Mentre tutti si preparano a festeggiare il primo di tanti giorni “rossi”,
un 40enne fa i conti con l’imprevisto. Si trova alla stazione centrale
di Nettuno ed è indaffarato con un petardo. Un modo come un altro per festeggiare momenti importanti che stanno per arrivare, anche se non tutti condividono i modi e la maniera.
Quello che resta fuori dal campo della soggettività è un lancio programmato del petardo a poca distanza dalla panchina dove era seduto. Sembra andare tutto secondo i piani: accensione, lancio e
mini esplosione. Se non fosse che gli imprevisti arrivano sempre nel momento meno opportuno, altrimenti non sarebbero tali.
Il petardo parte, fa qualche metro, si ferma e non esplode.
A quel punto l’uomo, che ha visto la scena, aspetta qualche secondo e si avvia verso la zona indicata.
L’UOMO VIENE TRASFERITO IN CODICE ROSSO AL SAN CAMILLO DI ROMA
Riprende in mano il petardo inesploso e torna alla panchina: in questo breve tragitto perde tre dita della mano. Infatti l’ordigno artigianale gli esplode in mano tra lo sgomento e l’incredulità dei presenti. Avvisati immediatamente i soccorsi. La situazione è piu’ grave del previsto. Interviene il 118 e l’uomo viene trasferito in codice rosso all’ospedale romano San Camillo.
Le condizioni della mano sembrano critiche. Nel corso dei rilevamenti sono stati trovati dei pezzi di carne sul luogo, sembrano essere proprio parti della mano volate via dell’esplosione in un solo istante. La differenza tra goliardia e tragedia. Se non fossero intervenute le autorità, sarebbe potuta finire molto peggio. La quantità di sangue e l’entità del danno erano (e restano) piuttosto importanti.