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Cronaca

Regione Lazio:”Su appropriatezza delle prestazioni di riabilitazione non si torna indietro”

«La Regione Lazio  nell’attività dei controlli sull’appropriatezza delle prestazioni di riabilitazione sta applicando un Decreto, il 40 del 2012, varato dalla precedente struttura commissariale, che ha avuto numerose pronunce favorevoli da parte del Consiglio di Stato in relazione alle modalità applicative e alla retroattività. L’attività dei controlli è imprescindibile e non è possibile ipotizzare o fare passi indietro. L’ammontare delle sanzioni per inappropriatezza delle prestazioni erogate elevate verso le strutture accreditate nella riabilitazione è stato di 33 milioni di euro nel 2012 e di 22 milioni di euro nel 2013. Queste annualità sono già state valorizzate. Siamo in attesa delle valorizzazioni relative agli anni successivi che presentano comunque un trend in progressiva riduzione per una migliore appropriatezza. Sono pertanto destituite di ogni fondamento le cifre e i numeri  diffusi oggi. Per altro questa Amministrazione ha riformato il sistema dei controlli con l’intento di migliorare l’appropriatezza delle prestazioni proprio a partire dal nuovo decreto 218 dell’8 giugno 2017 i cui effetti si vedranno nei prossimi esercizi. Di recente, come ricordato nella requisitoria del Procuratore regionale nell’ultimo giudizio di parifica dinanzi alla Corte dei Conti, “Il Servizio sanitario regionale ha ottenuto il ristoro da parte di una clinica privata della somma di oltre 30 milioni di euro, per aver erogato prestazioni riabilitative di qualità inferiore a quelle previste dal Ministero della Salute. La sfida dell’appropriatezza deve essere un obiettivo comune per migliorare le cure e utilizzare al meglio le risorse pubbliche». Lo comunica in una nota la Regione Lazio.

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Cronaca

Camping River: scarica rifiuti ferrosi nell’area del campo, fermato dai vigili in borghese

(Fonte: www.romatoday.it)

Una questione spinosa, un campo rom chiuso solo sulla carta, un ex "Villaggio della Solidarietà" divenuto un'immensa baraccopoli abusiva proprio sotto le finestre dei residenti di via della Tenuta Piccirilli. Siamo a Roma nord, al Camping River. Una presenza ingombrante quella dell'ex campo rom, con gli ospiti dell'area che continuano a risalire alla ribalta delle cronache cittadine soprattutto per quanto concerne l'annoso problema dei roghi e dello smaltimento dei rifiuti ferrosi. Ad un giorno dal consiglio straordinario, convocato per domani 20 febbraio nelle aule del parlamentino del XV Municipio Cassia, i vigili urbani hanno denunciato un residente della baraccopoli, fermato mentre cercava di scaricare rifiuti ferrosi nell'area adiacente all'ex Villaggio della Solidarietà. La scoperta nell'ambito delle attività di prevenzione e repressione del traffico illecito per lo smaltimento dei rifiuti  nei campi rom di Roma. Proprio in tale contesto questa mattina gli agenti del Gruppo Spe (Sicurezza Pubblica Emergenziale) della Polizia Locale di Roma Capitale sono ricorsi ad uno stratagemma. Dopo aver fatto ritirare l'autopattuglia con i colori d'istituto dall'ingresso del campo, si sono appostati a bordo di auto civetta. Dopo circa 20 minuti, gli agenti, coordinati dal vice Comandante del Corpo Lorenzo Botta, hanno sorpreso un cittadino bosniaco di 36 anni, residente nell'area, mentre a bordo del proprio furgone, cercava di sversare un intero carico di rifiuti, nelle adiacenze del campo. Il mezzo è stato sequestrato e l'uomo deferito all'Autorità Giudiziaria. Fallita l'applicazione del Piano Rom voluto dal Campidoglio, il Camping River si è trasformato in un insediamento illegale nel quale vivono ancora circa 400 persone: quei nuclei familiari che, senza un contratto di locazione e dunque senza il contributo del Comune, non sono riusciti a fuoriuscire dal campo. Un "superamento" naufragato che adesso pesa sulle 100 famiglie che abitano la traversa di via Tiberina: un chilometro di strada di periferia già vessato dall'assenza di servizi e da qualità urbana inesistente. Una situazione emergenziale di cui il Municipio XV si occuperò martedì 20 febbraio. La questione Camping River arriverà infatti in via Flaminia 872 attraverso un Consiglio straordinario richiesto dal Pd: ad apporre le firme sull'istanza di convocazione anche la consigliera del M5s Luisa Petruzzi e il consigliere di Forza Italia, Giuseppe Mocci. 

