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Politica

Assessore Valeriani sulla questione rifiuti: avviato iter di aggiornamento

«La Direzione Politiche Ambientali e Ciclo dei Rifiuti della Regione Lazio ha convocato il 30 maggio una riunione con gli uffici tecnici delle Province per l’aggiornamento dei dati sulla produzione dei rifiuti e sul fabbisogno impiantistico all’interno dei cinque ambiti provinciali. Contestualmente all’acquisizione dei valori aggiornati, promuoverò una riunione con le amministrazioni provinciali per condividere i passaggi istituzionali che attesteranno il necessario fabbisogno impiantistico secondo il trend della produzione di rifiuti nei cinque ambiti del Lazio». Lo dichiara in una nota Massimiliano Valeriani, assessore regionale al Ciclo dei Rifiuti.
«In particolare – aggiunge Valeriani – per quanto riguarda la Città Metropolitana di Roma, sarà importante verificare se il piano inviatoci alcuni giorni fa dalla competente Direzione Rifiuti verrà confermato dai vertici istituzionali dell’Ente o se al contrario intenderanno apportare delle modifiche. Questi incontri sono propedeutici alla redazione del nuovo Piano regionale dei Rifiuti, che rappresenta una delle priorità dell’Amministrazione Zingaretti: appena adottato in Giunta – conclude Valeriani – il Piano verrà poi portato all’attenzione della competente Commissione e sarà avviato l’iter per arrivare alla sua approvazione in Consiglio regionale».

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Campidoglio, apposta targa in ricordo di Stefano Gaj Taché

Onorare la memoria del piccolo Stefano Gaj Taché, ucciso in un attentato terroristico nella Sinagoga di Roma il 9 ottobre 1982, tramite percorsi di riflessione incentrati su temi come la conoscenza, il dialogo e l’eguaglianza. Con questo approccio le assessore di Roma Capitale Laura Baldassarre e Pinuccia Montanari hanno accolto oggi in Campidoglio 8 scuole provenienti da 14 classi, per un totale di 200 bambini in rappresentanza delle 10 scuole e 500 bambini che hanno aderito al progetto. Nel corso della mattinata si sono alternati interventi e riflessioni di Ruben Della Rocca, Vicepresidente della Comunità Ebraica di Roma e di Daniela e Gadiel Taché, mamma e fratello di Stefano. I bambini hanno presentato e letto poesie, pensieri, lettere e immagini che hanno raccontato e fotografato la loro idea di Memoria e di Testimonianza. Le scuole hanno ricevuto in premio un piccolo albero di melograno, da coltivare come simbolo della Memoria nel giardino del proprio istituto. Al termine della mattinata, è stata apposta una targa che ricorda Stefano Gaj Taché su un melograno presente nei giardini comunali davanti la terrazza Caffarelli.

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Zingaretti: “Dare alla Regione Lazio la villa confiscata ai Casamonica”

«Chiederemo all'Agenzia Nazionale per i beni sequestrati alle mafie di dare alla Regione Lazio la villa confiscata ai Casamonica e vandalizzata in via Roccabernarda 15. La abbatteremo e restituiremo un giardino ai cittadini. Domani sopralluogo. Noi non ci pieghiamo». Lo ha scritto sul proprio profilo Twitter il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

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Cronaca

Roma, chiusi i laboratori sociali di Capodarco: protesta delle famiglie al Comune

