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L’Unione Europea rischia di cancellare i prodotti confezionati

L’Unione Europea rischia di cancellare dagli scaffali dei supermercati l’insalata in busta, i cestini di fragole, le confezioni di pomodorini e le arance in rete, ma anche le bottiglie magnum di vino, con un effetto dirompente sulle abitudini di consumo degli italiani e sui bilanci delle aziende agroalimentari. A denunciarlo è la Coldiretti in occasione dell’inaugurazione di Tuttofood, dove ha aperto al padiglione 1 stand A13-D34 il Salone “Il cibo italiano sotto attacco”, per scoprire dal vivo le minacce al Made in Italy a tavola portate dall’Unione Europea, alla vigilia della Giornata dell’Europa che si celebra il 9 maggio.

L’ultima dell’Unione Europea

L’ultima è quella rappresentata dalla proposta di regolamento sugli imballaggi presentata dalla Commissione Europea che imporrebbe, tra le altre cose, l’addio alle confezioni monouso per frutta e verdura di peso inferiore a 1,5 chilogrammi, giudicate superflue e considerate al pari delle piccole confezioni di shampoo usate negli hotel. Una scelta che apre ad una serie di problemi, dal punto di vista igienico-sanitario, della conservazione e degli sprechi, che potrebbero aumentare, come potrebbero aumentare anche i costi per i consumatori e per i produttori. Basti pensare al tradizionale cestino di fragole o piccoli frutti che soprattutto nelle fasi di trasporto protegge l’integrità del prodotto.

Rischio di effetto negativo sui consumi

Ma si rischia anche un effetto negativo sui consumi, dove i prodotti di quarta gamma, dalle insalate in busta alla frutta confezionata, sono ormai entrati profondamente nelle abitudini degli italiani, con il pericolo di ridurne il consumo, già calato dell’8% per la frutta e del 10% per gli ortaggi nel 2022, con un impatto pericoloso sulla salute. Il risultato è che appena il 16,8% degli italiani ha consumato prodotti ortofrutticoli almeno quattro volte al giorno, con una forte diminuzione rispetto al periodo 2015-2018 quando la percentuale era al 20%, secondo un’analisi Coldiretti su dati Istat.

Standardizzazione delle bottiglie di vino

La direttiva impone poi la standardizzazione delle bottiglie per il vino e la riduzione del loro peso, eliminando di fatto il formato magnum, ma anche le tipologie più “importanti”, come ad esempio quelle necessarie per i grandi vini invecchiati, dal Barolo all’Amarone. Dal 1° gennaio 2030, il 10% delle bevande alcoliche immesse sul mercato deve inoltre utilizzare imballaggi inseriti in sistemi di riuso ma dal 1° gennaio 2040 tale soglia salirà al 25% dei prodotti immessi sul mercato. Per i vini, ad eccezione dei vini spumanti, è prevista una soglia del 5% a partire dal 1° gennaio 2030 che salirà al 15% entro il 1° gennaio 2040.

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Economia

Record storico per le esportazioni del vino Made in Italy

Record storico per le esportazioni del vino Made in Italy nel mondo per un valore vicino agli 8 miliardi di euro nel 2022 grazie ad una crescita a due cifre delle vendite all’estero, ma a pesare sono i costi delle aziende spinti dai rincari energetici, il moltiplicarsi delle imitazioni sui mercati esteri ed il rischio di un nuovo protezionismo alimentato dagli allarmi salutistici in etichetta come per le sigarette.

Record emerge da dati Istat

È quanto emerge dal bilancio della Coldiretti sulla base dei dati Istat in riferimento all’autorizzazione Ue concessa all’Irlanda che potrà adottare un’etichetta per vino, birra e liquori con avvertenze terroristiche, che non tengono conto delle quantità, come “il consumo di alcol provoca malattie del fegato” e “alcol e tumori mortali sono direttamente collegati” nonostante i pareri contrari di Italia. Francia e Spagna e altri sei Stati Ue, che considerano la misura una barriera al mercato interno, e l’annuncio della stessa Commissione di possibili iniziative comuni sull’etichettatura degli alcolici.