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Sport

Rebibbia, nasce la squadra di rugby dei detenuti: «Lottiamo per il nostro riscatto»

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

(di Raffaele Nappi) – «Ragazzi, grazie di cuore. Per due ore ci è sembrato di essere liberi e di giocare nel parchetto sotto casa». Quando si sono ritrovati di fronte i volontari pronti a giocare una partita di rugby per i detenuti della casa circondariale di Rebibbia è stata una sorpresa inaspettata. Hanno avuto così la possibilità di placcare, correre e sudare, giocando una partita vera e propria. L’obiettivo? Quello di creare la prima squadra di rugby in carcere della capitale.

LA NASCITA – «Abbiamo deciso di puntare su Roma dopo il blocco delle attività dei Bisonti Rugby, la squadra composta da detenuti del carcere di massima sicurezza di Frosinone – racconta Germana De Angelis, responsabile del progetto e presidente dell’associazione Gruppo Idee – Dopo il tentativo di fuga dell’anno scorso, infatti, nonostante i "rugbysti" fossero completamente estranei, sono state fermate tutte le attività. Da qui l’idea di ricominciare da Rebibbia», continua.

LE REAZIONI – La direzione ha accolto con entusiasmo l’idea di una squadra di rugby composta da detenuti. «L’anno scorso c’era stata già una prima esperienza, era andata bene e così ci hanno chiesto di ripartire», continua De Angelis. Lo scorso 10 febbraio si è tenuto così il primo incontro all’interno della casa circondariale di Rebibbia. Il progetto, dal titolo 'Ovale oltre le sbarre', rientra nell’attività del Progetto Carceri della Federazione Italiana rugby seguito dal consigliere federale Stefano Cantoni e che interessa da anni già altri cinque istituti penitenziari(Torino e Bologna, vedi video, i più attivi)  con altri in attesa.

IL GRUPPO – I detenuti coinvolti sono già 25, di molte nazionalità e quasi tutti "digiuni" di palla ovale. Qualcuno si sta aggiungendo con il passare dei giorni. L’adesione è entusiasta, i ragazzi sono contentissimi. Il coach, Stefano Scarsella, ha iniziato gli allenamenti solo due mesi fa, un giorno a settimana per due ore. Il motto è 'aiutare gli altri per aiutare se stessi'. «È un bel gruppo, ci si impegna e c’è un ottimo rapporto con l’allenatore. Lo adorano – sorride De Angelis – Dopo il primo incontro di sabato scorso sono gasatissimi, non vedono l’ora di fare il prossimo». A differenza di Frosinone il problema vero è il campo d’allenamento, un misto di terra e brecciolino che però risulta troppo piccolo e non è adeguato per il rugby a 15. «Stiamo lavorando con la direzione per capire se c’è la possibilità di usufruire di uno spazio più grande», conclude la responsabile.

LA VOGLIA DI RISCATTO – Per il momento il nome rimane lo stesso, Bisonti Rugby. «Per noi è come un marchio – sorride Emanuele Bertea, volontario – Indica un progetto vincente nato all’interno del carcere». Anche la Federazione ha fatto sentire il suo appoggio. Qualche giorno fa è arrivato ad allenarsi con i detenuti anche un consigliere federale. Prossimo passo? Partecipare al campionato di C2 (l'ultima serie nel rugby). Essendo comunque una condizione detentiva di media sicurezza e non massima come quella di Frosinone, l’obiettivo è magari quello di fare anche partite esterne, organizzare trasferte. Sempre secondo i valori del rugby: l’incontro, il lavoro di gruppo, il sostegno reciproco. «Da parte nostra ce la stiamo mettendo tutta. La voglia di riscatto è immensa».