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

(di Elena Panarella)Una settantina di persone diversamente abili da oggi resteranno a casa. E si perché i laboratori sociali della Comunità Capodarco, in zona Statuario, parte integrante della loro vita, subiranno l’ennesima interruzione. L’ennesimo disagio che ha fatto scatenare delusione e rabbia tra i genitori, che questa mattina numerosi si sono presentati in viale Manzoni, al Dipartimento Politiche sociali di Roma Capitale. E così finita la proroga di un mese in attesa del promesso espletamento del bando pubblico, insieme agli operatori, studenti con disabilità sono tornati a chiedere a gran voce certezze «considerato che ad oggi siamo di fronte ad un nulla di fatto».
«Sono almeno tre mesi che chiediamo di essere ricevuti con lettere senza alcun riscontro», tuonano ancora i genitori. «Il servizio, tra le realtà socio-assistenziali più innovative di Roma, è scaduto ieri e ad oggi non sappiamo ancora quale sia l’intenzione del Campidoglio – sottolinea Marco Palumbo, presidente della Commissione Trasparenza di Roma Capitale e Consigliere comunale del Pd – Chiuderli? Espletate celermente la gara promessa? Per tre mesi, dal 1 gennaio al 31 di marzo, la Comunità di Capodarco ha garantito la continuità del servizio senza alcuna copertura economica». E aggiunge: «Le famiglie giustamente oggi dicono basta e chiedono che i loro figli “non vengano trattati come pacchi”. Sollecitiamo l’intervento della Sindaca e dell’Assessore alle politiche Sociali per garantire la continuità di un servizio i cui ritardi nel bando non possono gravare sui cittadini. Si eviti la chiusura di un servizio cittadino che offre possibilità a decine di ragazzi e ragazze dalle disabilità complesse. Si garantisca continuità. Massima solidarietà intanto agli operatori e alle famiglie. Speriamo arrivino risposte certe. Si eviti la chiusura di un prezioso servizio che era in convenzione. Un bando per 7 mesi non risolve ed espletarlo con mesi di ritardo e di silenzio é gravissimo. Offensivo». Ma più di tutto è la rabbia dei ragazzi che frequentano i laboratori sociali che arriva in maniera disarmante: «Non vogliamo assolutamente che chiudano – dice con tutta la sua forza Manuela, a nome di tanti altri ragazzi – nessuno ha diritto di toglierci una cosa così importante per noi per poi lasciarci a casa. Io vivo con mia madre che ha anche lei delle disabilità e non mi può tenere giorno, pomeriggio e notte. Per noi e per le nostre famiglie questo è un servizio vitale, un servizio che per certi versi ha reso noi disabili autonomi. Perché distruggere le cose che funzionano? Io grazie a Capodarco rivivo».

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Politica

Regione, insediate le commissioni. Lombardi: “Caro Zingaretti, iniziamo a lavorare”

(Fonte: www.romatoday.it)

Quattro al Pd. Tre al M5S. Due a Fi. Una a Noi con l'Italia, una alla Lista Pirozzi e una a Più Europa-Radicali. E' questa la geografia emersa dall'insediamento delle 12 commissioni consiliari permanenti. La seduta di insediamento si è tenuta oggi alla Pisana, con l’elezione dell’ufficio di presidenza di ciascuna di esse, attraverso una prima votazione per designare il presidente e una seconda per scegliere i vicepresidenti. "Buon lavoro a presidenti, vicepresidenti e componenti delle commissioni del Consiglio regionale" l'augurio del presidente della Regione, Nicola Zingaretti. "Ora al lavoro insieme per dare risposte concrete e veloci ai bisogni delle persone". "Abbiamo completato questa fase iniziale importante, credo con un ampio consenso vista anche la rapidità dell'insediamento delle commissioni" le parole del presidente del Consiglio regionale del Lazio, Daniele Leodori. "Adesso dobbiamo iniziare a lavorare rapidamente e il primo atto dovrà essere necessariamente il bilancio per partire a pieno regime e dare piena operatività all'azione amministrativa della nostra Regione". "Si tratta di un risultato importante" il commento dei consiglieri a Cinque Stelle "che rafforza la capacità del M5S d'incidere nell'agenda politica regionale a cominciare dalle Commissioni presiedute, ponendo sul tavolo temi prioritari quali il Piano Rifiuti, per quanto riguarda la X Commissione; le condizioni di lavoro di giornalisti e operatori dell'informazione nella III Commissione; il monitoraggio dei fondi Ue in funzione di un'agricoltura sostenibile nella VIII Commissione". Polemizza invece il consigliere di Fratelli d'Italia, Giancarlo Righini: "Come era ampiamente prevedibile si è assistito alla spartizione di questi organismi fra il Pd, il M5S e Forza Italia" ha scritto in una nota. "Fratelli d'Italia e Lega non hanno partecipato a questa odiosa spartizione di poltrone, confermando il loro ruolo di oppositori". Roberta Lombardi ha invece lanciato un messaggio al presidente Zingaretti: "Sono passati più di settanta giorni e i lavori del consiglio non sono nemmeno iniziati" ha detto in una video intervista. Le commissioni sono state nominate, "adesso però vogliamo che siano rese immediatamente operative: caro Presidente Zingaretti, noi ci auguriamo che da domani il consiglio, la giunta, le commissioni, tutti noi consiglieri, tutto l'apparato burocratico regionale che costa così tanto ai cittadini del Lazio sia finalmente produttivo, che le nostre proposte di legge già depositate vengano valutate al più presto, per poter discutere tutte le altre che abbiamo pronte, per migliorare la vita dei cittadini. Settanta giorni sono pure troppi, abbiamo ora il dovere di non perdere più tempo". Regione, insediate le commissioni. Lombardi: "Caro Zingaretti, iniziamo a lavorare"  
Rodolfo Lena (Pd) è stato eletto presidente della I Commissione consiliare permanente del Consiglio regionale del Lazio "Affari costituzionali e statutari, affari istituzionali, partecipazione, risorse umane, enti locali, sicurezza, lotta alla criminalità, antimafia". Vicepresidenti: Sara Battisti (Pd) e Chiara Colosimo (FdI).

