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Bioparco Roma, “Famo alla Romana”: dal 20 al 24 novembre biglietti scontati per i residenti romani

Dal 20 al 24 novembre 2023, la struttura del Bioparco di Roma offre

ai residenti della città eterna un’occasione imperdibile per visitare il parco a metà prezzo. Con la promozione “Famo alla romana!”, infatti,

i biglietti d’ingresso sono scontati del 50%. Un’occasione imperdibile per le famiglie romane, da cogliere al volo per portare i vostri figli a vedere i molteplici animali all’interno del parco. 

ARRIVA LA PROMOZIONE FAMO ALLA ROMANA

L’offerta è valida per tutti i residenti a Roma, dai bambini agli adulti

che vivono qui. Per usufruirne di questa promozione, infatti, è sufficiente presentare alla cassa del parco un documento d’identità valido che attesti la residenza nella Città Eterna. Il Bioparco di Roma

è un’istituzione cittadina all’interno di Villa Borghese, che ospita oltre 1.000 animali di 220 specie diverse. Il parco si estende su una superficie di 17 ettari e offre ai visitatori un’esperienza unica e immersiva nella natura, permettendo soprattutto ai più piccoli di conoscere da vicino i propri animali preferiti e di scoprirne altri.

LE ATTRAZIONI DEL PARCO

Tra le attrazioni del Bioparco che possiamo vedere al suo interno, si possono menzionare tranquillamente:

  • L’area dedicata ai bambini, con giochi e attività educative
  • Le aree pic-nic, per un pasto all’aperto
  • I progetti di conservazione ambientale, che contribuiscono alla salvaguardia della biodiversità.
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Cultura

Almanacco. 19 novembre 1951: a Roma viene ufficialmente consegnato alla FAO il palazzo all’Aventino

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo il 19 novembre 1951:

Viene ufficialmente consegnato alla FAO il palazzo in viale Aventino .

Il palazzo FAO è un edificio per uffici di Roma, sito all’inizio di

viale Aventino in angolo con il viale delle Terme di Caracalla,

che ospita la sede dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura.

PROGETTATO DA VITTORIO CAFIERO E MARIO RIDOLFI

Progettato da Vittorio Cafiero e Mario Ridolfi e iniziato

nel 1938 nell’area adiacente alle Terme di Caracalla,

al colle Aventino

ed al Circo Massimo, fu ultimato nel secondo dopoguerra.

Il progetto e la costruzione del palazzo vennero avviati per volere

di Benito Mussolini lungo la via dell’Impero, nella parte destinata

a collegarsi, lungo il tracciato della via Ostiense, all’EUR.
Il regime fascista lo aveva destinato a ospitare la sede del

Ministero per l’Africa Italiana: già Ministero delle Colonie, esso fu definitivamente soppresso nel 1953.

Il palazzo venne ultimato nel 1952 e destinato a sede della FAO,

Food and Agriculture Organization.

IL PALAZZO GODE DELL’EXTRATERRITORIALITA’

Il palazzo gode della extraterritorialità da quando lo Stato italiano

lo ha affittato alla FAO, organismo dell’ONU.

Il trattato tra la FAO e la Repubblica Italiana prevede l’affitto

del palazzo per la cifra simbolica di un dollaro statunitense,

da pagarsi con annualità anticipate.

Nel trattato è però indicato che l’occupazione del palazzo

non prevede l’usucapione: quindi la proprietà dell’immobile

resta in perpetuo all’Italia.

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Cultura

Almanacco. 18 novembre 1626: viene inaugurata la Basilica di S. Pietro

Oggi nel nostro almanacco ricordiamo il 18 novembre 1626:

Viene inaugurata la Basilica di San Pietro.
Dopo 120 anni di lavori, cui presero parte i più grandi geni

della storia dell’architettura, il più importante tempio della cristianità venne inaugurato ufficialmente: papa Urbano VIII consacrò la Basilica di San Pietro.

PER L’OCCASIONE SI HA L’ILLUMINAZIONE DELLA CUPOLA CON 5000 LANTERNONI

Per l’occasione si ha l’illuminazione della cupola con 5.000 lanternoni, ovvero padelloni ripieni di grasso di bue e sego, in sostituzione

delle 18.000 fiaccole, che risalivano al XIV secolo.

