E’ intervenuto questa mattina a Radio Roma Capitale, nella trasmissione di Andrea Pranovi, lo studente Pietro Marconcini, al centro negli ultimi giorni delle notizie mediatiche, in seguito alla sua richiesta al Ministro dell’Istruzione e del Merito del governo Meloni, Giuseppe Valditara, di abbassare la propria valutazione finale della maturità da un punteggio di 83/100, da lui conseguito, al punteggio di 60/100.
Lo studente, diciannovenne, che ha affrontato la maturità quest’anno al Liceo Scientifico Statale Plinio Seniore, nella zona Castro Pretorio di Roma, ha scritto nei giorni scorsi una lettera indirizzata al Ministro.
“Questa richiesta nasce da anni di scuola in cui mi sono interessato molto ai sistemi scolastici, anche diversi dal nostro. Non ho mai apprezzato il nostro sistema trovando molte criticità”, ha dichiarato Pietro Marconcini.
Il ragazzo ha continuato, poi, spiegando che ha vissuto un anno di criticità scolastica rischiando la bocciatura e mettendo da parte ogni tipo di interesse ed il proprio benessere, avendo vissuto l’anno di scuola con molto stress.
“Anche io sarei rimasto in silenzio” ha detto Pietro, dopo essere venuto a conoscenza dell’iniziativa di alcuni studenti che hanno deciso di non proferire parola durante l’esame orale della maturità.
“Mi sono reso conto soltanto a quel punto di essere stato incoerente con le mie idee” ha proseguito il giovane, che ha spiegato quindi la motivazione della sua scelta, dovuta alla volontà di vicinanza agli altri studenti e al voler manifestare la propria contrarietà nei confronti del sistema scolastico. Iniziativa sua personale per combattere la logica dei voti, che spesso è fonte di preoccupazione e stress per i giovani, portati a non sentirsi mai all’altezza in un sistema scolastico che richiede sempre di più e che crea una “competizione tossica”, come l’ha definita lo stesso Pietro, che, viceversa, propone una logica diversa, non basata sulla valutazione numerica, ma che non abbassi comunque il livello qualitativo dell’apprendimento.
“Il concetto di merito dovrebbe basarsi su abbattere le barriere sociali tra le persone… ma la scuola non riesce in questo” prosegue poi il ragazzo, che nella sua carica da rappresentante di Istituto ha contribuito negli anni alla creazione di un fondo per aiutare le famiglie in difficoltà.
Il caso dello studente, che ora aspetta una risposta dal Ministro Valditara, è solo l’ultimo episodio di protesta di una generazione che ha vissuto negli ultimi anni momenti difficili, legati anche al periodo della pandemia globale.
In ultimo Pietro si augura che vi sia comprensione verso un cambiamento del sistema, guidato dalle proteste pacifiche degli studenti attualmente messe in atto, simbolo di una disobbedienza civile che non va contro la legge, ma che è finalizzata al miglioramento di un dissenso comune che oggi vige in Italia da parte degli stessi.
A cura di Alessia Torcasio e Francesco Maria Petraglia.