Forte crescita anche in Francia

Stati Uniti, Germania e Regno Unito Regno Unito nonostante la Brexit salgono sul podio dei principali clienti del vino italiano, ma in fortissima crescita sono le vendite anche in Francia, concorrente storica. A pesare sulla prima voce dell’export agroalimentare nazionale sono però gli aumenti dei costi di produzione diretti o indiretti a causa del caro energia. Nei vigneti si registrano infatti rincari che vanno dal +170% dei concimi al +129% per il gasolio. Una bottiglia di vetro costa fino al 50% in più rispetto allo scorso anno, mentre il prezzo dei tappi ha superato il 20% per quelli di sughero e addirittura il 40% per quelli di altri materiali. Per le gabbiette per i tappi degli spumanti gli aumenti sono nell’ordine del 20% ma per le etichette e per i cartoni di imballaggio si registrano rispettivamente rincari del 35% e del 45%, secondo l’analisi Coldiretti.

Etichette allarmistiche

Nel nuovo anno a preoccupare è anche il via libera dell’Unione Europea alle etichette allarmistiche sul vino in Irlanda che rappresentano un pericoloso precedente che rischia di aprire le porte a una normativa comunitaria allarmistica e ingiustificata, capace di influenzare negativamente le scelte dei consumatori. L’autorizzazione della Commissione fa seguito infatti a ripetuti blitz a livello comunitario come il tentativo di escludere il vino, insieme a carne e salame, dai finanziamenti europei della promozione nel 2023, sventato anche grazie all’intervento della Coldiretti.

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Insetti no grazie per la maggioranza degli italiani

Insetti no grazie. A differenza di Nicole Kidman, la grande maggioranza degli italiani non porterebbe mai a tavola grilli o locuste, considerati estranei alla cultura alimentare nazionale. È quanto emerge da una analisi Coldiretti/Ixe’ in riferimento all’autorizzazione concessa dall’Unione Europa all’immissione sul mercato di Acheta domesticus, vale a dire il grillo domestico, in polvere parzialmente sgrassata, come nuovo alimento, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale comunitaria proprio dopo la “polemica” sul consumo di insetti da parte della famosa attrice australiana.

54% degli italiani contrari agli insetti a tavola secondo Coldiretti/Ixe’

Il 54% degli italiani sono proprio contrari agli insetti a tavola, mentre sono indifferenti il 24%, favorevoli il 16% e non risponde il 6%, secondo l’indagine Coldiretti/Ixe’. La commercializzazione di insetti a scopo alimentare è resa possibile in Europa dall’entrata in vigore dal primo gennaio 2018 del regolamento Ue sui “novel food” che permette di riconoscere gli insetti interi sia come nuovi alimenti che come prodotti tradizionali da paesi terzi.

Richiesta vietnamita per l’uso della polvere di grillo domestico

L’ultima richiesta è stata fatta dal la società vietnamita Cricket One Co. Ltd riguardo l’uso della polvere parzialmente sgrassata ottenuta da Acheta domesticus (grillo domestico) intero nel pane e nei panini multicereali, nei cracker e nei grissini, nelle barrette ai cereali, nelle premiscele secche per prodotti da forno, nei biscotti, nei prodotti secchi a base di pasta farcita e non farcita, nelle salse, nei prodotti trasformati a base di patate, nei piatti a base di leguminose e di verdure, nella pizza, nei prodotti a base di pasta, nel siero di latte in polvere, nei prodotti sostitutivi della carne, e anche nei preparati a base di carne, destinati alla popolazione in generale. Al momento la Ue ha già autorizzato per la vendita, come cibo da portare in tavola oltre ai grilli domestici (Acheta domesticus), la larva gialla della farina (Tenebrio molitor) e la Locusta migratoria.

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Economia

Circa trecento i ristoranti nel mondo che si richiamano alla mafia

Circa trecento i ristoranti che nel mondo si richiamano nel nome alla mafia, da “Baciamo le mani” a “Cosa Nostra” fino agli improbabili Felafel Mafia, Nasi goreng Mafia e Karaoke Bar Mafia, sfruttando a tavola gli episodi, i personaggi e le forme di criminalità organizzata più dolorose e odiose e danneggiando l’immagine del nostro Paese.

