La rassegna di cinema giapponese contemporaneo Vite (stra)ordinarie è in programma dal 23 gennaio al 26 marzo (proiezioni ore 18) all’Istituto Giapponese di Cultura. La rassegna Vite (stra)ordinarie oltre a presentare sette singolari vicende, invita a uno sguardo nuovo nei confronti dei soggetti che animano la nostra quotidianità, nella convinzione che dietro ogni individuo ci sia una storia e una realtà che meritano di essere svelate, comprese e rispettate.
I film della rassegna
E così, dietro un fastidioso ciclista che ci taglia la strada può esserci una persona sorda che sale sulla bicicletta per la prima volta (Start Line). Al di là di un cancello che confina con la nostra palazzina potrebbe abitare una famiglia alle prese con un soggetto autistico (The Lone Ume Tree) o con un anziano malato di Alzheimer (A Long Goodbye) oppure una giovane madre messa alla prova da eventi imprevisti (Love Life). Come anche, dietro la presa di posizione di una donna che lotta per impedire la chiusura di un cinema, potrebbe nascondersi una promessa cui si vuole tener fede (Cinematics Liars of Asahi-za) e dentro il cestino porta pranzo di una liceale potrebbe essere contenuto tutto l’amore di un padre che deve fare anche da madre (Dad’s Lunch Box).
Conclusione top secret il 26 marzo
Il titolo che concluderà la rassegna il 26 marzo è ancora top secret, ma sarà una piacevole sorpresa e un’ulteriore occasione di riflessione per cogliere il valore di piccoli gesti che possono fare la differenza se condivisi da molti. Ciascun protagonista dei sette film in programma è (stra)ordinario nel compiere le azioni più ordinarie, quelle che meno riempiono le pagine dei giornali, quelle che meno destano la nostra attenzione, almeno fino a quando qualcuno non ce le racconta, scavando in profondità nel vissuto dei protagonisti. E sul grande schermo i racconti possono avvalersi della potenza delle immagini, fondamentali quando la comunicazione verbale diventa problematica o addirittura impossibile.