sezione Misure di Prevenzione Patrimoniali, da circa tre anni, hanno avviato le indagini, ricostruendo la “carriera criminale” e analizzando la posizione economico-patrimoniale di 2 persone, unitamente a quella dei componenti i rispettivi nuclei familiari.

Due patrimoni familiari

Trattasi di un calabrese, insediatosi nella zona dei Castelli Romani, inserito in pericolosissimi contesti di criminalità organizzata di matrice ‘ndranghetista, operante nel mandamento tirrenico, facenti capo ad una famiglia di Gioia Tauro, che aveva investito i proventi dei reati di bancarotta fraudolenta e delle seriali intestazioni fittizie di beni con finalità elusive o agevolative, in complessi immobiliari, e di un romano, dedito fin dagli anni ’70 del secolo scorso a strutturate attività usurarie e di riciclaggio di capitali illeciti per conto della ‘Ndrangheta, della Camorra e di Cosa Nostra nonché nell’interesse della famigerata “Banda della Magliana”.

Sequestro e confisca

Il locale Tribunale, Sezione Misure di Prevenzione, a seguito della proposta del Questore di Roma avanzata ai sensi della normativa antimafia, a marzo 2021 disponeva il sequestro e, successivamente, a maggio 2023, ordinava la confisca di un compendio patrimoniale del valore di oltre 3 milioni di euro, riconducibile ai predetti. Avverso tale pronuncia i due proponevano ricorso alla Corte d’Appello, 4 Sezione Penale, la quale, con provvedimento del 09-05-2024, depositato il 07-08-2024, confermava in toto l’impugnato decreto che, pertanto, è divenuto definitivo in data 24-09-2024 per il solo soggetto calabrese, posto che l’altro ricorreva in Cassazione.

Misura ablatoria definitiva

La misura ablatoria, ora definitiva, certifica la rilevante sproporzione tra fonti di reddito lecite, attività economica esercitata e disponibilità di beni posseduti direttamente o indirettamente dal proposto calabrese, esponente di una nota cosca di Castellace di Oppido Mamertina nonché consuocero del boss Molè Rocco, assassinato l’1-02-2008, e cognato di un elemento di spicco della cosca calabrese, quest’ultima direttamente collegata alla famiglia di Gioia Tauro, come giudiziariamente confermato anche dagli ultimi procedimenti penali, convenzionalmente denominati “Provvidenza” e “Provvidenza Bis”.

Operazione Propaggine

Inoltre, nel corso della più recente operazione “Propaggine”, è emersa l’esistenza di consolidati rapporti fiduciari d’affari tra l’appartenente alla famiglia calabrese ed un altro nucleo familiare di Sinopoli. I beni irrevocabilmente confiscati che entreranno a far parte del patrimonio dello Stato sono tre unità immobiliari site nel Comune di Gioia Tauro, disponibilità finanziarie giacenti su un rapporto creditizio e due zanne di avorio elefantino, per un valore complessivo di oltre 160.000 euro. L’odierna confisca definitiva costituisce, altresì, un importante risultato anche sotto il profilo simbolico, poiché restituisce alla collettività beni da sempre saldamente attestati nella sfera patrimoniale illecitamente accumulata dalle cosche egemoni nella fascia tirrenica calabrese.

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Il torello di Veio torna al Museo Nazionale Romano dopo oltre 100 anni

Il torello di Veio torna al Museo Nazionale Romano dopo oltre 100 anni grazie all’azione dei Carabinieri del Nucleo per la Tutela del Patrimonio Culturale di Monza e della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Como, Lecco, Monza-Brianza, Pavia, Sondrio e Varese. È il felice epilogo di una vicenda che ha avuto inizio in piena pandemia, quando i Musei Civici di Monza avevano ricevuto in forma anonima una statuetta votiva in terracotta riproducente un toro, accompagnata da una lettera dattiloscritta con oggetto: “Il ritorno a casa di 47220 dopo 80 anni e più”.

