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Transition Talks dell’Università LUMSA

Transition Talks dell’Università LUMSA con il sottosegretario MEF Lucia Albano. Domani giovedì 13 aprile alle ore 14 si svolgerà il sesto incontro dei Transition Talks, un ciclo di appuntamenti pensato e realizzato per offrire agli studenti dell’Università LUMSA uno strumento di informazione e riflessione sui grandi cambiamenti in atto nel sistema economico e sociale.

Tema del Transition Talks

Il tema di questo Transition Talk, “Investimenti pubblici e transizione green”, metterà in luce il legame essenziale tra la transizione ecologica e il ruolo che gli investimenti pubblici possono svolgere nel promuovere la salvaguardia e l’affermazione dei patrimoni nazionali, parteciperà il Sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze, on. Lucia Albano, che terrà un intervento sulla valorizzazione del patrimonio pubblico. I Transition Talks, promossi dal Corso di laurea in Economia e Gestione aziendale (L18), grazie all’incontro/confronto con esperti della materia e testimoni aziendali, intendono sviluppare i temi della doppia transizione ecologica e digitale, che sta trasformando a fondo il mondo delle imprese e del lavoro e che sta cambiando i requisiti per l’occupabilità e per la realizzazione di start up di successo.

Svolgimento

Saluto iniziale del prof. Francesco Bonini, rettore dell’Università LUMSA, quindi introduzione del prof. Claudio Giannotti, direttore del Dipartimento GEPLI (Università LUMSA) e l’intervento l’on. Lucia Albano, Sottosegretario del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Seguirà una sessione di Q&A guidata dalla prof.ssa Laura Michelini, associato di Economia e Gestione delle imprese (Università LUMSA). Moderatore il prof. Giovanni Ferri, presidente del Corso di laurea in Economia e Gestione aziendale (Università LUMSA).

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Sabato 15 aprile la mostra documentaria per il centenario della Città Giardino Aniene

Sabato 15 aprile alle ore 17:00 presso la Sala Consiliare del Municipio Roma III Montesacro in Piazza Sempione 15, si terrà il Convegno

di Inaugurazione della Mostra Documentaria “Città Giardino Aniene – La Piazza”.

LA MOSTRA DOCUMENTARIA PER I CENTO ANNI DELLA CITTA’ GIARDINO ANIENE

L’evento arriva in occasione del Centenario di Città Giardino Aniene che ricorre proprio nel 2023. All’iniziativa presente il Servizio di traduzione in Lingua dei Segni Italiana – LIS del Dipartimento Politiche Sociali e Salute – Direzione Servizi alla Persona – realizzato dalla Cooperativa sociale onlus Segni di Integrazione – Lazio.

Tante le figure istituzionali e non presenti al Convegno: 

Paolo Emilio Marchionne Presidente del Municipio III, Biancamaria Rizzo l’Assessora all’Urbanistica Municipio III, Luca Luigi Manuelli Direttore Generale ATER Roma, Giovanni Longobardi Direttore Dip. Architettura, Roma Tre, Francesca Romana Stabile Docente Università Roma Tre, Maria Cristina Tullio Presidente AIAP. 

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Almanacco. 12 aprile 1984: muore a Roma il regista Daniele D’Anza

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo il 12 aprile 1984: Muore a Roma DANIELE D’ANZA. è stato un regista e sceneggiatore italiano.

Fu assai attivo nella regia di film per la televisione e serie televisive e, in modo minore, di film destinati al cinema.
Fra gli sceneggiati televisivi da lui diretti si ricordano in particolare

Il segno del comando, L’amaro caso della baronessa di Carini e

Vita col padre e con la madre. È stato anche sceneggiatore, soprattutto agli albori della sua carriera.

