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Elezioni2018, il seggio delle schede sbagliate: «Sono da annullare. Anzi no»

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

(di Maria Lombardi) – Schede sbagliate, dunque voti nulli. Anzi no, validissimi. Il pasticcio del seggio 2167, ai Parioli. «Ma che nomi sono questi?». La signora esce dalla cabina sventolando il foglio color rosa, quello per la Camera, e la mostro al presidente. «Lo vede? Il candidato che volevo votare non c'è». Ha ragione. Il ministro Marianna Madia del pd non compare e nemmeno tutti gli altri in corsa al collegio Roma 2: Claudia Giacchetti del M5S, Giovanna Maria Seddaiu di Leu, Maria Teresa Bellucci del centrodestra. Non può essere. La presidente del seggio in via Micheli 29 impallidisce, gli scrutatori anche. Comincia così la lunga giornata degli equivoci in uno dei seggi del liceo Mameli. Trentasei schede già nell'urna (ma c'è chi dice siano 34 e chi 39) peccato che siano del collegio VI ma votate dagli elettori del II. Un bel guaio. Si risolverà più tardi con una decisione che potrebbe scatenare contestazioni e ricorsi: le schede, se l'indicazione di voto è chiara, vanno considerate valide. In pratica, il voto è ok anche se la scheda mente.

VOTO SOSPESO
Le votazioni sono cominciate da un paio d'ore e già si fermano. La presidente, dopo aver verificato l'errore sulle schede della Camera (Senato e Regione sono ok) chiude la porta del seggio e sospende le operazioni di voto. Vengono avvisati, carabinieri, messi del Comune e Prefettura. Scambio frenetico di telefonate. Che si fa? Ma soprattutto: come è stato possibile che nella sezione del secondo collegio finisse il plico con i candidati del sesto? Uno sbaglio dell'ufficio elettorale centrale. Intanto c'è da capire come uscirne. La presidente apre l'urna, tira fuori le 36 schede votate per metterle in una busta, in attesa di ordini. Nessun rappresentante di lista è presente in quel momento. Qualche elettore in fila protesta: «Queste operazioni sono avvenute solo alla presenza degli scrutatori, senza altri testimoni», la signora Roberta Lisi è lì, perplessa come tutti. «Quando la presidente ha riaperto la porta della sezione 2167 dando il via di nuovo alle operazioni di voto – spiega – abbiamo chiesto che le schede tolte dall'urna e da annullare fossero ricontate». Alle 10.13 arrivano le schede con i nomi dei candidati corretti. La presidente tranquillizza tutti. «Ci ha detto che quelli che hanno votato con le schede sbagliate sarebbero stati ricontattati per poter tornare alle urne».

Tutto risolto? Macché. Gli uffici del Comune si mettono in movimento per ricontattare gli elettori beffati. Dovranno votare una seconda volta. Qualcuno viene trovato, in cinque si ripresentato al seggio. Ma nel frattempo è arrivata l'indicazione della Prefettura. Nessuno voterà di nuovo, quelle schede possono essere considerate valide se l'intenzione dell'elettore è chiara. D'altra parte non ci sono (nelle schede della Camera) nomi da indicare, la volontà di chi ha messo la croce dovrebbe essere inequivocabile. Dunque, marcia indietro.

LO SPOGLIO
Le schede che si intendeva inizialmente annullare tornano nell'urna, valide. Certo, bisognerà vedere se ci saranno contestazioni da parte dei rappresentanti di lista. In serata ne discutono insieme, se tutti sono d'accordo sulla validità delle schede sbagliate, lo spoglio potrebbe andare avanti senza intoppi. «Un errore dovuto alla consegna da parte dell'ufficio centrale, c'è da capire se è un caso isolato. Non mi sento danneggiata io, quanto piuttosto gli elettori» commenta Giovanna Maria Seddau, candidata di Liberi e uguali. Si va avanti fino alle 23, nella scuola dei Parioli, tra code così lunghe che si sovrappongono, anziani che nell'attesa si accasciano sulle sedie, uomini che scavalcano le donne, «e certo, guardate quante siamo…». Tante di più, nel liceo delle schede sbagliate.