Urbano VIII, salito sul soglio pontificio nel 1623, ebbe un ruolo importante nell’ideazione e progettazione della nuova basilica.
Egli fece innalzare il proprio sepolcro con una statua in bronzo somigliante a quella bronzea di San Pietro, inoltre, negli

anni trenta del secolo, fece decorare i quattro altari sotto la cupola

con simboli araldici e dagli stemmi di famiglia, così da esaltare la sua figura e la sacralità del suo potere.

Il rivestimento in marmo delle grandi paraste dell’interno, fino

ad allora trattate in finto marmo bianco, si concretizzò solo a partire dal pontificato di papa Pio IX, con la realizzazione di alcune basi;

i lavori furono ripresi sotto papa Pio X, nel 1913, prolungandosi fino all’epoca di papa Pio XII.

LA DIREZIONE DEI LAVORI INIZIALMENTE FU AFFIDATA AL BRAMANTE

La direzione dei lavori fu affidata inizialmente al Bramante che

optò per la pianta a croce greca con una grande volta centrale

e quattro piccole cupole, ma l’ingresso di Michelangelo diede un’impronta diversa all’opera, segnando per sempre il profilo architettonico e la sua collocazione nel tessuto urbano di Roma.

Dopo la consacrazione del 1626, intervenne l’insuperabile genio di Lorenzo Bernini a plasmare l’opera sia all’esterno – con il disegno

dello spettacolare colonnato che delimita la piazza – che all’interno,

con la realizzazione tra gli altri del maestoso Baldacchino di San Pietro che sovrasta l’Altare Maggiore.

FU RICONOSCIUTA NEL 1980 PATRIMONIO DELL’UNESCO

Luogo simbolo della fede cattolica e scrigno di opere d’arte senza tempo (come la celebre Pietà di Michelangelo), la Basilica di San Pietro, insieme con l’intero centro storico di Roma, fu riconosciuta nel 1980 Patrimonio dell’Umanità e posta sotto l’egida dell’UNESCO.
Con una media di sette milioni di presenze all’anno, è, insieme

al Santuario di Lourdes, al secondo posto nella classifica mondiale dei luoghi della cristianità più visitati .

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Spettacolo

La Prima Spada e l’ultima scopa, domenica nello Spazio Rossellini

La Prima Spada e l’ultima scopa, spettacolo di clown e burattini, tratto da “fiabe italiane” di Italo Calvino con Beatrice Fedi e Chien Barbu Mal Rasè, narratrice Beatrice Fedi, burattinai Emanuele Avallone e Daniele Spadaro, domenica 19 novembre ore 17, nello Spazio Rossellini di Roma, polo culturale multidisciplinare della Regione Lazio gestito da ATCL.

Favola La Prima Spada e l’ultima scopa

La Prima Spada e l’ultima scopa è una favola popolare campana, inserita da Italo Calvino nelle sue Fiabe Italiane. Due mercanti vivono l’uno dirimpetto all’altro. Il primo ha sette figlie femmine ed il secondo sette figli maschi. Ogni mattina, il mercante dai figli maschi si rivolge all’altro schernendolo così: “buongiorno mercante dalle sette scope”. La figlia più piccola, vedendo il padre offeso e rattristato dall’offesa, gli consiglia di proporre all’altro una sfida: egli dovrà prendere la prima spada sua (il figlio maggiore) e, suo padre, l’ultima scopa sua (la figlia minore), i due si sfideranno, quindi, a chi per primo riuscirà a portar via, al re di Francia, scettro e corona. In palio tutta la loro mercanzia.

La missione dei due figli

I due figli partono quindi per la missione, superando continue difficoltà, fino a giungere dal re di Francia. La forza fisica e il possente cavallo della “prima spada” serviranno a poco contro l’astuzia e l’acume dell’ultima scopa, che, travestendosi da uomo, riuscirà ad introdursi a corte.. tuttavia il suo travestimento verrà messo a rischio dalle continue prove che il re gli domanderà di fare intuendo che si tratti di una ragazza ed essendosi invaghito di lei. La favola pone l’accento sugli stereotipi di genere, cercando di simbolizzarli con il linguaggio tipico dell’universo favolistico. Il maschio porta con se pesanti armi ed un’enorme cavallo, mentre la ragazza ha una cavallina minuta e abiti leggeri. L’astuzia ed il ragionamento avranno la meglio sulla forza, garantendo il risultato ed il riscatto dall’affronto iniziale.