D’Anza porta nelle sue regie un’attitudine poliedrica e da sperimentatore, inventando anche nuove tipologie di spettacolo televisivo: Il Mattatore (10 puntate, nel 1959), concepito come un contenitore multimediale, che accosta diversi generi e registri espressivi, affidato alla funambolica e autoironica versatilità di Vittorio Gassman;

CON SCARAMOUCHE INAUGURA IL FILONE DELLA COMMEDIA MUSICALE SCENEGGIATA

Scaramouche, con Domenico Modugno, inaugura, sempre nel 1965, il filone della commedia musicale sceneggiata;
Nel 1978 un classico come Madame Bovary viene sceneggiato da D’Anza stesso insieme a Fabio Carpi, Luigi Malerba e Biagio Proietti, e girato con scrupolo realistico nello stesso villaggio francese del romanzo di Gustave Flaubert.

Il taglio originale sta nell’accento posto sulle tematiche giuridiche e

su problematiche quasi pre-femministe.
Come regista cinematografico diresse tre film, ma di poco spessore: Giove in doppiopetto (1954, una commedia musicale con Carlo Dapporto e Delia Scala), “I piaceri del sabato notte” e Pugni, pupe e marinai , dove interessanti elementi di satira verso la RAI di allora riscattano in parte una sceneggiatura di poche pretese.

Aveva girato nell’estate del 1983 il suo ultimo lavoro La ragazza dell’addio, tratto dal romanzo di Giorgio Scerbanenco e interpretato

da Carole André e Ray Lovelock: lo sceneggiato andò in onda postumo nel giugno dell’anno successivo.

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Almanacco. 11 aprile 2007: muore a Roma Sergio Bardotti

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo l’11 aprile 2007: muore a Roma SERGIO BARDOTTI. E’ stato un paroliere e cantautore italiano, fra i maggiori autori di canzoni di musica leggera degli anni sessanta.

È stato vincitore nel 1983 del Premio Tenco.
Si occupa poi, dal 1963, di talenti emergenti come Rita Pavone, per

cui scrisse Datemi un martello, cover del brano di Pete Seeger If I Had a Hammer.

COME AUTORE VINCE SANREMO NEL 1968 CON “CANZONE PER TE”

Altre sue collaborazioni artistiche in campo musicale furono quelle

con Luigi Tenco, Gino Paoli e Sergio Endrigo, cui affidò uno dei suoi primi motivi di grande successo, Canzone per te, vincitore del festival di Sanremo 1968 (nel 1969 non gli riuscì di bissare il successo nonostante la buona canzone Lontano dagli occhi cantata da Endrigo in coppia con la cantante inglese Mary Hopkin e arrivata peraltro seconda).

RIVINCE SANREMO NEL 1989 CON IL DUO OXA-LEALI CON “TI LASCERO'”

Ha poi rivinto il festival sanremese nel 1989 con il brano Ti lascerò eseguito dal duo Anna Oxa-Fausto Leali.
Bardotti ha scritto poi innumerevoli testi per altri cantanti, molti dei quali da lui stesso prodotti, fra cui Mina, Lucio Dalla e Patty Pravo , Michele, Anna Identici, Ron, Ricchi e Poveri e Mal and The Primitives. Insieme ad Antonello Venditti ha composto l’inno della squadra di calcio della Roma.

Sempre come paroliere, ha tradotto dalla lingua francese brani di Jacques Brel (Canzoni dei vecchi amanti, Canzone senza parole) e Charles Aznavour (E io fra di voi). Di Leonard Cohen.
Per il cinema ha infine curato assieme a Bacalov diverse colonne sonore, fra cui quelle dei film La decima vittima, la commedia a episodi Le fate (del 1966), Ricatto alla mala , L’ultima neve di primavera .
Il suo ultimo impegno di rilievo è stato, sempre a fianco di Pippo Baudo, il Festival di Sanremo 2007.

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Almanacco. 8 aprile 217: viene assassinato Caracalla

Nel nostro almanacco oggi ricordiamo l’8 aprile 217: Muore CARACALLA. Succedette nel 211 al padre assieme al fratello Geta,

ma non era disposto a dividere il potere imperiale, anche a causa di alcuni dissapori.

In dicembre lo uccise e ottenne il sostegno dei pretoriani corrompendoli.
Caracalla si accanì contro i sostenitori del fratello ucciso e arrivò

ad eliminare 20.000 alessandrini.