Analisi della Coldiretti

È quanto emerge da una analisi della Coldiretti condotta sulla banca dati del sito web Tripadvisor dove sono recensiti i locali di tutto il mondo, presentata al Villaggio Contadino di Palermo, da piazza del Teatro Politeama a piazza Castelnuovo con la protesta dei giovani agricoltori della Coldiretti e l’allestimento della prima mostra dei prodotti mafia style scovati in tutto il globo.

Spagna capofila

In Spagna è possibile mangiare da “El padrino”, da “La dolce vita del padrino” o da “Baciamo le mani”. Anche nella martoriata Ucraina c’è una catena di locali “Mafia” dove servono pizza e altri piatti della cucina internazionale e persino un “Karaoke bar mafia”. Il richiamo a Cosa nostra è, infatti, assolutamente trasversale a culture e piatti di tutto il mondo. Se negli Usa troviamo i locali “Felafel mafia” e “Sushi mafia”, in Germania ci sono i “Burger mafia”, in Indonesia “Nasi goreng mafia”, in Egitto “Mafia pizza” e in Brasile “Al Capone Pizza di Mafia”. In Austria c’è anche il ristorante “Mafiosi”, in Finlandia si mangia da “Don Corleone” e in Francia da “Cosa nostra”.

In Russia il ristorante Camorra

E non mancano divagazione sul tema, se è vero che in Russia c’è un ristorante chiamato “Camorra”. Nella classifica dei Paesi con più locali ispirati al “mafia sounding” si piazza la Spagna con 63 ristoranti, grazie soprattutto alla catena “La Mafia se sienta a la mesa” diffusa in tutto il territorio nazionale che fa mangiare i clienti sotto i murales dei gangsters più sanguinari da Vito Cascio Ferro a Lucky Luciano, fino ad Al Capone, mentre al secondo si piazza l’Ucraina (38 tra ristoranti, bar e pizzerie) davanti al Brasile (28). Seguono Indonesia (23), Russia (19), India (16), Giappone (15), Polonia (11), Usa (8), Portogallo e Australia che chiudono la top ten con a pari merito con 5 casi. Ma attività che richiamano Cosa Nostra si trovano ormai dappertutto.

Fenomeno odioso

Un fenomeno odioso che nasce in molti casi dall’ignoranza o dalla scarsa sensibilità verso il dolore provocato dalla criminalità organizzata al quale andrebbe posta fine una volta per tutte. Nel caso della catena di ristoranti spagnola “La mafia se sienta a la mesa” l’Unione Europea, su richiesta dell’Italia, ha addirittura annullato la concessione del marchio in quanto contrario all’ordine pubblico e al buon costume, anche se i locali sono ancora aperti in tutta la Spagna.

Ettore Prandini, presidente Coldiretti

«L’Unione Europea deve fermare l’utilizzo commerciale di marchi infami che sfruttano gli stereotipi legati alle organizzazioni mafiose e rischiano di penalizzare l’immagine dell’intero agroalimentare tricolore in un momento in cui le esportazioni hanno raggiunto il record storico contribuendo alla ripresa del Sistema Paese», ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini.​

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Poste Italiane e il “Cyber Security Month” per Roma e il Lazio

Poste Italiane, in linea con la campagna “Cyber Security Month” istituita dall’Unione Europea per promuovere e sensibilizzare durante l’intero mese di ottobre aziende e cittadini sull’importanza della sicurezza informatica, coglie l’occasione per offrire anche ai cittadini di Roma e provincia una serie di suggerimenti e consigli utili per non cadere vittima delle truffe online.

Poste Italiane per la sicurezza informatica sul sito www.poste.it

Collegandosi al sito www.poste.it, infatti, si può accedere alla sezione dedicata alla sicurezza dove sono disponibili una serie di video che spiegano come avvengono le principali tipologie di truffe online, sulle App e sui canali social e analizzando occasioni più pratiche come quando si finalizza un acquisto e-commerce o nei casi in cui si compiono operazioni di pagamento. La prima regola per evitare di cadere nella rete di malintenzionati è quella di diffidare sempre di richieste più o meno urgenti di dati personali e ovviamente di non comunicarli in nessuna modalità e per nessun motivo.

