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NEWS

Assalto Cgil, Pm chiede condanne fino a 8 anni.

Condanne fino ad otto anni di reclusione sono state chieste dalla Procura capitolina

nel processo in abbreviato per l’assalto alla sede nazionale della Cgil,

avvenuto lo scorso 9 ottobre a Roma.

I reati contestati sono quelli di devastazione, saccheggio e resistenza a pubblico ufficiale.

La pena più dura è stata sollecitata per il leader di Forza a Palermo, Massimiliano Ursino, e per Fabio Corradetti, figlio della compagna di Giuliano Castellino, leader romano di Fn, già a processo con rito ordinario per la medesima vicenda.

IL PM CHIEDE CONDANNE A 6 ANNI PER 2 PERSONE

Il pm Gianfederica Dito ha proposto la condanna a 6 anni e sei mesi per altre due persone. Parte civile sono la Cgil e l’Anpi. 

IL 28 MARZO IL PROCESSO

Il 28 marzo comincerà il processo ordinario in cui sono coinvolti oltre allo stesso Castellino, anche il fondatore di Forza Nuova, Roberto Fiore, e l’ex Nar Luigi Aronica.

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Cronaca

Roma, per ricette false indagati un medico e informatore farmaceutico

Truffa ai danni dello Stato. Un informatore farmaceutico e un medico di

medicina generale, entrambi romani sono accusati di avere prescritto diversi quantitativi di farmaci a ignari assistiti per ottenere il rimborso

delle spese, pari a circa 25 mila euro, dal Servizio Sanitario Regionale.

INDAGATI MEDICO E INFORMATORE FARMACEUTICO

I carabinieri del Nas di Roma hanno dato esecuzione a un ordinanza di applicazione di due misure cautelari lunedì mattina.

Agli arresti domiciliari l’informatore farmaceutico, per il medico, invece, l’interdizione a esercitare la professione per un anno.

Le indagini sono partite dai controlli svolti da Nas e Servizio Farmaceutico dell’ASL Roma 1, incentrati sulle prescrizioni firmate

dai medici di medicina generale.

16 PERSONE COINVOLTE NELLE INDAGINI

Un professionista in particolare è finito nel mirino per il gran numero di ricette che prescrivevano medicinali  contenenti come principi attivi Fluconazolo (antimicotico) e Famciclovir (antivirale). 

In totale, sono 16 le persone coinvolte nell’indagine.

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Spettacolo

Al Teatro Palladium in scena la danza con “Orbita” dal 25 Marzo

Sei appuntamenti per dieci progetti performativi, tre prime nazionali e una prima romana per un programma

che accoglie le creazioni di artisti provenienti dall’Argentina, dall’Olanda, dal Regno Unito e, naturalmente, dall’Italia.

NASCE “ORBITA” STAGIONE DI DANZA AL PALLADIUM

Nasce a Roma Orbita, una nuova stagione di danza con la direzione artistica di Spellbound, in collaborazione con la Fondazione Roma Tre Teatro Palladium,

che intende mappare le realtà di punta della scena nazionale e internazionale della danza contemporanea, mettendo in relazione talenti emergenti e artisti affermati, e ripensare i processi artistici in un momento di forte complessità. 

Un progetto che rispecchia la forte identità di Spellbound Contemporary Ballet,

realtà da quasi 30 anni protagonista del processo di internazionalizzazione della danza e non solo. 

LA PRIMA EDIZIONE DAL 25 MARZO

La prima edizione di Orbita si svolgerà al Teatro Palladium dal 25 marzo al 21 maggio e ogni spettacolo sarà preceduto da una serie di incontri fra gli artisti e il pubblico.

Le identità omosessuali e transessuali, gli effetti del colonialismo, l’esperienza pandemica, la violenza domestica, il rapporto fra memoria e stress post-traumatico,

gli orizzonti del transumanesimo, l’omaggio a Pasolini e quello a Nigel Charnhock, fondatore della celebre compagnia Dv8 – Physical Theatre sono le tematiche al centro di una programmazione

che ospita lo ‘spettacolo fenomeno’ ‘Un Poyo Rojo’, il trittico performativo/installativo di Enzo Cosimi, 

le prime nazionali della compagnia Spoken Movement e dei coreografi Phoebe Jewitt e Dunja Jocic, il progetto celebrativo di Marco D’Agostin.

