Aprirà venerdì 1° dicembre e sarà visitabile sino a venerdì 15 dicembre, la nuova mostra personale di Chiara Montenero, a cura di Irene Niosi, “Le onde. Omaggio a Virginia Woolf”, nella nuova sede della storica Galleria della Tartaruga all’interno della libreria Eli, a Roma. Ingresso libero.
La mostra si terrà da lunedì a sabato dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19:30. L’ingresso è libero.
Frutto di una scelta molto ponderata, le venti opere esposte sono un omaggio alla grande scrittrice inglese Virginia Woolf, soprattutto al suo “Le onde”. Costituiscono un approfondimento sul tema che indaga sui moti dell’animo da cui discende il sentimento dell’empatia. Un argomento che all’artista sta molto a cuore,
motore propulsivo di tutta la sua ricerca artistica sia nel campo della scrittura che in quello della pittura.
“L’artista osserva e sperimenta il variare della luce attraverso i riflessi dell’acqua, da cui il nesso con il testo di Virginia Woolf con la scelta, per i tre monocromi, del bianco, il non colore simbolo dell’innocenza dei bambini che si affacciano alla vita, e che rimanda anche alla dolorosa storia della morte a cui dovranno assistere e al lutto che li colpirà – spiega la curatrice Irene Niosi – In questi monocromi, come nelle tele che, nate candide, si sporcano di spruzzi di colore, è ravvisabile una narrazione sia poetica che metaforica presentata con disarmante semplicità, in cui le connotazioni immaginarie, insieme agli elementi autobiografici strettamente legati alla storia personale dell’artista e alla sua origine culturale, contribuiscono a formare una base di solida, quanto credibile autenticità”.
L’acqua è l’ambiente indifferenziato per eccellenza
“La mostra è dedicato allo splendido romanzo “Le Onde” di Virginia Woolf – spiega Chiara Montenero – Non si parla, però, solo delle onde del mare, ma soprattutto di quelle emozioni fluttuanti che i sei protagonisti vivono dall’infanzia alla maturità, fino al dolore comune per la scomparsa del comune amico. Per la Woolf, l’acqua è l’ambiente indifferenziato per eccellenza, ma anche ciò verso cui tende spontaneamente l’alchimia degli esseri, il luogo ultimo della loro metamorfosi”.