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Sport

Torna la “Corsa del Ricordo”

Dopo il successo della 1^ edizione di Trieste, dove la manifestazione si è svolta lo scorso 10 dicembre, la Corsa del Ricordo si appresta a vivere a Roma, domenica 4 febbraio, la sua quinta edizione. La gara, come tradizione, è in calendario nella domenica che precede la “Giornata del Ricordo” che ogni 10 febbraio ricorda la tragedia delle Foibe e il drammatico esodo delle popolazioni Giuliano-Dalmata. Anche quest’anno la manifestazione avrà come teatro le strade del quartiere Giuliano-Dalmata, a ridosso della via Laurentina, dove risiedono la gran parte dei profughi giunti nella Capitale ed i loro eredi, i quali hanno fortemente mantenuto la memoria storica delle loro origini e dei loro genitori. L’Asi, l’ente che ha ideato e che da sempre organizza la manifestazione, si avvarrà quest’anno del contributo tecnico del GS Bancari Romani, gli organizzatori della RomaOstia, che costituiranno un valore aggiunto all’evento garantendo, come nei loro standard, un altissimo livello professionale nella gestione della gara. La corsa anche in questa V edizione prevede una 10 chilometri competitiva e una non competitiva di 5 km, con una sostanziale modifica del percorso. Il nuovo tracciato, frutto di un attento studio delle vie del quartiere e delle esigenze dei runners, è stato già presentato al IX Municipio ed è in via di approvazione. La partenza e l’arrivo saranno sempre in Via Oscar Senigaglia, luogo simbolo del quartiere Giuliano-Dalmata, dove alla presenza di autorità e campioni del passato, si svolgerà anche la cerimonia di premiazione.

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Politica

Giunta regionale in sostegno ai comuni terremotati

La Giunta Regionale del Lazio ha reperito un ulteriore milione di euro per finanziare i progetti vincitori del bando per il “Sostegno alle imprese operanti nei 15 Comuni del Lazio nell’area del Cratere Sismico”, che prevede contributi a fondo perduto per gli investimenti delle microimprese. È stata infatti approvata una delibera che aumenta lo stanziamento originale al fine di poter soddisfare le domande pervenute (quasi 700 solo nel primo giorno di apertura dell’avviso). A seguito del grande successo riscosso dal bando, la sua originale dotazione di 2,5 milioni di euro era stata già portata in estate a 4 milioni di euro ed è ora quindi di 5 milioni. Grazie a questo avviso pubblico possono essere concessi finanziamenti fino a un massimo di 20mila euro per gli investimenti delle microimprese (aziende con non più di 10 occupati, fatturato e attivo patrimoniale non superiori a 2 milioni di euro) iscritte al Registro delle Imprese o titolari di Partita Iva, esistenti o di nuova costituzione e aventi sede operativa in uno dei 15 Comuni del Cratere sismico. L’intensità dell’aiuto è pari all’80% delle spese effettivamente sostenute e rendicontate mentre i progetti di investimento devono essere di almeno 4.000 euro. Sono ammesse a contributo le spese, sostenute a partire dal 6 aprile 2017 per investimenti, materiali e immateriali, e consulenze. «Questo avviso pubblico – ha spiegato il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti – fa parte di un pacchetto di interventi della Regione Lazio che mette vari milioni di euro a disposizione delle microimprese delle località laziali colpite dal terremoto, tra contributi a fondo perduto e prestiti a tasso agevolato o a tasso zero, per sostenere nuovi investimenti e garantire alle aziende la liquidità necessaria per andare avanti fino alla piena ripartenza dell’attività. Si tratta di un aiuto concreto per dare speranza e futuro». Oltre al bando che concede contributi a fondo perduto per le microimprese del Cratere, fa parte del pacchetto un secondo avviso che mette in campo finanziamenti agevolati al tasso dell’1% fino a 25.000 euro per gli investimenti delle microimprese considerate non bancabili. Si tratta della nuova edizione di Fondo Futuro (la cui dotazione complessiva per tutto il territorio regionale è di 31,5 milioni di euro, risorse provenienti dai fondi europei Por-Fse 2014-2020), rifinanziato dopo il successo dell’edizione 2016; è uno strumento di microcredito pensato per erogare piccoli finanziamenti a tasso agevolato a microimprese e a liberi professionisti che si trovino in situazioni di difficoltà di accesso al credito bancario. All’interno dello stanziamento complessivo è prevista una riserva di 8 milioni (sui quattro anni, dal 2017 al 2020, di cui 5 milioni per i primi due anni) dedicata alle imprese che hanno o intendono aprire almeno una sede operativa in uno dei 15 Comuni dell’area del cratere sismico. Il bando è ancora aperto per le imprese dell’area colpita dal sisma. Un terzo bando, poi, “Liquidità Sisma”, prevede finanziamenti a tasso zero fino a 10.000 euro per esigenze di liquidità delle microimprese (e destinati a pagamento di imposte, fornitori ecc.) dell’area del Cratere sismico. In questo caso le imprese dovevano già esistere al momento dell’evento sismico del 24 agosto 2016, devono avere sede operativa in uno dei 15 Comuni dell’area del Cratere (ditte individuali, società di persone e società di capitali) e avere difficoltà o impossibilità di accesso al credito bancario ordinario. Il bando è attualmente aperto.

