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Economia

Sciopero nel trasporto locale, 4 ore il 18 luglio

Tornano gli scioperi nel trasporto locale.

Le organizzazioni sindacali firmatarie del Ccnl autoferrotranvieri-internavigatori, hanno dichiarato la prima azione di stop di 4 ore

per il 18 luglio.

SINDACATI, LA PARTE DATORIALE RIFIUTA IL RECUPERO DELL’INFLAZIONE

Lo rendono noto in diversi comunicati la Uiltrasporti, la Fit Cisl e

la Filt Cgil sottolineando che nel corso della trattativa per il rinnovo

del contratto del Tpl “la parte datoriale ha presentato proposte inaccettabili” e si è resa indisponibile a “rinnovare il Ccnl con un incremento economico in linea con l’aumento dell’inflazione” e che

per questo “non ci è stata lasciata alternativa allo sciopero” affermano i sindacati. 

Enzo Ferreri

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Economia

Johnson & Johnson: 125 milioni di euro per lo stabilimento di Latina

Johnson & Johnson investe 125 milioni di euro nello stabilimento di Latina. 580 milioni di euro è la cifra imponente che Johnson & Johnson Innovative Medicine investirà in Italia nei prossimi cinque anni, a testimonianza del suo rinnovato impegno nel nostro Paese. L’annuncio si inserisce all’interno di un piano strategico che ha previsto una crescita degli investimenti in Italia del 9,2% ogni anno nel periodo 2019-2023, tre volte superiore rispetto alla media del settore farmaceutico, secondo un nuovo studio di The European House – Ambrosetti. Questo si è tradotto in un incremento del 15% dell’occupazione in Italia negli ultimi cinque anni, arrivando a circa 1.400 dipendenti in tutto il Paese.

Johnson & Johnson si distingue nel panorama farmaceutico

Nel panorama farmaceutico, la società si distingue per la sua forte attenzione a Ricerca e Sviluppo (R&S): negli ultimi cinque anni, l’azienda ha investito quasi 50 milioni di euro in Italia (+11,7% ogni anno dal 2019). Gli investimenti in R&S favoriscono anche un forte impegno verso la ricerca scientifica nel Paese. Nel 2023, Johnson & Johnson Innovative Medicine ha gestito 114 studi clinici e collaborato con 993 centri di ricerca in Italia, offrendo un accesso alle cure a più di 5.000 pazienti.

Importanza del sito di Latina

Il sito di Latina, che rappresenta una parte importante della catena di approvvigionamento globale del marchio, produce più di quattro miliardi di compresse all’anno, per circa 30 prodotti diversi, e il 97% della produzione viene esportato, raggiungendo i pazienti in tutto il mondo. Il piano di investimenti consentirà un aumento della capacità produttiva di oltre il 25%, in quanto comprenderà progetti innovativi per supportare i prodotti in fase di sviluppo e nuove tecnologie di produzione, come la Flex Line, per gestire in modo più efficiente il confezionamento di piccoli lotti di produzione e una nuova linea di produzione continua che ridurrà il tempo totale di produzione end-to-end e consentirà ai farmaci di raggiungere i pazienti più rapidamente.


Comunicato Stampa

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Economia

Atac assume ancora: selezioni per 60 nuovi operai

Dopo la gara per arruolare 400 autisti per il Giubileo 2025, Atac

assume ancora. Questa volta si cercano 60 operatori qualificati da inserire in azienda. I profili ricercati sono quelli di armatore, elettrotecnico, elettronico e meccanico.
L’azienda di trasporti è alla ricerca soprattutto di giovani da inserire

con contratto di apprendistato professionalizzante.

LA SELEZIONE E’ RIVOLTA A OPERAI E OPERAIE UNDER 30

La selezione, infatti, è rivolta a uomini e donne di età compresa tra i

18 e i 30 anni non compiuti. Questo limite non conta nel caso di lavoratori “beneficiari di indennità di mobilità o trattamento di disoccupazione”. Servirà avere la patente ed un diploma di scuola secondaria di II grado nei settori tecnologici con indirizzi elettronica ed elettrotecnica, meccanica meccatronica ed energia, costruzione ambiente e territorio/geometra.
I profili ricercati, come anticipato, sono quattro. Il primo è quello dell’armatore, per svolgere attività di manutenzione dell’armamento metroferroviario o tranviario. Poi c’è la figura dell’elettrotecnico, che svolge attività di manutenzione sugli impianti elettrici del materiale rotabile o di apparati elettromeccanici di tipo metroferroviario o civile. Posizioni aperte anche per il profilo elettronico, per la manutenzione degli impianti e apparati elettronici. Infine il meccanico, dedicato alle attività di manutenzione del materiale rotabile delle linee metropolitane.

