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Turismo

Olio, Camera di Commercio di Roma premia oggi i migliori evo del Lazio

Si è svolta oggi a Roma, nella Sala del Tempio di Vibia Sabina e Adriano della Camera di Commercio di Roma la cerimonia ufficiale

di premiazione dei vincitori di “Premio Roma Evo”, XXX Concorso regionale per i migliori olii extravergine di oliva del Lazio.
Il Concorso è promosso dalla Camera di Commercio di Roma, attraverso Sviluppo e Territorio, Azienda Speciale per lo sviluppo

e la crescita di Roma e della regione Lazio, in collaborazione

con la Regione Lazio, le associazioni di categoria di settore e

le altre Camere di Commercio della regione.

I lavori sono stati introdotti e moderati da Pietro Abate, Segretario generale della Camera di Commercio di Roma, che ha sottolineato l’importanza del Concorso regionale – giunto alla sua trentesima edizione – che si conferma come alto momento di valorizzazione

delle produzioni olivicole regionali. Strategico il ruolo del Concorso

poi in un’annata, come quella attuale, in cui si registra un incoraggiante segnale di ripresa produttiva e la conferma delle ottime caratteristiche del prodotto regionale.

CERIMONIA PREMIAZIONE STAMANI,53 AZIENDE E 62 ETICHETTE IN GARA

“L’olivicoltura nel Lazio – ha spiegato Lorenzo Tagliavanti, Presidente della Camera di Commercio di Roma – ricopre da sempre un ruolo strategico nel panorama agroalimentare e la sua importanza, che coinvolge tutte le province della regione, è ben spiegata anche dai numeri: circa 83.000 ettari di superficie olivetata, ben 127.865 aziende coinvolte e 319 frantoi attivi. Non solo.

Il recente riconoscimento di una quinta denominazione, l’Olio di Roma IGP, è un’ulteriore testimonianza della dinamicità e della qualità produttiva delle nostre imprese. Una qualità che viene riconosciuta anche al di fuori dei confini regionali”.

“E’ necessario puntare decisamente sulla qualità dei prodotti”, afferma David Granieri, componente di Giunta della Camera di Commercio di Roma per il settore Agricoltura, “perché il mercato internazionale è pronto per un made in Italy distintivo e di identità.

Per questa ragione dobbiamo usare bene i marchi di qualità europei e dare al consumatore la certezza della migliore qualità di quello che compra”.

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Spettacolo

Dal 14 marzo all’Ambra Jovinelli “La Bottega del Caffe’ “

La Bottega del Caffe’ di Carlo Goldoni è una commedia che si svolge

in un campiello veneziano, dove un insieme di personaggi si intrecciano attorno al protagonista, Don Marzio.
L’autore riesce a descrivere ognuno di essi attraverso sfumature e intrecci, rivelando la loro unicità e complessità.
Ma è Don Marzio, il personaggio ambiguo e catartico, a rappresentare

la chiave della commedia.

IL TESTO AFFRONTA TEMI COME LE “FAKE NEWS”, LE ACCUSE FEROCI E IL VOYEURISMO

Nella rilettura contemporanea, il testo si rivela ancora attuale, affrontando temi come le “fake news” le accuse feroci e il voyeurismo.
Don Marzio è il principe del campiello, che osserva e intriga nelle vite degli abitanti, distaccandosi volutamente dall’ambiente circostante

con un linguaggio crudo e politicamente scorretto.

Questa estraneità gli costa cara, rendendolo “il diverso” e il “capro espiatorio” da emarginare.

La sua uscita di scena rivela le ambiguità e i lati oscuri di ogni componente della società del campiello, dando alla commedia

una dimensione misteriosa e affascinante da indagare.

La leggerezza e la perfetta struttura drammaturgica del testo offrono molte tracce di un lato d’ombra, come le battute banali che celano situazioni destinate a degenerare e i personaggi solo apparentemente limpidi.