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Cronaca

Venti stupri al mese. Roma Capitale delle violenze

(Fonte: www.iltempo.it)

(di Silvia Mancinelli) – Duecentoventi violenze sessuali consumate nel 2017. Quasi venti stupri al mese, solo nel comune di Roma. Il dato, fornito dalla Questura, è ancora più terribile se paragonato agli anni precedenti quando le violenze sono state 184 nel 2016 e 187 nel 2015.

Un aumento del 20% che diventa del 33% nei casi in cui le vittime sono minori di 14 anni: dodici gli stupri subiti da adolescenti nel 2017, nove l' anno prima e sette nel 2015.

I numeri sono relativi unicamente ai delitti commessi con vittime di sesso femminile e si differenziano da un' altra piaga, quella delle lesioni dolose: 758, per la precisione, solo nel 2017. Un dato piuttosto complicato, questo, da verificare considerato che in tante spesso non denunciano per paura, vergogna, senso di frustrazione. Risulta dunque poco affidabile il calo del 2,45%, registrato rispetto alle percosse segnalate nel 2016, 777, e a quelle del 2015, 781. Di contro, aumentano le persone fermate per questi reati. In 351 sono stati denunciati per lesioni dolose nel 2017, contro i 317 e i 260 degli anni precedenti. Settantanove, invece, per violenza sessuale: il 16% in più rispetto al 2016. Quasi uguale il numero di arresti per le lesioni dolose: 58 rispetto ai 57 del 2016 e decisamente più alto il numero per le violenze: 61 gli uomi ni finiti in manette nel 2017, contro i 48 del 2016 e i 62 del 2015. Sempre lo scorso anno, in tutta Italia, furono oltre 2300 gli stupri: uno su tre, circa il 37% del dato totale, commesso da immigrati.

Furiosa con il sindaco di Roma, anzi «imbestialita» come lei stessa si definisce, è Gabriella Carnieri Moscatelli, presidente del Telefono Rosa che quest' anno festeggia 30 anni di lotta alle violenze sulle donne.

«Com'è possibile che si venga stuprate in mezzo alla strada, nel centro della Capitale?
– chiede – Le violenze si condannano non a parole, ma con gesti concreti. Abbiamo una difficoltà enorme a gestire le case rifugio (a Roma sono sei ndr). La violenza sulle donne l' ha sempre avocata a sé la segreteria del sindaco, di qualsiasi schieramento fosse.

La prima cosa che ha fatto la Raggi, una volta indossato il tricolore, è stato buttarla fuori e metterla in mano alla comunicazione, che oggi è il nostro unico interlocutore».

«Prima – spiega la Carnieri Moscatelli – c' era un ufficio a parte nel gabinetto del sindaco fatto di persone preparate e sensibili sulla tematica che pensavano a stilare dei protocolli con le varie entità presenti sul territorio, a pensare piani di sicurezza, creare nuove case di accoglienza, centri di ascolto, a intervenire sulle scuole. Oggi non esiste una figura che in caso di violenza possa aiutare, troviamo tanto aiuto dalle forze dell' ordine, ma io voglio e pretendo che altrettanto accada nel comune dove sono nata, dove abito. Non si può lasciare sole le donne in questa maniera, è assurdo. Combattiamo con gente che crede che nelle case rifugio venga gente a passare il tempo.

