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La Copagri tende una mano ai pescatori del sud pontino

La Copagri tende una mano ai pescatori del sud pontino in un momento di grave difficoltà per loro. Un gesto concreto di vicinanza e solidarietà da parte del sindacato che ha donato ai pescatori del porticciolo La Quercia i bins dove deporre le reti da pesca. A consegnarli il presidente di Copagri Lazio Guido Colasanti, il presidente di Copagri Frosinone–Latina Fabrizio Neglia e il referente per il Sud Pontino Erminio Di Nora.

Presidente Copagri Frosinone-Latina

«Con questa iniziativa – sottolinea Fabrizio Neglia – Copagri Frosinone-Latina e Copagri Lazio hanno voluto esprimere la propria vicinanza ai pescatori. Conosciamo le difficoltà in cui operano e per questo ci siamo fatti carico noi di una spesa che per loro sarebbe stata gravosa in questo momento». Come spiega Erminio Di Nora, infatti: «la distribuzione dei bins, aiuta i pescatori a venire incontro alle direttive della guardia costiera che ha chiesto maggiore ordine nei porti e porticcioli e una migliore sistemazione delle reti a terra lungo la banchina». La consegna dei contenitori è stata anche l’occasione per raccogliere le testimonianze dei pescatori alle prese con criticità che stanno mettendo a rischio l’attività.

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Coldiretti: “Necessarie compensazioni dopo accordo su Dazi”

Coldiretti: “Necessarie compensazioni dopo accordo su Dazi”. «L’accordo con tariffe al 15% è sicuramente migliorativo rispetto all’ipotesi iniziale del 30% che avrebbe causato danni fino a 2,3 miliardi di euro per i consumatori americani e per il Made in Italy agroalimentare. Tuttavia, il nuovo assetto tariffario, avrà impatti differenziati tra i settori e deve essere accompagnato da compensazioni europee per le filiere penalizzate anche considerando la svalutazione del dollaro. Dobbiamo aspettare di capire bene i termini dell’accordo e soprattutto di leggere la lista dei prodotti agroalimentari a dazio zero sui quali ci auguriamo che la Commissione Ue lavori per far rientrare, ad esempio, il vino che altrimenti sarebbe pesantemente penalizzato».

Così il presidente Coldiretti Prandini

È quanto afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini, commentando l’accordo trovato tra Europa e Usa dopo l’incontro di ieri tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e la presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen. Come già ribadito, Coldiretti sottolinea che non possono essere ammessi in Italia prodotti agroalimentari che non rispettano gli stessi standard sanitari, ambientali e sociali imposti alle imprese europee.

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La raccolta del pomodoro Made in Italy è iniziata

La raccolta del pomodoro Made in Italy è iniziata, con le prime stime che danno la produzione in leggero aumento (+5%) rispetto allo scorso anno, anche se pesano le incognite legate al clima, a partire dalla siccità al Sud. A dare le previsioni della campagna della “pummarola” è la Coldiretti, con le operazioni che stanno entrando nel vivo nelle principali regioni produttrici. Secondo l’analisi di Coldiretti su stime del Wptc (World processing tomato council) si prevede un raccolto in Italia pari a 5,6 milioni di tonnellate, ma tutto dipende dall’andamento climatico dei prossimi mesi, considerate le sempre più ricorrenti anomali climatiche, tra caldo record e violenti rovesci. E intanto si registra un aumento dei costi di produzione che sta mettendo in difficoltà molte aziende. Il pomodoro italiano non è solo un simbolo della dieta mediterranea e della cucina tradizionale candidata all’Unesco, ma anche un pilastro dell’agroalimentare nazionale. Secondo l’analisi di Coldiretti, il comparto ha generato 5 miliardi di euro di fatturato lo scorso anno. La filiera coinvolge circa 7.000 aziende agricole, oltre 100 imprese di trasformazione e 10.000 addetti, distribuiti su circa 70.000 ettari coltivati.