In definitiva, La Bottega del Caffe’ di Carlo Goldoni è una commedia che, pur essendo ambientata in un contesto storico preciso, affronta temi attuali e universali, come la manipolazione dell’informazione, l’emarginazione e l’ambiguità dei rapporti umani.

L’autore riesce a descrivere ogni personaggio con precisione, rivelando la loro complessità e umanità, e offrendo allo spettatore la possibilità di riflettere sui meccanismi che regolano le dinamiche sociali.

IL CAST

La Bottega del Caffe’ di Carlo Goldoni sarà in scena dal 14 marzo al 19 marzo al Teatro Ambra Jovinelli di Roma con Michele Placido e

Luca Altavilla, Emanuele Fortunati, Ester Galazzi, Anna Gargano, Armando Granato, Vito Lo Priore, Francesco Migliaccio, Michelangelo Placido, Maria Grazia Plos.

regia Paolo Valerio

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Politica

Nel laghetto di Villa Borghese niente più barchette: lo ha stabilito il Tar del Lazio

Niente gita romantica in barca nel laghetto su cui affaccia il tempio

di Esculapio. Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso presentato

contro Roma Capitale dalla società che, da qualche anno, garantiva

il servizio di nolo delle piccole imbarcazioni che solcano lo specchio d’acqua di Villa Borghese. 

La Esculapio srl aveva regolarmente ottenuto la concessione dal Campidoglio nel 2004. Scadeva il 31 dicembre del 2009,ma poteva beneficiare di un rinnovo automatico di altri sei.

Solo che, sul finire del 2014, Roma Capitale ha deciso di ritirare la concessione.

Da qui l’avvio del contenzioso legale a cui il TAR, con la recente sentenza, ha messo un punto. 

LO HA STABILITO IL TAR DEL LAZIO

I giudici amministrativi hanno motivato la sentenza ricordando che

“la mancanza di una procedura competitiva circa l’assegnazione di un bene pubblico suscettibile di sfruttamento economico, introduce una barriera di ingresso al mercato, determinando una lesione alla parità di trattamento, al principio di non discriminazione e alla trasparenza tra gli operatori economici, in violazione dei principi euro-unitari di concorrenza e libertà di stabilimento”.

Serve in sostanza una gara per affidare il servizio di nolo delle barchette a Villa Borghese. Il Campidoglio dovrà ora predisporne una.

E d’altra parte la Esculapio , condannata a risarcire delle spese di giudizio Roma Capitale, può sempre decidere di ricorrere contro il giudizio del Tar, appellandosi al  Consiglio di Stato.

Tutte e due le circostanze, però, escludono nell’immediato il ritorno delle gite romantiche che Woody Allen ha celebrato nella pellicola “To Rome with Love”. In altre parole, nel laghetto di Villa Borghese, resteranno solo i cigni.

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Cronaca

Grave incidente stradale su via Ostiense, ragazza con l’auto contro un muro

Grave incidente stradale al chilometro venti di via Ostiense.

Per cause ancora da accertare, una utilitaria, condotta da una ragazza

di 30 anni, mentre procedeva sulla corsia direzione Roma, dopo una violenta frenata, ha urtato frontalmente il muretto che delimita

la corsia opposta  al senso di marcia per poi rimbalzare contro

un pilone del viadotto Nuttal, terminando la sua corsa al centro della strada.

LA RAGAZZA E’ STATA PORTATA IN CODICE ROSSO AL S.CAMILLO DI ROMA

Immediatamente soccorsa da personale del 118, la donna è stata trasportata  con una ambulanza al San Camillo di Roma in codice rosso. Sul  posto i vigili del fuoco del distaccamento di Ostia e

la Polizia Locale X Mare per i rilievi. 

Chiusa per circa tre ore via Ostiense.

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Sport

Pix-Padel X-Perience alla Nuova Fiera di Roma fino al 12 marzo

La Capitale impugna le racchette: in programma fino a domenica alla Nuova Fiera di Roma la Pix-Padel Italy X-Perience la prima fiera del padel. 

