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Cultura

Inaugurazione dell’anno accademico della Sapienza martedì 19

Inaugurazione dell’anno accademico 2023-2024 della Sapienza, il 721° dalla fondazione, martedì 19 settembre 2023 alle ore 11.00, presso l’Aula magna. L’evento si aprirà con i saluti istituzionali e quindi la prolusione della rettrice Antonella Polimeni. Seguiranno gli interventi di Antonio Butruce, studente della Facoltà di Medicina e psicologia e infine di Enza Vallario, manager didattico di Ateneo in rappresentanza del personale universitario.

Inaugurazione con dottorato honoris causa per Samantha Cristoforetti

Nell’ambito della cerimonia, la Sapienza conferirà il Dottorato di ricerca honoris causa in Ingegneria aeronautica e spaziale a Samantha Cristoforetti, astronauta dell’Agenzia spaziale europea (ESA) “per aver legato il nome dell’astronautica italiana ai più prestigiosi risultati nella storia delle missioni e dell’esplorazione spaziali, contribuendo così all’avanzamento delle tecnologie e delle scienze aerospaziali”. Prima donna europea a ricoprire il ruolo di comandante della Stazione spaziale internazionale durante la “Spedizione 68”, la Cristoforetti è considerata una delle personalità più rilevanti nel mondo della scienza.

Elogio pronunciato da Sergio Pirozzoli

L’elogio sarà pronunciato da Sergio Pirozzoli, coordinatore del Dottorato di ricerca in Ingegneria aeronautica e spaziale. Seguirà la lectio magistralis di Samantha Cristoforetti. Le musiche dell’Orchestra MuSa classica accompagneranno i diversi momenti della cerimonia. In programma il GaudeaMuSa, il nuovo arrangiamento del “Gaudeamus” realizzato dal Maestro Francesco Vizioli. Si esibiranno la soprano Anna Koschina ed elementi del coro MuSa Blues. Durante il conferimento del Dottorato sarà eseguita la sinfonia di Gustav Holst: “Mars” da “The Planets” opus 32. La cerimonia si concluderà con il solenne atto di inaugurazione del nuovo anno accademico.

Prosecuzione nell’atrio dell’Aula magna

L’evento proseguirà presso l’atrio dell’Aula magna con la presentazione ufficiale delle due opere dell’artista Alberto Burri, i dipinti Cellotex Rivoli n.11 e Cellotex Rivoli n.17 1991, concessi in comodato d’uso per tre anni alla Sapienza dalla Fondazione palazzo Albizzini collezione Burri. Inoltre, grazie alla preziosa collaborazione con la Cattedrale di Anagni e il Museo a essa associato, sarà possibile ammirare il piviale originale appartenuto a papa Bonifacio VIII, fondatore dello Studium Urbis. L’esposizione del paramento liturgico sarà l’occasione per ripercorrere le origini del nostro Ateneo.

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Richard Anderson Romics d’Oro della XXXI edizione

Richard Anderson sarà celebrato con l’assegnazione del Romics d’Oro durante la XXXI edizione del Festival, che si terrà dal 5 all’8 ottobre 2023 in Fiera Roma. Con una carriera che spazia da oltre due decenni nell’industria del cinema, dei videogames, del mercato editoriale e dell’advertising, Anderson è oggi una delle firme di punta degli Studios e dei grandi publisher dell’entertainment mondiale.

I lavori più celebri di Richard Anderson

Tra i suoi lavori più celebri figurano visionari blockbuster di fantascienza quali il prossimo The Creator di Gareth Edwards e Prometheus, supereroi per il grande schermo e per il mercato videoludico quali Moon Knight, Captain Marvel, Arkham Knight, Guardiani della Galassia e Eternals ed opere fantasy quali Guildwars 2. Anderson ha collaborato con Marvel, Warner Bros., Universal Pictures, Paramount, Sony Animation, 20th Century FOX, Disney, MPC, Framestore, NC Soft, Rocksteady Studios, Bungie, ArenaNet, Riot Games e Ubisoft. Ha inoltre contribuito con il suo talento all’immaginario di importanti case editrici quali Simon and Shuster e Random House.