La domanda di partecipazione alla selezione deve essere presentata entro e non oltre le ore 12.00 del giorno 25 giugno 2024, a pena di esclusione, esclusivamente tramite la piattaforma dedicata.

Enzo Ferreri

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L’Ue deve togliere il veto sull’utilizzo dei biocarburanti

L’Ue deve togliere il veto sull’utilizzo dei biocarburanti, ingiustamente esclusi dalle deroghe accordate in vista della fine delle vendite di auto con motori alimentati a benzina e diesel, metano e Gpl fissata per il 2035. È quanto afferma la Coldiretti in occasione dell’annuncio della Commissione Ue di mettere i dazi sulle vetture “green” importate da Pechino, sulle quali grava l’accusa di essere vendute a prezzi di dumping grazie ai sussidi statali.

Esclusioni Ue dopo il 2035

Nel regolamento che impone lo stop alle auto dal 2035 con carburanti di origine fossile l’Unione Europea ha escluso la possibilità di immatricolare anche dopo tale data i veicoli a motore alimentati a biocarburanti, che derivano dalla trasformazione di sostanze organiche di origine vegetale o animale, mentre è stata concessa la deroga a quelli sintetici.

Presidente Coldiretti Ettore Prandini

«L’Italia è leader Ue nella sperimentazione e produzione di sementi e tecnologie che rendono la produzione di materia prima agricola per biocarburanti perfettamente sinergica, complementare e migliorativa della stessa produzione agricola – sottolinea il presidente della Coldiretti Ettore Prandini – realizzando un perfetto modello di economia circolare che è un grave errore escludere dalle nuove strategie energetiche europee». Un passo importante in tale direzione era venuto dal G20 dello scorso settembre quando l’Italia aveva lanciato un’alleanza mondiale per lo sviluppo dei biocarburanti assieme a Usa, India, Brasile, Emirati Arabi, Argentina, Bangladesh.

Intesa Coldiretti-Eni

La Coldiretti ha siglato una intesa con Eni finalizzata a iniziative congiunte che prevedono tra l’altro la valorizzazione delle biomasse agricole per la produzione di biocarburanti anche per il recupero di terreni degradati e inquinati per la produzione di energia e bio-chemicals.


Coldiretti Relazioni Esterne

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Cresce il gap tra domanda ed offerta di lavoro

«Cresce il gap tra domanda ed offerta di lavoro», sottolineano Giuliana Lucidi e Luigi Saldì, da oltre 30 anni impegnati nel settore della formazione nonché soci fondatori di Ellesse Group, ente di formazione professionale accreditato dalla Regione Abruzzo, che eroga corsi in grado di far acquisire una qualificazione professionale riconosciuta a livello nazionale ed internazionale.

Cresce perché i giovani scartano lavori di tipo tecnico-manuali

«Purtroppo il 65% dei nostri giovani non è attratto dai mestieri e scarta a priori l’ipotesi di svolgere lavori di tipo tecnico-manuale, preferendo continuare con percorsi liceali per poi indirizzarsi verso studi accademici in settori molto distanti da quelli da cui arriva la maggiore richiesta da parte del mercato del lavoro» evidenziano gli specialisti di Ellesse Group Formazione e Lavoro. I lavori oggi più richiesti ma che nessuno vuole fare? Nella top-10 stilata da Ellesse Group, troviamo al primo posto gli operatori socio sanitari, al secondo gli acconciatori e al terzo gli estetisti. Seguono quindi autisti di autobus, carpentieri, escavatoristi, pizzaioli, pasticceri, personale di cantiere e infine mediatori culturali, che oggi sono anch’essi molto richiesti.

Comunicato Stampa

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Romaexport concluso con grande successo

Romaexport, il primo business matching mondiale della capitale dedicato alla promozione del made in Italy all’estero, concluso con successo. L’evento organizzato da Federitaly, la federazione delle eccellenze imprenditoriali italiane, ha registrato la partecipazione di oltre 300 operatori, aziende, imprenditori e delegazioni estere provenienti da oltre 20 Paesi. Romaexport è divenuto un appuntamento di rilievo internazionale per le aziende del centro sud Italia che puntano alla promozione delle proprie eccellenze all’estero, rafforzando le opportunità di business nei Paesi esteri e affermando la qualità e il valore dei prodotti e servizi italiani.