Gestiamo donne pestate a sangue, con bambini al seguito, vittime errorizzate che necessitano di conforto,ascolto,di un posto dove ritrovare se stesse. Il sindaco non ha proprio compreso il grande problema della violenza a Roma». E che nella Capitale ci sia un problema lo dicono i dati e lo ricordano i fatti. Lo stupro della clochard in piazza Vittorio è solo l’ultimo della lista, ma prima di quello ce ne sono stati tanti altri. Brutali allo stesso modo,tutti a cielo aperto, di notte ma anche di giorno e in particolar modo nel centro storico. Le donne della Capitale. Palpeggiate, spinte contro i cassonetti dell’immondizia e toccate da uomini senza alcuna pietà. Stuprate nel parco più bello e conosciuto di Roma, quello di Villa Borghese,
o nei dintorni della stazione Termini,il primo biglietto da visita per i tantissimi turisti che scelgono di raggiungere la Città Eterna in treno. Stuprate una domenica mattina da tre bestie all’Esquilino, come accaduto a una trentenne
romana lo scorso settembre, inseguite e violentate in un cortile condominiale, come accadutoaunaventennesulla Casilina due mesi dopo. Molestate sui mezzi pubblici mentre vanno a lavoro, giranoconifigli,siedonoalparco
(come era toccato alla turista americana a Colle Oppio alle 10 di una calda mattina di settembre). L’8 marzo è vicino. Un ramoscello di mimosa non vale come arma di difesa.

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Cronaca

Roma, domenica raccolta rifiuti ingombranti nei municipi dispari

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

Domenica 18 febbraio, al via "Il Tuo quartiere non è una discarica", raccolta straordinaria gratuita dei rifiuti urbani ingombranti, elettrici ed elettronici. Dalle 8 alle 13, nei municipi dispari l'azienda metterà a disposizione complessivamente 27 siti: 19 ecostazioni (postazioni mobili allestite per l'occasione) e 8 Centri di raccolta aziendali.

I cittadini potranno consegnare sia i tradizionali rifiuti ingombranti (mobili, sedie, letti, divani, scaffalature, materassi, ecc.) sia le apparecchiature elettriche ed elettroniche (i cosiddetti RAEE: computer, televisori, stampanti, telefonini, frigoriferi, lavatrici, condizionatori, ecc.).

Anche i Centri di raccolta situati nei municipi pari saranno aperti con orario domenicale.

In 10 postazioni (i centri di raccolta di via dell'Ateneo Salesiano, via della Bufalotta, via Teano, via Laurentina, Mostacciano, via Arturo Martini, viale Palmiro Togliatti e le ecostazioni di piazzale Clodio, via Anagnina e via Borgo Ticino) sarà anche possibile conferire contenitori con residui di vernici e solventi, rifiuti speciali che richiedono particolari procedure di smaltimento.

Ama provvederà a differenziare secondo la categoria merceologica (legno, ferro, plastica, altri metalli, ecc.) i rifiuti riciclabili raccolti e ad avviarli alle rispettive filiere di recupero. Si ricorda inoltre che l'azienda mette quotidianamente a disposizione dei cittadini altri due canali per disfarsi gratuitamente dei rifiuti ingombranti, elettrici ed elettronici, che non devono essere assolutamente conferiti nei cassonetti stradali: i centri di raccolta aziendali aperti tutti i giorni e il servizio di ritiro a domicilio al piano strada per i materiali fino a 2 metri cubi di volume. Il servizio può essere prenotato tramite il ChiamaRoma 060606 oppure compilando l'apposito modulo di richiesta nella sezione Servizi on-line del sito web Ama. 

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Cronaca

Roma, decodificatore nel telefono per rubare auto di lusso: arrestati

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

Due ladri, esperti nella manomissione delle centraline e nella decodificazione dei codici di accensione di auto di lusso, sono stati arrestati dai carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Trionfale perché scoperti, in flagranza, mentre armeggiavano su una berlina di lusso in viale Bruno Buozzi ai Parioli. Si tratta di un 36enne del Marocco e un 33enne albanese, entrambi senza occupazione e con precedenti. I carabinieri hanno trovato ai ladri una "porta" Usb in un vecchio cellulare Nokia 3310. I militari hanno poi scoperto che quel vecchio telefono nascondeva all'interno un decodificatore.

Una volta entrati nella maccina, i ladri collegavano il vecchio telefono trasformato in decodificatore tramite la presa Usb con un cavo direttamente alla centralina dell'auto, mentre nel blocchetto d'accensione inserivano una chiave vergine. In pochi secondi la chiave veniva codificata con il sistema dell'auto, che rispondeva così ai suoi comandi. La scorsa notte, i carabinieri transitando in viale Bruno Buozzi con un'auto di copertura e in abiti civili, hanno sorpreso i malviventi all'opera e li hanno arrestati.

