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Almanacco. 11 novembre 1563 muore a Roma il pittore Francesco De Rossi detto il Salviati

Oggi nel nostro almanacco romano ricordiamo un grande pittore.

L’11 novembre 1563 muore a Roma FRANCESCO DE ROSSI

detto il SALVIATI. E’ stato un pittore italiano, fra i massimi esponenti del periodo del manierismo.

La sua prima educazione pittorica ebbe come modelli Michelangelo

e Andrea del Sarto, poi, in seguito a un viaggio a Roma nel 1531,

si avvicinò alle novità di Raffaello, con alcune opere come gli affreschi con le Storie di san Giovanni Battista a Palazzo Salviati,

la Visitazione dell’oratorio di San Giovanni Decollato e l’Annunciazione di San Francesco a Ripa caratterizzate da un ampio modo architettonico di suddividere le scene tipico della maturità del maestro di Urbino,

ma anche da torsioni delle figure e panneggi svolazzanti tipica dei classicisti come Giulio Romano e il Penni, e da un’attenzione

al disegno sempre incisivo tipico della tradizione fiorentina.

TRA IL 1548 E IL 1563 LA SUA ATTIVITA’ SI CONCENTRA SU ROMA

Tra il 1548 e il 1563 la sua attività si concentra sulla città di Roma,

dove visse in modo continuativo, fatta eccezione per un viaggio in Francia fra il 1556 ed il 1557 , lavorando a numerosi e stupefacenti cicli di affreschi, come quelli delle Nozze di Cana nell’Oratorio dei Piceni

o la Natività del Battista nell’Oratorio di San Giovanni Decollato, nel Palazzo della Cancelleria (Cappella del Pallio), nel Palazzo Sacchetti (Storie di David) e nel Palazzo Farnese (Fasti farnesiani).

Entro il 1554 completò la decorazione della Cappella Chigi in Santa Maria del Popolo, con le Storie della Genesi, le Stagioni e la parte alta della pala d’altare avviata da Sebastiano del Piombo.
Fece poi le figure all’entrata dell’emiciclo di villa Giulia e una nuova serie di disegni per arazzi (Stagioni ed Età del Mondo,

oggi agli Uffizi e al Nationalmuseum di Stoccolma).

In quegli anni si nota l’influenza di artisti francese della scuola di Fontainebleau, incontrati a palazzo Sacchetti o conosciuti attraverso stampe e disegni.
Nel 1553 inoltre incontrò forse a Roma Pieter Bruegel il Vecchio, da cui avrebbe assorbito un certo naturalismo nei paesaggi.

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