Mai fornire il nome utente o password

Altra indicazione fondamentale è che Poste Italiane S.p.A. e PostePay S.p.A. non richiedono mai di fornire dati riservati come il “nome utente”, le password, i codici di sicurezza per eseguire una transazione, come ad esempio il codice OTP-One Time Password ricevuto via sms, in nessuna modalità (e-mail, sms, chat di social network, operatori di call center) e per nessuna finalità. Se qualcuno, anche presentandosi come un operatore di Poste Italiane S.p.A. o PostePay S.p.A., dovesse chiedere tali informazioni, si tratta certamente di un tentativo di frode.

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NEWS

Orrori a tavola

Orrori a tavola. Dai Piatti a base di insetti all’etichetta nutriscore che boccia l’olio d’oliva, dal vino dealcolato ai kit con le polveri per fare vino e formaggi, fino alla carne e al pesce in provetta, non sembrano conoscere freni le follie globali nel piatto. È quanto denunciano gli agricoltori della Coldiretti al Villaggio di Milano con la prima mostra degli orrori a tavola che rischiano di stravolgere per sempre lo stile alimentare della Dieta Mediterranea e il sistema produttivo italiano basato sulla qualità e su tradizioni millenarie.

Orrori autorizzati dalla UE

Mentre è avviato l’iter per la carne in provetta, la UE ha già autorizzato la vendita, come cibo da portare in tavola, di grilli domestici (Acheta domesticus) come nuovo alimento. L’insetto potrà essere prodotto e venduto sul mercato Ue intero, congelato, essiccato o in polvere e destinato alla commercializzazione come snack o ingrediente alimentare. Si tratta del terzo via libera nell’Unione all’utilizzo alimentare umano di un insetto ai sensi del regolamento (Ue) 2015/2283 sui Novel Food, dopo quelle per la larva gialla della farina (Tenebrio molitor) e per la Locusta migratoria.

Anche la vodka allo scorpione

Ma l’orrore a livello globale può arrivare nel piatto sotto varie forme: dalla vodka allo scorpione ai vermi all’italiana, dagli scarabei ai grilli alla thai, dallo scorpione dorato agli insetti alla paprika, al sale marino, al curry, dai vermi delle palme al verme gigante, dal millepiedi alla pasta ai grilli, dal misto insetti ai grilli in salsa barbecue. Novità bocciate dal 54% degli italiani contrari agli insetti a tavola mentre, il 24% è indifferente, il 16% favorevole e il 6% non risponde, secondo l’indagine Coldiretti/Ixe’.

Unione Europea colpevole

In ambito alimentare l’Unione Europea ha spinto negli anni verso l’omologazione al ribasso delle caratteristiche degli alimenti mettendo spesso in crisi le produzioni tradizionali per effetto di una concorrenza sleale fondata sull’inganno legalizzato. Basti pensare all’autorizzazione Ue sull’uso di polvere di latte per produrre formaggi, yogurt e latte alimentare, senza dimenticare la possibilità di aggiungere zucchero per aumentare la gradazione del vino, oppure di togliere l’alcool dal vino, fino ai fermentati di frutta varia che possono essere chiamati “vino di….” senza aver mai visto un chicco d’uva. E non mancano neppure i kit fai da te che promettono di ottenere a casa, ovviamente senza alcuna possibilità di assomigliare neppure lontanamente agli originali, il meglio della produzione enogastronomica Made in italy, dai vini ai formaggi.

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Politica

Giorgia Meloni firma per fermare lo sbarco a tavola del cibo sintetico

Giorgia Meloni, nella sua prima uscita pubblica dopo la vittoria alle elezioni, ha firmato la petizione mondiale per fermare lo sbarco a tavola del cibo sintetico promossa da World Farmers Markets Coalition, World Farmers Organization, Farm Europe, Coldiretti e Filiera Italia. Lo ha annunciato al Villaggio della Coldiretti a Milano davanti a migliaia di agricoltori arrivati da tutta Italia al fianco del presidente della Coldiretti Ettore Prandini e del segretario generale Enzo Gesmundo.