Ad Alessandria, infatti, avevano prodotto una satira, quando l’Imperatore sostenne di aver ucciso Geta per autodifesa e Caracalla

non aveva gradito.

Le sue truppe saccheggiarono a lungo la città e grazie a questa dimostrazione rafforzò maggiormente il suo potere, che finì per

essere totalmente dispotico.

CARACALLA VENNE ASSASSINATO NEL 217

Caracalla fu molto impopolare tra i Romani, eccetto tra i soldati,

così venne assassinato nel 217 mentre si recava in Partia per una seconda spedizione.
Lo storico Erodiano dice che ad ucciderlo fu Marziale, un ufficiale

della guardia del corpo imperiale, poiché questi voleva vendicare la morte del fratello, condannato da Caracalla.

Cassio Dione, invece, afferma che lo fece per il risentimento di non essere stato nominato centurione.
Certo è che Marziale fu ucciso poco dopo da un arciere.
A Caracalla succedette, quindi, il prefetto del pretorio Macrino, che governò sino al 218.

A ROMA TROVIAMO LE TERME DI CARACALLA

A Roma troviamo LE TERME DI CARACALLA che costituiscono

uno dei più grandiosi esempi di terme imperiali a Roma, ancora conservate per gran parte della loro struttura e libere da edifici moderni.
Furono fatte costruire dall’imperatore sul Piccolo Aventino tra il 212

ed il 216 d.C. in un’area adiacente al tratto iniziale della via Appia,

circa 400 m al di fuori dell’antica Porta Capena e poco a Sud del venerato Bosco delle Camene.

Queste terme pubbliche furono le più imponenti mai edificate nell’Impero romano fino all’inaugurazione delle Terme di Diocleziano.
Servivano principalmente i residenti della I, II e XII regione augustea (tutta l’area compresa tra il Celio, l’Aventino e il Circo Massimo).

Nel 2014 il circuito museale delle terme di Caracalla, della tomba

di Cecilia Metella e della villa dei Quintili è stato il ventiduesimo

sito statale italiano più visitato, con 266.435 visitatori e un introito lordo totale di 951.808 Euro.

Presso le Terme di Caracalla vennero ospitate le gare di ginnastica delle Olimpiadi di Roma del 1960.
A causa del terremoto dell’Aquila del 6 aprile 2009 l’edificio ha subìto lievi danni.
Dal 1937 la parte centrale delle terme è utilizzata per concerti e rappresentazioni teatrali all’aperto e in particolare per la stagione estiva dell’Opera di Roma.

Da allora la stagione estiva dell’opera a Caracalla fu interrotta solo durante la guerra e negli anni 1993-2003, quando il sito venne

restaurato e liberato dalle strutture fisse aggiunte per gli spettacoli.
Gli spettacoli tuttavia ripresero dal 2003, in uno spazio meno critico

dal punto di vista archeologico, con impianti teatrali più moderni e una platea ridotta a 3500 posti dagli 8000 tradizionali, e la stagione di

opera all’aperto è tornata ad essere uno degli eventi fissi dell’estate romana.

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La Mostra ai Musei Vaticani di Michelangelo e i calchi delle tre Pietà

A Pasqua i Musei Vaticani aprono al pubblico la mostra

“L’amor di Michelagnolo e la fatica insieme. I calchi delle tre Pietà”, dedicata alle tre celebri sculture del maestro fiorentino: Pietà Vaticana, Bandini e Rondanini.

L’esposizione, aperta al pubblico fino al 6 gennaio 2024, è allestita all’ingresso della Pinacoteca Vaticana e permette di ammirare

la straordinaria arte plastica del Buonarroti attraverso tre calchi in gesso realizzati tra l’800 e il ‘900.

L’ESPOSIZIONE E’ APERTA AL PUBBLICO FINO AL 6 GENNAIO 2024

“La mostra nasce – spiega Barbara Jatta, direttrice dei Musei Vaticani – con l’intento di offrire al pubblico dei musei uno spunto di riflessione attraverso le tre commoventi Pietà del grande maestro fiorentino, realizzate al servizio della Fede”.
Grazie al prestito della Gipsoteca del Liceo Artistico di Porta Romana

a Firenze e ai due manufatti delle collezioni Vaticane, i tre calchi michelangioleschi si riuniscono in questa mostra, che è stata presentata nel 2022 prima al Museo dell’Opera del Duomo di Firenze e poi al Palazzo Reale di Milano.