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Sport

Premio Nearco in programma domenica all’Ippodromo Capannelle

Premio Nearco in programma domenica per tutti gli appassionati all’Ippodromo Capannelle. Una giornata in onore del fantastico, immenso Nearco (foto Domenico Savi), non solo campione eccezionale, ma anche straordinario stallone che ha dato un’impronta indelebile allo sviluppo genealogico del Turf mondiale da oltre 80 anni a questa parte. Oggi nel mondo esistono i discendenti di Nearco e pochi altri. Per intenderci, nel solo 2023, in Europa, un impressionante 85% delle corse di gruppo 1, il massimo della selezione, è stato vinto dai pronipoti del fuoriclasse allenato dal mago di Dormello. L’ippodromo Capannelle dedica questa domenica di metà novembre proprio alla celebrazione di colui che su questa pista, nella seconda metà degli anni ’30, vinse il Derby, il Parioli e il Tevere.

Oltre al Premio Nearco

Domenica di spettacolo assicurato a Capannelle, garantito da ben 12 partenti in media. Un pomeriggio che oltre al Premio Nearco, un Super Handicap sul miglio, vedrà in programma altri due Handicap Principali, una ulteriore perizia, una maiden e una vendere con la pista grande protagonista quattro volte e distanze dai 1200 ai 2000. Il Premio Nearco, centro dell’attenzione pomeridiana, sarà quarta corsa alle 14.45, una prova interessante anche per l’eccellente qualità del campo dei partenti, degna di una listed. Tra i 13 pretendenti al successo vale la pena segnalare Canticchiando, Wide Sea, Vis a Vis, Win The Best, ma anche il terzo del Parioli Blatant, oppure il brillante Sunny River e i leggeri e per questo insidiosi Oleksander e Don Checco.

TQQ alla quinta corsa

Altamente spettacolare anche il tradizionale Premio Capannelle, sui 1200 metri, scelto come TQQ e quinta corsa alle 16.20. Il confronto intergenerazionale sarà animato da ben 18 protagonisti e tra questi meritano particolare attenzione Raifan, Godsave, Blu Metal Jacket, Just do It, Lyricus, Altalune, Django, Killachy Dream, Mamaheart, Collinbay e San Kodi. Un campo di partenti davvero sontuoso. Così come quello del Premio Allevamento, terzo HP del pomeriggio e terza corsa in programma alle ore 15.05. Solo femmine di tre anni e oltre e sul miglio, una sorta di congedo per le anziane destinate a entrare in razza. Come ad esempio Deadline, che ha gareggiato con onore, anche vincendo, in pattern e listed, e che capeggia la batteria delle 12 protagoniste. La sfidano, tra le altre, Love Shots, Zittella, Sound of Love e Wallaby.

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Cultura

FIDIA dal 24 novembre al 5 maggio 2024 ai Musei Capitolini

FIDIA, il più grande scultore greco dell’età classica, in esposizione monografica, per la prima volta in Italia, dal 24 novembre 2023 al 5 maggio 2024 presso i Musei Capitolini – Villa Caffarelli a Roma. Protagonista dell’Atene di Pericle, il cui nome è noto a tutti per la realizzazione di opere come il Partenone e le sue decorazioni scultoree e il colosso di Zeus ad Olimpia, descritto quale una delle Sette Meraviglie del mondo antico, il suo genio creativo ha impresso un marchio indelebile nell’immaginario collettivo e continua a essere fonte di ispirazione per i contemporanei.

La mostra FIDIA

La mostra FIDIA, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e curata da Claudio Parisi Presicce con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura, Main sponsor Bulgari, inaugura il ciclo di cinque esposizioni “I Grandi Maestri della Grecia Antica” che intende far conoscere al grande pubblico i principali protagonisti della scultura greca. Una serie che acquisisce ancora più significato a Roma, città da cui provengono importantissime testimonianze dell’attività di Fidia e di altri artisti greci, tramite le preziose copie di età romana di capolavori originali per la maggior parte andati perduti.

