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Politica

VII Municipio, inaugurato il Playground a Torrespaccata

Inaugurato oggi il Playground nel Municipio VII alla presenza dell’Assessore allo Sport, Politiche Giovanili e Grandi Eventi Daniele Frongia, l’Assessora alla Sostenibilità Ambientale Pinuccia Montanari, il Presidente del CONI Regionale Lazio, Riccardo Viola, il vicepresidente del VII Municipio Giuseppe Commisso, l’Assessora alle Politiche della Scuola, Edilizia Scolastica, Cultura, Sport e Politiche Giovanili del VII Elena De Santis e il Presidente della Commissione Sport del VII Attilio Giannone. Ospite d’onore il campione di basket degli anni ’90 Maurizio Ragazzi, celebre realizzatore del canestro da tre punti insaccato sulla sirena, con il pallone scagliato addirittura dalla sua metà campo, che diede la vittoria alla Virtus Roma di un punto contro gli storici avversari della Juvecaserta. Il campione ha mostrato ai giovani presenti nel parco di Torrespaccata il celeberrimo canestro, e i ragazzi hanno cercato di imitarlo, partecipando a un contest molto apprezzato dai presenti, dove il primo che è riuscito a mandare la palla in rete ha vinto una medaglia offerta da Roma Capitale. Il progetto nasce sulla scia del fondo “Sport e Periferie”, stanziato dal Governo per il triennio 2015-2017 e trasferito poi al Coni, promotore della riqualificazione e realizzazione di impianti sportivi nelle zone più periferiche della Capitale. Verranno realizzati quindi altri 13 Playground, dopo quello del XIV e del VII, uno per ogni municipio della Capitale. «Oggi diamo una valenza fattiva a un progetto iniziato solo poco più di un anno fa. Il Playground sarà un punto di incontro per bambini e famiglie, dando loro la possibilità di avere un nuovo slancio a livello sociale e interpersonale, superando le barriere e gli squilibri economico-sociali presenti nelle aree urbane più svantaggiate. Per questa Amministrazione promuovere le periferie e dar loro una nuova linfa vitale è fondamentale, riteniamo per questo imprescindibile proporre la valorizzazione del sociale attraverso lo sport e il divertimento. Mi preme fare diversi ringraziamenti: il Coni, per la celerità con cui ha dato vita al progetto e per quelli che attuerà nei prossimi mesi, Maurizio Ragazzi per essere intervenuto con tale entusiasmo all’inaugurazione, l’Assessorato all’Ambiente, il Dipartimento e in particolar modo il Municipio per la collaborazione in questo ultimo anno per arrivare alla realizzazione dell'impianto», ha dichiarato Daniele Frongia. «Anche nel VII Municipio arriva una nuova area verde dedicata allo sport. Prosegue il nostro impegno per potenziare l’attività sportiva e riqualificare le aree verdi, un lavoro che stiamo portando avanti in tutti i municipi. Nel parco di Torrespaccata inauguriamo questo nuovo playground con un’area giochi attrezzata e un campo multi sport. In questo modo valorizziamo il grande patrimonio verde di Roma risorsa indispensabile per bambini, ragazzi e adulti che scelgono di passare il loro tempo libero all’aria aperta», dichiara Pinuccia Montanari.

 

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Cronaca

Roma, code all’Inps: gente in fila sotto pioggia e neve, arrivano i carabinieri

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

(di Elena Panarella) – Code lunghissime e tanta rabbia all’Inps di via Longoni. «Ogni giorno da mesi la situazione è sempre la stessa», è lo sfogo corale di chi attende per ore (in piedi) di entrare negli uffici sulla Prenestina. Anziani, donne in gravidanza, disabili e tante altre persone accalcate al freddo e al gelo. «Non ci lasciano nemmeno andare in bagno – si sfoga un signore con i capelli bianchi e un cappello – è una vergogna».