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Regionali Lazio, exit poll Rai: Zingaretti in testa con il 30%-34% davanti a Parisi e Lombardi

 

Il governatore uscente Nicola Zingaretti sarebbe avanti nella corsa alla poltrona di presidente della Regione Lazio. Secondo il primo exit poll del Consorzio Opinio Italia per la Rai, alle elezioni Regionali Zingaretti, candidato per la coalizione di centrosinistra, è in testa con il 30-34%, mentre il candidato del centrodestra Stefano Parisi è al 26-30%. Terza la candidata del Movimento cinquestelle, Roberta Lombardi, al 25-29%, mentre il sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi, sostenuto da una lista civica di area centrodestra, è al 2-4%.

L'AFFLUENZA
Alla chiusura dei seggi l'affluenza per le elezioni regionali – quando sono pervenuti 375 Comuni su 378 – è stata del 66,48%. E' quanto emerge dai dati del Viminale. Nel 2013 era stata del 71.91%.

I CANDIDATI
Lo spoglio per le Regionali, per le quali erano chiamati al voto 4,8 milioni di cittadini, inizierà lunedì alle 14 dopo il conteggio delle schede per le Politiche. I candidati presidenti sono in tutto nove: l'uscente Nicola Zingaretti per il centrosinistra, Stefano Parisi per il centrodestra, Roberta Lombardi per il M5s, Sergio Pirozzi per le liste "Sergio Pirozzi presidente" e "Lista Nathan". Gli altri sono Stefano Rosati con "Riconquistare l'Italia", Jean Leonard Touadi con Civica Popolare, Mauro Antonini con Casapound, Elisabetta Canitano con Potere al Popolo, Giovanni Paolo Azzaro con Democrazia Cristiana.

PARISI: RISULTATO GIA' STRAORDINARIO
 "Dai primi exit poll è un testa a testa tra me e Zingaretti e questo è già di per sé un risultato straordinario". È questo il primo commento agli exit poll del centrodestra alla Regione Lazio, Stefano Parisi. Parlando dal suo comitato elettorale nel centro di Roma, Parisi ha aggiunto: "La campagna elettorale è iniziata solo trenta giorni fa e soli venti giorni fa analisti importanti ci davano fuori partita. Adesso – ha chiarito – aspettiamo i risultati definitivi e le prime previsioni per capire meglio. Ma ora siamo vicini rispetto a quando sono partito con 25 punti di distanza. È un dato positivo".

CHI VINCE
L'elezione è diretta quindi con un solo turno: vincerà chi prenderà anche solo una preferenza in più. I consiglieri regionali saranno 50,  di cui 40 eletti col proporzionale e 10 con premio di maggioranza. Alla coalizione vincente andrà il 60% dei seggi.

IL VOTO DEI CANDIDATI
Il primo a recarsi alle urne domenica mattina è stato Nicola Zingaretti, attuale presidente della Regione. "Oggi è silenzio elettorale oggi parla il popolo" si è limitato a commentare il governatore, mentre lasciava il seggio di piazza Mazzini. "Il dato più notevole della giornatami sembra la fila di elettori, mai vista così lunga. Questo mi fa ben sperare", ha detto invece la candidata alla presidenza della Regione Lazio per il M5s, Roberta Lombardi, in fila ad un seggio elettorale di Talenti insieme alla famiglia. Sergio Pirozzi, sindaco di Amatrice (Rieti) ha votato poco dopo le 15 al seggio 1 della sua città.

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Pd sconfitto, l’Ansa: “Renzi si dimette”. Ma il suo portavoce: “Non ci risulta”

(Fonte: www.repubblica.it)

ROMA – Dopo la sconfitta alle elezioni politiche il segretario del Pd Matteo Renzi ha deciso di dimettersi dalla guida del partito. Lo scrive l'agenzia Ansa ma dopo pochi istanti arriva una precisazione dal suo portavoce, Marco Agnoletti: "A noi non risulta". E su twitter il suo stretto collaboratore scrive: "Il segretario parlerà oggi pomeriggio alle 17".