Artista simbolo dell’arte greca classica

La prima esposizione, dedicata a FIDIA, guiderà i visitatori alla scoperta di questo artista simbolo dell’arte greca classica, proponendo un percorso inaspettato e sorprendente che ripercorre la vita, la carriera e il clima storico-culturale in cui operò, tra istallazioni multimediali, reperti archeologici, originali greci e repliche romane, dipinti, manoscritti, disegni.

Oltre 100 opere da grandi musei

Oltre 100 opere provenienti dai più importanti musei del mondo, quali il British Museum di Londra, il Museo dell’Acropoli e Museo Archeologico Nazionale di Atene, il Museo di Olimpia, il Kunsthistorisches Museum di Vienna, il Metropolitan Museum of Art di New York, i Musei Vaticani, il Museo del Louvre di Parigi, nonché da importanti istituzioni italiane come il Museo Archeologico di Bologna, l’Accademia di Belle Arti di Ravenna, il Museo Archeologico di Napoli e l’Archivio Cambellotti.

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NEWS

Meeting “Violenza di genere: cogliere per tempo i segnali” al Gemelli

Meeting a più voci “Violenza di genere: cogliere per tempo i segnali”, venerdì 24 novembre, alle ore 10, presso la Hall del Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS. Nell’ambito delle iniziative della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, si farà un primo bilancio delle attività del Centro Antiviolenza S.O.S. LEI nato lo scorso marzo al Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS, per offrire un servizio dedicato a tutte le donne che subiscono violenza e maltrattamenti grazie alla collaborazione dell’Associazione Assolei e realizzato con il sostegno non condizionato di Windtre.

In primo piano nel meeting la formazione sulla violenza di genere

Si discuterà dell’importanza di informare e formare su ciò che davvero è la violenza di genere. Grazie al contributo di diversi rappresentanti del mondo delle istituzioni e delle associazioni si rifletterà anche sulla necessità di saper cogliere e accogliere i segnali che le vittime di violenza mandano a chi le circonda, sia che essi siano familiari e amici, sia che si tratti di professionisti che devono saper intervenire. Il programma prevede i saluti istituzionali del Gemelli: interverranno il Direttore Sanitario Andrea Cambieri, la Direttrice Risorse Umane Roberta Galluzzi, la Direttrice SITRA Carmen Nuzzo della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS.

Cortometraggio del 1999 “Piccole cose di valore non quantificabile”

A seguire il cortometraggio “Piccole cose di valore non quantificabile” realizzato nel 1999 dai registi Luca Miniero e Paolo Genovese, quest’ultimo presente alla manifestazione. Si entrerà nel vivo della discussione, moderata dalla giornalista Roberta Serdoz Caporedattrice Centrale TGR Lazio, che prevede l’intervento di Barbara Strappato Direttore della Prima Divisione del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, Maria Monteleone Magistrato, già Procuratore Aggiunto Coordinatore del Pool Antiviolenza e Elisabetta Lancellotta Componente Commissione Bicamerale d’Inchiesta sul Femminicidio. Francesca Giansante presenterà il Comitato RiViGe IRCCS (Risposta alla Violenza di Genere) del Policlinico Universitario A. Gemelli, struttura nata dall’impegno di un gruppo di professionisti e professioniste che all’interno dell’ospedale si occupa della violenza di genere. Seguirà l’intervento di Dalila Novelli con le Operatrici del CAV S.O.S. LEI Associazione Assolei. Concluderà l’evento Rossella Gangi Direttrice Risorse Umane Windtre.

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Spettacolo

Barbablù al Cometa OFF dal 28 novembre

Barbablù con Edoardo Frullini diretto da Giulia Paoletti, in scena al Cometa OFF di via Luca della Robbia, da martedì 28 novembre a domenica 3 dicembre 2023. La storia di Barbablù (foto Francesco Bondi), personaggio singolare, seduttore e provocatore. Un intelligente galantuomo che ci sa fare con le donne, soprattutto con alcune, come racconta lo spettacolo. Un testo di Hattie Naylor tradotto da Monica Capuani, che compie un percorso all’interno del tema della violenza di genere, i cui tentativi di contrasto sono spesso troppo tardivi ad arrivare.

