Nun me piace. Anacronismi in croce il nuovo spettacolo scritto e diretto da Marzia Ercolani, debutta in prima assoluta, dal 30 novembre al 3 dicembre, al Teatro Spazio 18b. Il mondo e la poetica raffinata della drammaturga viene questa volta incarnata sul palco da Luigi Acunzo. Nulla è più umano del bisogno del rito. Niente è mondialmente condiviso come le ricorrenze religiose, con i loro usi, i loro costumi, e le figure consacrate ad essere protagoniste assolute di contante celebrazioni. A prendere la parola è uno dei protagonisti più gettonati del panorama rituale sacro, venerata e inviolabile star alle prese con una crisi esistenziale. A prendere parola è prima di tutto un figlio, un figlio che non può più rimandare un confronto con il padre e con il presente in cui è costretto a rinascere.
L’omaggio di Nun me piace
Un omaggio al “presebbio” Eduardiano, un omaggio al Vangelo secondo Gesù Cristo di J. Saramago, un omaggio all’arte di interpretare un ruolo, un omaggio a tanti poveri e straordinari Cristi, a quell’umanità nata nelle capanne, nei sobborghi, nelle periferie del mondo dalle quali, ogni tanto, anime fameliche di riscatto si ergono su tutto, accecando ogni ombra con il loro splendore, quel tutto avido e giudicante che se non può contrastare tanta meraviglia, la celebra, la adora, la fagocita, consegnando corone e plausi mentre issa sistematicamente l’ennesima croce.