Oggi nel nostro almanacco ricordiamo una terribile fatto di
cronaca accaduto il 12 dicembre 1969: Una bomba esplode alla BNL
di via Veneto causando il ferimento di 16 persone, un’altra esplode
all’altare della Patria, a Roma, mentre a Milano, in piazza
Fontana, esplode una bomba alla Banca Nazionale dell’Agricoltura .
E’ L’INIZIO DELLA STRATEGIA DELLA TENSIONE
E’ l’inizio della cosiddetta “strategia della tensione”.
La terza bomba esplode a Roma alle 16:55 dello stesso giorno nel passaggio sotterraneo che collega l’entrata di via Veneto della Banca Nazionale del Lavoro con quella di via di San Basilio.
DUE BOMBE ESPLODONO A ROMA CAUSANDO IL FERIMENTO DI 16 PERSONE
Altre due bombe esplodono a Roma tra le 17:20 e le 17:30, una
davanti all’Altare della Patria e l’altra all’ingresso del Museo centrale
del Risorgimento, in piazza Venezia, per un totale di 16 persone ferite.
Si contarono, in quel tragico 12 dicembre, cinque attentati terroristici, concentrati in un lasso di tempo di appena 53 minuti, che colpirono contemporaneamente le due maggiori città d’Italia: Roma e Milano.
La vicenda è tuttora oggetto di controverse interpretazioni; secondo
una, quando fu imboccata la pista dell’attentato neofascista – abbandonata quella anarchica – si volle avallare la teoria della
«strategia della tensione», ossia un disegno razionale, perseguito dall’estrema destra per creare instabilità e paura nelle istituzioni e
nei cittadini, e quella della «strage di Stato», ordinata da settori del mondo politico (dai servizi segreti e consorterie criminal-economiche) per creare un’atmosfera di panico, rendendo necessarie misure d’emergenza, e garantire il potere ai reazionari nemici del popolo.
Le indagini si susseguiranno nel corso degli anni, con imputazioni a carico di vari esponenti anarchici e neofascisti; tuttavia alla fine tutti
gli accusati sono stati sempre assolti in sede giudiziaria
(peraltro alcuni sono stati condannati per altre stragi, e altri usufruiranno della prescrizione, evitando la pena).