Il pretesto Barbablù

Barbablù è il pretesto per dar voce all’esplorazione degli strati più profondi e primordiali di comportamenti e personalità che si trasformano da apparentemente sani a malsani e patologici. Un progetto nato dalla convinzione che il teatro può essere strumento di educazione, conoscenza e sensibilizzazione. Dal palco al foyer, con lo spettacolo che accoglie negli spazi culturali anche la mostra “Com’eri vestita?”, curata in Italia dalle associazioni Libere Sinergie e Amnesty International. È un seduttore, ammaliatore, provocatore. Un intelligente galantuomo che ci sa fare con le donne, soprattutto con alcune.

Fiuta la preda

Un predatore che passeggia e fiuta la preda ancor prima che essa diventi tale. Un giocatore competitivo che contempla la vittoria come unico finale possibile, che osserva e ammicca. È gentile e premuroso. Fa un passo alla volta e non si concede mai subito e mai del tutto. Ascolta e risponde al bisogno più intrinseco. Accarezza e coccola. Desidera e idealizza. Crea connessioni perfette. Ama. Barbablù ha bisogno di sentirsi forte e superiore. Non scende dentro di sé. Non risponde alle domande. È vulnerabile e non sostiene la cura dell’altro. Barbablù tesse la sua (di lui, di lei) gabbia. È in trappola. Per non esplodere dentro, esplode fuori. Barbablù violenta, tortura, uccide. Vince.

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NEWS

Ad Excellence arriva il “Premio Panettone Roma”

Ad Excellence arriva il primo “Premio Panettone Roma”. Nell’ambito della X Edizione della manifestazione, che si terra dal 23 al 25 Novembre 2023, nell’Area Ospitalità della Tribuna delle Autorità dello Stadio Olimpico di Roma, promossa dall’Associazione Italiana Gelatieri e da Officine del Sapore, con il patrocinio della Confesercenti di Roma e del Lazio, la Fiepet Confesercenti, la federazione dei pubblici esercizi, unitamente alla Fiesa Confesercenti, la federazione degli alimentaristi e fornai, è promossa la prima edizione del Premio Panettone Roma, ovvero l’eccellenza del prodotto tipicamente natalizio realizzato dalle pasticcerie e forni di Roma. «Il premio Panettone Roma – sottolinea Claudio Pica, Presidente della Fiepet Confesercenti di Roma e del Lazio – promuove l’attività dei pasticceri e fornai. È attraverso questi concorsi, che rappresentano un valore aggiunto e una promozione dell’insieme della filiera agroalimentare e delle categorie artigianali, che possiamo valorizzare impegno e professionalità delle nostre eccellenze e dell’insieme delle nostre categorie».

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Economia

I poveri in Italia con bisogno di aiuti per mangiare sono oltre 3,1 milioni

I poveri che in Italia hanno avuto bisogno di aiuti pubblici per mangiare nelle mense sono oltre 3,1 milioni. È quanto stima la Coldiretti su dati del Fondo per l’aiuto europeo agli indigenti (Fead) in riferimento al report della Caritas sulla povertà. Il numero dei bambini sotto i 15 anni bisognosi che hanno avuto assistenza per mangiare ha superato quota 630mila, praticamente un quinto del totale degli assistiti, ai quali vanno aggiunti 356 mila anziani sopra i 65 anni oltre a una platea della fame e del disagio che coinvolge più di 2,1 milioni di persone fra i 16 e i 64 anni.

Il 23% dei poveri aiutati è un migrante

Fra tutti coloro che hanno ricevuto aiuto per il cibo, più di 1 su 5 (23%) è un migrante che nel nostro Paese non riesce a procurarsi da solo il “pane quotidiano”, ma ci sono anche oltre 90mila senza dimora che vivono per strada, in rifugi di emergenza, in tende o anche in macchina e quasi 34mila disabili. Nel 2022 hanno ricevuto assistenza per mangiare anche 48mila ucraini proprio nell’anno in cui il Paese è stato invaso e devastato dall’esercito russo.

Cresce anche la solidarietà

Contro la povertà è cresciuta anche la solidarietà che si è estesa dalle organizzazioni di volontariato alle imprese e ai singoli cittadini a partire dall’esperienza della Spesa sospesa dei mercati di Campagna Amica grazie alla quale sono stati raccolti circa 9 milioni di chili di frutta, verdura, formaggi, salumi, pasta, conserve di pomodoro, farina, vino e olio 100% italiani, di alta qualità e a chilometri zero, donati ai più bisognosi.