Nell’avviso datato 31 ottobre 2017, è scritto a chiare lettere che «a causa di comprovate ragioni di sicurezza e in attesa dell’effettuazione dei lavori, al fine di evitare un sovraffollamento non possono essere ricevute più di 40 persone nell’edificio». Questo comporta inevitabilmente che all’esterno si formi ogni giorno «una fila di decine e decine di persone, tra cui numerosi anziani, che debbono aspettare in piedi per più ore, esposte al freddo, al vento e alla pioggia prima di poter entrare negli uffici», spiega uno dei tanti utenti. Ma allora «se la struttura non è idonea o non ci sono spazi adeguati, bisogna prendere provvedimenti». 

LA RABBIA «Due ore in coda con dolori forti alle ginocchia senza avere la certezza di riuscire ad entrare. Ma le sembra possibile?», si sfoga una signora sulla settantina. «I numeri per poter conferire con gli impiegati vengono dati all’interno dell’edificio solo fino alle 12 – gli fa eco Emilio G., anche lui in attesa di arrivare al bancone – per cui può succedere, come peraltro è successo a me ieri, di fare la fila per più di un’ora inutilmente e di dover poi tornare il giorno dopo». Ovviamente la fila non si conclude all’esterno dell’edificio: «Una volta entrati e preso il bigliettino, bisogna affrontare all’interno una seconda fila di mezz’ora circa, ma almeno questa avviene al riparo e al caldo, con la possibilità di sedersi e di poter andare al gabinetto». «Una realtà triste e molto spiacevole – aggiunge – soprattutto per chi ha lavorato tanti anni e poi si trova a dover subire tutto questo solo per poter consegnare un documento». «Ogni giorno c’è bisogno dell’intervento delle forze dell’ordine», si sfogano. E ieri è toccato (per l’ennesima volta) ai carabinieri. «L’esasperazione e la sensazione di abbandono è davvero tanta – dice Anna E., 48 anni, al terzo giorno in coda nel tentativo di entrare – intere mattinate di lavoro perse». È un’attesa snervante. Un’attesa di gente sbuffa, guarda orologi, si muove nervosamente. Un’attesa che «ti porta a perdere la pazienza». E domani si ricomincia.

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Cronaca

Tornano i binari a piazza Vittorio. E sotto ci sarà la linea C

(Fonte: www.iltempo.it)

(di Fernando M. Magliaro) – Fino alla metà degli anni 70 i tram arrivavano ovunque: ci sono foto d’archivio con il tram che girava intorno al Pantheon, in via Cairoli all’Esquilino, in via Appia Nuova da Colli Albani all’aeroporto di Ciampino. Prima vennero i tagli alla rete negli anni ‘60 e ‘70 in nome del progresso dei bus a gasolio, poi lo smantellamento anche dei binari durante il governo Rutelli. Ora, dietro front: Virginia Raggi, sindaco di Roma, insieme agli assessori alla Mobiità, Linda Meleo, e all’Urbanistica, Luca Montuori, ha annunciato il ripristino del tram da piazza Vittorio a largo Corrado Ricci, lungo via Cavour. Il percorso prevede che i tram provenienti dalla Prenestina, giunto a piazza Vittorio, passi per via dello Statuto, scenda per via Giovanni Lanza, confluisca su via Cavour e termini a Largo Corrado Ricci ai Fori Imperiali, a 580 metri di distanza da piazza Venezia. 5 milioni di euro l’investimento previsto con i cantieri che, nella visione del Campidoglio, partiranno a maggio 2019 per concludersi nel 2020. L’idea di chiudere il cerchio e riuscire a creare il grande passante tranviario unendo il capolinea di Largo Corrado Ricci con quello del tram 8 a piazza Venezia. Sono poco più di 600 metri ma davvero difficili: è il cuore archeologico di Roma e, secondo quanto trapela, l’idea della Soprintendenza sarebbe quella di far passare il tram lungo via Alessandria, ripristinando il tracciato del tram antecedente la creazione di via dei Fori Imperiali. Sotto i quali, comunque, dovrà passare la linea C della metro dopo aver lasciato Colosseo (giusto ieri l’assessore Meleo ha annunciato che entro una ventina di giorni inizieranno le perforazioni delle talpe meccaniche da San Giovanni a Colosseo) in direzione piazza Venezia.

