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Il Museo Orto Botanico presenta Regina Horti di Laura Federici

Il Museo Orto Botanico – Sapienza Università di Roma, il 21 settembre alle 17, presenta il progetto Regina Horti di Laura Federici, a cura di Alberto Dambruoso, allestito negli spazi della Serra Espositiva. Regina Horti nasce da una serie di progetti che dal 2016 l’artista ha portato avanti all’interno del carcere Regina Coeli e dalle suggestioni del vicino Orto Botanico: il mondo del fuori, ricchezza, abbondanza di immagini, luce, ombra, colore e il mondo del dentro, immobile nel ritmo del tempo, del passare delle ore, del mutare delle stagioni, dello scorrere dei giorni. È un privilegio che generalmente capita a pochi artisti, quello di ritornare da protagonisti in un luogo che si era frequentato in passato, magari senza aver pensato all’opportunità di potervi esporre.

Al Museo più volte nel 2016

È ciò che è successo alla pittrice Laura Federici che, nel 2016, si era recata più volte all’interno dell’Orto Botanico trascorrendovi diverse ore della giornata a meditare, scrivere e disegnare e, oggi, a distanza di sette anni, vi fa ritorno per presentare una mostra personale che parla sia dell’Orto ma al contempo di un altro luogo vicino, il carcere di Regina Coeli dove l’artista ha realizzato diversi progetti artistico-rieducativi con i detenuti, alcuni dei quali ispiratisi proprio all’Orto Botanico. “Due luoghi, due storie si fondono qui” scrive l’artista: “uno fuori e l’altro dentro, vicini e irraggiungibili, chiusi uno all’altro e al contempo congiunti.

Invasione di colori

L’edificio della casa circondariale di Regina Coeli è invaso dai colori dell’Orto, dal vento e dalle nuvole veloci, la luce mobile e il suono dei suoi abitanti leggeri. Natura e architettura, una coppia selvaggia, che fa fatica a restare unita; le foglie degli alberi a volte perdono colore, a volte ingoiano i cancelli, abitando tranquille le volte”. Tutte le opere di Laura Federici sono caratterizzate da un segno rapido che emerge dal fondo dei suoi dipinti, sopra al disegno prende vita il colore, immediato, veloce anch’esso nell’esecuzione. Ciò è da porre in relazione al modus operandi dell’artista che, nel dar vita alle sue opere, si serve contemporaneamente di più media diversi, ognuno dei quali concorre alla definizione finale dell’opera.

Ricognizioni

Le sue ricognizioni nei luoghi che poi verranno riversati nelle sue tele oppure nelle tavole o ancora nelle carte, partono sempre da registrazioni video. Una volta a studio Federici seleziona i frame video e li estrapola per poi procedere con il disegno, la pittura e a volte il collage.

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DivinArte, nella rocca dei Borgia di Nepi dal 6 ottobre

DivinArte, nella rocca dei Borgia di Nepi, in provincia di Viterbo, dal 6 all’8 ottobre. Sarà Picasso e la sua personalità complessa il filo conduttore della manifestazione che, come sempre, unirà il piacere dell’arte a quello del buon vino, abbinando le performance cultural-teatrali e le opere con le degustazioni realizzate in collaborazione con i sommelier AIS di Viterbo e con la presenza di uno dei massimi esperti del settore, Carlo Zucchetti. Non a caso il titolo dell’evento è il ““Picasso l’uomo, l’amante…l’artista. Il Minotauro ebbro di vita”: laddove il termine “ebbro” intende non solo rimandare alla complicata vita di Picasso ma anche a quella bevanda divina osannata da sempre nella storia dell’arte e da lui stesso immortalata con riferimenti simbolici o formali attraverso le sue opere.

Edizione 2023 di DivinArte

L’edizione 2023 di Divinarte si pone l’obiettivo di mettere al centro l’uomo Picasso, un uomo pieno di contraddizioni a volte spietato, testardo, irascibile e vendicativo; lui stesso dice di sé: “Se tutte le tappe della mia vita potessero essere rappresentate come punti su una mappa e unite con una linea, il risultato sarebbe la figura del Minotauro”. Cosi lui stesso si definiva e rappresentava all’interno delle sue opere: fu un “genio” assoluto che lasciò la sua impronta all’interno della storia dell’arte del XX secolo. Nella tre giorni si snoderà un programma denso di appuntamenti, video proiezioni, performance musicali e artistiche dei numerosi artisti presenti con le loro opere e la suggestiva cornice del Forte farà da sfondo ad un’esposizione collettiva di alto pregio con sculture, dipinti ed installazioni di vario genere.