Gold Spectrum Award del 2011

Ha vinto il Gold Spectrum Award nel 2011, l’Art Director Guild Award per l’eccellenza nella scenografia in Guardiani della Galassia e nel 2018, il Gemmell Award per la migliore copertina fantasy. Originario del Montana, si è diplomato nel prestigioso Art Institute of Seattle dove ha creato rapidamente uno sguardo innovativo e unico nel panorama mondiale della concept art: la dinamicità delle pose, la capacità di sintesi in pochi tratti in cui alterna eyeliner e tratto spesso, le vedute di taglio e ricche di particolari in sospensione sono i tratti più riconoscibili del suo lavoro. Durante la XXXI edizione di Romics, in un incontro dedicato ripercorrerà la sua carriera artistica che sarà celebrata in fiera anche con la prima mostra italiana di stampe dei suoi lavori più noti.

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Almanacco. 14 settembre 2005: a Roma viene presa a martellate la Fontana della Navicella

Oggi nel nostro almanacco romano ricordiamo un fatto di cronaca

che ha colpito una delle fontane storiche di Roma.

Il 14 settembre 2005: A Roma viene presa a martellate

la Fontana della Navicella,tra le piu’ importanti opere d’arte

del Sansovino, collocata dinanzi a Villa Celimontana sul Celio,

a pochi centinaia di metri dal Colosseo.

I vandali asportano la prua della Navicella, a forma di muso

di cinghiale, che viene ritrovata pochi giorni dopo, il 20 settembre,

in una zona della Magliana.

LA STORIA DELLA FONTANA DELLA NAVICELLA

La scultura attuale fu realizzata nel 1518-1519 su committenza del cardinale Giovanni de’ Medici, presumibilmente ad opera di

Andrea Sansovino (1460-1529) che nel 1513-1514 aveva effettuato

per lo stesso cardinale il restauro della vicina chiesa.

Riadattata a fontana nel 1931, in occasione dei lavori per l’allargamento della via, è stato mutato anche il suo orientamento

(in origine la scultura era collocata perpendicolarmente al porticato della chiesa) ed è stato realizzato alla base un basso bacino ellittico.

La nave, in marmo bianco, è posta sopra un basamento in marmo

che riproduce sulle facce minori lo stemma dei Medici.

Sul rostro della prua è scolpita una protome animale.

Il fondo del sottostante bacino è realizzato con un mosaico in ciottoli

di fiume decorato da figure di pesci e imbarcazioni.
La fontana è stata sottoposta a restauro tra il 2003 e il 2004.

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Almanacco. 13 settembre 81: muore l’Imperatore romano Tito

Oggi nel nostro almanacco romano ricordiamo il 13 settembre 81.

Muore Tito, imperatore romano regnò per poco più di due anni dal 79 all’81, anno della sua morte.
Tito nacque a Roma il 30 dicembre 39, in una piccola casa ai piedi meridionali del Palatino.

Nel 43 il padre Vespasiano fu inviato dall’imperatore Claudio

come generale nell’invasione romana della Britannia e Tito

venne quindi cresciuto a corte insieme con Britannico, l’erede dell’imperatore.

I due diventarono grandi amici, ma Britannico fu avvelenato e Tito,

che era a tavola con lui, ingerì del veleno e fu per molto tempo malato.
In onore dell’amico d’infanzia Tito, da imperatore, fece erigere

due sue statue, una d’oro sul Palatino e una equestre in avorio,

portata nelle processioni.

L’eruzione del Vesuvio del 79 – che causò la distruzione di Pompei

ed Ercolano e gravissimi danni nelle città e comunità attorno al golfo di Napoli – e un rovinoso incendio divampato a Roma l’anno successivo, diedero modo a Tito di mostrare la propria generosità: in entrambi

i casi egli contribuì con le proprie ricchezze a riparare i danni e ad alleviare le sofferenze della popolazione.