Torello numerato

Il numero era quello riportato nella parte inferiore del manufatto, mentre nel testo che lo accompagnava erano narrate le rocambolesche vicende successorie del reperto, fino a quando era giunto nelle mani dell’attuale detentore. Questi, evidentemente con qualche senso di colpa, spiegava la motivazione che lo aveva spinto alla restituzione, auspicando che “prima di intraprendere il suo ultimo viaggio” avrebbe voluto ammirare la scultura esposta in museo.

Accertamenti sul manufatto

Gli immediati accertamenti richiesti dalla direzione dei Musei di Monza ai Carabinieri del locale Nucleo Carabinieri TPC, che hanno coinvolto anche funzionari della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Como, Lecco, Monza-Brianza, Pavia, Sondrio e Varese, hanno permesso di stabilire che si trattava di una statuetta votiva originariamente proveniente dall’antica città etrusca di Veio, sottratta negli anni ’20 del secolo scorso dal Museo Nazionale Romano.

Lotto in prestito

È infatti emerso che questo istituto aveva concesso in prestito alla Società Umanitaria di Milano un lotto di 23 reperti archeologici da porre a disposizione degli studenti dell’Istituto Superiore delle Industrie Artistiche (I.S.I.A.) che all’epoca aveva sede nella Villa Reale di Monza. L’ente era stato fondato agli inizi degli anni ’20 dal consorzio costituito dalla Società Umanitaria e dai Comuni di Milano e Monza ed ebbe vita fino al 1943. Da allora, complici i tragici eventi bellici di quegli anni, dei reperti archeologici ne sono state perse le tracce.

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Ragazze insospettabili per lo spaccio di droga: due donne in manette

Ragazze insospettabili quale ultimo anello nella catena dello spaccio di droga: escamotage che non è servito a due donne arrestate dalla Polizia di Stato nella zona di Tor Bella Monaca nelle ultime ore. Il primo arresto è avvenuto su via Camassei. A catturare l’attenzione degli investigatori del Distretto Casilino è stata una giovane, che si aggirava nella zona con un fare sospetto.

Prima delle due ragazze fermate

Gli agenti hanno così deciso di appostarsi per seguirne gli spostamenti: appena pochi minuti dopo, l’hanno notata nell’atto di avvicinarsi ad un “cliente” e cedergli qualcosa per poi ricevere in cambio da quest’ultimo una banconota da 20 euro. La giovane, subito fermata e vistasi scoperta dai poliziotti, ha subito consegnato loro 46 dosi di cocaina e crack che nascondeva nel reggiseno e negli slip. La 39enne romana è finita quindi in manette perché gravemente indiziata di spaccio di sostanze stupefacenti. La Procura ha poi chiesto ed ottenuto dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Roma la convalida della misura adottata dalla PG.

Secondo arresto più articolato

Più articolato il secondo arresto, operato sempre dalla Squadra di Polizia Giudiziaria del Distretto Casilino. Anche questa volta, a catturare l’attenzione degli investigatori, che stavano già monitorando la piazza di spaccio di via Ferdinando Quaglia, è stata una donna, che si era lì “posizionata” come se fosse in attesa di qualcuno. In questo caso, all’arrivo degli acquirenti, a lei si è aggiunto un altro uomo che, mentre la donna riceveva il danaro in cambio, provvedeva materialmente alla consegna della merce.

Blitz dei poliziotti

Quando gli acquirenti si sono allontanati dalla piazza, è scattato il blitz dei poliziotti: mentre venivano fermati gli acquirenti e sequestrata la droga, sono stati fermati, oltre alla donna, una 43enne romana, un 52enne ed un 43enne entrambi romani. Quattordici le dosi di sostanza stupefacente del tipo cocaina recuperate. I tre malviventi sono quindi finiti in manette perché gravemente indiziati di spaccio di sostanze stupefacenti. Anche in questo caso, il GIP ha convalidato l’arresto.

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Quattro strutture ricettive sospese dal Questore di Roma

Quattro le strutture ricettive nei confronti delle quali, nella giornata di ieri, è scattato il provvedimento di sospensione della licenza emesso dal Questore di Roma in applicazione dell’articolo 100 T.U.L.P.S..

