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Cultura

Almanacco. 22 settembre 1895: Inaugurato a Roma il monumento a Cavour

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo il 22 settembre 1895:

Inaugurato il Monumento a Cavour (opera di Stefano Galletti),

fu inaugurato alla presenza del re Umberto I , in occasione delle

festività per il venticinquesimo anniversario della liberazione di Roma

( 20 settembre 1870) e del plebiscito di annessione di Roma all’Italia
Realizzato dallo scultore Stefano Galletti fra il 1885 ed il 1895,

rende omaggio al grande statista piemontese, vissuto fra il 1810 e il 1861, fautore dell’unità d’Italia e di Roma Capitale.

E’ AL CENTRO DEL GIARDINO ANTISTANTE AL PALAZZO DI GIUSTIZIA

E’ al centro del giardino realizzato tra il 1895 ed il 1911 da Nicodemo Severi che occupa la grande piazza dell’ultimo dei rioni moderni, Prati, dominata dal gigantesco palazzo di Giustizia (costruito fra il 1883 ed il 1911 su progetto di Guglielmo Calderini).
Il monumento è costituito da un complesso basamento con piattaforma in granito, su cui si innesta l’alto piedistallo in marmo bardiglio, coronato dalla statua bronzea di Cavour, stante ed in abiti contemporanei, rivolto verso il palazzo di Giustizia.

Alla base del piedistallo quattro colossali gruppi scultorei in bronzo,

con figure allegoriche allusive all’unità d’Italia: a sud il gruppo dell’Italia e di Roma, rappresentate come donne guerriere, l’una in piedi, il capo turrito con la croce Savoia e la mano poggiata sul fascio

di verghe, l’altra seduta, cinta di elmo, con lo scudo Savoia. Ad ovest

e ad est il Pensiero e l’Azione, entrambi raffigurati come giovani nudi semisdraiati, l’uno con il capo coperto e la testa piegata, l’altro in atto

di sollevarsi con la spada in pugno; a nord, la Forza, rappresentata dal leone, posto davanti all’urna del plebiscito per custodirla.

SULLE FACCE DEL PIEDISTALLO CI SONO DUE ISCRIZIONI

Sulle facce del piedistallo sono due iscrizioni: a sud quella di dedica (‘A/ CAMILLO CAVOUR/ ROMA’ ), a nord quella con data e dedicante, il Comune di Roma,; due bassorilievi decorano le altre due facce del piedistallo: a est, dietro all’Azione, armi di Casa Savoia di varie epoche, a ovest, dietro al Pensiero, simboli delle scienze, della tecnica, delle scoperte geografiche, del pensiero politico-filosofico, che vogliono significare l’eccellenza italiana e il fondamento dell’unità.

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Cultura

“Illustrazioni per libri inesistenti. Artisti con Manganelli” al Museo di Roma in Trastevere

“Illustrazioni per libri inesistenti. Artisti con Manganelli”, sarà ospitata fino al 7 gennaio 2024 al Museo di Roma in Trastevere. Uno straordinario spaccato della vita culturale a Roma e a Milano, tra gli anni Sessanta e Ottanta, ricostruito attraverso la collaborazione fra Giorgio Manganelli, uno dei maggiori scrittori del Novecento, e undici artisti del suo tempo (Lucio Fontana, Fausto Melotti, Carol Rama, Toti Scialoja, Gastone Novelli, Achille Perilli, Franco Nonnis, Gianfranco Baruchello, Giovanna Sandri, Giosetta Fioroni e Luigi Serafini).

Illustrazioni per libri inesistenti è promossa da Roma Capitale

L’esposizione, a cura di Andrea Cortellessa, è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con la collaborazione del Comitato nazionale per le celebrazioni del centenario della nascita di Giorgio Manganelli. Organizzazione di Zètema Progetto Cultura. Catalogo edito da Electa. A Roma Giorgio Manganelli (Milano, 15 novembre 1922 – Roma, 28 maggio 1990) ha intrattenuto le sue maggiori relazioni con il mondo dell’arte fra gli anni Sessanta e Settanta, intrecciando sodalizi, per esempio con Gastone Novelli, Gianfranco Baruchello e Toti Scialoja, altrettanto, se non più profondi, di quelli tenuti con letterati della stessa generazione.