GLI STORICI GLI DIEDERO L’APPELLATTIVO DI “DELIZIA DEL GENERE UMANO”

Questi episodi, e il fatto che durante il suo principato non fu emessa nessuna sentenza di condanna a morte, gli valsero l’appellativo

presso gli storici suoi contemporanei di “delizia del genere umano”.

Dopo appena due anni di regno, Tito morì per una forte febbre.
Secondo Svetonio, potrebbe essere stato colpito dalla malaria

assistendo i malati, oppure avvelenato dal suo medico personale Valeno su ordine del fratello Domiziano.

Il Talmùd, il cui testo lo ritrae con un carattere presuntuoso e crudele, narra in dettaglio le origini della sua malattia e il suo epilogo.

ALLA SUA MORTE FU ERETTO UN ARCO TRIONFALE AL FORO ROMANO

Alla sua morte fu deificato dal Senato, e un arco trionfale fu eretto nel Foro Romano dallo stesso Domiziano per celebrare le sue imprese militari.
La sua reputazione rimase intatta negli anni, tanto da essere poi eletto

a modello dai “Cinque buoni Imperatori” del II secolo .
Ancor oggi, si usa una frase a lui attribuita (“Ecco una giornata perduta!”) che avrebbe pronunciato al tramonto di una giornata in cui non aveva avuto occasione di fare del bene.

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Al Castello Angioino gli Stati Generali della nuova comunicazione pubblica

Il Castello Angioino di Gaeta ospiterà venerdì 15 settembre la nona edizione degli Stati Generali della nuova comunicazione pubblica, manifestazione diventata un appuntamento fisso per istituzioni, social media manager, comunicatori e giornalisti. Ideati e organizzato da PA Social, per questa edizione in collaborazione con l’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, la città di Gaeta e il patrocinio di Regione Lazio e Comune di Formia, giunge alla nona edizione portando al centro dell’attenzione un tema importante e strategico come quello del turismo, facendo il punto sulle novità e le buone pratiche provenienti da tutta Italia nell’ambito della nuova comunicazione via social network, chat, intelligenza artificiale, metaverso.

A Gaeta la nona edizione

Dopo Roma (2015), Firenze (2016), Ancona (2017), Venezia (2018), Torino (2019), Perugia (2020), Catania (2021) e Bergamo (2022) è la volta quindi di un altro comune laziale con un programma che spazia tra turismo digitale, protezione dei dati, formazione, IA e Metaverso. Tutte le informazioni sono in continuo aggiornamento sul sito www.pasocial.info e sui canali social e chat di PA Social che trasmetteranno in diretta l’evento.

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Almanacco. 12 settembre 1986. Muore in un incidente stradale l’attore e regista Annibale Ruccello

Oggi nel nostro almanacco vogliamo ricordare il 12 settembre 1986.

Muore ANNIBALE RUCCELLO. E’ stato un commediografo, attore e regista italiano.

La sua prima opera è Il Rione, una commedia in due tempi scritta

nel 1973 mentre nel 1977 scrive con Lello Guida L’osteria del melograno e, successivamente, cura alcuni allestimenti teatrali

ossia Rottami , nel 1980 I gioielli indiscreti di Denis Diderot .

Il suo primo lavoro autonomo è del 1980:

Le cinque rose di Jennifer.
Dal sodalizio tra Il Carro e il Teatro Nuovo di Napoli prende vita

nel 1982 la cooperativa Teatro Nuovo-Il Carro.

NEL 1983 VINCE IL PREMIO IDI UNDER 35

Nel 1983 scrive Weekend, con il quale vince il premio IDI under 35, e Notturno di donna con ospiti.

La sua commedia Ferdinando, scritta nel 1985, vince due premi IDI: uno nel 1985 come testo teatrale, e un secondo nel 1986 come

miglior messinscena, allestita personalmente da Ruccello con

la scenografia di Franco Autiero e interpretata da Isa Danieli,

musa ispiratrice e destinataria di questo testo.

Ferdinando sarà poi rappresentato in francese a Parigi nel 2000 ,

Liegi E Bruxelles.