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L’associazione Codici sollecita Arera sul prezzo dell’energia

L’associazione Codici sollecita un intervento immediato dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (Arera) dopo i dati emersi dall’ultima Delibera 302/2025/R/eel. Il documento, corredato dal relativo Allegato A, segnala che le centrali a ciclo combinato a gas hanno praticato un sovra prezzo medio di 106 euro per Megawattora nel 2023 e di 74 euro/MWh nel 2024, con un impatto stimato sul Prezzo Unico Nazionale fino a 10 euro/MWh.

Onere pesante su famiglie e imprese

Secondo le elaborazioni di Codici, l’onere complessivo trasferito su famiglie e imprese supera i 5 miliardi di euro nel biennio, mentre il fenomeno ha interessato oltre la metà delle ore di mercato. Si tratta di extraprofitti che, a giudizio dell’associazione, configurano un abuso di potere di mercato e impongono un’azione regolatoria tempestiva. L’associazione si riserva, in difetto di riscontro, di inviare segnalazione all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e di valutare azioni collettive risarcitorie ex art. 140 bis del Codice del Consumo.

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Codici chiede il risarcimento danni per i blackout al Prenestino-Labicano

Codici chiede il risarcimento danni per i blackout nel quartiere Prenestino-Labicano. Il primo si è verificato il 3 luglio dalle 7 alle 18, il secondo si è registrato il 7 luglio dalle 12 alle 20. Ore interminabili per i residenti. Senza elettricità con un caldo torrido ed asfissiante, sono state due giornate complicate anche per chi ha dovuto interrompere la propria attività. Un poliambulatorio privato, ad esempio, è stato costretto ad annullare circa 50 appuntamenti, con disagi anche per i pazienti.

Il segretario nazionale di Codici

«Sono situazioni sempre più frequenti – afferma Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – ma questo non significa che si debba subirle passivamente, considerarle come imprevisti che possono capitare e che, quindi, bisogna abituarcisi. I disagi patiti ed i danni subiti, come ad esempio il guasto di un elettrodomestico, devono essere risarciti agli utenti. È quello che chiediamo per chi è stato colpito dal blackout che si è verificato a Roma ad inizio mese».

Azione legale

Sia i cittadini che i titolari di attività che hanno registrato disagi e danni a causa del blackout che si è verificato nel quartiere Prenestino-Labicano nelle giornate del 3 e 7 luglio possono rivolgersi a Codici per partecipare all’azione legale per richiedere il risarcimento danni. È possibile contattare l’associazione dei consumatori telefonando al numero 06.55.71.996, inviando un messaggio WhatsApp al numero 375.77.93.480 o scrivendo un’e-mail a segreteria.sportello@codici.org.

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Insetti alieni in Italia: l’allarme di Coldiretti

Gli insetti alieni in Italia causano danni per oltre un miliardo di euro l’anno: dalla cimice asiatica al coleottero giapponese, fino al calabrone asiatico, occorre garantire alle aziende agricole strumenti efficaci di lotta, oltre a un’armonizzazione delle norme che all’interno dei Paesi dell’Unione dovrebbe essere la regola, non l’eccezione. È l’appello lanciato dalla Coldiretti nell’ambito dei lavori del Comitato ortofrutta franco-spagnolo-italiano-portoghese, con una lettera inviata, insieme ad altre organizzazioni, al Commissario europeo all’Agricoltura e all’Alimentazione, Christophe Hansen, e al Commissario alla Salute e al Benessere animale, Olivér Várhelyi.

Invasione di insetti da altri continenti

I cambiamenti climatici hanno portato in Italia una vera e propria invasione di insetti e parassiti provenienti da altri Continenti. Si va dalla cimice asiatica, alla Popillia japonica che distruggono frutteti e vigneti, dalla Drosophila suzukii, “golosa” di ciliegie, mirtilli e uva, al cinipide galligeno che ha fatto strage di castagni, dal Bostrico Tipografico, il “killer” del bosco nell’arco alpino fino al punteruolo rosso che ha decimato le palme, mentre il calabrone asiatico e il coleottero africano attaccano gli alveari.