Seconda fase a Milano negli anni ’80

Si colloca invece negli anni Ottanta prevalentemente a Milano una seconda fase, in stretta complicità con Lea Vergine che a Manganelli commissionò una serie di testi per le mostre da lei curate, introducendolo così all’“altra metà dell’avanguardia” (come l’aveva definita lei), cioè ad artiste come Carol Rama. In mostra al Museo di Roma in Trastevere circa 60 opere tra pittura, scultura, grafica, fotografia, libri e documenti, provenienti da importanti collezioni private ma anche dalle Fondazioni degli artisti coinvolti e dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea.

Cospicua mole di scritti

L’esposizione analizza la cospicua mole di scritti di Manganelli dedicati alle arti visive, che abbracciano un considerevole repertorio sia in termini cronologici che tipologici (per la prima volta raccolti da Cortellessa nel 2022, in occasione del centenario della sua nascita, e da poco pubblicati da Adelphi nel volume Emigrazioni oniriche). Il fulcro dell’esposizione è dedicato al ciclo delle ventitré tavole di Gastone Novelli su Hilarotragoedia, il libro d’esordio di Manganelli pubblicato nel 1964: le tavole, tutte dello stesso formato (35 x 50 cm) e conservate in due diverse collezioni private di Milano, sono presentate nel loro insieme per la prima volta a Roma proprio in quest’occasione.

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Cultura

Dopo 50 anni riapre al Palatino la Domus Tiberiana

Dopo 50 anni si svela di nuovo al pubblico la Domus Tiberiana,

la grandiosa residenza imperiale che si affaccia sul Foro Romano

con le sue grandiose arcate.
Estesa per circa 4 ettari sul colle Palatino la dimora, che dal colle Palatino ha dato origine al moderno significato della parola “palazzo”, era stata chiusa all’insorgere di gravi problemi strutturali ormai sanati:

i lavori di restauro e nuovi scavi consentono ora la riapertura del palazzo ripristinando la circolarità del percorso tra il Foro e il

Palatino, attraverso la rampa di Domiziano e gli horti farnesiani.

Un percorso che restituisce al visitatore la percezione dell’antico cammino che percorreva, per raggiungere la sua residenza privata, l’imperatore con la sua corte attraverso la via coperta, il Clivo della Vittoria.

NUOVO ALLESTIMENTO MUSEALE IMAGO IMPERII

E lungo il percorso sarà possibile ammirare la storia del monumento

nei secoli, grazie al nuovo allestimento museale: Imago Imperii,

a cura di Alfonsina Russo, Maria Grazia Filetici, Martina Almonte

e Fulvio Coletti, con l’organizzazione di Electa, che si articola in 13 ambienti.
Dove, tra l’altro, sono raccolti gli sbalorditivi arredi esposti proprio

per raccontare la storia del palazzo. Le cui fondamenta furono gettate da Nerone e che vide successive trasformazioni ad opera di Domiziano e Adriano.

Ad impreziosire la fruizione del monumento si aggiunge anche il progetto di Light Architecture realizzato da Areti, societa del

Gruppo Acea, che illuminerà la facciata del palazzo di Tiberio rivolta verso il Foro Romano con una tecnologia a luce dinamica.

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Cultura Economia

Moda: Onorato (Roma Capitale), ‘con Fashion & Talents si torna dove è nata l’Alta Moda’

‘Da un anno e otto mesi siamo impegnati per recuperare questa ricchezza che porta lavoro e turismo’

“Possiamo dire che si tratta di un ritorno a casa, dove l’Alta Moda è nata. Da Valentino, alle Sorelle Fontana, a Fendi. Qui a Piazza di Spagna si respira il mito della moda”. Queste le parole di Alessandro Onorato, Assessore ai Grandi Eventi, Sport Turismo e Moda di Roma, poco prima dell’inizio di Fashion & Talents, sfilata-evento organizzata per la quinta edizione nella Capitale.

“Da un anno e otto mesi siamo molto impegnati nel recupero di questa ricchezza che porta molti posti di lavoro ed è di fondamentale importanza per il turismo – ha proseguito Onorato -. L’Accademia del Lusso è sempre protagonista di grandissime produzioni e quello a cui stiamo assistendo non ha nulla da invidiare alla grande moda internazionale”.

“Qui nascono grandi talenti, con Roma che mantiene i suoi primati sulla produzione e sulla crescita di quest’ultimi. Non a caso – ha aggiunto l’Assessore – solo qualche mese fa l’Accademia era da noi in Campidoglio e stiamo notando un forte ritorno sul quale stiamo investendo”.

(Spe/Adnkronos)

ISSN 2465 – 1222
21-Sep-2023 09:59

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Cultura

Almanacco: 21 settembre 1922 inaugurazione della Galleria di Piazza Colonna

Oggi nel nostro almanacco romano ricordiamo il 21 settembre 1922:

si svolge l’inaugurazione della GALLERIA DI PIAZZA COLONNA, progettata dall’architetto Dario Carbone.