Un viaggio alla scoperta dell’attività sportiva più in voga del momento, con la partecipazione di oltre 90 espositori su 20mila metri quadri.  Pix mette a disposizione 10 campi gioco, lezioni di prova, stage, esibizioni, eventi e test day organizzati dai circoli e dai gestori degli stand.

DAL 10 AL 12 MARZO ALLA NUOVA FIERA DI ROMA

Tra gli appuntamenti della tre giorni di Pix ci saranno anche gli incontri organizzati dalla Federazione italiana tennis e padel (Fitp) che vedranno le fasi finali del master ‘Tennis Program Ranking Amateur’ (Tpra) e il ‘padel Derby Roma-Lazio’, con le sfide tra ex calciatori di Serie A.

Accolta con entusiasmo dal Comitato italiano paralimpico, Pix avrà anche un’esibizione interamente dedicata a sportivi con disabilità e che vedrà la partecipazione del finalista nei 100 metri alle paralimpiadi di Tokyo, Alessandro Ossola.

Il Comune ha voluto coinvolgere le scuole elementari, medie e gli istituti superiori nella manifestazione. Inoltre, i campi da gioco dell’evento sono stati intitolati ai principali monumenti cittadini.

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Spettacolo

Alice canta Battiato con l’Orchestra La Fenice al Pantheon a Roma il 16 aprile

Il 16 aprile Alice si esibirà al Pantheon di Roma in un concerto tra spiritualità e musica dedicato a Franco Battiato.

Ad accompagnarla sul palco in questa occasione così speciale sarà l’Orchestra del Teatro La Fenice, diretta dal maestro Carlo Guaitoli,

già stretto collaboratore del cantautore siciliano per oltre vent’anni.
Alice, con la sua personalità vocale unica e un percorso artistico sempre in evoluzione, canterà le canzoni di Franco Battiato, quelle cui sente di aderire maggiormente, privilegiando le sue composizioni più spirituali e mistiche, in un luogo straordinario come la Basilica di Santa Maria ad Martyres, il Pantheon di Roma, che per la prima volta accoglie un concerto di questo genere musicale, in una serata che vuole ricordare

il carismatico compositore anche di alcuni dei più grandi successi di Alice.

IL 16 APRILE, DIRIGE CARLO GUAITOLI

Nessuno riesce a rendere omaggio all’artista siciliano con autenticità

ed eleganza come Alice, non solo per la loro collaborazione e amicizia di una vita, ma soprattutto per l’affinità artistica e spirituale che li ha uniti.
“Vivo la possibilità che mi è data di cantare in questo storico luogo sacro, come un grande privilegio e con infinita gratitudine. Ancor di più, desidero essere semplice strumento, per quel che posso cogliere e accogliere, di ciò che Franco Battiato ha trasmesso attraverso la sua musica e i suoi testi, in questo suo straordinario passaggio sulla Terra”, ha affermato Alice in un comunicato.

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Cultura

A Roma dall’11 marzo al 14 maggio la mostra “Armando Trovajoli : Una leggenda in musica

Lo straordinario viaggio nel mondo di Armando Trovajoli arriva

nella Capitale, nel decennale della sua scomparsa, con la grande

mostra “Armando Trovajoli. Una leggenda in musica” dedicata al grande pianista, compositore e direttore d’orchestra, in programma dall’11 marzo al 14 maggio 2023 al Museo di Roma in Trastevere. Musicista eclettico e dalla versatilità ineguagliabile, ha raccontato

in musica quasi ottant’anni di vita e di costume, le sue melodie

sono state la colonna sonora della generazione del dopoguerra, regalando sogni e segnando una pagina fondamentale della cultura italiana.

Autore di brani indimenticabili, le sue partiture, dal linguaggio immediato ed universale, permeano la storia, pietre miliari che

hanno contribuito alla rinascita della commedia musicale italiana, reinventandone il suono.