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Almanacco. 8 Settembre 1857 Papa Pio IX inaugura la colonna dell’Immacolata a Piazza Mignanelli

Oggi nel nostro almanacco romano ricordiamo l’8 settembre 1857.

Alla presenza di una folla enorme Pio IX inaugura

la colonna dell’Immacolata opera di Giuseppe Obici in piazza Mignanelli

di fronte all’ambasciata di Spagna.

La colonna fu finanziata da Ferdinando II delle Due Sicilie,

come atto simbolico che chiudeva la lunga crisi della

“guerra” della Chinea.

La colonna è dedicata al dogma dell’Immacolata Concezione,

stabilito dalla Chiesa cattolica nel 1854 sotto il pontificato di

papa Pio IX e fu eretta nella zona antistante il palazzo dell’Ambasciata di Spagna presso la Santa Sede, perché la Spagna era stato il paese

che maggiormente si era adoperato per la definizione del dogma.

La struttura è costituita da un basamento di marmo, su cui poggia

una colonna di marmo cipollino alta 11,81 metri, che sorregge

a sua volta una statua bronzea raffigurante la Madonna.

LA STATUA E’ OPERA DI GIUSEPPE OBICI

La statua è opera di Giuseppe Obici, mentre la colonna proviene

dagli scavi romani:

venne infatti rinvenuta nel monastero di Santa Maria della Concezione nel Campo Marzio nel 1777.

Sul basamento sono poste altre quattro statue, fatte di marmo, raffiguranti David , Isaia , Ezechiele e Mosè .

Quest’ultima statua venne presa ironicamente di mira da una tipica pasquinata romana:

Pasquino gridava alla statua di parlare, ma la statua rispondeva

con un sibilo:

“Non posso!”. Allora Pasquino gli intimava almeno di fischiare,

e Mosè replicava: “Sì, fischio lo scultore!”.

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La Deposizione di Cristo del Tintoretto ai Musei Capitolini

La Deposizione di Cristo giunge per la prima volta a Roma ai Musei Capitolini. Spettacolare capolavoro del celebre pittore veneziano Jacopo Robusti (Venezia 1519 -1594), detto il Tintoretto, il pittore più geniale e anticonformista del Rinascimento veneziano, secondo per fama solo a Tiziano.

Deposizione esposta fino al 3 dicembre

L’arrivo a Roma della monumentale tela, che sarà esposta fino al 3 dicembre 2023 nella Pinacoteca Capitolina, è frutto di un importante accordo di collaborazione del 2022, tra la Sovrintendenza Capitolina e le Gallerie dell’Accademia di Venezia, prestigioso museo a cui è stato straordinariamente concesso in prestito il Battesimo di Cristo di Tiziano. La scelta di portare a Roma questo capolavoro da poco riscoperto dà l’opportunità di ammirare un’opera che appartiene alla maturità dell’artista più geniale della Serenissima, affiancandola ai dipinti del figlio Domenico, esposti nella Pinacoteca dei Musei Capitolini.

Incontro romano tra padre e figlio

L’incontro “romano” tra padre e figlio rappresenta un fatto straordinario dal momento che in nessun museo pubblico della capitale sono presenti opere di Jacopo, un artista che Giorgio Vasari non esitò a definire: “Il più terribile cervello che abbia mai avuto la pittura”. Diventa qui possibile ammirarne la potenza e la modernità del linguaggio pittorico e apprezzarne l’evoluzione nelle opere del figlio Domenico che alla morte del padre ne ereditò la bottega e il futuro della sua pittura. Il progetto espositivo “La Deposizione di Cristo di Jacopo Tintoretto. Incontro romano di Tintoretto padre con Tintoretto figlio” è promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali ed è curato da Federica Papi e Claudio Parisi Presicce. Organizzazione di Zètema Progetto Cultura.

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Almanacco. 7 settembre 2005. Muore a Roma Sergio Endrigo

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo un grande artista.

Il 7 settembre 2005 muore a Roma Sergio Endrigo.

Autore, cantante. Figlio d’arte, suo papà Romeo era un tenore

(oltre che scultore), ma Sergio non lo conobbe mai veramente

perché scomparve che lui aveva solo 6 anni.

Iniziò prestissimo a suonare (comprò la prima chitarra a 14 anni)

ed ancor prima a cantare (cantava ‘La donna è mobile’ all’osteria

di Bepi Mustaccia in Venezia), ma quando divenne giovanotto,

decise di seguire il filone melodico della musica leggera.