E' possibile quindi che l'annuncio ufficiale sarà dato fra qualche ora, durante il primo discorso del segretario dem a commento del risultato delle elezioni e del crollo dei consensi al suo partito.

Non appena si è diffusa la notizia (poi stoppata) del passo indietro di Renzi, secondo l'Adnkronos Beppe Grillo avrebbe commentato a caldo: "Lo abbiamo biodegradato".

E in casa dem il primo che accenna un commento è Pier Ferdinando Casini, neo eletto al Senato di Bologna per il centrosinistra:  "Mi auguro che non sia il momento della resa dei conti nel Pd ma di ragionamenti sereni e profondi" così ha risposto a chi chiedeva se fossero o meno opportune le dimissioni del segretario: "Non vorrei che qualcuno dimenticasse – ha aggiunto Casini conversando con i giornalisti in Piazza Maggiore a Bologna – che il partito socialista in Francia non esiste più ed in Germania è stato superato nei sondaggi dall'estrema destra. Per cui lo scenario su cui ragionare va un pò oltre l'Italia".

"E' una sconfitta evidente ma questa è la democrazia", così Emanuele Fianoa Radio Cusano campus. Sulle probabili dimissioni di Renzi da segretario del Pd, osserva: "Non so cosa farà Renzi. Lo sapremo nel pomeriggio… ma noi lasciamo un Paese migliore di quello che abbiamo preso in mano"

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M5s, Di Maio esulta: “Noi vincitori assoluti, pronti al confronto con tutte le forze politiche”

(Fonte: www.repubblica.it)

"E' una bella giornata, nonostante la pioggia": queste le parole di Luigi Di Maio mentre poco dopo le 10 usciva dalla sua abitazione a Roma dopo il trionfo del M5s. "E' un dato storico ed è stata un'emozione indescrivibile", ha aggiunto salendo sull'auto bianca venuta a prenderlo. "Ringraziamo tutti quelli che ci hanno sostenuto e ci sono stati vicini", ha poi aggiunto su Facebook dove ha postato anche il link all'articolo pubblicato stanotte sul sito del movimento.

"Ci vediamo più tardi in diretta per gli aggiornamenti!", ha poi aggiunto sul social network dove ha postato una foto mentre abbraccia Beppe Grillo. Al loro fianco, Alessandro Di Battista e Davide Casaleggio.

 

Lo stato maggiore del Movimento 5 Stelle si è riunito al Parco dei Principi, quartier generale pentastellato. Il leader e candidato premier Luigi Di Maio ha avuto un colloquio con l'ormai ex collega parlamentare Alessandro Di Battista, protagonista di questa campagna elettorale, insieme al garante M5s Beppe Grillo, arrivato in mattinata e al fondatore di Rousseau Davide Casaleggio.

"Siamo i vincitori assoluti di queste elezioni – ha detto poi Di Maio in una breve dichiarazione davanti alle telecamere – Un grande grazie ai circa 11milioni di italiani che ci hanno darto la loro fiducia. Un altro grazie a Grillo e Casaleggio, agli attivisti e ai volontari. E' stata una campagna autofinanziata. Un grazie e un imbocca a lupo ai nuovi eletti. M5s triplica i parlamentari in entrambe le camere. Ci sono intere regioni dove più di un cittadino su e due ci ha votato, in alcune aree abbiamo raggiunto il 75%. Siamo una forza politica che rappresenta l'intera nazione, questo ci proietta automaticamente verso il governo dell'Italia. Oggi le coalizioni non hanno i numeri per governare e per questo ci prendiamo questa responsabilità davanti ai cittadini italiani ed europei. Questo è un risultato post-ideologico che va al di là degli schemi destra-sinistra e riguarda i temi irrisolti della nazione. I cittadini hanno votato il programma che vogliamo realizzare. Ci sono questioni che riguardano la povertà, il taglio delle tasse, l'immigrazione. Abbiamo la possibilità di realizzare quelle cose che gli italiani aspettano da 30 anni". 

"Sentiamo la responsabilità di dare un governo al Paese. Lo diciamo soprattutto agli investitori: noi questa responsabilità la sentiamo", ha detto il candidato premier M5s ricordando che "oggi le coalizioni non hanno i numeri per governare".