AL MUSEO DI ROMA IN TRASTEVERE A 10 ANNI DALLA SUA SCOMPARSA

Fu accademico di Santa Cecilia e Cavaliere di Gran Croce dell’ordine

al merito della Repubblica italiana, appassionato di pianoforte e jazz, è passato dalla commedia musicale al cinema, alla radio, alla tv. Tappa fondamentale della sua lunga e prestigiosa carriera fu la direzione per conto della RAI, agli inizi degli anni ’50, della prima orchestra stabile di musica leggera. Con il suo stile pianistico armonioso ed elegante, venne riconosciuto come una delle personalità più rilevanti della musica internazionale, tanto da rappresentare l’Italia nel 1949 al Festival Internazionale del Jazz, a Parigi, esibendosi nella celebre Salle Pleyel. In quel periodo, e successivamente, suonò con i più prestigiosi jazzisti del mondo Duke Ellington, Miles Davis, Chet Baker, Stéphane Grappelli, Django Reinhardt.

HA FIRMATO PIU’ DI 300 COLONNE SONORE

Il suo rapporto con il cinema fu ricco di collaborazioni e la sua produzione cinematografica ha pochi eguali nel panorama italiano.

Ha infatti firmato più di 300 colonne sonore e collaborato con i più grandi registi del nostro cinema: Vittorio De Sica, Mario Monicelli, Luigi Magni, Dino Risi, Antonio Pietrangeli, Marco Vicario, Alberto Lattuada ed Ettore Scola, del quale ha musicato praticamente l’intera filmografia.
É stato autore di colonne sonore di film straordinari, tra cui Riso amaro, La Ciociara, Ieri, oggi domani, Una giornata particolare, catturandone l’essenza. Ha raggiunto riconoscimenti internazionali, con “Che m’è mparato a ffà”, lanciata e incisa in disco da Sofia Loren.

Una carriera costellata da premi tra cui Nastri d’Argento e David di Donatello. Un vero artista e un grande autore che, giocando con le parole, spiegava così la sua filosofia nel rapporto con la musica per

il cinema: “Ci sono due tipi di sottofondi, quello fatto al computer che è di uno squallore insopportabile e c’è il commento musicale fatto ad arte, che richiede perizia ma che, soprattutto, deve saper trovare l’equilibrio tra importanza della sonorità della musica e della parola”. Dice Trovajoli: “È valido anche il silenzio, ma dove ci dev’essere una sottolineatura, una sensazione, un pathos…. un qualcosa che faccia vibrare lo spettatore bisogna farlo con l’orchestra”.

E’ STATO IL CANTORE DI ROMA

Cantore di Roma, protagonista di una storia d’amore infinita con la sua città durata tutta la vita, eterna e perenne senza enfasi, romanticamente sconfinata. Ha reso onore a Roma con la sua arte e sostenuto, nel corso della sua carriera, numerose iniziative per la città. Il 30 maggio 2013, tre mesi dopo la sua scomparsa avvenuta il 1° marzo 2013, Roma Capitale gli ha reso omaggio intitolandogli il Ponte della Musica Armando Trovajoli.
Nella mostra – promossa e prodotta da Roma Capitale, è organizzata e realizzata da C.O.R. Creare Organizzare Realizzare – sarà possibile ripercorrere, attraverso una ricca collezione di documenti, foto, video, musiche, oggetti personali, come i suoi inconfondibili occhiali, l’itinerario di una vita e una carriera eccezionale che tocca la memoria collettiva.

In mostra anche il copione e la partitura cui stava lavorando nei suoi ultimi giorni: sognava di fare una versione teatrale del film Tosca. Non è stata un’impresa facile raccontare la sua grande avventura in un’esposizione: l’idea nasce da Mariapaola Trovajoli per recuperare uno spazio dove stimolare l’interesse del pubblico e rivivere ricordi ed emozioni, con la musica e oltre.