Alessandro Capriccioli (+Europa Radicali) è stato eletto presidente della II Commissione "Affari europei e internazionali, cooperazione tra i popoli". Nella seconda votazione, i membri della commissione hanno eletto vicepresidenti Silvia Blasi (M5s) ed Enrico Cavallari (Misto).

Il presidente della III Commissione, “Vigilanza sul pluralismo dell’informazione”, è Davide Barillari del Movimento 5 stelle. Vicepresidenti sono stati eletti Antonello Aurigemma di Forza Italia ed Emiliano Minnucci del Partito democratico.

Marco Vincenzi (Pd) è presidente della IV Commissione ora denominata “Bilancio, programmazione economico-finanziaria, partecipazioni regionali, federalismo fiscale, demanio e patrimonio”. Vincenzi è stato presidente di questa commissione per circa un semestre anche nel corso della passata legislatura. Alla vicepresidenza eletti Valentina Corrado (M5s) e Angelo Orlando Tripodi (Lega).

Pasquale Ciacciarelli (FI) è stato eletto presidente della V Commissione del Consiglio regionale "Cultura, spettacolo, sport, turismo". Vicepresidenti: Marta Leonori (Pd) e Gaia Pernarella (M5s).

Fabio Refrigeri (Pd) è il presidente della VI Commissione "Lavori pubblici, infrastrutture, mobilità, trasporti". Nella seconda votazione, eletti vicepresidenti Gino De Paolis (Lista Zingaretti) e Adriano Palozzi (FI).

Il presidente della VII Commissione “Sanità, politiche sociali, integrazione sociosanitaria, welfare” è Giuseppe Simeone (FI). Vicepresidenti sono stati eletti Loreto Marcelli (M5s) e Paolo Ciani (Centro solidale).

Il consigliere del M5S Valerio Novelli è stato eletto presidente dell’VIII Commissione, “Agricoltura e Ambiente”. Vicepresidenti sono stati eletti Laura Cartaginese (FI) e Daniele Ognibene (Leu).

A una donna, Eleonora Mattia (Pd), la presidenza della IX Commissione consiliare permanente "Lavoro, formazione, politiche giovanili, pari opportunità, istruzione, diritto allo studio". Vicepresidenti: Valentina Grippo (Pd) e Daniele Giannini (Lega).

Marco Cacciatore (M5s) è il presidente della X Commissione del Consiglio regionale, "Urbanistica, politiche abitative, rifiuti". Nella seconda votazione, eletti vicepresidenti Michele Civita (Pd) e Fabrizio Ghera (FdI).