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Cronaca

Consegnava la droga dalla finestra, arrestato pusher

I clienti aspettavano sotto la sua finestra il pusher che, una volta ricevuti i soldi, dalla grata, consegnava loro la droga. A porre fine alla sua “attività” ci hanno pensato gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato Primavalle. Gli investigatori, venuti a conoscenza dell’attività di spaccio in uno dei palazzi del comprensorio di case popolari denominato “Lotto 29”, si sono piazzati con le telecamere ed hanno immortalato un uomo, poi identificato per P.E., romano di 41 anni, che da due finestre del piano rialzato, vendeva dello stupefacente. Per non pregiudicare le indagini, i poliziotti hanno seguito l’ennesimo cliente e lo hanno bloccato. Il tossicodipendente aveva in tasca un “ventino” di cocaina cotta (crack), ovvero circa 0.3 grammi di stupefacente che viene venduto convenzionalmente al prezzo di 20 euro. Accertata la vendita, i poliziotti hanno atteso che lo spacciatore uscisse di casa per arrestarlo. Il via vai di tossicodipendenti non si è interrotto neanche mentre gli agenti perquisivano l’abitazione di P.E., a testimonianza di quanto fosse radicato lo spaccio. Al 41enne sono stati sequestrati alcuni grammi di cocaina cotta, 450 euro e la contabilità delle vendite. Proseguono le indagini per risalire al fornitore del pusher.

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Cronaca

Gemelli e San Camillo, due importanti interventi

Effettuati con successo per la prima volta in Italia al Policlinico Universitario A. Gemelli dall’equipe chirurgica dell’Unità Operativa Trapianti di rene, guidata dal Prof. Franco Citterio, e all’Ospedale San Camillo dall’equipe chirurgica guidata dal Prof. Massimo Iappelli del Dipartimento Interaziendale Trapianti POIT diretto dal Prof. Giuseppe Maria Ettorre, due trapianti di rene con modalità crociata e con il contemporaneo utilizzo della tecnica cosiddetta AB0 incompatibile. La tecnica consiste nel “ripulire” il sangue del paziente ricevente dagli anticorpi (cioè nel rimuoverli, eliminandoli) contro gli altri gruppi sanguigni in modo che non vi siano reazioni di rigetto. A due mesi dall’intervento i due donatori e i due riceventi godono di ottima salute. Quando una persona vuole donare un rene a un paziente affetto da insufficienza renale cronica in dialisi, alcune volte non è possibile fare il trapianto del rene perché la coppia è incompatibile: per la presenza di anticorpi contro le caratteristiche genetiche del donatore (anticorpi anti-HLA donatore specifici) o per la presenza di anticorpi contro il gruppo sanguigno del donatore (trapianto AB0 incompatibile). «Per risolvere queste incompatibilità oggi abbiamo a disposizione due tecniche – spiegano Citterio e Iappelli -: il trapianto crociato e il trapianto con desensibilizzazione ABO. Nel trapianto con modalità crociata vi sono due coppie AB e CD dove ciascun donatore vuole donare un rene al proprio ricevente, ma ciò non è possibile perché in una coppia il donatore A ha anticorpi contro il ricevente B, ma non contro il ricevente D, e nell’altra coppia il donatore C ha anticorpi contro il ricevente D, ma non contro il ricevente B. Si può procedere quindi al trapianto con lo scambio di coppia». In questo caso il donatore A dona al ricevente D e il donatore C dona al ricevente B. Nel caso in questione il gruppo sanguigno del donatore A non era compatibile con quello del ricevente D e quindi non era possibile effettuare lo scambio, ma lo scambio è stato reso possibile desensibilizzando il ricevente D, cioè rimuovendo dal suo sangue gli anticorpi contro il gruppo sanguigno del donatore A. «Abbiamo dunque, per la prima volta in Italia, abbinato due diverse tecniche per risolvere una complessa rete di incompatibilità – proseguono Citterio e Iappelli -: il trapianto crociato e la desensibilizzazione AB0. Sinora le due tecniche sono state considerate alternative e non complementari. Questi due trapianti non sarebbero stati possibili altrimenti». Tutto ciò è stato reso possibile dalla costante e ben coordinata collaborazione tra le equipe del trapianto di rene della Fondazione Policlinico A. Gemelli e del Dipartimento Interaziendale Trapianti POIT dell’Ospedale San Camillo di Roma, il Centro Regionale Trapianti e l’ARES 118. Nel dettaglio, come è avvenuta la complessa operazione salvavita? Gli interventi di prelievo laparoscopico dei due reni donati si sono svolti contemporaneamente al Policlinico Gemelli e al San Camillo. Quindi automezzi dell’ARES 118 hanno trasferito i due organi da un ospedale all’altro e si sono iniziati i trapianti dei due reni, effettuati al Policlinico Gemelli dall’equipe chirurgica dell’Unità Operativa Trapianti di rene, guidata dal Prof. Franco Citterio, e all’Ospedale San Camillo dall’equipe chirurgica guidata del Prof. Massimo Iappelli del Dipartimento Interaziendale Trapianti diretto dal Prof. Giuseppe Maria Ettorre. Determinante per il successo di questi trapianti è stata la stretta collaborazione con l’Unità Operativa di Emotrasfusione del Gemelli diretta dalla Prof. Gina Zini e con il laboratorio di Tipizzazione Tissutale HLA e Immunologia dei Trapianti del Centro Regionale Trapianti diretto dalla Prof. Antonina Piazza. Il coordinamento delle attività logistiche, necessario allo scambio dei due reni, è stato svolto dal Centro Regionale Trapianti della Regione Lazio, diretto dal Prof Maurizio Valeri, e dall’Ares 118 diretto dal Dr. Antonio Ientile. «Il trapianto di rene da donatore vivente è oggi la migliore cura possibile per un paziente affetto da insufficienza renale terminale – concludono Citterio e Iappelli -, garantendo migliore sopravvivenza del paziente, migliore qualità di vita e costi significativamente minori rispetto al trattamento dialitico. L’integrazione tra le nuove possibilità tecniche e organizzative apre nuove possibilità di cura per i tanti pazienti in attesa di un trapianto di rene».