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Politica

ASL Roma 1: firmati 43 nuovi contratti

La fine dell’anno si chiude con una buona notizia sul fronte lavoro. Venerdì pomeriggio nel Salone del Commendatore della ASL Roma 1 ad essere firmati, alla presenza della Direzione Aziendale della ASL, sono stati 43 contratti che segnano un nuovo inizio per altrettanto personale sanitario. Si tratta di un momento importante per tutti i professionisti coinvolti, tra assunzioni e stabilizzazioni. Scendendo nel dettaglio sono 24 infermieri, 10 tecnici (neurofisiopatologia e radiologia) e di 9 dirigenti medici impegnati in attività diverse: si passa dalla veterinaria alla medicina interna, farmacia, gastroenterologia, ostetricia e ginecologia, ortopedia e traumatologia, psichiatria. Il processo di stabilizzazione arriva dopo un lungo periodo di stasi, 10 anni, caratterizzati dal blocco del turnover legato alle difficoltà economiche che il Lazio ha attraversato negli anni passati. Un aspetto, questo, sottolineato anche in una lettera del Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, consegnata ai dipendenti. «Si conclude una lunga fase di incertezza e sacrifici – scrive il Governatore – e finalmente dopo anni poniamo fine ad una condizione inaccettabile di lavoro precariato, grazie ad un contratto a tempo indeterminato che restituisce ad ognuno di voi meritate prospettive di serenità. La vostra stabilizzazione, attraverso la procedura concorsuale, non è soltanto il riconoscimento di un diritto, ma anche una condizione fondamentale per far funzionare meglio l’organismo della sanità regionale. La diffusione del lavoro precario ha ostacolato lo sviluppo della sanità del Lazio, ha spinto altrove tantissimi operatori, ha disgregato équipe sanitarie e mortificato competenze. Ora quella stagione si chiude».

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Politica

Pernarella (M5S): “Legislatura regionale incapace di programmare”

«L’incapacità di programmare è stata la caratteristica principale di questa Legislatura, come dimostra l’assenza di un piano rifiuti. Altra prerogativa  è stata quella di vendersi la pelle dell’orso prima di averlo cacciato, come ad esempio  l’aver proclamato l’uscita dal commissariamento della sanità. Zingaretti e il PD hanno provato a spacciare il fallimento dell’ esercizio provvisorio come una forma di tutela per chi verrà dopo, senza dire che il bilancio oggetto di esercizio provvisorio per il 2018 è quello approvato in Giunta lo scorso 11 dicembre. Una maggiore tutela per la prossima legislatura sarebbe stata quella di non occupare a fine corsa i posti apicali dell’amministrazione regionale e delle società partecipate nominando i propri accoliti, ma cinque anni di Zingaretti ci hanno insegnato che al Presidente la sostanza interessa meno dell’immagine e il fare meno dell’apparire. Quello approvato oggi, con il nostro voto contrario, è l’ultimo provvedimento licenziato da quest’aula, in attesa che i cittadini del Lazio ci offrano l’occasione di provare a riparare ai danni fatti anche da questa legislatura». Lo ha affermato la capogruppo in Regione Lazio del M5S Gaia Pernarella.

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Cronaca

Una strada per Rita Levi Montalcini

Il 30 dicembre del 2012 moriva nella sua casa romana Rita Levi-Montalcini, una delle più grandi scienziate italiane di tutti i tempi. Era nata a Torino il 22 aprile 1909. Rita Levi-Montalcini vinse nel 1986 il Premio Nobel per la medicina grazie alla scoperta del fattore di crescita neuronale (NGF). È stata la prima donna a essere ammessa alla Pontificia Accademia delle Scienze. Nel 2001 fu nominata senatrice a vita dall'allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi per i suoi meriti sociali e scientifici. A distanza di 5 anni la nipote Piera Levi-Montalcini, a lungo collaboratrice della Zia e presidente dell'Associazione Levi-Montalcini, lancia un appello alla Sindaca Virginia Raggi, «affinché la città di Roma dove la Zia Rita ha vissuto e lavorato fino alla fine della sua vita possa tributarle il giusto riconoscimento con l'intitolazione di una strada della Capitale».