Romaexport straordinaria occasione

Lamberto Scorzino, segretario nazionale di Federitaly, ha dichiarato: «Romaexport è una straordinaria occasione di promozione delle nostre imprese, soprattutto micro e piccole, che vogliono affacciarsi sul panorama mondiale grazie all’assistenza della nostra Federazione». Quest’anno inoltre Romaexport è stata al centro dell’attenzione internazionale per un evento di grande rilevanza per gli attori economici del Mediterraneo: la firma di un protocollo d’intesa tra la Camera di Commercio di Misurata in Libia, presente ai lavori con una nutrita delegazione, e gli esponenti di Federitaly, Confimprese Italia e la società di internazionalizzazione della Tunisia Delta Center. Un accordo importante che ha sancito la nascita a Misurata del primo Salone del Made in Italy.

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Multicompel Technology mette in rilievo i prezzi dell’energia

Multicompel Technology, impresa operativa in tutt’Italia nell’ambito dei sistemi elettrici e dell’installazione di impianti fotovoltaici, che si sta ora impegnando per favorire la transizione energetica dei cittadini e nel sostenere anche quella delle pmi italiane, mette in rilievo l’andamento dei prezzi dell’energia. Per oltre 3 anni gli operatori sul mercato elettrico hanno subito perdite stimabili in oltre 120 miliardi di euro, dovute principalmente ad un forte scostamento tra le loro previsioni dei prezzi sul mercato a termine (usualmente ad un anno) ed i prezzi che si sono verificati effettivamente sul mercato giornaliero, che copre circa il 95% dei consumi totali del nostro Paese.

Il CEO di Multicompel Technology

«Queste perdite non potevano che essere recuperate nel tempo nell’unico modo possibile: attraverso una vendita con grosso margine dell’energia elettrica, aspetto che sta mantenendo i prezzi alti anche nel caso di una loro progressiva decrescita», spiega il fondatore e CEO di Multicompel Technology, Edi Lala. Secondo una analisi condotta dall’impresa mediante il rilievo dei consumi di una famiglia-italiana-tipo ed il successivo confronto con le tariffe rilevate da Eurostat nei diversi Stati dell’Unione Europea, la bolletta media dell’energia elettrica è risultata essere nel nostro Paese una delle più care d’Europa, attestandosi a mille euro.

Ungheria paese virtuoso

«Il Paese più virtuoso è invece l’Ungheria, dove bastano appena 300 euro, meno di un terzo rispetto al valore italiano», commentano gli analisti di Multicompel Technology. Anche se c’è chi fa peggio di noi: la Germania, dove i consumatori spendono il 22% in più rispetto agli italiani, l’Irlanda (+14%), il Belgio (+13%) e la Danimarca (+6%). La tariffa media italiana è tuttavia del 30% più alta rispetto a quella rilevata in Francia e addirittura del 45% in più rispetto alla Spagna e del 54% in più rispetto alla Svezia. Se si applicasse in Italia il valore medio europeo, le nostre bollette della luce sarebbero decisamente più basse, alleggerendosi di almeno 200 euro l’anno.


Comunicato Stampa

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Patate italiane sotto attacco dei cambiamenti climatici e delle importazioni

Patate italiane sotto attacco degli effetti dei cambiamenti climatici e dell’invasione di prodotto estero, con le importazioni che nel 2024 sono cresciute del 18% e quelle dall’Egitto che sono addirittura triplicate nei primi due mesi, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. E’ quanto emerge da una analisi Coldiretti su dati Istat diffusa in occasione della prima giornata internazionale indetta dalla Fao, con lo scopo di mettere in evidenza il ruolo chiave di questo prodotto nell’alimentazione globale, con una produzione mondiale di patate che si aggira intorno ai 3,75 miliardi di quintali. Un evento celebrato al Mercato di Campagna Amica al Circo Massimo a Roma, con un incontro alla presenza dell’assistente direttore generale e capo scienziato a.i. dell’Organizzazione delle Nazioni unite per l’alimentazione e l’agricoltura, Beth Crawford.

Gnocchi a basa di patate

Per l’occasione è stata allestita un’esposizione sulla biodiversità del prodotto italiano con i cuochi contadini protagonisti di uno show cooking con la preparazione del piatto più tradizionale della cucina Made in Italy a base di patate: gli gnocchi. L’aumento delle importazioni quest’anno segue un 2023 durante il quale hanno attraversato le frontiere nazionali 791 milioni di chili di patate straniere, in crescita del 39% rispetto a dodici mesi prima, secondo l’analisi Coldiretti su dati Istat. A questi ne vanno aggiunti altri 288 milioni di chili congelate e 74 milioni di chili cotte e congelate, oltre a 10 milioni di chili di patatine già pronte tipo quelle fritte dei sacchetti. Prodotto che spesso finisce per essere venduto come italiano grazie al principio dell’ultima trasformazione permesso dal codice doganale sull’origine dei cibi.