Nel 1959 entrò a far parte del complesso di Riccardo Rauchi, in qualità di cantante contrabbassista.
Fu così che iniziò ad incidere dischi, ma il suo nome non comparve mai nelle note di copertina.

Decise così di abbandonare il gruppo e tentare la strada solista.

Infatti nel 1960 entrò in Ricordi ed iniziò ad incidere, finché non raggiunse la notorietà popolare con la canzone ‘Io che amo solo te’ del 1962.

VINSE IL FESTIVAL DI SANREMO NEL 1968 CON “CANZONE PER TE”

Ricordiamo alcune sue canzoni di quel periodo: Aria Di Neve, Via Broletto 34, Viva Maddalena, Era D’Estate, La Rosa Bianca (da una poesia di Josè Martì).

Consacrò poi il suo successo vincendo nel 1968 il Festival di Sanremo con il brano ‘Canzone per te’.

Sergio Endrigo preferì le collaborazioni con poeti come Gianni Rodari con il quale scrisse la famosa ‘Ci vuole un fiore’ o Vinicius de Moraes con il quale scrisse ed interpretò alcuni pezzi del concept album ‘La vita, amico, è l’arte dell’incontro’ del 1970.

FU ANCHE SCRITTORE

Fu anche scrittore, debuttando nel 1995 con il libro ‘Quanto mi dai se mi sparo?’ stampato in un numero di copie assai limitato.

Scrisse anche un paio di colonne sonore per il cinema.

Nel 2003 il suo ultimo album ‘Altre Emozioni’.
Dopo avere partecipato ad una tournèe a Cuba e in America Latina nell’anno 2000, Sergio Endrigo è poi morto a Roma a seguito di un cancro ai polmoni che gli era stato diagnosticato alcuni mesi prima.

È sepolto a Terni, nella tomba di famiglia

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Almanacco. 6 settembre 1987. Si concludono i Mondiali di Atletica leggera allo Stadio Olimpico di Roma

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo una data sportiva, che ha portato successi per i colori azzurri.

Il 6 settembre 1987. Si concludono i secondi Mondiali di Atletica leggera organizzati allo stadio Olimpico di Roma.

La seconda edizione si tenne a Roma nel 1987 e vi parteciparono 1741 atleti di 157 nazioni.

Fu una manifestazione che raggiunse l’apice del dramma sportivo nel pomeriggio del 30 agosto, quando il pubblico presente allo Stadio Olimpico si vide offrire due nuovi primati mondiali nel volgere di un quarto d’ora.

Primo a infiammare l’ambiente fu l’attesissimo scontro fra il canadese Ben Johnson e lo statunitense Carl Lewis nei 100 metri, risolto con la netta vittoria del primo – 9″83 (nuovo primato mondiale) contro 9″93. 

L’ITALIA CONQUISTA DUE ORI,DUE ARGENTI E UN BRONZO

Il medagliere dell’Italia contiene due ori, due argenti e un bronzo.
Gli azzurri campioni del mondo sono Francesco Panetta nei 3.000 siepi, con il tempo di 8’08″57 (a luglio 2013 ancora record italiano) e Maurizio Damilano nei 20 km di marcia.

Nel concorso di salto in lungo l’atleta italiano Giovanni Evangelisti aveva concluso la competizione al terzo posto, salendo così

sul podio, ma poi si scoprì che la misurazione del salto che gli

garantiva la medaglia di bronzo era stata truccata da alcuni giudici.

Non tutta la giuria era corrotta ma non fu possibile evitare questa situazione in campo;

tuttavia successivamente, grazie a testimonianze, una commissione

ha modificato il risultato e declassato di un posto l’atleta.

Ad altri salti venne attribuita una misura senza effettuare la misurazione elettronica regolare ma per questi episodi la commissione non rettificò la classifica.

Anche per altri concorsi vi è il dubbio di trucchi per modificare il risultato.

Gli Stati Uniti conservarono la loro supremazia fra gli uomini ,

mentre Germania Est e Unione Sovietica dettarono legge fra le donne.

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Gli incontri estivi riprendono dal 12 settembre al Parco Marconi

Gli incontri estivi, ciclo di conferenze organizzato da Nuova Acropoli per riportare la filosofia tra la gente, laddove è nata, riprendono dal 12 settembre al Parco Marconi. Con tre eventi si conclude il ciclo di sette incontri estivi svolti tra il laghetto dell’EUR e il parco Marconi, per riflettere su alcuni dei temi più cari alla filosofia di Oriente ed Occidente in un modo nuovo: non accademico, ma fresco, dialogato, utilizzando esempi pratici, giochi e letture di brani scelti.