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Cronaca

Frascati, blitz dei Carabinieri, fermato presunto spacciatore

Al termine di una mirata attività antidroga, i Carabinieri della Stazione di Frascati, con l’ausilio delle Unità del Nucleo Cinofili di Ponte Galeria hanno arrestato un 37enne nigeriano, già noto alle forze dell’ordine, con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Dopo un prolungato servizio di osservazione, i Carabinieri sono intervenuti ed hanno bloccato lo straniero mentre si aggirava con fare sospetto in via Santa Croce di Frascati. A seguito della perquisizione personale e successivamente di quella domiciliare, i militari hanno rinvenuto e sequestrato 9 grammi di “marijuana”, suddivisa in 14 dosi, occultate su un mobile della cucina, una dose di due grammi di “hashish”,  materiale vario per il confezionamento delle dosi e 30 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività illecita. L’arrestato è stato trattenuto in camera di sicurezza, in attesa della celebrazione del rito direttissimo.

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Cronaca

Incendia la porta dell’ex, fermato stalker

E’ stato bloccato all’aeroporto di Fiumicino dalla Polizia di Stato mentre stava per imbarcarsi su un volo diretto in Sardegna. 62 anni, di Cagliari, l’uomo,  poche ore prime, aveva incendiato la porta dell’appartamento della sua ex compagna. Non rassegnandosi infatti alla fine della relazione sentimentale, G.S. – queste le sue iniziali – era giunto da Cagliari la mattina, presentandosi presso l’abitazione della donna, al prenestino. Le resistenze di quest’ultima a farlo entrare in casa, invitandolo ad andar via, hanno scatenato l’ira dell’uomo il quale, dopo averla pesantemente minacciata, si è allontanato per tornare dopo qualche minuto e svuotare una intera tanica di benzina sulla porta, appiccando l’incendio. Con l’aiuto dei vicini la donna è riuscita ad uscire mettendosi al sicuro, mentre l’uomo è fuggito. Sono stati gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura ad intervenire, a seguito della segnalazione diramata via radio dalla Sala Operativa. I poliziotti hanno ricostruito con la vittima quanto accaduto; la donna ha raccontato di aver avuto una relazione sentimentale con l’uomo, e di aver vissuto per qualche mese con lui a Cagliari. L’interruzione del rapporto era avvenuta per il comportamento violento del 62enne  il quale, peraltro, aveva già in passato subito denunce per maltrattamenti da un’altra sua ex compagna. Immediate le indagini per riuscire a rintracciarlo. Conoscendo la sua provenienza, ed intuendo potesse far ritorno in Sardegna, gli agenti dell’UPGSP hanno avvisato gli uffici di polizia negli aeroporti della Capitale, diramando la sua fotografia; infatti, poco dopo, l’uomo è stato individuato dagli agenti della Polaria di Fiumicino, proprio mentre stava per salire su aereo diretto a Cagliari.
 

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Sport

Campidoglio, pronto il Nuovo Regolamento per gli Impianti Sportivi