"Siamo aperti al confronto con tutte le forze politiche a partire dalle figure di garanzia a capo delle Camere ma soprattutto per i temi che dovranno riguardare il programma di lavori. Siamo fiduciosi che il presidente della Repubblica saprà guidare questa fase con autorevolezza e sensibilità come ha sempre fatto. Oggi per noi inizia la terza repubblica che sarà quella dei cittadini italiani", ha concluso Di Maio. 

"Congratulazioni a Luigi Di Maio e a tutte le persone che ci hanno sostenuto in questa difficile campagna elettorale", ha aggiunto sempre su Facebook Chiara Appendinosindaca 5 Stelle di Torino. "Guardando la distribuzione del voto, emerge un Paese spaccato in due, un segnale di cui il prossimo governo dovrà tener conto", aggiunge. 

Spostandosi a livello locale, l'analisi dei dati di Torino per la Camera "riconfermano – sottolinea la sindaca – il numero di voti delle scorse Comunali mentre c'è un leggero calo rispetto alle politiche del 2013". La sindaca rivendica il lavoro svolto. "In questo anno e mezzo – dice – abbiamo fatto alcune scelte dettate dal gravoso impegno di rimettere in ordine i conti della città per evitarne il dissesto. Non ci siamo sottratti in alcun modo a questa responsabilità e non lo faremo fino a quando questo obiettivo non sarà stato raggiunto".

Il Movimento 5 Stelle incassa anche i complimenti del segretario della Lega, Matteo Salvini: "La Lega è cresciuta più di tutti, più dei 5 Stelle, che sono primi, e quindi complimenti, il voto va accettato per quello che è, ma la Lega è cresciuta di più", ha detto dalla sede del partito in via Bellerio.

Complimenti anche da Oltremanica: "Congratulazioni ai nostri colleghi nel gruppo Efdd, il Movimento 5 Stelle, in testa ai risultati elettorali", in Italia, dice Nigel Farage l'ex leader del partito euroscettico britannico Ukip. "E' una potente impennata per i partiti euroscettici e anti-establishment in Italia. La politica migratoria sbagliata dell'Ue sta suscitando un enorme risentimento e segnerà la sua fine".

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Elezioni, presunti brogli in voto estero. Procura Roma apre fascicolo inchiesta

(Fonte: www.ominroma.it)

La procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine in merito ai presunti brogli elettorali che si sarebbero verificati in Canada in occasione del voto per le elezioni politiche italiane. Al fascicolo, senza indagati e senza ipotesi di reato, potrebbero aggiungersi anche una serie di segnalazioni trasmesse da diverse sedi diplomatiche. Presunti brogli nel voto degli italiani all’estero erano stati denunciati, nei giorni scorsi, dalla trasmissione televisiva “Le Iene”, in questo caso in merito alla attività di voto a Colonia.

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Cronaca

Briefing in Questura sull’attività di sicurezza effettuata nel periodo elettorale

Nel briefing tenuto questa mattina dal Questore Marino è stato tracciato il bilancio dell’attività di sicurezza messo in campo dalle Forze dell’Ordine durante il periodo elettorale.
Nei soli 19 giorni in cui sono entrate in vigore le regole e le iniziative di piazza, in vista del voto, si sono tenute nella Capitale 133 manifestazioni tra  cui 9 cortei, a cui hanno preso parte 237.000 persone. Ciò ha comportato uno straordinario impiego di operatori di polizia pianificato nel dettaglio  con 570 ordinanze di servizio che hanno disciplinato l’impiego di 5320 operatori della Polizia di Stato, affiancati anche da aliquote dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza. Ciò ha consentito lo svolgimento in piena serenità, sebbene in un contesto di conflittualità politica senza precedenti, di tutte le iniziative organizzate da tutti i partiti politici in tutto il territorio della Capitale e provincia. Al termine del briefing, il Questore Marino ha ringraziato tutto il personale “per aver garantito la libera espressione del pensiero come del dissenso evitando che, in un contesto di grandi tensioni, operatori di polizia o semplici cittadini restassero vittime di violenze che a Roma non si sono verificate grazie ad un Modello Organizzativo di Sicurezza già consolidato e che ha raggiunto il medesimo risultato anche nella gestione delle quasi 1800 manifestazioni gestite nell’’anno 2017.”

