«Il Pnrr di cui si parla tanto dobbiamo fare in modo che arrivi alle persone e non alle mafie.
Questo processo non allungherà i tempi ma probabilmente li accorcerà»
«Un messaggio contro il crimine e contro le mafie».
Il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti ha comunicato la firma del protocollo antimafia firmato con Dna e Dia (Direzione investigativa antimafia) durante la trasmissione «Uno Mattina».
12 miliardi di appalti
«Abbiamo scelto una durata di tre anni ma può continuare — ha aggiunto — . Tutti gli appalti che faremo nei prossimi anni, per circa 12 miliardi di euro, verranno inviati alla procura e all’investigazione antimafia, questo processo non solo non allungherà i tempi ma probabilmente li accorcerà.
I controlli vanno di pari passo con il prosieguo dell’azione amministrativa. C’è distinzione dei ruoli, ovviamente.
Il protocollo è un bel segnale e lancia il concetto che tutti possiamo fare qualcosa.
Il Pnrr di cui si parla tanto dobbiamo fare in modo che arrivi alle persone e non alle mafie».
Tale protocollo, secondo Zingaretti, «va incontro alle aspettative post-covid delle persone, che si aspettano servizi e qualità.
Se invece arriva la mafia dobbiamo essere pronti a prevenirla. L’effetto dissuasione è molto importante».
Aziende «fantasma» sotto controllo
«Il protocollo — precisa Zingaretti — non interviene in alcun modo nelle procedure ma attiva immediatamente una verifica.
Noi avremo in Italia appalti per miliardi e miliardi di euro, se un’azienda fondata e aperta un mese fa magari con mille euro di capitale partecipa a gare per miliardi di euro la procura antimafia lo viene a sapere non quando il cantiere è aperto e bloccato, ma subito.
Non parte a seguito di un’indagine, ma come metodo di lavoro per combattere le mafie.
Adesso tutti sanno che si può fare e speriamo che questo porti anche tanti ad aderire».