Giorgia Meloni al primo impegno post elezioni

Si tratta del primo impegno preso da Giorgia Meloni dopo le elezioni nei confronti per combattere l’arrivo del cibo sintetico sulle tavole degli italiani. Dalla carne prodotta in laboratorio al latte “senza mucche” fino al pesce senza mari, laghi e fiumi, il cibo in provetta potrebbe presto inondare il mercato europeo poiché già ad inizio 2023 potrebbero essere introdotte a livello Ue le prime richieste di autorizzazione all’immissione in commercio che coinvolgono Efsa e Commissione Ue.

Il presidente di Coldiretti Prandini

«La carne in provetta cancella l’identità popolare di una intera nazione», ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che «dietro l’alibi della tutela ambientale si nascondano speculazioni che portano al cibo sintetico». Prandini, dopo aver lanciato per interventi urgenti per il contenimento dei costi energetici, ha ricordato davanti a Giorgia Meloni le proposte della Coldiretti per il nuovo Governo dai bacini di accumulo anti siccità in grado di trattenere il 52% dell’acqua alle energie rinnovabili per le quali ha denunciato i ritardi della burocrazia su biometano e biogas con il rischio di sprecare le risorse del Pnrr. Il presidente della Coldiretti ha proposto alla leader di Fratelli d’Italia la creazione di un Ministero della Sovranità alimentare per concentrare le competenze sparse in troppi ministeri.

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Economia

Stop al pesce fresco a tavola

Stop al pesce fresco a tavola, per l’avvio del fermo pesca dal 5 settembre che porta al blocco delle attività della flotta italiana dallo Ionio al Tirreno, nel tratto di costa che va da Brindisi, in Puglia, fino a Napoli e Gaeta, in Campania e Lazio, interessando anche Basilicata e Calabria. A darne notizia è Coldiretti Impresapesca nel sottolineare il blocco durerà fino al 4 ottobre e va ad aggiungersi a quello già attivo in tutto l’Adriatico, dove le attività saranno riprese in alcuni tratti del litorale solo l’11 settembre.

Stop arriva in un momento difficile

Il fermo cade quest’anno in un momento difficile, poiché il blocco dell’attività si somma al caro carburanti legato alla guerra in Ucraina con il prezzo medio del gasolio per la pesca praticamente raddoppiato rispetto allo scorso anno. Costringendo così i pescherecci italiani a navigare in perdita o a tagliare le uscite e favorendo le importazioni di pesce straniero, considerato che fino ad oltre la metà dei costi che le aziende ittiche devono sostenere è rappresentata proprio dal carburante. Non a caso gli arrivi di prodotti ittici dall’estero sono aumentati del 29% in valore nei primi quattro mesi del 2022, secondo un’analisi Coldiretti su dati Istat.

Pesano le scelte dell’Unione Europea

Ma a pesare sono anche le scelte dell’Unione Europea che hanno portato a una riduzione dell’attività di pesca per un corposo segmento produttivo della flotta peschereccia nazionale a poco più di 120 giorni, pari ad un terzo delle giornate annue, portandola di fatto sotto la soglia della sostenibilità economica. Senza dimenticare gli effetti della siccità con la mancanza di acqua per garantire il ricambio idrico e l’aumento della salinità lungo la costa Adriatica che ha causato una perdita del 20% della produzione di vongole e cozze negli impianti di acquacoltura del delta del Po.

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Politica

M5S capitolino contro il termovalorizzatore

M5S capitolino in piazza contro il termovalorizzatore. «Lo scenario tracciato dal Sindaco Gualtieri sui rifiuti si fa sempre più inquietante e drammatico mano mano che passano i giorni e che il piano della Capitale viene svelato. Oggi il Sindaco affida, nonostante i finanziamenti europei sull’economia circolare, il futuro della città di Roma nei prossimi anni agli sbocchi temporanei per poter restare tranquilli, queste sono le sue parole, in attesa della costruzione dell’impianto industriale di incenerimento che farà ricadere sul suolo e nell’aria polveri nocive per la salute dei cittadini.