Problema grave

Un problema tanto più grave considerando la consistente riduzione dei prodotti fitosanitari autorizzati senza che siano state prima sviluppate soluzioni di difesa integrata, come tecniche di controllo evolute e attrezzature di precisione per una gestione efficace di parassiti, malattie e malerbe. A rendere più complessa la difesa delle colture è peraltro la burocrazia, soprattutto a causa di una mancata armonizzazione delle normative all’interno dei confini Ue. Accade infatti che ogni sostanza debba essere approvata e valutata a livello nazionale.

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Fondazione Roma investe in Space Economy con DBV

Fondazione Roma annuncia di aver individuato nel Fondo di Venture Capital Deep Blue Ventures (“DBV”), gestito dalla società Deep Ocean Capital SGR, il veicolo di investimento per le proprie attività nella Space Economy, deliberando un impegno iniziale pari a 2 milioni di euro. In occasione del Simposio che si è tenuto nell’aprile dello scorso anno il Presidente della Fondazione Roma Franco Parasassi aveva sottolineato l’importanza di valorizzare l’economia spaziale come leva strategica per investimenti ad alto impatto, proponendo l’idea di sostenere con capitale di rischio giovani startup del territorio romano e laziale che è un’eccellenza nazionale nel settore. In quell’occasione, egli aveva lanciato un appello affinché altri attori si unissero alla Fondazione in questo percorso. L’operazione ha il duplice obiettivo di indirizzare le risorse su imprese localizzate nel Lazio operanti nella Space Economy e diversificare su più verticali tecnologiche, riducendo il rischio legato alla singola iniziativa.

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Roma, giunta da ok ad assestamento bilancio

È stata approvata in Giunta la delibera con la variazione e l’assestamento di Bilancio, che verrà poi sottoposta al voto dell’Assemblea capitolina entro la fine del mese. Complessivamente il bilancio 2025 ammonta a circa 6,5 miliardi di euro di parte corrente e contiene un piano di investimenti di circa 6,7 miliardi di euro. Per la parte corrente, alla spesa per il personale, ci sono circa 20 milioni di euro destinati a finanziare quanto previsto dal piano assunzionale di Roma Capitale. Proseguirà anche il percorso di stabilizzazione dei precari di nidi e scuole dell’infanzia capitolini e, nei prossimi giorni, sono già stati fissati i relativi tavoli tecnici e di confronto.

Vengono anche stanziati circa 3 milioni di euro per il lavoro straordinario degli agenti di polizia locale, al fine di rafforzare la presenza e l’efficacia dei controlli sul territorio. Nel 2025, 2,5 milioni andranno invece per adeguare le rette delle case-famiglia che ospitano minori e nuclei madre-bambino, dopo i precedenti interventi sulle case-famiglia disabili e sull’assistenza domiciliare. Altri due milioni di euro saranno destinati al verde municipale, in aggiunta ai 12,5 milioni già a disposizione dei Municipi, per migliorare la qualità degli spazi pubblici e il decoro urbano. Infine, vengono previsti circa 15 milioni di euro per far fronte all’adeguamento dei costi relativi a utenze e consumi energetici relativi agli edifici di Roma Capitale, che continua a rappresentare una spesa importante su cui intervenire ogni anno.

“La stagione dei fondi giubilari e quella del Pnrr stanno per esaurirsi ma Roma non si ferma e ha già definitivamente cambiato passo, con una politica di bilancio rigorosa ma espansiva, dialogando con le parti sociali, che consente di proseguire sulla strada della trasformazione della città e dell’impegno sulla casa, sul sociale e sulle periferie – ha spiegato il sindaco Roberto Gualtieri – Con questo assestamento destiniamo risorse vere su quelle che sono le nostre priorità e possiamo guardare con maggiore ottimismo al futuro. Aggiungiamo infatti 85 milioni di euro per l’acquisto di case popolari e mettiamo altri 110 milioni per la cura della città. E possiamo dare inizio al percorso per la stabilizzazione di altre centinaia di precarie nei nidi e nelle scuole dell’infanzia. Con i conti in ordine ci relazioneremo in maniera mirata con il Governo, chiedendo maggiore autonomia finanziaria e risorse adeguate per la Capitale”.