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NEWS

Chiude lo stabilimento Leonardo a Pomezia. 100 posti a rischio

Leonardo, l’azienda che si occupa di alta tecnologia nell’ambito dell’aeropazio, sicurezza e difesa, chiude i battenti a Pomezia.

Per questo, secondo le stime effettuate dai sindacati, sono a rischio 100 posti di lavoro. 

Nella sede di Pomezia attualmente lavorano oltre 700 dipendenti.

Per far ascoltare le loro motivazioni i lavoratori si sono recati, questa mattina, nella sede del Municipio pontino.

100 PERSONE RISCHIANO IL POSTO

La società vuole trasferirsi e abbandonare lo stabilimento a Pomezia per spostarsi a Roma Tiburtina e Cisterna di Latina.

In questo modo, però, entreranno in crisi le aziende dell’indotto e i lavoratori del ciclo degli appalti: in pratica gli addetti alle pulizie, alla manutenzione e alla mensa. 

Si parla di 100 persone che rischierebbero, così, il loro posto di lavoro.

I SINDACATI CHIEDONO INTERVENTI IMMEDIATI

“Manifestiamo la nostra contrarietà a una scelta sbagliata che rischia di

impoverire il tessuto industriale sociale ed economico di un territorio già provato da altre crisi e chiusure, basti ricordare la Sintel, la Desmet, la Ste”,  afferma Fabrizio Fiorito, segretario generale della Uilm di Roma e Provincia e coordinatore regionale Uilm Lazio. 

La speranza dei lavoratori e del sindacato è che Adriano Zuccalà

il sindaco, intervenga in qualche modo, impedendo così allo stabilimento di chiudere. 

 “Le ricadute sui lavoratori, sulle loro famiglie, su tutta la città sarebbero catastrofiche”, spiega il sindacalista.

“Il sito di via dell’Industria, oltre ad appartenere a un gruppo leader nel settore aerospaziale, che dà lustro al territorio pontino, rappresenta anche un’icona storica e una parte importante dell’economia di Pomezia”.

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Il Papa torna al Colosseo per la Via Crucis.

Pasqua 2022. La Via Crucis torna al Colosseo per il Venerdì Santo.

Lo rende noto il Vaticano.

IL 15 APRILE LA VIA CRUCIS IN MONDOVISIONE

Dopo due anni di Via Crucis ridotta in piazza San Pietro a causa della pandemia, il rito per la Passione del Signore, presieduto dal Papa, in mondovisione il prossimo 15 aprile, tornerà al Colosseo.

La Via Crucis è una delle celebrazioni più importanti della Quaresima che vuole ricordare l’ultimo tratto del cammino, percorso da Gesù, durante la sua vita terrena.

TORNA ANCHE LA DOMENICA DELLE PALME

Tornano anche in piazza San Pietro la Messa della Domenica delle Palme e la benedizione Urbi et Orbi del giorno di Pasqua.

Lo si apprende dal bollettino della Sala Stampa della Santa Sede, che comunica il calendario delle celebrazioni papali per i mesi di aprile e di maggio.

Dopo il viaggio apostolico a Malta, domenica 10 aprile, alle ore 10, in piazza San Pietro, la celebrazione della Domenica delle Palme con la processione sul sagrato della basilica vaticana.

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Caro benzina. La Procura di Roma indaga sugli aumenti

Accelera l’indagine della Procura di Roma avviata nei giorni scorsi e relativa all’aumento del prezzo della benzina, del gas e dell’energia elettrica.

LA PROCURA INDAGA PER MANOVRE SPECULATIVE

I Pm di Piazzale Clodio, coordinati dal Procuratore Franco Lo Voi,

hanno individuato il reato di “manovre speculative su merci”, fattispecie prevista dall’articolo 501 bis del codice penale.

Il fascicolo resta, invece, ancora contro ignoti.

 I pm hanno delegato le indagini alla Guardia di Finanza che hanno già avviato i primi accertamenti. (ANSA).

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Cultura

Almanacco: 21 marzo 1956, Anna Magnani è la prima attrice italiana a ricevere l’Oscar

iL 21 marzo 1956 ANNA MAGNANI è la prima attrice italiana a ricevere l’Oscar:

Il dramma di una moglie devota che dopo la morte del suo amato scopre di essere stata a lungo tradita e schernita dalla gente.

CON LA ROSA TATUATA VINCE L’OSCAR

È la protagonista del film La rosa tatuata che proiettò Anna Magnani tra i grandi di Hollywood.

Per il pubblico americano, nel primo decennio postbellico, il cinema italiano ebbe un volto e un nome precisi: Vittorio De Sica.