Arriva il Nuovo Regolamento per gli Impianti Sportivi di proprietà di Roma Capitale che tutela la pratica dello sport in strutture pubbliche di qualità e a prezzi calmierati. L’ultimo regolamento risale al 2002 e risulta obsoleto e non allineato alle normative nazionali. La programmazione delle nuove gestioni terrà conto del ciclo di vita degli impianti, al fine di garantire da un lato la continuità e la certezza del servizio pubblico offerto e scongiurare dall’altro il rischio di degrado e di deterioramento delle strutture a danno del patrimonio pubblico. Ampio spazio ai progetti più meritevoli dal punto di vista gestionale e didattico che promuovano la migliore fruibilità ed efficienza degli impianti nella più ampia tutela del valore educativo, sociale e culturale dello sport. È stata introdotta un’ulteriore novità: adottare una Carta della Qualità dei Servizi Sportivi di Roma Capitale, finora mai attuata. Le principali novità del Nuovo Regolamento:
-classificazione degli impianti sportivi, con durata differenziata in base alla complessità gestionale;
-possibilità di prevedere una durata minima della concessione differenziata in base alla tipologia di impianto, indipendentemente dalla eventuale previsione di lavori da realizzare;
-soggetti ammessi alle gare riconosciuti a fini sportivi da Coni, Cip, Mipaf, Ministero dello Sport;
-divieto di effettuare proroghe reiterate della concessione ma previsione della durata della concessione già nel bando di gara. «Dopo 16 anni Roma Capitale si dota di un Nuovo Regolamento per gli Impianti sportivi. Lo Sport presso le strutture pubbliche deve mirare al benessere dell’individuo e alla sua piena realizzazione. L’interesse non deve compromettere la funzione di valore educativo, sociale e culturale dello sport che viene tutelata dalle discipline sportive di base. Queste attività devono quindi essere garantite ed eventuali modifiche delle attività previste dal Bando devono avere una preventiva autorizzazione da parte dell’Amministrazione Capitolina», dichiara la Sindaca di Roma Virginia Raggi. «Lo Sport deve poter essere accessibile a tutti e diventare una pratica virtuosa diffusa tra tutti i cittadini. Abbiamo così ritenuto importante inserire un criterio che preveda l’abbattimento dei canoni di concessione laddove ci siano delle condizioni innovative, inclusive per la collettività. Si punta ad un piano economico-finanziario di programmazione di lavori di manutenzione a lungo raggio, già richiesto nell’avviso pubblico, in modo da poter garantire sempre la massima efficienza e piena funzionalità degli impianti ed innalzare il livello di qualità della pratica sportiva», afferma l’Assessore allo Sport, Politiche Giovanili e Grandi Eventi cittadini Daniele Frongia. «Grazie al nuovo Regolamento sugli Impianti sportivi, Roma Capitale dirà finalmente addio al regime di proroga degli affidamenti e stabilirà criteri di concessione oggettivi e trasparenti. Sarà introdotta una carta della qualità dei servizi sportivi, che oggi manca. Attraverso la selezione pubblica degli operatori, affideremo gli impianti con concessioni scadute da anni. Roma Capitale riparte da regole certe e ben determinate. Quelle stesse regole che sono clamorosamente mancate nelle precedenti gestioni amministrative», commenta il Presidente della Commissione Sport Capitolina Angelo Diario.