Il presidente dell’XI Commissione “Sviluppo economico e attività produttive, start-up, commercio, artigianato, industria, tutela dei consumatori, ricerca e innovazione” è Massimiliano Maselli (Noi con l’Italia). Vicepresidenti sono Marietta Tidei (Pd) e Francesca De Vito (Movimento 5 stelle).

Infine, Sergio Pirozzi (Lista Pirozzi) è stato eletto presidente della XII commissione “Tutela del territorio, erosione costiera, emergenze e grandi rischi, protezione civile, ricostruzione”. Eletti vicepresidenti Laura Corrotti (FI) ed Enrico Panunzi (Pd).

 
 

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Cronaca

Atac, sistemi antincendio per 397 vecchi mezzi, Infernetto: altro ” flambus”

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Lorenzo D'Albergo) – In via del Tritone – e in Atac lo sanno bene – una settimana fa è andata fin troppo bene. L'autobus che ha preso fuoco a due passi da Fontana di Trevi è finito sui siti di informazione di mezzo mondo e ha finito per ferire " soltanto" la giovane commessa di un negozio di abbigliamento.

Era un Mercedes Citaro classe 2003, la stessa attempatissima flotta per cui ieri la municipalizzata dei trasporti ha stanziato 1,2 milioni di euro. Sono finiti in un bando per dotare finalmente i motori di 397 veicoli di un sistema antincendio, un dispositivo di sicurezza originariamente non previsto dal costruttore.

L'iter, almeno per quanto riguarda la presentazione delle offerte, si chiuderà il 19 giugno. I nuovi impianti potrebbero quindi arrivare solo dopo l'estate. Nel frattempo quei mezzi continueranno a circolare come nulla fosse. Con le temperature in aumento e, dunque, con tutti i rischi del caso.

Responsabilità di cui i vertici dell'azienda di via Prenestina non vedono l'ora di disfarsi: come si legge nel capitolato della gara, se si registrano altri roghi dopo l'installazione dei nuovi dispositivi in grado di sedare le fiamme con un misto di acqua e polveri ignifughe ad alta pressione, l'azienda che si sarà aggiudicata il bando dovrà risarcire Atac.

D'altronde in azienda in questo momento la sensibilità sul tema " flambus" è alta. I tre casi della scorsa settimana, tra centro storico e Infernetto, hanno lasciato il segno. Anche tra i passeggeri, ormai pronti alla fuga anche a mezzo in corsa al primo segnale di pericolo. È successo di nuovo ieri, ancora una volta all'Infernetto. Il conducente, a bordo di un vecchio 070 in marcia lungo via di Castelporziano, si è fermato e, con l'estintore di serie, ha sedato un principio d'incendio all'altezza della ruota anteriore sinistra.

Del caso si occuperanno le officine della controllata del Campidoglio: considerato il punto da cui si stava sprigionando il fumo, non è escluso che a scatenare il panico siano stati i freni (surriscaldati) della vettura. Si vedrà.

Intanto l'azienda, sempre alle prese con un debito da 1,4 miliardi e la scrittura di un piano di salvataggio bis da presentare entro il 30 maggio ai giudici del tribunale fallimentare, prova a dare una raddrizzata alle sue prestazioni. Atac è a caccia di un pool di quattro esperti capaci di rimettere in moto bus, tram, ferrovie e le tre linee della metropolitana in poco più di quattro mesi, nella massima riservatezza, e in cambio di 105 mila euro.

I tecnici dovranno stilare un progetto per migliorare la manutenzione della flotta di superficie e dei convogli dell'underground nelle rispettive officine. Nel mirino anche i magazzini e le scorte a disposizione dei meccanici – in particolare la rimessa di Grottarossa, quella dove passano tutti i ricambi prima di essere distribuiti agli stabilimenti – oltre che la direzione acquisti. L'azienda non si nasconde: " Negli ultimi cinque anni a causa della mancanza di ricambi si è manifestato un fermo giornaliero di veicoli che ha inciso e incide sulla disponibilità giornaliera dei bus, tram, treni e metro".