Sempre nel 1985 elabora una riduzione teatrale dal romanzo La ciociara di Alberto Moravia, messa in scena nel 2011 dalla regista Roberta Torre.
Completano la sua commediografia Anna Cappelli e Mamma:

piccole tragedie minimali, presentate al Primo Premio Gennaro Vitiello nel maggio del 1986.

MUORE NEL 1986 IN INCIDENTE STRADALE SULL’AUTOSTRADA ROMA-NAPOLI

Nel 1986, tornando da Roma, muore in un drammatico incidente automobilistico sull’autostrada Roma-Napoli.

Alla guida dell’auto c’era Stefano Tosi, attore napoletano, deceduto assieme a Ruccello.

Il cugino Giovanni Battista Boccacini, detto Vanni, ne riconosce

la salma che riposa nel Vecchio Cimitero di Castellammare di Stabia, nel monumento funerario della Famiglia Boccacini.

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Audiovisivo: dal 9 al 13 ottobre torna a Roma il Mia

Torna il Mia (Mercato Internazionale dell’Audiovisivo) con la sua nona edizione che si svolgerà a Roma dal 9 al 13 ottobre prossimi nelle sue storiche sedi di Palazzo Barberini e del Cinema Barberini. Anche per questa edizione sarà attiva la piattaforma Mia Digital che consentirà agli accreditati di accedere anche da remoto a tutte le sessioni (in diretta e on demand). Il Mia, diretto da Gaia Tridente, è il più importante evento di settore in Italia ed è uno dei mercati internazionali irrinunciabili, incentrato su coproduzione, strategie e modelli di finanziamento, vendita e distribuzione, work in progress, valorizzazione dei talenti e circolazione dei progetti.

Nato nel 2015 e cresciuto grazie alla consolidata joint venture tra Anica (Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e Digitali), presieduta da Francesco Rutelli e Apa (Associazione Produttori Audiovisivi) presieduta da Chiara Sbarigia, gode del supporto del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale-Ice-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, e del contributo di Creative Europe Media. Il Mia riceve inoltre il sostegno del Ministero della Cultura, del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e della Regione Lazio. Sponsor ufficiale della manifestazione è Unicredit.

Anche per questa edizione, il Mia ha ricevuto il patrocinio di Eurimages, il fondo del Consiglio d’Europa per la co-produzione, la distribuzione, esposizione e la digitalizzazione delle opere cinematografiche europee.

(Spe/Adnkronos)

ISSN 2465 – 1222
11-Sep-2023 13:39

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Cultura

Almanacco. 11 settembre 2013: muore a Roma Jimmy Fontana

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo un grande artista.

L’11 settembre 2013 muore a Roma JIMMY FONTANA è stato un cantautore, contrabbassista e attore italiano.
Nel 1965 ottiene il suo più grande successo con Il mondo.
La canzone ebbe origine da un disco con l’incisione di una poesia svedese su un sottofondo musicale che Gianni Boncompagni portò a casa di Fontana.
La poesia parlava appunto del mondo, inteso come globo terrestre.

Da quell’ascolto Jimmy Fontana e Carlo Pes trassero lo spunto della melodia sulla quale Gianni Meccia scrisse il testo, anch’esso ispirato dalla poesia svedese.

LA MIA SERENATA VINCE IL DISCO PER L’ESTATE 1967

La mia serenata vince il Disco per l’estate nel 1967 ed arriva prima in classifica, mentre al Cantagiro del 1968 presenta La nostra favola, cover della canzone di Tom Jones Delilah; il retro del 45 giri La nostra favola è la canzone A te, e il 45 giri arriva primo per cinque settimane e vende un milione di copie, ottenendo quindi il disco d’oro.
Nel 1970 ottiene un buon successo con L’amore non è bello (se non è litigarello) (sigla della trasmissione televisiva Signore e signora, con Delia Scala e Lando Buzzanca).