I lavori si concluderanno però effettivamente solo nel 1940,

sotto la direzione dell’architetto Giorgio Calza Bini.

La storia della galleria risale al 1872, anno in cui fu proposto l’ampliamento della antistante piazza Colonna, per adeguarla

alle mutate esigenze della zona, dopo l’insediamento della

Camera dei deputati nel vicino palazzo di Montecitorio.

AL SUO POSTO SORGEVA ALL’EPOCA PALAZZO SPADA

Al suo posto sorgeva all’epoca il seicentesco palazzo Spada al Corso, allora noto come “palazzo Piombino”, in quanto acquistato nel 1819

dal duca di Piombino e di proprietà Boncompagni Ludovisi.

La sua demolizione, già proposta nel 1882, fu a lungo contrastata

dai proprietari e solo nel 1888 si arrivò ad un accordo.
I Boncompagni ricostruirono il proprio palazzo,

oggi sede dell’ambasciata statunitense, in un’area della lottizzazione

di villa Ludovisi.

Dopo la demolizione si susseguirono ipotesi e progetti, mentre

l’area veniva saltuariamente utilizzata per sistemazioni effimere.
Per la costruzione della galleria vennero presentati inizialmente circa

70 progetti, nessuno dei quali venne tuttavia approvato.

In una successiva fase di concorso venne scelto un progetto redatto

dagli architetti Penso e Minozzi:

l’opera venne tuttavia abbandonata non avendo trovato finanziatori.

DAL 2003 VERRA’ INTITOLATA GALLERIA SORDI

Nel 1911 la giunta capitolina approvò il progetto, che venne

tuttavia sottoposto poi a varianti e modifiche.
A seguito della ristrutturazione del 2003 verrà infine intitolata

ad Alberto Sordi, scomparso proprio quell’anno.

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Cultura

Giulio Bensasson è il vincitore del Talent Prize 2023

Giulio Bensasson è il vincitore della 14ma edizione del Talent Prize, concorso ideato da Guido Talarico promosso da Inside Art e realizzato grazie al sostegno della Fondazione Cultura e Arte, ente strumentale della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale. L’edizione 2023, presentata al Goethe-Institut di Roma, ha visto trionfare l’opera Come funghi, che vale all’artista un riconoscimento di 10 mila euro. L’ideatore del premio e presidente della giuria, Guido Talarico ha dichiarato: «La sedicesima edizione del Talent Prize dimostra ogni anno di più la ricchezza e la qualità della produzione artistica delle nuove generazioni. La mostra dei finalisti poi coinciderà con l’inizio delle celebrazioni per i 20 anni di Inside Art. Un’occasione che festeggeremo anche con la presenza all’evento al Mattatoio di un’opera del maestro Emilio Isgrò, che così ha voluto accompagnare il nostro lavoro e quello del vincitore e dei finalisti del premio».

Oltre Giulio Bensasson

La giuria, oltre a scegliere il vincitore, ha selezionato anche i nove finalisti che avranno la possibilità, insieme ai premi speciali, di poter esporre alla mostra che si terrà dal 26 ottobre al 19 novembre al Mattatoio di Roma. Gli artisti sono il collettivo Vaste Programme con Calentamiento, Yuxiang Wang con Vacava, Tommaso Spazzini Villa con Autoritratti [Odissea], Itamar Gov con Il Mausoleo dei Cedri Rifiutati, Axel Gouala con Falaise, Gianluca Brando con Quiete, Marco Rossetti con Slander, Camilla Alberti con Bizarre Remains. Remain 2 e Daniele Di Girolamo con Beautiful things fading away (conversation).

Individuato il podio

Tra loro sono stati individuati anche un secondo e terzo classificato del concorso, come segno di riconoscimento di una ricerca convincente e prospettica. Si tratta del collettivo Vaste Programme, conquistatosi il secondo posto ex aequo con l’opera di Yuxiang Wang. Terzo classificato è Tommaso Spazzini Villa, con Autoritratti [Odissea]. «Ho vinto con una installazione a dimensioni variabili, esteticamente complessa, composta da diversi calchi di funghi lignicoli che in natura si nutrono della materia organica decomponendola, trasformandola, e infine generando corpi fruttiferi dalle forme sorprendenti. L’intento del mio lavoro è proprio quello di dare una forma scultorea alla decomposizione attraverso un materiale “attraente”, una gomma siliconica impiegata nella produzione dei sextoys. L’installazione racchiude un messaggio politico per la società: attraverso la decomposizione ridare vita a ciò che vita non ha più», ha detto Giulio Bensasson nel corso della cerimonia di proclamazione.