Meglio tardi che mai. Atac ora prova a riprendere il controllo del servizio e di quella che in gergo tecnico si definisce supply chain per rendere il processo " più virtuoso nell'ottica di un recupero di produttività d'esercizio" e "migliorare radicalmente " la manutenzione. Elementi da cui dipendono anche i trasferimenti previsti dal contratto di servizio siglato con il Campidoglio, che intanto attende l'assemblea dei soci per mettere le mani sul bilancio 2017, chiuso con un passivo da circa 120 milioni.

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Roma, scoppia incendio in una casa al Colosseo: l’appartamento era invaso dai rifiuti

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

Paura questa notte in un palazzo del centro storico di Roma. Un incendio è scoppiato verso le 3 in via Marco Aurelio 49, zona Colosseo, al primo piano di una palazzina di cinque piani. Sul posto una Squadra dei vigili del fuoco intervenuti con un'autoscala, un'autobotte e il carro autoprotettori.

I vigili sono entrati nell'appartamento e si sono trovati davanti una scena agghiacciante: la casa era invasa dai rifiuti. La proprietaria, che al momento del rogo era riuscita a scappare, viveva infatti in condizioni estreme. I pompieri hanno spento l'incendio in camera da letto, evitando il propagarsi delle fiamme in altre stanze.

La signora è stata affidata alla Polizia Locale di Roma Capitale, per una sistemazione di fortuna, poiché l'appartamento al momento non è agibile. Durante la fase di spegnimento a scopo precauzionale è stato fatto evacuare lo stabile. I condomini sono rientrati nelle loro abitazioni, al termine delle operazioni di spegnimento. A scopo precauzionale una persona dello stabile è stata trasportata all'ospedale dal personale medico 118, in codice giallo per una lieve intossicazione.

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Cronaca

Ostia, processo a Armando Spada per le minacce a Angeli: chiesto un anno di carcere

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Maria Elena Vincenzi)"Un anno di reclusione" per per Armando Spada. La requisitoria del pubblico ministero ha aperto l'udienza del processo all'esponente del clan di Ostia accusato di minacce e violenza privata ai danni della cronista di Repubblica Federica Angeli. Poi la parola è passata all'avvocato di parte civile che ha elogiato il "coraggio di Federica Angeli e due operatori che nel 2013 hanno raccontato la malavita di Ostia". "Ti sparo in testa". Così la giornalista di Repubblica Federica Angeli aveva raccontato in aula il 19 febbraio le minacce subite da Armando Spada all'interno dello stabilimento balneare Orsa Maggiore. Una testimonianza di un'ora nella quale la giornalista ha ripercorso i lunghi attimi del 23 maggio 2013, giorno in cui è stata rinchiusa all'interno di una stanza e minacciata "perché stavo facendo il mio lavoro d'inchiesta". Non erano mancati momenti di forte emozione, in particolare quando la giornalista ha raccontato della sua vita, e di come è cambiata dal momento in cui le è stata data la scorta, proprio in seguito alle sue denunce: "Il prefetto chiamò il giornale e in poco tempo la mia vita è cambiata. Da quel giorno non ho più la libertà che avevo prima", ha spiegato. Voce tremolante e occhi lucidi aveva proseguito: "Da allora devo viaggiare sempre sotto scorta. Non posso neanche affacciarmi al balcone. Spiegarlo ai bambini è stato difficile. Ho tre figli. È tutto cambiato. Non posso nemmeno portarli a prendere il gelato".

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Cronaca

Roma, nuova voragine alla Balduina: chiusa via Damiano Chiesa

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

«Alla Balduina, a causa di una voragine, è chiusa via Damiano Chiesa in entrambe i sensi di marcia». Così in un tweet Roma mobilità. La voragine si sarebbe aperta su via Vittorio Montiglio, la parte finale di via Damiano Chiesa prima della Pineta Sacchetti.