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Cronaca

San Basilio, controlli antidroga da parte dei Carabinieri

Continuano le operazioni di contrasto alla criminalità nella zona di San Basilio da parte dei Carabinieri della Compagnia di Roma. I militari, insieme ai colleghi del Nucleo Radiomobile di Roma e della C.I.O. dell'8° Reggimento Lazio, nel corso di capillari controlli sul territorio sono arrivati all'arresto di 5 persone e al sequestro di circa 100 dosi di droga e oltre 700 euro in contanti, ritenuti il ricavo dello spaccio. Nello specifico sono finiti in manette tre romani, di 55, 46 e 31 anni, con l'accuisa di detenzione di fini di spaccio di sostanze stupefacenti. I militari hanno avvistato i tre aggirarsi con fare sospetto presso via Corinaldo ed entrare in un appartamento della via. All'interno dell'abitazione, di proprietà del 55enne pensionato, sono state trovate circa 100 dosi di cocaina e marijuana insieme a denaro contante, un bilancino di precisione e materiale per il taglio e confezionamento. Gli agenti sono riusciti anche ad identificare gli assuntori della droga e sono stati segnalati all'Ufficio Territoriale del Governo di Roma. Il proprietario dell'abitazione e il 46enne sono stati posti agli arresti domiciliari mentre il più giovane fra i presunti spacciatori è stato trattenuto in caserma in attesa del rito direttissimo.  Gli stessi agenti hanno anche fermato due cittadini romani, già noti alle forze dell'ordine, per il reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare. I due, un 60enne e 46enne, dovranno scontare rispettivamente 8 mesi e un anno e 9 mesi di detenzione. 

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Via Vetulonia, fermato ladro di bici

Ieri pomeriggio, i Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma hanno arrestato, per furto aggravato, un cittadino delle isole Bahamas, di 48 anni, senza fissa dimora, nullafacente e già con precedenti specifici. I militari, a seguito di una segnalazione giunta al 112, sono intervenuti in via Vetulonia, ed hanno bloccato il ladro mentre, si stava allontanando in sella ad una costosa bicicletta rubata poco prima. L’uomo armato di un arnese da scasso, trovato dai militari nelle tasche del giubbotto, a seguito della perquisizione personale, ha forzato la catena che teneva legata la bici ad un palo e si è impossessato del mezzo a due ruote. La bici è stata poi restituita al legittimo proprietario. Il 48enne dopo l’arresto è stato portato in caserma e trattenuto, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, in attesa di essere sottoposto al rito direttissimo.

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Tor Tre Teste, tenta la “truffa dello specchietto” ma finisce in manette

A seguito della denuncia di un anziano 70enne, i Carabinieri della Stazione Roma Tor Tre Teste hanno arrestato un italiano di 28 anni, già noto alle Forze dell’Ordine, con l’accusa di truffa aggravata e continuata. Il truffatore, ieri pomeriggio, in via del Campo, all’incrocio con via Ghini, si è avvicinato al finestrino dell’auto condotta dall’anziano, accusandolo di avergli fatto cadere a terra il cellulare danneggiandolo, dopo essere stato colpito dallo specchietto retrovisore. Facendo leva sulla vulnerabilità della vittima, il truffatore è riuscito a farsi consegnare una banconota da 50€ e il numero di cellulare. Il giorno seguente il 28enne è tornato alla carica, ha chiamato la vittima chiedendogli ulteriori soldi poiché quelli già dati non bastavano per effettuare la riparazione del danno. La vittima a questo punto ha capito che si trattava di una truffa e, per paura di ritorsioni fisiche nei propri confronti, è andato presso la Caserma dei Carabinieri di zona per denunciare il fatto. Ieri pomeriggio, all’incontro tra i due si sono presentati anche i Carabinieri che sono intervenuti subito dopo lo scambio di denaro. Dopo l’arresto il truffatore, vecchia conoscenza dei militari, è stato portato in caserma e successivamente condotto presso la propria abitazione agli arresti domiciliari, in attesa del rito direttissimo.