Uno dei due aveva tra le mani il cellulare di vecchia generazione, minuziosamente modificato e l'altro un Jammer, disturbatore di frequenze, utilizzato per schermare il segnale dell'antifurto e del sistema di localizzazione. Sull'autovettura in uso agli arrestati, parcheggiata poco distante, i militari hanno rinvenuto una borsa contenente vari arnesi da scasso, 4 chiavi di autovetture vergini e diversa refurtiva, tra cui un borsone con all'interno diverse mazze da golf e un prezioso orologio. Un ladro è stato sottoposto agli arresti domiciliari e l'altro è stato portato in carcere a Rebibbia.

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Roma, espulso marocchino: minacciò di farsi saltare in aria

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

Un cittadino marocchino è stato espulso dal territorio nazionale per motivi di sicurezza. Con questa espulsione, la diciannovesima del 2018, sono 256 – informa una nota del Viminale- i soggetti gravitanti in ambienti dell'estremismo religioso espulsi con accompagnamento nel proprio Paese, dal 2015 ad oggi. Si tratta di un 29enne marocchino, con numerosi alias e precedenti per reati contro il patrimonio nonché per resistenza
a pubblico ufficiale. L'uomo era stato anche denunciato dal Commissariato di Formia perchè durante il
trasferimento al Centro per Rimpatri, per la sua successiva espulsione, aveva tentato di aggredire ripetutamente gli agenti di scorta gridando Allah Akbar e minacciando che si sarebbe fatto saltare in aria. Destinatario di diversi ordini a lasciare il territorio nazionale, è stato rimpatriato con un volo decollato da Milano Malpensa, diretto a Casablanca.

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Cronaca

Roma, voragine alla Balduina: due indagati per crollo colposo

(Fonte: www.repubblica.it)

Primi indagati per la voragine apertasi ieri in via Livio Andronico, in zona Balduina a Roma. I pm titolari del fascicolo, nel quale si ipotizza il reato di crollo colposo, hanno iscritto nel registro il legale rappresentante dei proprietari del terreno e il legale che rappresenta la società responsabile del cantiere, dove è avvenuto il cedimento. L'indagine è stata affidata dal procuratore Giuseppe Pignatone e al procuratore aggiunto Nunzia D'Elia, che in mattinata si è recata nella zona del crollo per effettuare un sopralluogo assieme alle forze dell'ordine.

Il Movimento 5 Stelle di Roma, intanto, si è detto "vicino agli abitanti del Municipio XIV, in particolare ai 20 nuclei familiari che hanno dovuto lasciare le proprie abitazioni in seguito al crollo nel cantiere di Via Livio Andronico – si legge in una nota, in cui oltre a ringraziare quanti intervenuti tempestivamente sul luogo, promette: "Siamo sicuri che presto verrà fatta chiarezza e verranno accertate tutte le responsabilità. Chi ha sbagliato pagherà".

Nel pomeriggio Acea ha invece riferito dei primi accertamenti effettuati sul luogo del crollo: "Dopo i primi interventi e rilievi effettuati questa notte dal personale tecnico recatosi prontamente presso la frana che si è creata lungo Via Livio Andronico, Acea Ato 2 ha constatato l'ottimo stato delle tubature – si legge nel comunicato diramato dall'azienda fornitrice di acqua ed energia elettrica nella Capitale – Esse si presentano però troncate di netto, probabilmente per il forte impatto dovuto allo smottamento del terreno, ma in nessun modo corrose", puntualizzano.

"L'azienda fa rilevare che negli ultimi tre anni non è stato necessario intervenire in alcun modo su tali condutture, proprio perché giudicate idonee e in ottimo stato – prosegue Acea – I primi interventi risalgono al'l'8 febbraio, quando le squadre inviate sul posto, in risposta alla segnalazione della polizia locale, hanno trovato – per la prima volta – i tubi troncati, rottura causata anche in quel caso, probabilmente, dallo smottamento del terreno. Il personale tecnico che si era recato sul posto, non avendo riscontrato in strada alcuna anomalia, ha proceduto alla riparazione e al ripristino del servizio".