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Cronaca

Cucchi, un carabiniere in aula: «Massacrato dai militari»

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

Nell'ottobre 2009, il maresciallo Roberto Mandolini «si è presentato in caserma: mi confidò che c'era stato un casino perché un giovane era stato massacrato di botte dai ragazzi, quando si riferì ai "ragazzi", l'idea era che erano stati i militari che avevano proceduto all'arresto». Così il maresciallo dei carabinieri Riccardo Casamassima in aula ribadisce le sue accuse ai colleghi nell'ambito del processo ai cinque carabinieri, tre dei quali accusati della morte di Stefano Cucchi, il geometra di 31 anni deceduto all'ospedale Pertini il 22 ottobre del 2009, sei giorni dopo essere stato arrestato per detenzione di stupefacenti.
«Il maresciallo Roberto Mandolini me lo disse portandosi la mano sulla fronte e precipitandosi a parlare con il comandante Enrico Mastronardi della stazione di Tor Vergata. Seppi da quella che è poi diventata la mia compagna, Maria Rosati, e che assistette al colloquio perché faceva da autista di Mastronardi, che stavano cercando di scaricare le responsabilità dei carabinieri sulla polizia penitenziaria. Lei capì il nome Cucchi ma all'epoca non era ancora una vicenda nota perché non era morto», è ancora la testimonianza oggi in prima corte d'Assise dell'appuntato dei carabinieri Casamassima, l'uomo che denunciando i suoi colleghi militari ha fatto riaprire il caso Cucchi.
Nel processo bis sono imputati cinque carabinieri accusati a vario titolo di omicidio preterintenzionale, falso e calunnia. «Qualche giorno dopo incontrai il figlio di Mastronardi, Sabatino con il quale ebbi uno scambio confidenziale – ha continuato, rispondendo alle domande del pm Giovanni Musarò, Casamassima, che all'epoca dei fatti prestava servizio alla stazione di Tor Vergata e ora è in servizio all'Ottavo Reggimento –  Anche lui si portò la mano sulla testa e parlando della morte di Cucchi disse che non aveva mai visto una persona così messa male. Lo aveva visto la notte dell'arresto quando il ragazzo venne portato a Tor Sapienza». 
Casamassima ha detto di aver deciso di parlare dopo quattro anni e mezzo, «perché all'inizio la vicenda Cucchi non mi aveva visto coinvolto in prima persona, ma troppe cose fatte dai miei superiori non mi erano piaciute, come l'abitudine di falsificare i verbali, e, provando vergogna per ciò che sentivo e vedevo, ho deciso di rendere testimonianza, temendo ritorsioni che poi si sono verificate. Quando è uscito il mio nome sui giornali, i superiori hanno cominciato ad avviare contro di me procedimenti disciplinari, tutti pretestuosi. Con Mandolini (accusato di falso e calunnia, ndr.) mi sono incrociato una mattina nell'ottobre del 2016: gli dissi solo di andare a parlare col pm e a dire quello che sapeva. Gli dissi che la Procura stava andando avanti e che aveva in mano una serie di elementi importanti. Lui mi rispose dicendomi che il pm ce l'aveva a morte con lui», ha concluso Casamassima.
«Per anni io e la mia famiglia abbiamo rincorso la verità, abbiamo atteso troppo. Ritengo che il principale responsabile di questa attesa sia il maresciallo Mandolini». Così Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, a commento della testimonianza oggi in aula del maresciallo Casamassima al processo bis per la morte del fratello. «Ricordo bene quando Mandolini venne in aula nel primo processo, quello sbagliato – ha aggiunto Ilaria Cucchi – a raccontarci la storiella che quella era stata una serata piacevole e che Stefano era stato anche simpatico. Adesso è il processo giusto, si parla di pestaggio. E ogni volta che entro in quest'aula ho la pelle d'oca. È inaccettabile, e lo dico da sorella di Stefano ma anche da cittadina, che si sia cercato di scaricare tutto sulla polizia penitenziaria».