NEL 1971 SCRIVE CON MIGLIACCI “CHE SARA'”

Nel 1971 scrive la musica in collaborazione con Italo “Lilli” Greco

e Carlo Pes e parte del testo insieme a Franco Migliacci della canzone Che sarà: l’obiettivo è di presentarla a Sanremo, e Fontana produce

la registrazione a Los Angeles di Josè Feliciano, che registra 3 versioni della sua canzone: in italiano, in spagnolo (dal titolo Que serà) e in inglese (titolo Shake a Hand) prodotte da Rick Jarrard; rientrato in Italia, trova la strada sbarrata per la partecipazione al Festival insieme all’amico e collega portoricano.

Ennio Melis, allora Direttore Artistico della RCA, ha deciso di puntare sulla canzone per consacrare al successo i Ricchi e Poveri, giovane gruppo, fattosi notare al festival dell’anno precedente interpretando

in abbinamento con l’autore Nicola Di Bari La prima cosa bella.
Jimmy, che ha diritto all’ultima parola in quanto compositore-autore della canzone, inizialmente nega l’autorizzazione che in seguito concederà, suo malgrado, quando Melis afferma che, senza i

Ricchi e Poveri, la canzone non avrebbe partecipato ad alcun festival.

La canzone si classifica al secondo posto nella graduatoria sanremese, ma i due singoli risulteranno molto venduti, ed il brano si rivelerà

nel corso degli anni una delle canzoni italiane più famose, riprodotte

ed eseguite nel mondo.
In occasione del Festival di Sanremo 1994 ha fatto parte del gruppo “Squadra Italia”, appositamente costituito per l’occasione, cantando

il brano Una vecchia canzone italiana.
Dopo aver tenuto il suo ultimo concerto 3 giorni prima a Grotteria, Jimmy Fontana muore l’11 settembre 2013 all’età di 78 anni nella

sua casa di Roma, a causa di un’improvvisa febbre alta dovuta a un’infezione dentale

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Cultura

Archeologia: Parco Colosseo, una collana di monografie dedicate alla Domus Aurea

A un anno dalla giornata di studi tenutasi all’Istituto Archeologico Germanico di Roma in memoria di Fedora Filippi, archeologa funzionaria del ministero della Cultura e responsabile della Domus Aurea dal 2009 al 2014, la Curia Iulia ospiterà il 15 settembre la presentazione del volume ‘Lavori e ricerche nella Domus Aurea durante gli anni 2010-2016ì, a cura di Elisabetta Segala e Heinz-Jurgen Beste. Il volume raccoglie i contributi presentati nel corso di quella giornata che rappresentò un momento importante di incontro e confronto sulle attività svolte in Domus Aurea negli anni della direzione di Fedora Filippi con la partecipazione del gruppo di lavoro da lei stessa creato e coordinato.

Il sogno di Fedora Filippi, ovvero la pubblicazione e divulgazione di tutto il lavoro svolto in Domus Aurea, compie il primo passo grazie alla pubblicazione degli atti che inaugurano una collana di monografie dedicate alla Domus Aurea e intitolata ‘Per Artem Temptare. Studi sulla Domus Aurea’ per la Sfera Edizioni. La prematura scomparsa che le aveva impedito di portare a termine l’edizione sistematica delle ricerche e degli studi dedicati alla Domus Aurea, trova ora il suo compimento grazie all’ideazione del progetto da parte del Parco archeologico del Colosseo.

“Ricordare Fedora Filippi in questo momento assume un rilievo particolare, in quanto si sta finalmente realizzando, sul giardino del Colle Oppio, quel sistema di protezione della Domus Aurea, che recepisce in pieno le sue metodologie d’intervento e che mira a stabilizzare il micro clima interno riducendo i carichi che gravano sul monumento a causa degli alti terrapieni”, dichiara Alfonsina Russo, direttrice del Parco archeologico del Colosseo. “Il ParCo, grazie anche alla continuativa collaborazione con l’Istituto Archeologico Germanico di Roma, può guardare al futuro della tutela e valorizzazione della Domus Aurea con la consapevolezza di essere sulla giusta direzione di una conservazione integrata e di una messa in valore definitiva”, prosegue Russo.

(Bon/Adnkronos)

ISSN 2465 – 1222
11-Sep-2023 02:00

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Cultura

Almanacco. 9 settembre 1998. Muore il cantautore Lucio Battisti

Oggi nel nostro almanacco romano ricordiamo un grande artista.