Primo dei quattro sigilli

Il primo sigillo è stato apposto dagli agenti del commissariato Borgo a carico di una struttura ricettiva sita in via Lucrezio Caro, che resterà chiusa per i prossimi dieci giorni. A seguito di una serie di controlli amministrativi effettuati dalla squadra di polizia amministrativa, infatti, è emerso che l’attività, avviata nel 2021, non era mai stata registrata al portale “Alloggiati” della Questura di Roma e, pertanto, non erano mai state comunicate le generalità delle persone ospitate presso la struttura. La lista dei clienti, invece, era perfettamente registrata in un portale manageriale utilizzato per la gestione dei check-in e check-out degli ospiti.

Gli accertamenti dei poliziotti

Dagli accertamenti effettuati dai poliziotti, è poi emersa la presenza di una camera e tre posti letto in più rispetto a quanto effettivamente dichiarato dal titolare. A quest’ultimo, pertanto, per le irregolarità registrate, sono state elevate una serie sanzioni per un ammontare complessivo di 4.000 euro. Le altre tre chiusure sono scattate, sempre nella giornata di ieri, nella zona della stazione Termini, a seguito di una serie di controlli effettuati dagli agenti della Divisione Polizia amministrativa e Sociale su tre attività ricettive site in Piazza Vittorio Emanuele II.

Affittacamere e non albergo

Da alcuni accertamenti specifici, riconducibili alla configurazione delle strutture, site all’interno del medesimo stabile e gestite con un’unica reception, e alla numerazione sequenziale delle stanze, è infatti emerso che la titolare delle tre attività, in possesso di un’autorizzazione per “affittacamere”, le avesse, di fatto, gestite come unica attività alberghiera in assenza della segnalazione certificata di inizio attività. Con la notifica del provvedimento emesso dal Questore di Roma ai sensi dell’art. 100 T.U.L.P.S, è scattato l’ordine di cessazione immediata delle attività svolte in maniera abusiva e, al contempo, la sospensione per cinque giorni delle attività ricettive autorizzate.

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Caos treni a Roma: Codici chiede il rimborso integrale del biglietto

Caos treni a Roma: Codici chiede il rimborso integrale del biglietto. Richiesta di rimborso o di conciliazione sono le strade che si possono percorrere in caso di ritardi o cancellazioni nel trasporto ferroviario. Situazioni che si verificano sempre più frequentemente, come dimostra il caos che si è registrato questa mattina, quando un guasto nelle stazioni di Roma Termini e Roma Tiburtina ha mandato in tilt la circolazione ferroviaria. Pesantissime le ripercussioni per i viaggiatori, per i quali l’associazione Codici chiede il rimborso integrale del biglietto.

Caos per chi si doveva muovere in treno

«Si è registrata l’ennesima giornata da incubo per chi si sposta in treno – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – e questa volta quanto accaduto non può essere sanato applicando solamente il regolamento europeo. Alla luce dei pesanti ritardi che si sono registrati sulla rete ferroviaria e delle conseguenze per chi, ad esempio, doveva recarsi al lavoro e non l’ha potuto fare, è doveroso riconoscere il rimborso totale del costo del biglietto». Gli Sportelli dell’associazione Codici sono a disposizione dei viaggiatori coinvolti dal caos treni di questa mattina. È bene sapere che il primo passo da compiere, in caso di ritardi o cancellazioni, è quello del reclamo.

Importante fornire tutte le informazioni

È importante fornire tutte le informazioni necessarie per indicare l’identità del viaggiatore, i dettagli del viaggio e le modalità di accredito dell’indennizzo. Nel caso di rimborso negato o di attesa prolungata dello stesso, si può ricorrere alla conciliazione attraverso un’associazione dei consumatori. Gli indennizzi variano in base all’entità del ritardo. Quel che è certo è che la norma prevede che i passeggeri siano informati sulle variazioni al servizio di trasporto, come appunto ritardi e cancellazioni, in maniera tempestiva, ricevendo anche assistenza per corse alternative e riprogrammazione del viaggio, oltre a pasti, bevande ed eventuale sistemazione in albergo. I passeggeri colpiti dai disagi odierni possono richiedere l’assistenza dell’associazione Codici telefonando al numero 06.55.71.996 o scrivendo all’indirizzo e-mail segreteria.sportello@codici.org.

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