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Politica

Roma, la città delle auto abbandonate. “Gara per rimuoverne cinquemila”

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Lorenzo D'Albergo) – Le più vecchie sono state aggredite dalla ruggine e ridotte a ferraglia da rottamare. I modelli più recenti, spesso abbandonati da chi in tempi di crisi non può più permettersi di pagare l'assicurazione o le riparazioni di un meccanico, sono stati cannibalizzati: via i pezzi ancora buoni, quelli che hanno un valore sul mercato dei ricambi. In tempi di crisi, si sa, ogni euro pesa. Ora, però, il Campidoglio 5S ha deciso di darci un taglio. Di eliminare nel giro di due anni le carcasse di 5.500 auto parcheggiate in strada a tempo indeterminato.

Per questo i vigili urbani stanno cercando aziende che, in cambio di 151mila euro, per conto dei caschi bianchi si occupino di rimuovere i veicoli "in presunto stato di abbandono" occupandosi pure della loro eventuale cancellazione dal pubblico registro automobilistico e, quindi, della demolizione.

Nel dossier firmato dall'ex comandate Carlo Buttarelli, i pizzardoni lanciano l'allarme: "Il fenomeno dell'abbandono dei veicoli sul suolo cittadino costituisce da sempre un annoso problema per l'amministrazione capitolina per la sua capacità di contribuire a creare un senso di degrado, allarme sociale e disagio nella cittadinanza " . Seguono gli esempi: " Attorno a queste auto, infatti, possono avvenire attività illecite, velocemente diventano luoghi di ricovero per senza fissa dimora, vegnono frequentemente " aggredite" da chi cerca di recuperare pezzi e parti ancora utili, sottraggono oltrettutto posti auto alla cittadinanza " . Mettendo in fila tutte le quattro ruote che il Comune vorrebbe rimuovere, si riempirebbe per tre volte il parcheggione sotterraneo di Villa Borghese. Ma non è finita qui: " I veicoli abbandonati costituiscono anche un problema igienico- sanitario – si legge ancora nella relazione – in quanto spesso favoriscono l'abbandono all'interno degli stessi di ogni genere di rifiuto".

Un fenomeno che si ripete in tutta Roma. La mappa stilata dai vigili urbani sulla base degli interventi di rimozione portati a termine ( in proprio) dal primo settembre 2015 al 31 marzo 2017 stabilisce la classifica dei municipi con più mezzi abbandonati. Il primo, senza troppe sorprese, è il VII: tra l'Appio e il Tuscolano, una delle aree più popolose di Roma, sono state individuate 514 vetture abbandonate. Seguono il centro storico e Prati con 424 tra auto e moto. Sul podio, al terzo posto con 387 mezzi, c'è il municipio II che comprende San Lorenzo, il quartiere Trieste, Parioli e le strade attorno a piazza Bologna. La graduatoria continua con i 379 veicoli dell'Aurelio, i 333 del municipio V ( dal Pigneto a Tor Sapienza, passando per la Togliatti) e i 328 di Montesacro e Nuovo Salario.

Secondo la polizia municipale, ogni rimozione dovrebbe costare 27,46 euro al Comune. Sempre che il bando diviso in due lotti, mettendo in concorrenza più aziende, non abbatta il prezzo di ogni singolo intervento. L'imporante, però, ora è sbrigarsi. Il trend degli abbandoni è infatti stabile, se non in aumento, "anche a causa della crisi economica e dell'impossibilità di motli, soprattutto soggetti irreperibili o società che falliscono, di provvedere alle spese di manutenzione di veicoli che, per lo più non sono in grado di circolare".
Per le altre rimozioni, quelle delle auto lasciate dai conducenti in doppia fila o in divieto di sosta, invece ci sarà ancora da attendere. " Il bando è alle porte " , ripetono ormai da mesi dal Comune. Ma non ce n'è ancora traccia.

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Cronaca

Roma, riciclaggio e fatture false: arrestati 4 imprenditori. Un giro d’affari da 55 milioni

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

Centinaia di indagati, prestanome pagati mille euro al mese, fatture false per quasi 80 milioni, oltre 50 milioni riciclati. È il bilancio dell'operazione 'Easy Money' condotta dagli uomini del Nucleo di polizia valutaria della Guardia di Finanza che ha portato all'emissione, da parte del gip di Roma, di quattro misure cautelari nei confronti di altrettanti imprenditori considerati al vertice di un'organizzazione criminale dedita all'emissione di fatture false, al riciclaggio e all'autoriciclaggio.