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Cronaca

Regione Lazio, 2 milioni e 400mila prestazioni erogate dalla Case della Salute

«Due milioni e 400mila prestazioni: questi i numeri registrati dalle 16 Case della Salute di tutto il Lazio nel 2017, con un incremento del 20% rispetto all’anno precedente. Numeri di una scommessa che abbiamo vinto, perché le Case della Salute di Roma, della sua provincia e delle 4 province del Lazio rappresentano oramai un punto di riferimento importante per tantissimi cittadini, che senza dover ricorrere alle cure presso i Pronto Soccorso degli ospedali, possono contare sulla professionalità e sulla disponibilità di tanti medici ed operatori sanitari all’interno di queste strutture». Così il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti commenta i numeri relativi alle prestazioni erogate nelle Case della Salute del Lazio. «Chirurgia ambulatoriale, screening, prelievi, visite ambulatoriali, consulti allo sportello antiviolenza, sono tantissime le prestazioni richieste dai pazienti che sono stati ascoltati, curati e solo in alcuni casi, quelli più gravi, sono stati indirizzati altrove per ulteriori controlli. Le Case della Salute sono state pensate e realizzate per concretizzare, insieme agli Ambulatori aperti nei week-end e ai laboratori di Pediatria, un sistema sanitario che abbraccia le esigenze dei pazienti di ogni età e delle loro famiglie in ogni momento e per i casi di più immediata e semplice risoluzione, snellendo e non di poco la mole di lavoro dei Pronto Soccorso. Una rete sociosanitaria, stabile e affidabile, che grazie alla disponibilità di medici e operatori in questi anni ha contribuito a cambiare il volto della sanità laziale».
 

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Cronaca

Ispezione dei Carabinieri nel cuore della movida romana

Un’intensa attività di controllo nel cuore della Movida della Capitale, messa in atto dai Carabinieri della Compagnia Roma Centro, ha portato all’arresto di 2 persone, alla denuncia a piede libero di altre 3, al sequestro di dosi di droga e di coltelli. Il servizio, a cui hanno partecipato decine di militari dei Comandi Roma piazza Venezia, delle Stazioni Roma Quirinale e Roma Aventino, dell’8° Reggimento “Lazio” e del N.A.S. di Roma, ha permesso di scandagliare a fondo le zone maggiormente frequentate da persone in cerca di divertimento. Nel corso delle operazioni, un cittadino egiziano di 38 anni e un cittadino tunisino di 25 anni, entrambi con precedenti, sono stati arrestati con l’accusa di rapina. I due, insieme ad un complice che è riuscito a darsi alla fuga, hanno accerchiato un 28enne in via di Monte Testaccio, derubandolo del telefono cellulare dopo averlo ripetutamente spintonato. L’egiziano, durante le perquisizioni, è stato trovato anche in possesso di 3 gr. di cocaina e 2 gr. di hashish, motivo per cui è stato anche denunciato a piede libero per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Un cittadino marocchino di 27 anni, nella Capitale senza fissa dimora e con precedenti, è stato denunciato a piede libero dai Carabinieri che lo hanno sorpreso in via Palestro in possesso di 10 gr. di hashish già suddivisi in dosi. Un cittadino egiziano di 23 anni ed un cittadino tunisino di 24 anni, entrambi nella Capitale senza fissa dimora e con precedenti, sono stati controllati e sorpresi – rispettivamente in piazza del Biscione e in Largo di Villa Peretti – in possesso di due coltelli a serramanico di genere proibito. Durante i controlli eseguiti con i Carabinieri del N.A.S. di Roma, al titolare di un ristorante di Largo dei Chiavari è stata contestata l’omessa applicazione delle procedure di autocontrollo sulla sicurezza alimentare. Dovrà pagare una sanzione di 2.000 euro.