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Cultura

Domenica 24 terza Giornata delle Mura e del camminare urbano

Domenica 24 settembre ricorre la terza Giornata delle Mura e del camminare urbano organizzata dall’Associazione Comitato Mura Latine e INARCH Lazio e promossa dalla Sovrintendenza Capitolina, per approfondire la conoscenza delle Mura Aureliane, patrimonio archeologico, storico e culturale unico in Europa. Al tema della valorizzazione si lega quello della riappropriazione degli spazi cittadini attraverso il camminare lungo percorsi inediti.

Domenica di aperture straordinarie

Per l’occasione, la Sovrintendenza organizza aperture straordinarie di alcune porte del circuito, di alcuni tratti di camminamento e passeggiate lungo i settori più suggestivi della fortificazione. Simbolo della città stessa, le Mura ci restituiscono l’immagine di una città in evoluzione attraverso i secoli. Innalzate sotto il regno dell’imperatore Aureliano (270-275), potenziate dal successore Onorio agli inizi del V secolo d. C., le Mura rappresentano un segno tangibile delle politiche di difesa degli imperatori contro il pericolo delle invasioni barbariche e di scelte economiche e sociali, in una fase molto travagliata della storia dell’Impero romano.

Le visite proposte

Tra le visite proposte, il tratto di fortificazione compreso tra porta San Sebastiano e Porta Ostiense che si caratterizza per la presenza di un imponente intervento di restauro rinascimentale noto come Bastione Ardeatino, che ha fortificato, sostituendolo, un esteso tratto di mura; l’apertura straordinaria di Porta Asinaria, interessante testimonianza della storia dell’innalzamento delle mura stesse, dalle origini, quando la cintura urbana segna l’espansione della città del III sec. d.C.

Passeggiata lungo le mura

Inoltre il tratto che prevede una passeggiata lungo il camminamento delle Mura Aureliane di via Campania accompagnata da letture di racconti e brani storici che permetteranno di immergersi nella complessa e articolata vita della cinta difensiva di Roma e, ancora, l’apertura del camminamento di viale Pretoriano a seguito del recente restauro condotto dalla Sovrintendenza. Infine, il Museo delle Mura dove si racconta la storia delle fortificazioni di Roma consentendo di esplorare una delle porte della cinta muraria: Porta Appia, oggi Porta San Sebastiano.

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Cultura

La Via Appia, candidata per l’Unesco, in mostra a Roma fino al 7 gennaio 2024

La Regina Viarum si mette in mostra a Roma con una esposizione, inaugurata ieri all’Istituto Centrale per la Grafica di Roma,

di disegni, incisioni, matrici, libri e fotografie dal Cinquecento al Novecento, dedicata alla celebre strada consolare.
Ideata in occasione della sua candidatura alla Lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco proposta dal Ministero della Cultura lo scorso gennaio, l’esposizione, curata da Gabriella Bocconi e ospitata

nelle sale dell’istituto fino al 7 gennaio 2024 intende celebrare il prototipo dell’intero sistema viario romano e le numerose

testimonianze infrastrutturali, archeologiche e architettoniche presenti lungo il suo percorso che rappresentano un patrimonio culturale di eccezionale importanza.

SONO IN MOSTRA CIRCA 70 OPERE

Sono in mostra circa 70 opere, selezionate tra le oltre 300 presenti

nelle collezioni dell’Istituto dedicate all’antica Regina Viarum, che raccontano la fortuna iconografica dell’Appia con opere di Giovan Battista Piranesi, Marteen Van Heemskerck, Etienne Du Perac, Walter Crane, Umberto Prencipe, Luigi Rossini, Felice Giani, Nicolas Didier Boguet, Philipp Hackert.
 “Una strada non è mai soltanto un tracciato, perché le sovrapposizioni storiche così come i bivi e gli incroci sempre la rendono un flusso

di informazioni, impressioni, emozioni” dice Maura Picciau, direttrice dell’Istituto Centrale per la grafica.
Da Roma a Brindisi, la mostra presenta attraverso le opere come

i diversi linguaggi della grafica hanno raccontato l’Appia antica e i territori a essa collegati, dall’interesse prevalentemente archeologico del XVI secolo, al paesaggio romantico, fino allo sguardo fotografico delle immagini di Otto/Novecento di Alinari e Moscioni e delle foto di documentazione del Fondo Cambellotti.