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Regionali, via allo spoglio. Proiezioni: Zingaretti 34%, Lombardi 32%, Parisi 27%

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

Via allo spoglio per le elezioni Regionali nel Lazio. In base alle prime proiezioni Rai, che tuttavia contemplano un margine di errore del 4%, Zingaretti è al 34%, Lombardi al 32%, Parisi al 27%. Le proiezioni de La7 invertono sostanzialmente i dati di M5S e centrodestra assegnando il 27,1% a Lombardi e il 30,1% a Parisi. 

NEL LAZIO
Secondo il primo exit poll del Consorzio Opinio Italia per la Rai, invece, Zingaretti (centrosinistra) era avanti con il 30-34%, mentre Stefano Parisi (centrodestra) si attestava al 26-30%%. Roberta Lombardi (M5s) al 25-29% e Sergio Pirozzi (lista civica) al 2-4%.

Mentre nel resto dello Stivale il Pd perde seggi e consensi, la vittoria di Zingaretti sarebbe l'unico successo tanto più che si tratterebbe della prima volta che un governatore uscente viene riconfermato nel Lazio. Da capire se la conquista del bis consentirà a Zingaretti di avere una maggioranza stabile in Consiglio regionale o se lo scrutinio di oggi partorirà un mandato traballante, considerando che la coalizione allestita nel Lazio dal Pd tiene già dentro, a differenza di quella nazionale, la sinistra di Liberi e Uguali (è rimasta fuori invece la lista Civica Popolare di Beatrice Lorenzin, che ha appoggiato la corsa dell'ex veltroniano Jean-Léonard Touadi).

LEGGI ANCHE: Regionali Lombardia, Fontana in vantaggio su Gori, delusione dei grillini 

RISCHIO «LAME DUCK»
Sull'aula della Pisana per ora continua ad aleggiare lo spettro della lame duck, come dicono negli Usa, l'anatra zoppa, cioè un presidente eletto ma senza maggioranza tra i consiglieri regionali. Nel Lazio si vota con un sistema elettorale misto: l'80% dei seggi (40), è assegnato con il proporzionale, mentre i 10 scranni che restano vanno alla coalizione che esprime il governatore. Ma questo premietto di maggioranza non basta a controllare il Consiglio, se le liste del candidato vincente non riescono a superare il 36% dei voti. Per dare stabilità al governo regionale, i dem potrebbero essere costretti a siglare un patto con il civico Pirozzi, ammesso che entri in Consiglio, il quale però durante la campagna elettorale è sembrato più vicino alla grillina Lombardi.

Dall'altro lato della contesa, Parisi ha ancora un margine (stretto, va detto) per sperare nel ribaltone. «Dai primi exit poll è un testa a testa tra me e Zingaretti e questo è già un risultato straordinario, la campagna elettorale è iniziata solo trenta giorni fa e ci davano fuori partita», ha detto ieri notte nel suo comitato elettorale. Anche in caso di sconfitta di misura, l'ex city manager che due anni fa sfiorò l'elezione a sindaco di Milano col centrodestra contro Beppe Sala, potrebbe comunque dirsi soddisfatto, considerato che fino ai primi di febbraio la sua coalizione era indietro di venti punti e così come sotto il Duomo, potrebbe intestarsi una «rimonta» difficile, anche se sfortunata al traguardo.

Sul fronte pentastellato, Lombardi aveva puntato tutte le fiche sulla partita regionale, dopo il mandato in Parlamento nella legislatura appena conclusa. Per l'ex capogruppo alla Camera del M5S, se i numeri degli exit poll venissero confermati, sarebbe fondamentale acciuffare almeno la seconda piazza della competizione, per mettere un freno ai mal di pancia interni al Movimento laziale, che negli ultimi mesi non sono mancati, a cominciare dai dissidi sui vaccini con la senatrice Elena Fattori. Per Lombardi, in ogni caso, questa sarà l'ultima corsa: «È il mio ultimo mandato in politica – ha detto al Messaggero dieci giorni fa – dopo questa esperienza tornerò al mio lavoro».