Patate francesi vendute come italiane

Ma sono state scoperte anche delle truffe con patate francesi vendute come nazionali. Alla concorrenza sleale si aggiungono i problemi legati al clima, con il maltempo al Nord che ha compromesso parte dei raccolti per eccesso di pioggia, mentre al sud pesa la siccità. E a pesare ci sono anche gli attacchi dei parassiti come gli elateridi della patata. Per difendere le oltre diciannovemila aziende produttrici, per un’estensione di quarantacinquemila ettari occorre valorizzare il vero prodotto italiano, a partire da quello trasformato, estendendo l’obbligo dell’etichetta d’origine a tutti gli alimenti in commercio nella Ue, come proposto dalla mobilitazione Coldiretti.

Necessario sostenere gli agricoltori

Ma occorre anche sostenere gli agricoltori con la diffusione di tecniche di agricoltura 4.0 per affrontare i cambiamenti climatici e con la nuova genetica green capace di garantire varietà più resistenti, con la promozione delle Tea. Nel 2023 in Italia sono stati prodotti circa 13 milioni di quintali di patate, di cui quasi 10 milioni di patate comuni su 32.000 ettari, più 3 milioni di quintali di patate novelle su poco più di 13.000 ettari, con circa 19mila aziende agricole produttrici.

Coldiretti Relazioni Esterne

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Manifesto Smart Meat 2030 siglato in Senato

Manifesto Smart Meat 2030 siglato in Senato, nel corso della conferenza stampa per la presentazione del Rapporto “La transizione digitale delle filiere italiane della carne” su iniziativa del Senatore Antonio De Poli, in collaborazione con la Fondazione per la Sostenibilità Digitale. Dieci punti per sostenere le aziende del settore zootecnico verso gli obiettivi europei 2030 di sostenibilità. Lo studio è stato realizzato dalla Fondazione per la Sostenibilità Digitale con il contributo scientifico del centro studi di Carni Sostenibili, l’associazione che riunisce le principali sigle dei produttori di carni e salumi in Italia.

I promotori del Manifesto

Nelle intenzioni dei promotori il Manifesto è aperto ad associazioni, aziende e Istituzioni che vogliano sottoscriverne l’impegno, collaborando nella costruzione di un sistema ancora più avanzato, sostenibile e tecnologico. Smart Meat 2030 nasce per sostenere le aziende del settore zootecnico italiano nel loro percorso verso gli obiettivi europei 2030 di sostenibilità. Dalla valorizzazione della tecnologia digitale e della sostenibilità digitale come pilastri delle filiere di produzione della carne, alla necessità di infrastrutture, competenze e formazione. Ancora, dalla costruzione di ecosistemi data driven, all’adozione di tecnologie avanzate fino al monitoraggio delle emissioni e del benessere animale. Dalla questione della sicurezza informatica, al ruolo strategico delle Istituzioni.

I 10 punti

Sono 10 i punti che costituiscono il Manifesto e disegnano un percorso di sensibilizzazione verso i temi più urgenti per supportare le aziende del settore verso la transizione digitale in un’ottica di sostenibilità ambientale, economica e anche sociale.

Comunicato Stampa

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Coldiretti Lazio scrive alla Regione per il dossier “Cacio Romano”

Coldiretti Lazio scrive alla Regione per chiedere la riapertura del dossier “Cacio Romano”, da troppo tempo fermo sui Tavoli ministeriali, nonostante le recenti ordinanze, come quella della Cassazione, abbiano segnato un’apertura al suo riconoscimento del marchio Dop. A ribadire l’importanza di lavorare su un prodotto lattiero caseario laziale, attraverso l’utilizzo di latte vaccino e ovino, proprio il presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri, nel commentare l’importanza della misura a sostegno della aziende agricole del latte bovino annunciate dall’assessore all’Agricoltura, Giancarlo Righini, al quale Coldiretti Lazio ha scritto in merito alla riapertura del dossier “Cacio Romano”.

Presidente Coldiretti Lazio

«Alla luce delle risoluzioni ministeriali – spiega il presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri – crediamo sia arrivato il momento di sbloccare la situazione e di procedere con il riconoscimento del marchio Dop del Cacio Romano, la cui mancanza penalizza fortemente il Lazio». Una decisione in linea con la vocazione della produzione del Lazio, che è rappresentata prevalentemente da quella lattiero casearia, sia per il latte vaccino che ovino, con la presenza di cinquemila allevamenti ovini con oltre 800 mila capi.


Ufficio Stampa
Coldiretti Lazio