Secondo gli investigatori, coordinati dalla procura di Roma, l'organizzazione era operativa da diversi anni nella capitale ed era formata da decine di persone che provvedevano a cercare nuovi clienti, costruire società 'cartierè, predisporre false fatture e riciclare il denaro proveniente dai pagamenti delle fatture illecite.

In alcuni casi il sistema messo in piedi dall'organizzazione è stato utilizzato per sottrarre risorse a società prossime al fallimento. I finanzieri del Valutario hanno ricostruito tutte le attività operative degli indagati, acquisito centinaia di conversazioni tra i membri dell'organizzazione e filmato anche gli incontri per la riconsegna del contate ai clienti che avevano messo a disposizione le risorse per le false fatture.

In sostanza, le società 'cartierè, che hanno emesso fatture false per 78 milioni, erano intestate a teste di legno che venivano pagate 1.000 euro al mese. I clienti, invece, pagavano le fatture con bonifico bancario e successivamente il denaro veniva distribuito ai cosiddetti 'camminatorì che tutti i giorni avevano il compito di prelevarlo. Queste somme venivano poi imbustate e restituite alle centinaia di clienti dell'organizzazione, tra cui singoli soggetti e aziende che sono finiti tutti iscritti nel registro degli indagati.

Tra i camminatori, hanno scoperto i finanzieri, c'era anche un intero nucleo familiare al quale l'organizzazione riconosceva l'1% sui prelievi. Le indagini hanno accertato che l'organizzazione ha riciclato in questo modo oltre 55 milioni mentre il resto del denaro ottenuto con le false fatture serviva a far funzionare l'organizzazione, a pagare gli stipendi ai collaboratori e a finanziare altre società, in questo caso però operative e riconducibili agli indagati. Per uno dei 4 imprenditori accusati di essere al vertice dell'organizzazione, il Gip ha disposto la custodia cautelare in carcere. Per altri due sono invece scattati gli arresti domiciliari mentre per il quarto è stato disposto l'obbligo di presentarsi quotidianamente alla polizia giudiziaria.

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Cronaca

Banda Lupin KO

Sarebbero state delle festività natalizie molto redditizie per 3 cittadini russi, di 29, 30 e 32 anni se i Carabinieri della Stazione Roma San Lorenzo in Lucina non li avessero bloccati in tempo, poco prima del loro rientro in patria con un bottino di oltre 40.000 mila euro di capi griffati. Finiti in manette con l’accusa di furto in concorso, i tre in due giorni, hanno fatto razzia all’interno delle boutique più esclusive del centro storico. Un piano mirato, quello della “banda di Lupin”, che era già pronta a rientrare in Russia quanto prima. Ma i malviventi non avevano fatto i conti con i Carabinieri che, già dopo il loro primo colpo, li tenevano d’occhio, bloccandoli in flagranza all’interno di un negozio in piazza San Lorenzo in Lucina. Quando sono entrati in azione nella lussuosa Maison di piazza in lucina, i militari ne hanno bloccati due, uno che faceva da palo controllando i movimenti del personale addetto alla vendita e uno che aveva occultato, sotto il giubbotto, una borsa del valore di circa 3.500 euro dopo aver forzato le placche antitaccheggio. Dopo aver individuato la stanza dell’hotel dove i due fermati erano alloggiati, i Carabinieri l’hanno ispezionata sorprendendo il terzo complice che stava sistemando altra refurtiva in quattro grosse valige trolley: capi d’abbigliamento, borse e portafogli tutti griffati, asportati dalle altre boutique del centro storico. Il valore totale della refurtiva recuperata dai Carabinieri è di oltre 40.000 euro. I tre arrestati sono stati portati in caserma e trattenuti in attesa del rito direttissimo. Le indagini dei Carabinieri procedono al fine di verificare se la banda di ladri agisse su commissione per rubare capi specifici e i canali di riciclaggio.