M5S: Sindaco allontana città da percorso virtuoso

Abbandona così di fatto il percorso verso riduzione, riuso e riciclo dei rifiuti, sistemi di gestione moderni e sostenibili, come cassonetti intelligenti, impianti di recupero, compostaggio e trattamento dei rifiuti senza fiamma, che potrebbero essere finanziati con le risorse del piano di ripresa e resilienza. In definitiva condanna Roma all’immobilizzazione e la allontana dal percorso virtuoso che l’Unione europea ci indica. Al posto di tutto ciò, c’è il progetto della devastazione di un territorio con un ecomostro da 600mila tonnellate annue, la rinuncia a pretrattare gli scarti e a riqualificare l’ambiente, l’ostacolo allo sviluppo dell’agroalimentare proprio ora che la guerra in Ucraina ne ha evidenziato l’importanza, la prospettiva di danni alla salute delle persone, come emerso dalle indagini mediche condotte su chi risiede nei territori vicini a queste strutture.

Rischio aumento morti

Un aumento di morti e livelli inquietanti di diossine nei bambini evidenziati anche dall’Isde, l’Associazione italiana dei Medici per l’Ambiente. Inoltre l’inceneritore dovrà essere attivo per venti anni per poter ammortizzare il costo della costruzione, un tempo enorme che condannerà i cittadini a subire rischi ingiustificati». Così in una nota Daniele Diaco, consigliere capitolino del M5S.

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Bambini italiani primi in Europa per obesità

Bambini italiani primi in Europa per obesità. Nel nostro paese infatti il 42% dei bambini tra i 5 e i 9 anni è obeso o in sovrappeso, con un risultato che è il peggiore dell’Unione Europea, dove la media è del 29,5%, e un impatto potenzialmente devastante sulla salute delle giovani generazioni. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti sul Rapporto 2022 dell’ufficio europeo dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) che evidenzia come per gli adulti il risultato italiano sia, invece, sostanzialmente sui livelli Ue, con il 58,5% con eccesso ponderale. Un trend dunque allarmante, poiché i numeri evidenziano come i problemi di peso interessino nel nostro Paese soprattutto i giovani.

Bambini italiani tra i 7 e i 9: quasi uno su due è sovrappeso

Nella fascia di età tra i 7 e i 9 anni si registra, infatti, un 41,9% obeso in sovrappeso rispetto a una media comunitaria del 29%, e in quella tra i 10 e i 19 anni la percentuale è del 34,2% rispetto al 24,9% degli adolescenti europei. A pesare sono soprattutto modelli sbagliati di consumo all’interno dei nuclei familiari con il preoccupante abbandono dei principi della Dieta mediterranea. Basti pensare che ben sei adolescenti italiani su 10 non mangiano né frutta né verdura ogni giorno, secondo l’analisi Coldiretti su dati Oms, aumentando così i rischi legati all’obesità e alle malattie ad essa collegate.

Tema al centro del Macfrut di Rimini

Un tema che sarà peraltro anche al centro del Macfrut di Rimini, Fruit & Veg Professional Show a Rimini all’ Expo Centre nello Stand Coldiretti, Padiglione B5 – stand 075, con l’inaugurazione in programma domani mercoledì 4 maggio con la presenza del presidente nazionale Ettore Prandini. Per assicurare una migliore alimentazione ma anche per educare le nuove generazioni è importante recuperare abitudini a tavola più sane, ma anche qualificare l’offerta delle mense scolastiche anche con cibi locali a km 0 che valorizzano le realtà produttive locali e garantiscono genuinità e freschezza.

Coldiretti impegnata nel progetto “Educazione alla Campagna Amica”

La Coldiretti è impegnata nel progetto “Educazione alla Campagna Amica” che coinvolge alunni delle scuole elementari e medie in tutta Italia che partecipano a lezioni in programma nelle fattorie didattiche e nei laboratori del gusto organizzati nelle aziende agricole e in classe. L’obiettivo è quello di formare dei consumatori consapevoli sui principi della sana alimentazione e della stagionalità dei prodotti per valorizzare i fondamenti della dieta mediterranea e ricostruire il legame che unisce i prodotti dell’agricoltura con i cibi consumati ogni giorno e fermare il consumo del cibo spazzatura.