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Consigli di Codici per risparmiare sulla bolletta

Consigli pratici dall’associazione Codici per risparmiare sulla bolletta e ridurre l’inquinamento. Secondo le ultime analisi, una famiglia media può ridurre la propria bolletta energetica del 20-30% attraverso semplici accorgimenti ed investimenti mirati, contribuendo significativamente alla riduzione delle emissioni di CO2. I consumi energetici domestici rappresentano circa il 25% del consumo totale di energia in Italia, rendendo l’efficienza energetica residenziale un elemento chiave nella strategia di transizione ecologica del Paese. Il primo esempio pratico riguarda l’utilizzo delle lampadine. Sostituire quelle tradizionali con quelle Led significa risparmiare sulla bolletta e ridurre le emissioni di CO2. Le lampadine Led, infatti, consumano fino all’80% in meno e producono meno calore, quindi, sono perfette anche nei mesi più caldi. Anche questa estate le temperature registrano picchi importanti e preoccupanti, di conseguenza l’utilizzo del condizionatore è sempre più diffuso.

Altri semplici consigli

È possibile però, ricorrere anche ad alcuni accorgimenti per utilizzare meno gli impianti, riducendo il consumo di energia. Ad esempio, usare tende e persiane per riparare la casa dal sole durante le ore più calde della giornata. Un’altra soluzione è ventilare l’abitazione al mattino ed alla sera, quando il climatizzatore non è in funzione. A proposito di caldo, è consigliabile limitare l’uso di apparecchiature che contribuiscono ad aumentare la temperatura interna dell’abitazione come computer, tv, elettrodomestici e luci. Un modo per contrastare le temperature torride di questo periodo e, in generale, per risparmiare fino al 10% sui costi energetici annuali.

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Blue Economy, Lazio prima regione per numero imprese

È stato presentato questa mattina il Report 2025 sulla Blue Economy del Lazio e le iniziative promosse dalla Regione Lazio per la riqualificazione dei comuni costieri e il potenziamento del sistema dell’Economia del Mare.

Hanno preso parte all’evento la vicepresidente e assessore a Sviluppo economico, Commercio, Artigianato, Industria e Internazionalizzazione della Regione Lazio, Roberta Angelilli, il presidente della commissione Sviluppo economico e Attività produttive del Consiglio regionale del Lazio Enrico Tiero, il presidente della Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Roma Lorenzo Tagliavanti, il presidente Piccola Industria di Unindustria Cristiano Dionisi e il presidente di ANCI Lazio Daniele Sinibaldi.

«Il Lazio, con 383 chilometri di costa, 22 Comuni costieri (tra cui Roma Capitale) e 2 Comuni isolani, Ponza e Ventotene, si conferma la prima regione italiana per numero di imprese attive nella Blue Economy con 35.747 unità operative nei settori legati all’economia del mare. Domina la graduatoria nazionale Roma e provincia con 30.566 imprese. Il Lazio è inoltre la quarta regione in Italia per valore aggiunto pari al 6,7% e terza per numero di occupati con il 7,4%», ha sottolineato la vicepresidente Roberta Angelilli.

«Il Lazio è stata la prima regione italiana ad approvare una legge dedicata alla Blue Economy, proprio per sostenere un settore economicamente importante che integra la logistica al turismo, la valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico fino ad interventi per la salvaguardia degli ecosistemi marini. Il Lazio è anche forte di un’importante Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, che gestisce il porto di Civitavecchia, primo porto croceristico italiano e secondo in Europa, insieme ai porti di Fiumicino e Gaeta», ha aggiunto la vicepresidente Roberta Angelilli.

Durante l’incontro sono stati illustrati i progetti realizzati, le risorse messe in campo e gli esiti dei bandi destinati a sostenere interventi strategici. Nel biennio 2023/2025 sono stati stanziati 27 milioni di euro con l’obiettivo di rafforzare competitività, sostenibilità e innovazione nei territori costieri del Lazio.

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