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Cultura

Luca Barbareschi a Radio Roma Capitale 93fm: il Teatro Eliseo rischia di chiudere perché sono ebreo?

Luca Barbareschi, direttore del Teatro Eliseo di Roma è intervenuto oggi ai microfoni di Radio Roma Capitale nel corso della trasmissione di Francesco Vergovich "Roma ogni giorno". Sul rischio di chiusura dell'Eliseo Barbareschi ha dichiarato: "Franceschini dovrebbe essere orgoglioso di avere un teatro virtuoso che con un ventesimo delle risorse è riuscito a stare in piedi, ma che è destinato a morire".

Il direttore dell'Eliseo ha aggiunto: "Ho visto l'intervento di Bergamo sul Sole 24-Ore, ma mi rifiuto di ascoltare uno sciocchezzaio ridicolo, questo sindaco sta facendo chiudere un teatro dopo l'altro. Evidentemente per il Comune di Roma il Teatro non è strategico, d'altronde loro sono un parto di un comico, che ruba anche le idee agli altri, come ad esempio nel caso 'Piantando chiodi nel pavimento con la fronte' di Bogosian".

Barbareschi ha inoltre dichiarato: "Io non voglio litigare con Franceschini, che tra l'altro non mette mai piede in un teatro, ma non può rimangiarsi la parola data e l'emendamento che ha voluto lui. C'è un problema antisemitico perchè sono ebreo? L'anitisemitismo è l'odio verso la libertà di pensiero e questo teatro è nato su questi presupposti".

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Cronaca

Prime casette per Amatrice

È  stata una giornata molto importante ieri, non solo per le 25 famiglie che hanno preso possesso delle prime “casette” ad Amatrice, ma per tutta la popolazione di questa parte d’Italia, dopo un trauma come quello del terremoto. Il totale delle Sae richieste nell’area del comune di Amatrice è di 499 unità. Sono in corso lavori su 16 aree, per un totale di 304 Sae su 30 aree totali. Un risultato che ha tanti diversi protagonisti: dal comune di Amatrice ai tantissimi operatori e volontari impegnati in un enorme sforzo comune sull’obiettivo più importante: dare un tetto alle famiglie dopo lo shock del sisma. Pezzo dopo pezzo, con il contributo di tante persone e con la presenza costante e attiva delle istituzioni. Dal mese di aprile sarà in funzione ad Amatrice la sede decentrata dell’ufficio ricostruzione, uno strumento per stare ancora più vicini a questa comunità, intercettarne i bisogni, rendere più efficiente l’assistenza e la ricostruzione. Nella struttura sarà presente anche l’ufficio tecnico comunale.

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Sport

Rosaria Console attesa protagonista della Maratona di Roma

Quest’anno gli organizzatori della Maratona di Roma hanno puntato molto sulla gara femminile, con l’obiettivo di assaltare il record della russa Galina Bogomolova (2:22.53) stabilito nel 2008, che ancora oggi è la migliore prestazione assoluta su suolo italiano. L’impresa sarà tentata dalla 30enne etiope Koreen Jelela, che vanta un personale di 2:22.43, ovvero 10 secondi sotto il record del tracciato di Roma, e la 25enne etiope Edesa Workenesh, che lo scorso anno ha fissato il suo personal best in 2:24.04. Ma l’attenzione sarà riposta sul rientro in maratona, a quattro anni di distanza, di Rosaria Console, la fondista delle Fiamme Gialle che a Roma arrivò terza nel 2004 e che si presenta con un personale di 2:26.10. Dopo gli ultimi due test sulla mezza maratona, Console si è detta soddisfatta dei crono ed è pronta a puntare in alto, cercando di inserirsi nel gruppo delle africane che da 8 anni monopolizzano la gara. La 37enne atleta di Martina Franca avrà un pace maker d’eccezione: si tratta di Giorgio Calcaterra, il pluricampione del mondo di ultra maratona che alla Maratona di Roma ha sempre stupito per le sue imprese. Il runner romano avrà il compito di tenere il passo da lei indicato e motivarla durante l’intera gara. Grazie alla sua popolarità, Calcaterra avrà migliaia di spettatori che lo inciteranno e di conseguenza Console avrà dalla sua parte il calore dei romani. Sempre per quanto riguarda la partecipazione di atleti italiani, il 2 aprile sarà in gara il campione italiano in carica Ahmed Nasef (p.b. 2:10.59), che punterà ad un piazzamento d’onore.

