E’ stata creduta una pusher e ha passato più di due mesi in carcere a Roma.
E’ la storia della modella ungherese Greta Gila, 24 anni.
Il suo incubo inizia in un albergo di Fiumicino nel marzo del 2019, quando poco prima di partire per il Giappone, dove doveva posare per un servizio fotografico, viene arrestata.
Ci sono voluti 74 giorni per uscire dal carcere e ora la donna chiede un risarcimento di 100.000 euro allo Stato italiano per ingiusta detenzione.
L’inizio della carriera
“Nel 2018, a 20 anni, ho vinto la corona di Miss Turismo in Ungheria – ha raccontato al Corriere della Sera -.
Poi, per la rinuncia di una concorrente, ho partecipato a un concorso in Cina, arrivando in finale.
Mi hanno chiamato per dei servizi fotografici e mi sono trasferita a Londra.
Qui un’agenzia mi ha scritturato per un servizio da fare a Tokyo: 1.500 euro più volo e alloggio. Ero a inizio carriera e ho accettato”.
“Per andare in Giappone – ha spiegato la modella – ho fatto scalo a Roma dove ho incontrato un manager di questa agenzia, a cena in un albergo a Fiumicino.
Mi aveva detto che ci avrebbe raggiunti una costumista per provare alcuni abiti ma a un certo punto l’ho visto nervoso, ha detto di avviarmi in camera e se n’è andato”.
L’arrivo della costumista rappresenta l’inizio dell’incubo.
Con la donna si presentano infatti anche degli uomini che iniziano a fare delle domande e sequestrano il telefono alla modella.
Più tardi scoprirà che si stratta di finanzieri: la “costumista” era stata infatti trovato in possesso di 11 chili di cocaina: scoperta al suo passaggio alla dogana la avevano seguita, fino ad arrivare nella camera della modella, che viene ritenuta la compratrice di parte del carico di droga.
Dopo aver trovato un avvocato, Gila riesce a far valere il suo punto di vista, ottenendo prima la scarcerazione, ma con l’obbligo di firma per sei mesi e infine l’archiviazione del caso.
“La difficoltà è stata trovare una casa in affitto a Roma per avere un domicilio. Ho anche cominciato a lavorare. Parlo diverse lingue: prima in un pub, poi in un negozio di moda. Il mio aspetto mi ha di certo aiutato”.
Adesso la donna ha cambiato completamente vita: “Ho smesso di fare la modella per il trauma.
Associo l’aereo alla paura di essere arrestata e fatico a fidarmi.
Sono tornata in Ungheria e seguo la mia passione per la pittura.
Magari è questa la mia strada”.