L’attore e regista ciociaro aveva guadagnato la prestigiosa ribalta degli Academy Awards, primo italiano a farlo,

con due insuperabili capolavori come “Sciuscià” (1946) e “Ladri di biciclette” (1948), che gli meritarono in seguito il riconoscimento di padre del neorealismo cinematografico.

In quegli stessi anni, sul palcoscenico italiano nasceva una nuova stella che per la sua verve tipicamente romanesca, era ormai nota più con il soprannome di Nannarella che con il suo vero nome.

Dopo gli esordi a teatro e con ruoli secondari sullo schermo, nel 1941 la Magnani ottenne i primi consensi grazie allo stesso De Sica, che la scelse come coprotagonista in Teresa Venerdì.

LA MAGNANI VINCE ANCHE IL NASTRO D’ARGENTO

Il successo internazionale arrivò quattro anni dopo con la straordinaria interpretazione di Pina nel capolavoro neorealista di Roberto Rossellini , Roma città aperta, per il quale ottenne il Nastro d’argento come “miglior attrice non protagonista”.

Il ruolo principale in Bellissima (1951), del grande Luchino Visconti, le spalancò definitivamente le porte di Hollywood.

A pensare per primo a lei fu lo sceneggiatore Tennessee Williams, popolarissimo negli USA per il dramma teatrale

Un tram chiamato desiderio, portato sullo schermo da Elia Kazan.

Williams buttò giù la sceneggiatura di un film dal titolo “La rosa tatuata”, pensando alla star romana nel ruolo della protagonista.

D’accordo con il regista Daniel Mann le proposero la parte e quest’ultima accettò, pur tra mille tentennamenti legati agli affetti familiari e al suo attaccamento alla quotidianità di Roma.

Uscita nel 1955, la pellicola conquistò la platea statunitense e fece incetta di nomination (otto in tutto) all’edizione degli Oscar dell’anno seguente, portando a casa tre statuette: “miglior fotografia”, “miglior sceneggiatura” e “miglior attrice protagonista”.

Un riconoscimento quest’ultimo che consacrò la Magnani tra i grandi del cinema di allora, vincendo la concorrenza di vere e proprie eroine nazionali,

del calibro di Susan Hayward e Katharine Hepburn.

Avvertita al telefono della sua nomination, Nannarella, anti-diva per eccellenza, pensò subito a uno scherzo e non vi diede alcun peso,

rinunciando a partecipare alla grande “notte di Los Angeles”.

Quando un giornalista americano, alle cinque di mattina, le annunciò al telefono di essere entrata nella storia come prima attrice italiana a ricevere l’Oscar, non credette alle sue orecchie.

Prese coscienza che era tutto vero solo quando Marisa Pavan, coprotagonista nel film, le portò la statuetta che aveva ritirato al posto suo.

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Cronaca

Prodotti del Lazio a rischio con il Nutri-Score

Prodotti di eccellenza del Lazio a rischio con il Nutri-Score, un sistema di etichettatura a colori che penalizza prodotti salutari come l’olio di oliva, considerandolo meno sano della Coca Cola, o quelli caseari e tradizionali, sia Dop che Igp e Ig, favorendo prodotti industriali di minore qualità. Coldiretti Lazio annuncia battaglia sull’etichettatura a “semaforo” proposta dalla Francia e sulla quale l’Ue si esprimerà il prossimo giugno. Uno strumento semplicistico e pericoloso che non tiene conto della complessità delle diete mediterranea e delle abitudini, alimentari e non, delle diverse regioni dell’UE.

Con il Nutri-Score sparirebbero eccellenze locali

«Se il Nutri-Score fosse approvato dall’Unione Europea – spiega il presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri – sparirebbero dalle tavole le eccellenze locali che caratterizzano i nostri territori e con la loro la storia e le tradizioni che li accompagnano. Quello di cui abbiamo bisogno è un’Europa protagonista e forte perché capace di coltivare le sue ricchezze e le pluralità di cultura. Come ricorda oggi su Il Messaggero, il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. È esattamente su questo che bisogna lavorare, non su un appiattimento e omologazione di ciò che è e deve rimanere distintivo, perché caratterizza le nostre unicità e le nostre eccellenze».