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Cronaca

Da aprile l’iscrizione agli asili nido di Roma Capitale

Uscirà nei primi giorni di aprile l'avviso pubblico per le iscrizioni agli asili nido di Roma Capitale, anno educativo 2017-2018. In vista della pubblicazione del bando, il Dipartimento Scuola informa le famiglie interessate che anche quest’anno le domande dovranno essere inoltrate esclusivamente in modalità online. E' dunque necessario essere identificati al portale www.comune.roma.it. Il processo di identificazione al portale è subordinato all'invio della documentazione richiesta per la verifica dei dati personali inseriti online e si completa entro alcuni giorni dalla ricezione dei documenti. Si consiglia pertanto di procedere per tempo alla procedura di identificazione. Non ci si deve invece identificare se si ha già la nuova identità digitale "universale" del sistema SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale). I residenti nel territorio di Roma Capitale che non abbiano mai richiesto l’identificazione al sito capitolino, e che abbiano difficoltà ad avviare la procedura, possono rivolgersi agli sportelli demografici dei Municipi. Altro aspetto da considerare: per la frequenza al nido è previsto il pagamento di un contributo che varia secondo il valore dell’ISEE del nucleo familiare (e secondo la fascia oraria di fruizione del servizio). Consigliabile dunque avviare da subito la procedura di rilascio dell'attestazione ISEE da parte dell’INPS, anche tramite i CAAF autorizzati.

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Cronaca

XVI Giornata Nazionale dell’UNITALSI

Sabato 18 e domenica 19 marzo 2017 si terrà in tutta Italia la XVI Giornata Nazionale dell'UNITALSI. In particolare, in 230 piazze del Lazio verrà proposta una "piantina d'ulivo", simbolo di pace e fratellanza. Al fianco dei tanti volontari che scenderanno nelle piazze del Lazio ci sarà idealmente Fabrizio Frizzi, che da 16 anni è il testimonial della Giornata nazionale dell'UNITALSI. Il ricavato delle offerte sarà utilizzato dall'UNITALSI per sostenere le sue attività di "misericordia sperimentata sul campo": dai pellegrinaggi, all'aiuto agli anziani e ai bambini, alle case accoglienza per i genitori dei bambini ricoverati nei centri ospedalieri, alla collaborazione con case famiglia per le persone disabili, ai soggiorni estivi e agli interventi d'emergenza sociale. Sono queste solo alcune delle attività nelle quali l'UNITALSI, insieme ai suoi volontari, è impegnata quotidianamente per fronteggiare il disagio e l'emarginazione. Inoltre, grazie alla collaborazione con la Lega Calcio di Serie A durante il 29° turno di campionato di Serie A, in programma domenica 19 marzo, prima del calcio di inizio al centro del campo di gara di Roma verrà posizionato lo striscione UNITALSI e verrà letto un messaggio di sostegno alla campagna nazionale. Per conoscere le città del Lazio dove trovare le piantine d'ulivo sarà possibile consultare il sito www.unitalsi.it o si potrà contattare il numero verde gratuito: 800.062.026.

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Politica

Municipio VIII: il presidente Pace si è dimesso

Nella tarda mattinata il presidente del Municipio VIII Paolo Pace ha deciso di rassegnare le dimissioni, rendendole note un comunicato stampa: “Ho protocollato le mie dimissioni per il bene del MoVimento 5 Stelle. Era impossibile continuare in queste condizioni, con una maggioranza che si comportava costantemente da opposizione, controllando e criticando ogni atto della giunta prima ancora che venisse prodotto, effettuando veri e propri blitz negli uffici amministrativi e producendo così una indebita e inaccettabile ingerenza che ha provocato le reazioni dei dipendenti, che ringrazio per l'impegno profuso in questi mesi, e dei sindacati". Alla base delle dimissioni, che potranno essere ritirate entro 20 giorni, l'ingovernabilità della maggioranza 5 Stelle. Nel comunicato stampa Pace conclude affermando: "Risulta evidente che qualcuno, non certo il sottoscritto, dovrà assumersi la responsabilità politica di questo disastro. Con rammarico debbo sottolineare che a causa del comportamento sterilmente ostruzionistico da parte dei dissidenti, il nostro Municipio è passato da fiore all’occhiello dell’Amministrazione Capitolina al caos. Da parte mia, lasciando un’Amministrazione sana, ribadisco che anche da cittadino continuerò ad impegnarmi per il bene del nostro municipio e della città”.