Dietro una lunga ricerca di materiali, esposti per la prima volta, si documenta l’immenso patrimonio artistico e la vita di un uomo prodigioso.

NOVE LE SEZIONI IN CUI E’ SUDDIVISA L’ESPOSIZIONE

Nove le sezioni in cui è suddivisa l’esposizione: Gli inizi, Il Jazz, Il Pianoforte, La Radio, Il Cinema, Le Commedie musicali, La Televisione, Le Passioni, Il Maestro e Roma.
La mostra sarà arricchita anche da un catalogo edito per i tipi di Gangemi Editore che contiene storia, immagini e anche un lungo

elenco di straordinarie testimonianze, da Sophia Loren, Pippo Baudo, Renato Zero, Sabrina Ferilli, Valerio Mastandrea e tanti ancora.

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Cronaca

Roma, ristoratore ucciso con un colpo di pistola alla testa. L’assassino si è costituito

Feroce esecuzione a Roma nel quartiere San Giovanni.

Il proprietario del locale “L’Osteria degli Artisti”in via Germano Sommeiller, nel quartiere Esquilino, è stato ucciso con un colpo di pistola alla testa.

La vittima, Emanuele Costanza, 40 anni,  si trovava a bordo della sua auto, quando il killer si è avvicinato e ha fatto fuoco. 

Nella vettura, una Mercedes, è stata trovata una pistola ma non è chiaro se si tratti dell’arma del delitto.

L’OMICIDIO E’ AVVENUTO IERI DOMENICA 10 MARZO ALLE 20

L’uomo si faceva chiamare chef Manuel Costa.

L’omicidio è avvenuto attorno alle 20.

Subito esclusa la rapina, perchè nella vettura sono stati ritrovati gli oggetti personali e il portafoglio della vittima. Sul posto è arrivata la polizia, la sezione omicidi della squadra mobile e la scientifica.

Poco dopo l’omicidio, l’assassino si è costituito: si tratta di Fabio Giaccio, un napoletano 43enne. 

UCCISO CON UN COLPO DI PISTOLA ALLA TESTA DOPO UNA LITE

Il killer avrebbe lasciato l’arma del delitto accanto alla vittima prima di recarsi al commissariato di polizia di via Statilia dove si è costituito: “Abbiamo litigato e l’ho ammazzato” così ha confessato tutto ai poliziotti. Gli agenti della squadra Mobile sono ora incaricati di ricostruire il contesto in cui è maturato il delitto. L’ennesimo omicidio nella Capitale, dopo quello di Mihai Stefan Roman, freddato da due killer in moto mercoledì sera a Casal de’Pazzi.

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Cultura

Almanacco. 11 marzo 1514: muore a Roma il Bramante

Oggi nel nostro almanacco romano ricordiamo l’11 marzo 1514:

Muore a Roma Donato di Angelo di Pascuccio, universalmente conosciuto come il BRAMANTE . E’ stato un architetto e pittore.

Come architetto, fu la personalità di maggior rilievo nel passaggio tra

il XV ed il XVI secolo e nel maturare del classicismo cinquecentesco.
Nato a Fermignano, nei pressi di Urbino, all’epoca nel territorio di Casteldurante (l’odierna Urbania), si formò artisticamente nella

sua città natale.

Il periodo della formazione e la prima attività di Bramante non è documentata, anche se fino al 1476 Bramante restò ad Urbino,

dove probabilmente fu allievo di fra Carnevale e divenne pittore “prospectivo”, cioè specializzato nella costruzione geometrica di

uno spazio per lo più architettonico quale sfondo di una scena dipinta.

PROGETTO’ LA BASILICA DI SAN PIETRO

Formatosi a Urbino, uno dei centri della cultura italiana del XV secolo, fu attivo dapprima a Milano, condizionando lo sviluppo del rinascimento lombardo, quindi a Roma, dove progettò la basilica

di San Pietro.