Cacio e pepe KO

Il Nutri-Score cancellerebbe i piatti tipici della nostra tradizione come la cacio e pepe, che secondo il sistema di etichettatura dovrebbe essere senza Pecorino Romano, perché considerato non salutare, e non esisterebbe più neanche la famosa caprese, perché sotto accusa è anche la Mozzarella di Bufala, stessa cosa per il Parmigiano Reggiano o la Gorgonzola.

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NEWS

54mila emergenze per alberi pericolanti

I cambiamenti climatici con il moltiplicarsi di eventi estremi, si abbattono su una situazione diffusa di degrado urbano dovuto alla mancanza di manutenzione del verde pubblico, che ha richiesto l’intervento dei vigili del fuoco per ben 54mila emergenze nell’ultimo anno per la presenza di alberi pericolanti nelle città italiane.

Analisi Coldiretti sul rapporto dei vigili del fuoco

È quanto emerge dall’analisi della Coldiretti sul rapporto 2021 dei vigili del fuoco in occasione della Giornata internazionale delle Foreste del 21 marzo 2022 istituita dall’ONU per riflettere sull’importanza di valorizzare gli alberi, dai boschi alle città. Un appuntamento ricordato nelle scuole dove per festeggiare la giornata nei giardini e negli spazi esterni di più 20 realtà in tutte le regioni d’Italia è stato deciso di mettere a dimora alberi di diverse specie. Da Brescia a Palermo, da Perugia a Bari, da Tropea a Roma, da Solesine a Procida, per iniziativa di Campagna Amica, Coldiretti, Coldiretti Donne Impresa, Consulta florovivaistica Coldiretti, Terranostra e Fondazione Univerde, insieme a studenti, insegnanti rappresentanti delle istituzioni, sindaci e amministratori locali.

Aumento degli alberi pericolanti a causa di diversi motivi

L’aumento del 29% delle bufere di vento in Italia nell’ultimo anno rilevata dalla Coldiretti su dati ESWD, si è incrociata con la riduzione della manutenzione del verde pubblico a causa della pandemia Covid con un aumento di quasi il 5% di alberi a rischio rispetto alla media dei due anni precedenti. Considerando il numero di interventi ogni 10 chilometri quadrati, le province italiane più colpite dagli alberi pericolanti, dai 10 ai 15 casi, sono Varese, Monza Brianza e Milano, Gorizia e Trieste, Napoli, Roma, La Spezia e Prato.

Commessi diversi errori

Le piante cadono per la scelta di essenze sbagliate per il clima, il terreno o la posizione, ma anche per gli errori sulle dimensioni e sul rispetto delle distanze per un corretto sviluppo delle radici, sul quale pesa soprattutto la mancanza di manutenzione adeguata con potature eseguite senza la necessaria professionalità. Ma i cambiamenti climatici hanno anche favorito la proliferazione di parassiti spesso arrivati dall’estero che ha conseguenze catastrofiche sul verde, ma anche sulla sicurezza, con problemi di stabilità degli alberi.

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Cronaca

Operazione anti spaccio nel centro della Capitale

Operazione anti spaccio nel centro della Capitale dei Carabinieri. I militari della Compagnia Roma San Pietro hanno infatti dato esecuzione ad un’ordinanza, emessa dal Gip del Tribunale di Roma, su richiesta della Procura della Repubblica di Roma, che dispone misure cautelari personali a carico di 4 indagati, gravemente indiziati, a vario titolo, di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti in concorso. Il provvedimento scaturisce ad esito di un’indagine condotta, dall’ottobre 2020 al febbraio 2021, dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma San Pietro che ha consentito di documentare gravi elementi indiziari a carico dei quattro indagati, radicati tra i quartieri Ottavia e Aurelio, nella gestione di un traffico di stupefacenti, perlopiù hashish, cocaina e marjuana.

Principale indagato dell’operazione anti spaccio un 47enne romano

Il principale indagato, un 47enne romano, è gravemente indiziato di aver garantito la vendita e la consegna h24 dello stupefacente fissando appuntamenti in diversi posti per le consegne o ricevendo gli acquirenti all’interno della propria abitazione, organizzando gli incontri mediante chiamate o messaggi di testo. Gli altri indagati, invece, sono gravemente indiziati di aver provveduto all’approvvigionamento e al rifornimento della droga. Nel corso dell’indagine, i Carabinieri hanno accertato oltre 200 cessioni illecite di sostanze stupefacenti e arrestato in flagranza di reato altre 6 persone. Nel corso dell’attività, a riscontro delle indagini, coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, i militari hanno eseguito 6 arresti in flagranza di reato.