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Cultura

L’almanacco romano: 16 marzo 1978, rapimento di Aldo Moro

16 marzo 1978  Alle 9.02 del mattino, in via Fani all'incrocio con Via Stresa, nel quartiere Trionfale a Roma, un commando delle brigate rosse, composto da 19 elementi, rapisce il presidente della Democrazia Cristiana, ALDO MORO, e uccide i cinque componenti della scorta. 

Moro si stava recando in Parlamento per votare la fiducia al nuovo Governo, presieduto da Andreotti, e appoggiato anche dai comunisti. Iniziano così 55 giorni di prigionia per Aldo Moro e di angoscia per l’Italia intera. 

Durante l’azione che porta al sequestro dell’Onorevole Aldo Moro, perdono la vita tutti e cinque gli agenti della sua scorta: il Maresciallo dei Carabinieri Oreste Leonardi, l’appuntato Domenico Ricci, il Brigadiere Francesco Zizzi, l’agente Raffaele Jozzino e l’agente Giuliano Rivera. 

I loro nomi saranno presto messi in secondo piano rispetto al dramma collettivo che l’Italia sta per affrontare nei 55 giorni di prigionia di Moro, ma il loro sacrificio, al Servizio dello Stato, non puo’ essere dimenticato.

La maggioranza dei partiti italiani si schiera per la “fermezza” contro i brigatisti: nessuna trattativa, nessuna concessione alle BR. 

Il sequestro si concluderà tragicamente il 9 Maggio: una telefonata del brigatista Morucci avverte che il cadavere di Moro si trova nel bagagliaio di una Renault 5 (renault 4 modificato fedora) parcheggiata in Via Caetani.
 

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Cronaca

Polizia Municipale Roma: “Denunciate due persone per offese a Corpo”

(Fonte: Il Quotidiano del Lazio)

"Dopo le offese e le diffamazioni gli auguri di morte: il Comando Generale ha deciso di denunciare due persone che su Facebook avevano più volte insultato il Corpo e i suoi componenti. I responsabili, lo scorso febbraio, avevano commentato alcuni post presenti sulla piattaforma Facebook scrivendo pesanti frasi e volgarità sia dirette al Corpo che agli agenti, aggiungendo anche una foto obsoleta non rispondente a verità, con il chiaro intento di diffamare la Polizia di Roma Capitale. Il tutto, tra l’altro, era stato rilanciato da un famoso blog scandalistico, che aveva diffuso gli insulti su internet". Lo comunica, in una nota, il comando della Poliza locale di Roma Capitale. "Convocati presso il Comando Generale – prosegue la nota – i due "internautisono stati denunciati: costretti a nominare un avvocato di fiducia, riceveranno presto ulteriori comunicazioni dall’Autorità Giudiziaria.

 

A pochi giorni dal varo del nuovo profilo ufficiale Facebook, che si aggiunge a quello già attivo su Twitter, la Polizia Locale ha quindi iniziato ad tener d’occhio la rete e tutti coloro che rilasciano commenti o post offensivi, grazie anche alle segnalazioni provenienti dagli stessi agenti". “Tutti coloro che utilizzano i social networks devono assumersi la responsabilità di quello che scrivono. In qualsiasi caso venga a configurarsi un reato, interverremo sicuramente” – dichiara il Comandante Generale Diego Porta.