L’INGRESSO ALLA MOSTRA E’ GRATUITO

 Collocate una vicina all’altra, le tre preziose opere in gesso offrono l’opportunità di studiare l’evoluzione dell’arte di Michelangelo e

la sua maturazione spirituale: dalla prima giovinezza, quando

a Roma scolpì l’opera di impronta classicista della Pietà Vaticana, ora nella navata laterale nord della Basilica di San Pietro, alla piena maturità espressa nella Pietà Bandini di Firenze e, dopo 60 anni, ormai anziano, quando scolpì la Pietà Rondanini del Castello Sforzesco di Milano.

Il calco della Pietà di San Pietro della Città del Vaticano fu realizzato nel 1975 da Ulderico Grispigni nel Laboratorio Calchi e Gessi dei Musei Vaticani.

Il busto venne realizzato quando la scultura originale della Pietà venne tolta per essere riparata dopo un atto vandalico nel 1972.

Il calco della Pietà di Santa Maria del Fiore a Firenze, la Pietà Bandini, risale al 1882 e l’autore è Oronzo Lelli. Infine, il calco della Pietà Rondanini fu commissionato nel 1953 al formatore milanese

Cesare Gariboldi, con l’intento di determinare l’ubicazione ideale

per la scultura, conservata dal 1952 nel Castello Sforzesco.
La mostra è inserita nel percorso espositivo dei Musei Vaticani e l’ingresso è gratuito.

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Almanacco. 7 aprile 2004: muore Enrico Ameri

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo un grande radiocronista.

Il 7 aprile 2004: muore ad Albano ENRICO AMERI.

E’ stato un giornalista, e radiocronista sportivo italiano, considerato l’erede di Nicolò Carosio, fu la prima voce della trasmissione della RAI

Tutto il calcio minuto per minuto dal 1960 al 1991.

La sua prima radiocronaca calcistica arriva nel 1955, con la partita Udinese-Milan.
Insieme a Roberto Bortoluzzi, Sandro Ciotti, Alfredo Provenzali, Claudio Ferretti, Enzo Foglianese ed Ezio Luzzi per anni è una

delle voci radiofoniche fedele e puntuale dei pomeriggi domenicali

degli sportivi italiani, l’ultima radiocronaca fu nel 1991 in un Genoa-Juventus.

IL 16 LUGLIO 1969 FA LA RADIOCRONACA DA HOUSTON DELLA PARTENZA DELLA MISSIONE APOLLO 11

Il 16 luglio 1969 fa la radiocronaca da Houston della partenza

della missione Apollo 11 e dell’allunaggio di pochi giorni dopo .
In televisione effettuò anche due telecronache di gare per squadre nazionali, ma in seguito rientra in pianta stabile alla radio.

Nel 1980 ideò la celeberrima trasmissione televisiva Il Processo del Lunedì, che condusse per due edizioni: la prima edizione (1980-81) accanto a Novella Calligaris e la seconda (1981-82) con Marina Morgan, dove appare per la prima volta Aldo Biscardi in cabina di regia.
Venne sostituito da Marino Bartoletti. Come ospite apparve nel 1984 nel programma di Renzo Arbore Cari amici vicini e lontani insieme a tutte le voci storiche .
Morì in una clinica della provincia romana a 78 anni, a causa di una crisi cardiaca, un anno dopo Sandro Ciotti e un mese prima di Nando Martellini.

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Don’t Worry Don’t Worry Don’t Worry Be Happy Be Happy Be Happy

Don’t Worry Don’t Worry Don’t Worry Be Happy Be Happy Be Happy, mostra personale di Maurizio Cannavacciuolo, a cura di Marco Tonelli a Visionaria ArtSpace dal 18 aprile al 18 maggio. Per l’occasione, presenta un ciclo di 11 dipinti rigorosamente in bianco e nero, realizzati tra 2021 e 2022, sui temi eclettici, esotici, polisegnici, ricchi di riferimenti a culture e popoli della storia contemporanea e antica, orientali e occidentali, a lingue e iconografie sacre e profane allo stesso tempo.