Caratteristica degli incontri

Tutti gli incontri hanno come caratteristica comune la praticità, secondo il modello di filosofia attiva che Nuova Acropoli propone da sempre nei suoi corsi e in tutte le sue attività: “attiva” perché propone l’applicazione pratica degli insegnamenti della filosofia atemporale alla nostra vita quotidiana, con il fine di far nascere un cambiamento nell’uomo e nella società. Il secondo incontro di settembre sarà incentrato sul mito di Prometeo e Pandora.

La macchia di Prometeo

Saranno narrate le vicissitudini di un “salvatore” dell’umanità, Prometeo, che si macchiò di un delitto di estrema gravità: sottrarre il fuoco sacro a Zeus. Come conseguenza di questo atto, dovette affrontare una delle punizioni più crude presenti nella mitologia: venire incatenato a una rupe e subire il tormento quotidiano inflitto da un’aquila che gli lacerava le membra. Ma perché Prometeo decise di rubare il fuoco sacro? E quale fu il motivo che spinse Zeus a infliggere una punizione così severa? A queste e a molte altre domande risponderemo nel corso dell’evento.

Storia che valorizza il coraggio

La storia di Prometeo e Pandora valorizza il coraggio, la dedizione, la curiosità e la responsabilità e ci ricorda che anche nelle situazioni più complesse è possibile trovare insegnamenti preziosi e affrontare le sfide con determinazione e speranza. Per maggiori informazioni e per il programma completo delle attività c’è il sito www.nuovaacropoli.it.

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La terza edizione del Festival di Film di Villa Medici

La terza edizione del Festival di Film di Villa Medici 2023 avrà luogo presso i giardini e le sale di proiezione dell’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici (foto M3 Studio) dal 13 al 17 settembre. Il festival prevede dodici film in competizione internazionale di ogni genere e durata, tra cui 2 opere in prima mondiale e 10 in prima italiana. Parallelamente al concorso, all’interno della sezione Focus, saranno presentati alcuni film fuori concorso con carta bianca da parte dei membri della giuria. Infine, cinque proiezioni all’aperto sul Piazzale di Villa Medici, scandiranno le serate del festival.

Online il calendario della terza edizione

È finalmente online, sul sito ufficiale di Villa Medici, il calendario dei film in programma, la brochure e le modalità di accesso per i pubblico. Parallelamente alla competizione ufficiale dei film proiettati durante la giornata, il pubblico del festival si riunisce ogni sera sul Piazzale, davanti alla facciata storica e ai giardini di Villa Medici, per proiezioni all’aperto di film recenti che includono numerose anteprime, ma anche classici del cinema in versione restaurata.

Proiezione speciale

Per questa terza edizione del festival, il film Mauvais Sang di Leos Carax, restaurato grazie al contributo di Chanel, sarà oggetto di una proiezione speciale giovedì 14 settembre in presenza del regista. Un incontro eccezionale sarà anche organizzato con lui durante la settimana del festival. Fondata nel 1666 per volontà di Luigi XIV, l’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici è un’istituzione francese che dal 1803 ha sede a Villa Medici, un edificio risalente al XV secolo circondato da un parco di sette ettari sul colle Pincio, nel cuore di Roma.

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Almanacco. 5 settembre 1981, a Roma abolito il “Delitto d’onore”

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo il 5 settembre 1981.

Da Roma viene promulgata la legge che abolisce il delitto d’onore

e il matrimonio riparatore, che annullava gli effetti penali

di uno stupro qualora la vittima avesse acconsentito a sposare

il suo assalitore.

In poche parole, con la scusante dell’essersi sentito offeso nel proprio onore e in quello della propria famiglia, l’uomo che uccideva

una donna del proprio nucleo familiare (e/o il suo amante)

poteva godere di uno sconto di pena in quanto l’omicidio veniva

in parte giustificato dal fatto che l’uomo fosse stato disonorato.

IL DELITTO D’ONORE ERA IN PARTE AMMESSO DALLA LEGGE

Il delitto d’onore era, in parte, ammesso dalla legge.
Il matrimonio riparatore era, invece, una soluzione adottata

per salvaguardare l’onore delle persone coinvolte e delle loro famiglie.

Con la sua istituzione, se un uomo commetteva uno stupro nei

confronti di una ragazza celibe ed illibata, poteva evitare la pena detentiva e lavare l’onta che aveva causato alla famiglia

della giovane, offrendosi di sposarla e di affrontare tutte le spese matrimoniali.

A sollecitare nella società la revisione del Codice Rocco relativamente

a questi temi fu la vicenda di Franca Viola, la prima donna italiana a rifiutare il matrimonio riparatore.