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Cronaca

Legale Carminati: “Saluto romano? Solo un gesto di festa per un amico”

(Fonte: Il Quotidiano del Lazio)

Giosuè Bruno Naso, legale tra gli altri di Massimo Carminati, è intervenuto questa mattina ai microfoni di Radio Cusano Campus, l’emittente dell’Università degli studi Niccolò Cusano, nel corso di Ecg, con Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio. Sul saluto romano di Carminati in tribunale: “Se dobbiamo essere seri, dovremmo chiuderla qui con il riferimento a questa storia del saluto romano, del saluto fascista.

Bisognerebbe chiedersi perché tutta questa attenzione, come mai questa attenzione quando ci stiamo avviando verso la conclusione del processo. Sta rendendo le sue dichiarazioni Buzzi, alla fine del mese, per la prima volta nella sua storia processuale, anche Massimo Carminati si sottoporrà ad esame e poi dopo Pasqua comincerà la discussione, per cui una sentenza è ragionevolmente prevedibile per prima dell’estate.

E allora guarda un po', determinate fonti giornalistiche normalmente sensibili o comunque in sintonia alle indicazioni che provengono dalla Procura, notano il gesto di Carminati, che è un gesto ovviamente di saluto e di esultanza all’amico Brugia, che a sua volta, prima di lui, lo aveva salutato. Io sto riferendo quello che mi ha raccontato mia figlia, perché non sono stato in aula a vedere questo filmato, ma mia figlia mi ha riferito che i due si sono salutati e ovviamente l’unica forma di saluto possibile è quella di agitare le braccia, perché non credo che un contenuto e signorile gesto del capo sia visibile attraverso lo schermo.

Del resto parliamo di due persone, Carminati e Brugia, che ostentano la loro amicizia da mezzo secolo, che prima si vedevano tutti i giorni, in comunione umana e personale, loro e le loro famiglie. Il fatto che approfittino di un momento finale per mandarsi un segno di saluto non significa assolutamente nulla. Non si possono scrivere, parlare, sentire o vedere. Forse persino Brugia e Carminati coltivano dei sentimenti… Forse anche loro possono approfittare di un momento in cui si vedono sui rispettivi schermi per salutarsi.

Apologia di fascismo per questo gesto? Da Carminati sarebbe vissuto veramente come un assist. Se dopo tutto questo can can a carico di Carminati residuasse una contestazione di apologia di fascismo, vorrebbe dire che veramente di più e di meglio non sono stati in grado di mettere insieme in questi due anni di dibattimento. Come in realtà è stato, soprattutto per l’accusa di associazione di stampo mafioso, per la quale non è emerso nulla di preoccupante per gli imputati”.

Continua Naso, legale di Massimo Carminati, su Radio Cusano Campus. Sul processo, che si avvia alle sue fasi finali: “Lo dirò anche in discussione, questo è stato un processetto, nel senso non suoi profili dei caratteri tecnico e giuridico, è un processo di una banalità spaventosa, non c’è un profilo che susciti un approfondimento di natura tecnico-scientifica, non c’è un tema dibattuto o controverso, nel quale vi sia un conflitto giurisprudenziale.

V’è un mare infinito e vergognoso per quel che è costato all’erario, e questo la disinformazione sistematica non lo evidenzia mai. In questo processo si sono registrate quattro milioni di conversazioni telefoniche, il costo di questa attività di intercettazione è di decine di milioni di euro, che paga l’erario. Di queste 4 milioni di intercettazioni ne è stata chiesta la trascrizione di diciottomila. Questo processo è stato fatto sulle parole, sulle intercettazioni, sulle congetture che gli inquirenti hanno ritenuto di poter fare sulla base di queste parole carpite. Normalmente nei processi ci sono anche le parole comprate, quelle dei collaboratori di giustizia, in questo processo mancano anche loro, questo vorrà pur dire qualche cosa…”

Sulla sentenza, l’avvocato di Carminati dice questo: “Per qualità professionale dei tre magistrati che compongono il collegio, per doti intellettuali e morali dei componenti del collegio, io dovrei dormire sonni tranquilli, sia io che i miei colleghi del collegio di difesa e quasi tutti gli imputati, quanto meno con le imputazioni di natura più squalificanti. Parliamoci chiaro, il processo si gioca tutto sulla contestazione del 416 bis, il resto sono episodi, casi, casistica di ordinario malaffare che purtroppo vive nel sottobosco politico e amministrativo di quasi tutti gli enti pubblici di questo Paese, con tutto ciò che la cosa comporta.