Intanto, nei pressi del luogo del crollo un giornalista è stato vittima dell'ennesimo episodio di violenza: "Ancora un'aggressione a un cronista. Il clima è diventato non più tollerabile. Questa volta la vittima è il giornalista del Giornale Radio Rai Simone Zazzera, colpito da un incaricato di una società di demolizioni, mentre faceva domande nella zona di Roma in cui si è aperta una voragine – dichiarano Cdr Giornale Radio, Fnsi e Usigrai. "Anche questo caso – prosegue la nota – subito verrà segnalato all'Osservatorio costituito presso il ministero dell'Interno affinché vengano adottate misure idonee per consentire ai cronisti d'informare liberamente i cittadini".

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Cronaca

Esquilino, minacce e violenze per un prestito mai erogato: arrestati padre e figlio cinesi

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

Prima lo hanno costretto a firmare un contratto di prestito fittizio per la somma di circa 80.000 euro, poi estrocervano denaro. Alla fine la vittima,  ha denunciato le pesanti minacce subite  ai carabinieri della Stazione piazza Dante hanno arrestato i due aguzzini. I protagonisti della vicenda,vittima e carnefici sono tutti cinesi e commercianti. La vittima aveva un negozio in via Principe Amedeo, nel cuore dell'Esquilino, il quartiere multietnico della Capitale scivolato negli ultimi anni sempre di più nel degrado.

In manette sono finiti due cinesi, padre e figlio di 62 e 36 anni, ex collaboratori commerciali della vittima, 35 anni: sono accusati di estorsione, resistenza e violenza a Pubblico Ufficiale in concorso.

Nonostante la firma, sotto forzatura, del contratto di finanziamento, il commerciante non aveva mai ricevuto soldi. Anzi i due, residenti in Cina, durante i viaggi in Italia, lo contattavano pretendendo parte dei soldi, assicurandosi il pagamento continuando con le minacce ed episodi di violenza.

Lo scorso 9 febbraio, i carabinieri sono stati avvisati dalla vittima che i suoi estorsori lo avevano contattato perché stavano arrivando nuovamente nella Capitale e pretendevano il pagamento di  5.000 euro. E così, ieri pomeriggio, i carabinieri  hanno predisposto un mirato servizio in abiti civili all'esterno dell'esercizio commerciale della vittima, luogo pattuito per l'incontro tra i tre connazionali, dove sarebbe dovuto avvenire lo scambio.

Avvenuta la consegna del denaro, i carabinieri sono subito intervenuti, ma sono stati aggrediti dai malviventi con calci e pugni nel tentativo di fuggire. Bloccati e ammanettati, nelle loro tasche è stata rinvenuta la somma di 5.000 euro, appena ricevuta dal commerciante. Padre e figlio sono stati portati in carcere a Regina Coeli. 

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Cronaca

Rapina al supermercato, fermato 28enne

28 anni ed un volto già ampiamente noto alla Polizia di Stato che, dopo una rapina ad un supermercato, ha impiegato solo pochi minuti per individuarlo. F.M., queste le iniziali del rapinatore per il quale il Tribunale di Roma, proprio a causa nei numerosi precedenti, aveva sottoposto alla misura della Sorveglianza Speciale. Insieme ad un complice, in serata, è entrato armato in un supermercato della Magliana facendosi consegnare l’incasso, poco meno di mille euro. Quando gli investigatori del commissariato San Paolo, diretto da Massimiliano Maset, hanno raccolto le varie testimonianze, hanno capito subito chi fosse uno dei rapinatori e si  sono così appostati sotto casa di F.M. L’attesa è durata solo pochi minuti, il ragazzo ha però riconosciuto i poliziotti ed ha tentato una breve fuga all’interno di Corviale. Dopo averlo fermato gli agenti hanno perquisito la sua abitazione e, ad ulteriore conferma, hanno trovato gli abiti che il giovane indossava durante la rapina. F.M. è stato sottoposto a fermo di PG ed accompagnato presso il carcere di Regina Coeli; continuano le indagini per arrivare all’identificazione dell’altro rapinatore.