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Sport

Maratona grandi numeri

La stagione delle maratone è terminata. Le grandi prove internazionali, ossia quelle che vedono al traguardo oltre 10.000 runners, si sono tutte disputate. Anche in Italia, dove nessuna supera questi numeri, esclusa l'Acea Maratona di Roma, le 55 maratone in calendario si sono svolte, dunque è possibile tracciare un bilancio dell’evento dello scorso 2 aprile analizzando i dati. Gli arrivati della 23^ edizione sono stati 13.318, terzo miglior risultato di finisher di sempre su suolo italiano (14.875 è il primato stabilito dalla Maratona di Roma nel 2014). Un numero che, ancora una volta, pone la 42 chilometri della capitale al primo posto in Italia sia tra le gare sulla distanza che in assoluto per una corsa su strada competitiva. Nello specifico sono arrivati al traguardo 10.514 uomini e 2.804 donne, anche in quest’ultimo caso un primato assoluto. Così come quello degli italiani, 7.407, e dei partecipanti provenienti dall’estero, 5.911 da 131 nazioni (unica gara italiana con oltre 100 nazioni presenti). Sommati agli oltre 60.000 partecipanti della Fun Run di 4 chilometri, la prova dello scorso 2 aprile ha visto correre a Roma oltre 73.000 persone. Come ormai accade da oltre un decennio, quella di Roma si conferma anche la prova più veloce d’Italia. Con il tempo di 2:07:28, l'etiope Tola ha siglato la seconda migliore prestazione maschile annuale su suolo italiano e la terza all time, mentre l'etiope Tusa, che ha vinto in 2:27:21, ha stabilito la migliore prestazione femminile annuale. Sommando i tempi dei due vincitori, così come il podio maschile e il podio femminile, la Maratona di Roma è risultata la più veloce in assoluto in Italia. Prestazioni che hanno fatto valutare l'organizzazione della Maratona di Roma, da parte della IAAF, come la migliore al mondo tra le “Silver Label” e la migliore in assoluto in Italia e addirittura superiore ad alcune prove del ristretto cerchio delle “Gold Label”. Dunque, per il 2018, agli organizzatori della Maratona di Roma è stata confermata la “Silver Label” e comunicato che sono in lizza per ottenere la certificazione “Gold Label” nel 2019. Inoltre, la Maratona di Roma ha ottenuto il massimo riconoscimento da parte dell'European Athletics (il “5-Star Safety and Quality certificate”) e da parte della Fidal (Gold Label). Degno di nota, sempre in fatto di risultati, il crono con il quale Alex Zanardi, sotto un diluvio scrosciante, ha vinto la sua sesta Maratona di Roma in handbike: 1:10:06. Infine, da ricordare la migliore prestazione europea della categoria T11 (3:47:13) stabilita da Annalisa Minetti, cantante, attrice e atleta paralimpica non vedente (bronzo a Londra 2012 nei 1500), che correva a Roma la sua prima maratona. Dopo il riconoscimento ottenuto nel 2017 da parte della Commissione Nazionale Italiana per l'Unesco, anche per l'edizione dell'8 aprile 2018 l'Ente ha concesso agli organizzatori il patrocinio in considerazione del significativo valore dell'iniziativa intesa a favorire una più attiva fruizione del Patrimonio Mondiale dell'Unesco coniugando sport, arte e cultura.

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Politica

Santori FdI: “Roma degrado a cinque stelle”

«In due giorni di ordinaria pioggia invernale, lo scenario della Capitale è quello di una città asiatica battuta dai monsoni. Interi quartieri sembrano essere stati interessati da tempeste e tsunami, come la zona San Francesco ad Acilia, dove non si contano gli alberi caduti a terra per il vento, con pericoli per l’incolumità dei pedoni e per la circolazione. Sosterremo gli esposti alla Procura della Repubblica che i cittadini stanno predisponendo, perché riteniamo ignobile una situazione del genere in cui alberi presumibilmente malati o da sostituire con piante giovani, mettono a repentaglio la sicurezza degli abitanti». E’ quanto ha dichiarato Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio di Fratelli d’Italia. «A Roma – ha proseguito il consigliere – ancora allagamenti negli ospedali, questa volta ci giungono segnalazioni dal San Camillo dove sarebbero state rinviate le radiografie per alcuni bambini a causa di allagamenti nei corrispondenti reparti. Sul fronte della viabilità e del trasporto pubblico la situazione è tra il disperato e il paradossale. Si aprono buche larghe come crateri, ad esempio su via Gregorio VII dove la sindaca Raggi pochi giorni fa esultava per il rifacimento della corsia preferenziale, mentre oggi la strada aperta al traffico automobilistico è una groviera. Dalla metropolitana arrivano le solite e sconsolanti immagini delle stazioni chiuse e costellate di secchi per la raccolta dell’acqua che cade dalle infiltrazioni sui soffitti, con gli utenti costretti a camminare ombrello in mano cercando di restare in piedi sul suolo scivoloso. Infine – ha concluso Santori – i sacchetti dell’immondizia che galleggiano nelle pozzanghere per l’emergenza raccolta rifiuti. Una degrado davvero a Cinque stelle».