Don’t Worry Don’t Worry Don’t Worry Be Happy Be Happy Be Happy con il supporto di Fondazione Cultura e Arte

Mostra organizzata con il supporto della Fondazione Cultura e Arte, ente strumentale della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, presieduta dal Prof. Avv. Emmanuele F. M. Emanuele. Il personale melting pot globale del pittore diventa in queste opere un contenitore di simboli, storie, pattern geometrici arabeggianti e optical che invitano ad essere letti, interpretati, scoperti, come se l’osservatore dovesse mentalmente unire le figure nei loro intrecci nascosti e nelle loro molteplici relazioni, in un caleidoscopio ermeneutico senza fine.

La ricerca di Cannavacciuolo

Maurizio Cannavacciuolo, infatti, è da sempre concentrato nella sua pittura in una ricerca che indaga simboli e immagini del presente, icone pop e citazioni colte annegate in un intreccio di decori e sovrapposizioni di immagini, fino ad annullare ogni intento narrativo in un approccio essenzialmente ironico. La serie di 6 grandi dipinti dal titolo Metempsychosis, Circle Song 1-6, unisce quindi, nel classico stile di Cannavacciuolo, l’alto e il basso, il triviale e il colto, la storia e il camp, la pubblicità e il sacro, intrecciando immagini che vanno dai tatuaggi della gang salvadoregna Mara Salvatrucha a divinità indù come Ganesh e Khali, da raffigurazioni di pipistrelli e disegni tecnici di automobili ai chitarristi Jimi Hendrix, Robert Fripp o Andrés Segovia, da simboli della cultura Yoruba, del Candomblè e della Santeria a pozioni magiche o terapeutiche come la polvere di Iboga, da demoni benigni come il Saci-Pererê a Ermete Trismegisto.

Varietà sconfinata di motivi decorativi

Senza contare una varietà sconfinata di motivi decorativi tratti da culture varie, dai tessuti giapponesi e sovietici ai reticoli a ghirlanda ornamentali islamici fino a pentagrammi musicali. In un ciclo di 5 opere più piccole in mostra, realizzate tutte nel 2022 e caratterizzate dal marchio VS (nel senso di Versus o scontro), Cannavacciuolo riprende a sua volta una serie storie e dialoghi di dipinti realizzati alla fine degli anni Novanta a Cuba, ai quali dà ora titoli che sembrano incomprensibili giochi di parole o scioglilingua in vari idiomi, dallo spagnolo Hombre de negocio VS Chulito Lindo allo svedese Kakelmannen VS De tre aständiga männen all’inglese Gimme Five VS The Partially Invisible Breeze.

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Roma, Pasqua nei musei, iniziative dal 7 al 10 aprile

Torna, da venerdì 7 a lunedì 10 aprile, il tradizionale appuntamento

con “Pasqua nei Musei” l’iniziativa promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura.

In questi giorni il Sistema Musei di Roma Capitale sarà aperto

al pubblico con orari consueti, compreso il lunedì di Pasquetta,

con le collezioni permanenti e le mostre in corso, ad ingresso gratuito per i possessori della MIC Card, e con eventi di animazione e attività didattiche gratuite, con il biglietto d’ingresso al museo (ove previsto).

I MUSEI CIVICI APERTI:

I musei civici aperti sono: i Musei Capitolini, i Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali, il Museo dell’Ara Pacis, la Centrale Montemartini, il Museo di Roma, il Museo di Roma in Trastevere,

la Galleria d’Arte Moderna, i Musei di Villa Torlonia, il Museo Civico di Zoologia, il Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco,

il Museo Carlo Bilotti – Aranciera di Villa Borghese, il Museo Napoleonico, il Museo Pietro Canonica a Villa Borghese,

il Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina, il Museo di Casal de’ Pazzi, il Museo delle Mura, la Serra Moresca di Villa Torlonia e la Villa di Massenzio.