Dopo il suo arrivo si inserì rapidamente nell’ambiente dei personaggi più in vista della curia papale. Tuttavia le sue prime committenze,

di cui parla Vasari, non sono documentate e in genere sembrano di poca rilevanza (fontana in piazza San Pietro, affresco dello stemma del Papa, con figure, sulla Porta Santa in Laterano).

Seguirono ben presto incarichi più impegnativi come il palazzo per il cardinale Adriano Castellesi, il chiostro di Santa Maria della Pace su committenza del cardinale Carafa (1500), il tempietto di San Pietro in Montorio (dal 1502).

DA PAPA ALESSANDRO VI FU NOMINATO “SOTTOARCHITETTORE”

Da papa Alessandro VI fu nominato “sotto architettore”, ma fu con l’ascesa al trono di Giulio II che s’impose come primo architetto del Papa, vincendo la concorrenza di Giuliano da Sangallo e ottenendo importantissimi incarichi, all’interno del disegno complessivo di rinnovamento del complesso vaticano, a partire dal cortile del Belvedere
In qualità di architetto, fu la personalità di maggior rilievo nel passaggio tra il XV e il XVI secolo e nel maturare del classicismo cinquecentesco, tanto che la sua opera è confrontata dai contemporanei all’architettura delle vestigia romane e lui considerato “inventore e luce della buona e vera Architettura”.

Probabilmente fu anche allievo ed aiuto di Piero della Francesca.
Nell’ambiente urbinate conobbe Luca Signorelli, Francesco di

Giorgio Martini di cui divenne collaboratore e da cui apprese molto nell’arte dell’architettura, il Perugino, Giovanni Santi e il Pinturicchio.
Entrò in contatto anche con le opere di Mantegna e di Leon Battista Alberti, nonché con le produzioni artistiche di centri come Perugia, Ferrara, Venezia, Mantova e Padova, forse a seguito di viaggi che infine lo porteranno in Lombardia.

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Cronaca

Suicidio a Regina Coeli questa mattina

Suicidio a Regina Coeli questa mattina. Un detenuto italiano di 32 anni, condannato per omicidio ed incendio a seguito del quale morì un pensionato, ha deciso di porre fine alla propria esistenza impiccandosi nella sua cella, ove era ristretto da solo. Lo comunica il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria.

Pronto intervento dell’agente di servizio non ha evitato il suicidio

«Purtroppo il pur tempestivo intervento dell’Agente di servizio non è servito a salvare l’uomo», spiega Maurizio Somma, segretario nazionale per il Lazio del SAPPE. «L’uomo è stato trovato impiccato alle sbarre della cella al momento della conta. Gli è stato immediatamente tolto il cappio ed era ancora vivo quando sono giunti i soccorsi, ma non c’è stato nulla da fare. Il detenuto, noto per le frequenti intemperanze aveva distrutto varie celle all’interno di Regina Coeli nonché in altri Istituti ove era stato precedentemente detenuto. Da ultima, l’aggressione ad un Sovrintendente un paio di settimane fa. Era in attesa di essere trasferito in altro Istituto».

Donato Capece del SAPPE

Così Donato Capece segretario generale del SAPPE: «Come sapete, abbiamo sempre detto che la morte di un detenuto è sempre una sconfitta per lo Stato. Il pur tempestivo intervento degli Agenti non ha potuto evitare che il ristretto riuscisse a togliersi la vita». Per il SAPPE: «la via più netta e radicale per eliminare tutti questi disagi sarebbe quella di un ripensamento complessivo della funzione della pena e, al suo interno, del ruolo del carcere. Anche la consistente presenza di detenuti con problemi psichiatrici è causa da tempo di gravi criticità per quanto attiene l’ordine e la sicurezza delle carceri del Paese. Il personale di Polizia Penitenziaria è stremato dai logoranti ritmi di lavoro a causa delle violente e continue aggressioni».