E oltretutto di modesto livello, parliamo di cifre che sono risibili, rispetto a quelle che si sono sentite anche in questi ultimi giorni con riferimenti ad altre vicende. Un confronto tra cifre veramente ci fa apparire come degli straccioni rispetto ad altri che sono tutt’altro che straccioni”. Continua Naso: “Se mi debbo preoccupare solo di questo potrei dormire sonni tranquilli. Il punto è: se la sentirà questo collegio di dare un colpo mortale ad una cultura della giurisdizione, perché di questo si tratta. Bisogna vedere se il tribunale avrà con la propria sentenza la forza di rimarcare la propria completa autonomia e indipendenza di giudizio dalla impostazione della procura.

Questo è un processo che potrebbe rivelare, una volta per tutte, come in Italia sia assolutamente indifferibile il problema della separazione delle carriere. Se potessimo contare su un giudice terzo, che non si pone minimamente il problema degli effetti che una sentenza di assoluzione dal reato di associazione potrebbe provocare nei giochi di potere, negli equilibri, nella considerazione pubblica, nelle ambizioni personali della procura e dei suoi rappresentanti…Se questo ci sarà, io sono sereno e tranquillo che non ci potrà essere una sentenza di condanna sul punto.

Se invece persino questi giudici non potranno fare a meno di affrancarsi da questo condizionamento, allora vorrà dire che veramente il problema della separazione delle carriere e della restituzione del giudice alla sua piena, completa e totale libertà sarà arrivato al capolinea. Se ragiono col cuore sono tranquillo e sereno, se ragiono con la mente sono meno tranquillo e meno sereno”.

L’avvocato Naso, poi, è tornato a parlare di Lirio Abate: “Ha detto che Carminati non prenderà bene il suo nuovo libro? Mi sento di escluderlo perché Carminati si potrebbe preoccupare delle cose serie, le cose che provengono da Lirio Abbate a mio modesto avviso non sono serie, non sono documentate e non tengono conto di tutti gli elementi di natura processuale. Abbate e con lui vari altri giornalisti pensano che il dibattimento fino ad ora celebrato non conti nulla, pensano che contino solo le indagini della procura e dei carabinieri. In realtà dovrebbe essere l’esatto contrario”.

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Cultura

L’almanacco romano: il 15 marzo 44 a.C. Idi di marzo

15 marzo 44 IDI DI MARZO :Avanti Cristo Un gruppo di congiurati repubblicani uccide in Senato l’imperatore romano Caio Giulio Cesare. Tra gli assassini anche il figlio adottivo Bruto, e Cassio.  Prima di morire sembra che ebbe la forza di dire: "Anche tu, o Bruto, figlio mio!".

Secondo Plutarco, Cesare era stato avvisato del pericolo ma non aveva preso in considerazione tali avvertimenti: gli aderenti alla congiura e i fiancheggiatori furono in numero variabile tra una sessantina ed un'ottantina, divisi in due schiere: i repubblicani che non si rassegnavano al cambio epocale che si stava instaurando nella reggenza dello stato e i cesariani delusi dal comportamento del dittatore.Questo giorno è ricordato come le “Idi di Marzo”, dal nome che nell’antico calendario dei Romani veniva dato al 15° giorno dei mesi di marzo, maggio, luglio e ottobre. Per gli altri mesi le Idi ricorrevano il 13° giorno. 

Nelle lotte di potere che seguirono la morte di Cesare, i cesaricidi perirono uno dopo l'altro, in una scia di vendette e di sangue che si concluse solo il 42 a.C., quando, nella battaglia di Filippi, Bruto  e il cognato e amico Cassio furono sconfitti da Antonio e Ottaviano, che in questo frangente erano alleati. Dopo la disfatta, Bruto e Cassio si tolsero la vita. Dante Alighieri, nella sua Commedia, li inserirà nella parte più profonda dell'Inferno, la Giudecca, tra le fauci dello stesso Lucifero, assieme a Giuda Iscariota. Essi sono infatti considerati traditori dell'impero.

(* immagine di @Romaapiedi)