Il 9 settembre 1998 muore a Milano LUCIO BATTISTI.

E’ stato un cantante, compositore, polistrumentista, arrangiatore

e produttore discografico italiano.

Nato a Poggio Bustone.
Dal suo sodalizio con Mogol, nascono, a partire dagli anni ’60,

molte delle più belle canzoni pop italiane.

PARTECIPA AL FESTIVAL DI SANREMO NEL 1968

La consacrazione arriva con il Festival di Sanremo del 1969 cui

Battisti partecipa con “Un’avventura”.

L’affermazione decisiva arriva nell’estate seguente, al Festivalbar,

con “Acqua azzurra, acqua chiara”.

Ma gli anni di Battisti sono stati indubbiamente i ’70 e gli ’80,

inaugurati con due canzoni di grande successo, “La canzone del sole”

e “Anche per te”, incise per la sua nuova etichetta, da lui stesso

fondata con alcuni amici e collaboratori, e che porta il nome emblematico di “Numero Uno”.

Da quel momento in poi scandisce serie impressionanti di successi,

di veri e propri capolavori, tutti al primo posto nelle classifiche.

Inoltre forse non tutti sanno che Battisti è stato anche autore per altri, editore e discografico, distribuendo successi per Mina, Patty Pravo,

il complesso Formula Tre e Bruno Lauzi.

NEL 1976 IL RITIRO DALLE SCENE

Nel 1976, Battisti annuncia a sorpresa il ritiro dalle scene;

negli anni ’80 si spezza il suo sodalizio con Mogol e Battisti

si allontana sempre di più dal pubblico.

Nella seconda metà degli anni ottanta comincia la collaborazione tra Lucio Battisti e Pasquale Panella, l’ultima fase della carriera del musicista.

In questo periodo pubblica cinque album musicalmente molto avanzati, che continuano l’esplorazione musicale iniziata con “E già” trattando generi musicali all’epoca emergenti nella scena musicale italiana (come la musica rap, techno);

i testi di Panella sono molto diversi da quelli scritti in precedenza da Mogol: di difficile comprensione, sono densi di giochi di parole e doppi sensi .

Battisti, apprezzato anche come tecnico in sala d’incisione, dove svolgeva sempre un lavoro meticoloso, fu tra i primi in Italia

a utilizzare la tecnica di capovolgere i nastri nelle registrazioni,

già a partire dal brano Era del 1967.

Tra il 29 e il 30 agosto 1998 si diffonde la notizia del ricovero

di Battisti in un ospedale milanese.

Durante gli 11 giorni di ricovero, per volere della stessa famiglia,

non viene diffuso alcun bollettino medico.

Saputo del ricovero, Mogol scrive una lettera a Battisti e

la fa recapitare alla clinica.

Il 6 settembre le sue condizioni si aggravano e l’8 viene spostato

nel reparto di terapia intensiva dell’Ospedale San Paolo di Milano.

BATTISTI MUORE IL 9 SETTEMBRE 1998 A 55 ANNI

Lucio Battisti muore la mattina del 9 settembre 1998, all’età di 55 anni; le cause della morte non sono state comunicate ufficialmente:

il bollettino medico riporta solamente che «il paziente, nonostante tutte le cure dei sanitari che lo hanno assistito, è deceduto per intervenute complicanze in un quadro clinico severo sin dall’esordio» .

Ai funerali, celebratisi in forma strettamente privata a Molteno,

furono ammesse appena 20 persone, tra le quali Mogol.

Il 6 settembre 2013, pochi giorni dopo la sentenza della Corte d’appello di Milano che ha dato ragione al comune di Molteno, condannando

gli eredi dell’artista a versare al comune brianzolo circa 50.000 euro,

la salma viene traslata dal cimitero del piccolo comune lecchese

per essere trasferita a quello di San Benedetto del Tronto (residenza della vedova) dove, il 9 settembre 2013,

quindici anni esatti dalla morte, viene cremata e le ceneri conservate dalla famiglia.