FRANCA VIOLA, LA PRIMA DONNA A RIFIUTARE IL MATRIMONIO RIPARATORE

Franca Viola il 26 dicembre 1965, all’età di 17 anni, fu rapita da

Filippo Melodia, un mafioso locale, con l’aiuto di 12 complici e quindi violentata, malmenata e lasciata a digiuno, quindi tenuta segregata

per otto giorni inizialmente in un casolare al di fuori del paese e

poi in casa della sorella di Melodia; il giorno di Capodanno,

il padre della ragazza fu contattato dai parenti di Melodia per la cosiddetta “paciata”, ovvero per un incontro volto a mettere

le famiglie davanti al fatto compiuto e far accettare ai genitori di Franca le nozze dei due giovani.

Il padre e la madre di Franca, d’accordo con la polizia, finsero

di accettare le nozze riparatrici e addirittura il fatto che Franca dovesse rimanere presso l’abitazione di Filippo, ma il giorno successivo,

2 gennaio 1966 la polizia intervenne all’alba facendo irruzione nell’abitazione, liberando Franca ed arrestando Melodia ed i suoi complici.

Melodia fu infine condannato il 17 dicembre 1966 a 11 anni di carcere, ridotti il 10 luglio 1967 al processo di appello di Palermo a

10 anni con l’aggiunta di 2 di soggiorno obbligato nei pressi di Modena. Sentenza confermata in Cassazione il 30 maggio 1969.

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Almanacco. 4 settembre 2007: muore a Roma Gigi Sabani

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo un artista.

Il 4 SETTEMBRE 2007 Si spegne Gigi Sabani, all’anagrafe Luigi Sabani (nato a Roma il 5 ottobre 1952), conduttore televisivo, imitatore, cantante e attore.
la sorella Isabella lo iscrive a sua insaputa a La corrida, trasmissione radiofonica di Corrado, dove Sabani si esibisce nelle imitazioni di Gianni Morandi, Mino Reitano e Claudio Baglioni.
Successivamente inizia la sua carriera in televisione alla fine degli anni settanta, sempre come imitatore.

Nel 1980 partecipa a Domenica in ,partecipa a due edizioni di Fantastico e conduce Premiatissima. Proprio in quest’ultimo programma esibisce anche le sue qualità canore, interpretando A me mi torna in mente una canzone che verrà incisa nel 1983.
Dal dicembre di quell’anno presenta la prima edizione di uno storico quiz delle reti Mediaset, OK, il prezzo è giusto!, in prima serata su Italia 1, programma con il quale si aggiudica due telegatti, e nella stagione 1985/1986 è nel cast di Buona Domenica.

NELLA STAGIONE 1986/87 TORNA A LAVORARE IN RAI

Nella stagione 1986/1987 torna a lavorare in RAI dove gli viene

affidata la conduzione, insieme a Valerio Merola e Ramona Dell’Abate, di Chi tiriamo in ballo?, programma della domenica pomeriggio

di Rai 2 che proseguirà anche in quella successiva.
Nel 1989 torna nel campo della musica partecipando al Festival di Sanremo con la canzone La fine del mondo, scritta per lui da

Toto Cutugno.
Arriverà penultimo ma diverte il pubblico cantando l’ultima sera imitando una ventina di personaggi.
L’anno successivo conduce Stasera mi butto, programma estivo della seconda rete Rai.
Nell’estate del 1996 Sabani viene coinvolto, accanto a Valerio Merola, nella vicenda giudiziaria legata alla corruzione nel mondo dello spettacolo, simile alla più recente Vallettopoli, nata dalle dichiarazioni di alcune soubrette. Sabani è accusato di induzione alla prostituzione

ma viene scagionato e risarcito per i 13 giorni di detenzione trascorsi agli arresti domiciliari: ciò nonostante, questa vicenda sembra averlo pesantemente danneggiato umanamente e artisticamente, e negli

anni successivi Sabani fatica a tornare, specie in televisione, ai suoi livelli abituali.

MUORE PER INFARTO A 54 ANNI

Muore improvvisamente all’età di 54 anni intorno alle 22:30 del 4 settembre 2007, stroncato da un infarto, mentre si trovava a Roma a cena a casa della sorella Isabella.
Dalla ex moglie Rita Imperi ha avuto un figlio di nome Simone. Al momento della sua scomparsa era fidanzato con l’attrice e giornalista Raffaella Ponzo, conosciuta ad uno spettacolo di piazza nell’estate 2006. Raffaella scoprì di essere incinta, ma non riuscì a dirglielo a causa dell’improvvisa scomparsa.