Una mostra in cui, spiega Gabriella Bocconi, “disegni, incisioni

e fotografie si intersecano in analogie visive e descrivono una

porzione del Paese che ancora oggi colpisce per le suggestioni

derivate dalle bellezze naturali e monumentali”.

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Cultura

Almanacco: 20 settembre 1870. I Bersaglieri prendono il controllo degli stati Papali entrando a Roma attraverso la breccia di Porta Pia

Oggi nel nostro almanacco romano ricordiamo una data storica.

Il 20 settembre 1870 I Bersaglieri prendono il controllo degli Stati Papali, entrando a Roma attraverso la breccia di Porta Pia.

E’ il primo passo verso l’unificazione d’Italia.
Dopo cinque ore di fuoco, l’esercito del Regno d’Italia guidato

dal generale Raffaele Cadorna aprì un varco di 30 metri nelle mura Aureliane, accanto a Porta Pia.

Attraverso questa breccia entrarono per primi nella città capitolina

i bersaglieri, che al suono delle fanfare gridavano «W l’Italia!».

Davanti alla forza di 50mila uomini lo sparuto esercito pontificio (composto dagli zuavi, volontari in maggioranza di origine francese, belga e olandese) non poté nulla e poche ore dopo sulla cupola

di San Pietro fu issata “bandiera bianca” in segno di resa.

Per le strade e ai balconi invece fu un tripudio di tricolori sventolati

dai cittadini per salutare l’annessione di Roma all’Italia unita, di cui la stessa sarebbe divenuta capitale l’anno successivo.

E’ LA FINE DEL POTERE TEMPORALE DEI PAPI

L’episodio segnò la fine del potere temporale dei papi, difeso con

le unghie fino all’ultimo da Pio IX, che aveva opposto un secco

«non possumus» alla proposta conciliante avanzata dal re Vittorio Emanuele II.

Perso il prezioso alleato francese, impegnato nella guerra con la Prussia, il pontefice era rimasto da solo a difendere i propri domini e dopo

la “presa della città” si rifiutò di accettare qualsiasi accordo, compresa

la Legge delle Guarentigie, promulgata nel 1871 e rimasta in vigore fino ai Patti Lateranensi del ‘29.

L’atto formale di annessione della città al Regno avvenne il 2 ottobre 1870, con il referendum che raccolse un plebiscito di “sì” al quesito «Vogliamo la nostra unione al Regno d’Italia, sotto il governo del re Vittorio Emanuele II e dei suoi successori».

Lo scrittore Edmondo de Amicis, inviato speciale, scrisse:
“Vi dirò subito che l’accoglienza fatta da Roma all’esercito
italiano è stata degna di Roma; degna della capitale d’Italia;
degna di una grande città sovranamente patriottica”.

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Cultura

SBA – Sporting Beach Arte presenta la mostra personale Emersioni

SBA – Sporting Beach Arte, la giovane galleria dedicata all’arte contemporanea sulla spiaggia di Ostia, presenta la mostra personale Emersioni di Giovanni Cimatti, a cura di Roberta Melasecca e accompagnata dai testi critici di Luca Catò e Roberta Melasecca, sabato 30 settembre alle 11.30. In mostra 18 sculture ceramiche che rappresentano la connessione tra la terra, l’argilla con la quale le opere sono realizzate, e anche l’acqua, il mare da cui esse sembrano emergere.

Incontri e laboratori alla SBA

Durante il periodo della mostra sono previsti incontri e laboratori: il 26 ottobre alle ore 17.30 l’incontro con l’artista Il Tempo e l’Argilla all’interno di Rome Art Week e il 28 e 29 ottobre il workshop Terre sottili. Giovanni Cimatti è stato docente all’Istituto d’Arte di Siena, direttore della Scuola di Disegno e Plastica “T. Minardi” di Faenza e docente all’Istituto Statale d’Arte per la Ceramica di Faenza. Ha iniziato l’attività artistica negli anni settanta sviluppando una personale ricerca sui rapporti fra forma e superficie rielaborando varie tecniche come i decori d’argilla a sangam, il raku, le decalcomanie, le terre sigillate e da anni si interessa anche dell’alta temperatura.

Invitato a mostre internazionali

È stato invitato in importanti mostre internazionali d’arte ceramica, ha realizzato mostre personali su invito in Belgio, Giappone, Olanda, Korea e Svizzera. Ha partecipato a scambi culturali in Francia, Giappone e Germania.