INGRESSO GRATUITO PER I POSSESSORI DI MIC CARD

L’ingresso nel Sistema Musei di Roma Capitale è sempre gratuito

per i possessori di MIC Card (escluso: la mostra Roma Medievale.

Il volto perduto della città al Museo di Roma a Palazzo Braschi,

la visita immersiva del Circo Massimo in realtà aumentata e virtuale, Circo Maximo Experience e gli spettacoli del Planetario di Roma per cui è previsto invece il biglietto ridotto).

La MIC Card, che al costo di 5 euro permette a chi vive o studia

nella Città Metropolitana di Roma l’accesso gratuito e illimitato

per un anno a 18 Musei del Sistema di Roma Capitale e a 27 siti archeologici della città, nel frattempo è diventata anche digitale e può essere acquistata e gestita totalmente online attraverso il nuovo sito miccard.roma.it e la MIC Card app.

È inoltre possibile regalarla, nell’edizione MIC Card Gift, come speciale sorpresa pasquale per amanti della cultura.

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Almanacco. 6 aprile 1520: muore a Roma Raffaello Sanzio

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo un grande pittore.

Il 6 aprile 1520: Muore a Roma RAFFAELLO SANZIO che era nato

a Urbino nel 1483, sempre il 6 aprile. E’ stato un pittore e architetto,

tra i più celebri del Rinascimento italiano.

Apprese i fondamenti della pittura dal padre Giovanni Santi, attivo presso la corte dei Montefeltro, e in seguito nella bottega del Perugino.
Nel periodo umbro-senese la sua fama crebbe, grazie a opere come

la “Crocifissione Gavari” (esposta alla National Gallery di Londra) e

al celebre Sposalizio della Vergine, oggi conservato alla Pinacoteca di Brera, a Milano.

Il soggiorno a Firenze e l’incontro con Leonardo e Michelangelo

fecero sbocciare il suo stile, teso alla rappresentazione del bello ideale, oltre i limiti della Natura, e a una resa luminosa.

Peculiarità che emergono dalla serie di Madonne, su tutte La Madonna del Cardellino, e dai numerosi ritratti.

IL PERIODO ROMANO NE SEGNO’LA MATURITA’ REALIZZANDO CAPOLAVORI IMMORTALI

Il periodo romano ne segnò la maturità, realizzando capolavori immortali come gli affreschi della Stanza della Segnatura, come la Scuola di Atene, e delle Stanze Vaticane.
Chiamato, dopo la morte di Bramante, a dirigere i lavori della basilica

di San Pietro, progettò tra gli altri la Cappella Chigi in Santa Maria

del Popolo, Palazzo Jacopo da Brescia e Palazzo Alberini.
La Trasfigurazione rappresentò la summa poetica e artistica dell’artista urbinate, che morì senza completarla, nell’aprile del 1520 a Roma.
Verso la fine del 1508 per Raffaello arrivò la chiamata a Roma che cambiò la sua vita.

In quel periodo infatti papa Giulio II aveva messo in atto una straordinaria opera di rinnovo urbanistico e artistico della città in generale e del Vaticano in particolare, chiamando a sé i migliori

artisti sulla piazza, tra cui Michelangelo e Donato Bramante.

Fu proprio Bramante, secondo la testimonianza di Vasari, a suggerire

al papa il nome del conterraneo Raffaello, ma non è escluso che nella sua chiamata ebbero un ruolo decisivo anche i Della Rovere, parenti del papa, in particolare Francesco Maria, figlio di quella Giovanna Feltria che già aveva raccomandato l’artista a Firenze.

APPENA VENTICINQUENNE SI TRASFERI’ A ROMA

Fu così che il Sanzio, appena venticinquenne, si trasferì velocemente

a Roma, lasciando incompiuti alcuni lavori a Firenze.
Due luoghi di Roma sono legati alla memoria di Raffaello, palazzo Barberini che custodisce il celebre ritratto della Fornarina, la donna amata da Raffaello e la villa Farnesina che conserva la storia di

Amore e Psiche e Galatea dipinte entrambe da Raffaello.