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Cultura

ALMANACCO: 3 febbraio 1960 muore a Roma Fred Buscaglione

Il 3 febbraio 1960 alle ore 6,30 del mattino presso Piazza Ungheria, muore in un incidente stradale a Roma il cantante FRED BUSCAGLIONE . .
La sua Ford Thunderbird color lilla, giunta all’incrocio fra via Paisiello e viale Rossini nel quartiere romano dei Parioli, si scontrò con un camion Lancia Esatau carico di porfido guidato dal ventiquattrenne Bruno Ferretti, che tentò di soccorrerlo insieme a un metronotte e a un passante.
Fermarono un autobus dove caricarono il cantante, che giunse però troppo tardi all’ospedale.
Il cantautore e attore, il duro dello swing, icona dell’Italia del dopoguerra e della ripresa economica, morì a soli 38 anni, nel pieno della sua carriera, quando per molti era un idolo.
Quella sera rientrava da un night in Via Margutta.
Le sue canzoni erano ascoltate ovunque: alla radio, alla televisione e nei juke-box.
Fred era un artista completo.
Oltre a possedere una voce straordinaria, che utilizzava con ironia, era in grado di suonare diversi strumenti tra cui il piano, il contrabbasso, la tromba e il violino.
La sua fama, che dopo la sua morte diventerà un mito, era dovuta all’uso di quella musica “d’oltre oceano” che affascinava in quegli anni.
Molto spesso si trattava di canzoni un po’ strampalate, che parlavano con ironia di “bulli e pupe”, di New York e di Chicago, di duri spietati con i nemici, ma sempre in balia delle donne e dell’alcool.
Nacquero così le canzoni che lo fecero conoscere in tutta Italia, molte delle quali eseguite dal vivo in concerto e registrate su disco, alcune in coppia con la moglie Fatima quali: Che bambola!, Teresa non sparare, Eri piccola così, Love in Portofino, Porfirio Villarosa , Whisky facile.
Tre settimane prima della morte, in un’intervista al quotidiano Stampa Sera espresse l’intenzione di ritirarsi nel giro di due anni, affermando: «Prima che la gente mi volti le spalle, Fred il duro sparirà, ed io tornerò ad essere solo Ferdinando Buscaglione».
La scomparsa di Fred Buscaglione, avvenuta nel pieno della sua carriera di cantante e di attore, fu un evento mediatico che ebbe ampie ripercussioni nell’Italia del boom economico.

Il suo ultimo film, le cui riprese erano terminate pochi giorni prima del tragico incidente e che si sarebbe dovuto intitolare A qualcuno piace Fred, uscì nelle sale il 24 febbraio 1960 con il titolo Noi duri e ottenne immediatamente un enorme successo, restando in programmazione per mesi.
Nel film Buscaglione recita con attori famosi come Paolo Panelli, Totò e Scilla Gabel, tenendo la scena con naturalezza e brio.
Le sue canzoni continuarono a essere ascoltate alla radio e nei juke-box che andavano diffondendosi per la penisola; e la folla cosmopolita che invadeva Roma durante le Olimpiadi portò a casa, tra i souvenir, anche i dischi di Buscaglione, accrescendone la conoscenza all’estero.

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Cronaca

Roma, edicolante rincorre il ladro, ha un malore e muore.

Tragedia in zona Portuense dove un edicolante, dopo aver rincorso un ladro, ha accusato un malore ed è morto.

È quanto successo nella mattinata di oggi, nella trafficata via Portuense. A dare l’allarme, un gruppo di passanti che ha assistito alla scena chiamando il numero unico per le emergenze.

Saranno ora i carabinieri a lavorare per far luce su quanto accaduto.

Secondo la prima ricostruzione investigativa, l’edicolante stava sistemando gli ultimi giornali nel suo chiosco quando, poco prima delle 8 del mattino, uno sconosciuto si è avvicinato.

Prima lo ha minacciato e poi ha tentato di derubare i soldi nella cassa.

Il lavoratore ha reagito, con il ladro che però è riuscito a scappare senza bottino, verso la pompa di benzina che si trova davanti all’edicola. 

La vittima inizia a rincorrerlo, ma il ladro scappa più veloce.

L’uomo, quindi, decide di tornare nella sua edicola: una volta dentro, si sente male e si accascia. 

Lo hanno trovato morto all’interno della sua edicola.

Inutili i tentati dei medici del 118 accorsi, per rianimarlo.

I carabinieri, che hanno ascoltato i primi testimoni, sono ora alla caccia del ladro. 

“Una giornata di lutto per il nostro Municipio. – ha commentato il presidente del Municipio Roma XI, Gianluca Lanzi – Il furto subìto e poi l’infarto sono stati fatali per l’edicolante.

Era una persona conosciuta e rispettata nel quartiere, questa tragedia ci lascia tutti sgomenti.

Mi sono recato sul posto per portare le condoglianze della nostra comunità a chi lavorava con lui e alla sua famiglia”. 

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Maturità 2022: Venerdì 4 febbraio il corteo degli studenti a Roma

Domani a Roma alle 10.00 i licei si sono dati appuntamento a Piramide, per manifestare contro il “nuovo” formato dell’esame di maturità, direzione Miur.

Due scritti (tema e prova d’indirizzo) più orale: il 22 giugno 2022 partirà l’esame di Stato per la Maturità con queste nuove regole, e scoppia la polemica. Alla fine il Ministero ha deciso lo svolgimento dell’esame di Stato per la scuola secondaria: tornano le prove scritte, e gli studenti non ci stanno. 

Il motivo per cui i liceandi non hanno preso bene questa nuova versione dell’esame è evidente: dopo 2 anni di esame svolto solamente orale, quest’anno si torna alle origini, sempre con commissione composta dai propri prof. 

E, dopo che molti licei hanno annunciato una mobilitazione nazionale il 4 febbraio, tantissimi altri approfittano intanto dei social network per indirizzare commenti non proprio soft contro il nuovo esame e soprattutto contro il ministro Bianchi, artefice dei cambiamenti della Maturità 2022.

Il grido è comune: non è giusto che il ministro non tenga conto di questi ultimi 3 anni passati in maggioranza in Dad. 

«Il ministro Bianchi, come se nulla fosse, ha annunciato il ritorno degli scritti all’esame di maturità 2022, di cui una prova di italiano e la seconda prova sulla materia d’indirizzo.

Non solo il Ministro non si è degnato di ascoltare le richieste delle migliaia di studenti in protesta da mesi per un rientro in sicurezza e per una scuola diversa, ma ora vuole mettere in crisi anche migliaia di maturandi in tutta Italia. Noi non ci stiamo.

Per l’ennesima volta torneremo a bussare alle porte del vostro Ministero dell’Istruzione blindato e lo faremo con la rabbia e la determinazione che ci contraddistingue». Con queste parole gli esponenti del movimento studentesco romano La Lupa lanciano l’appuntamento per manifestare.  

Gli studenti sembrano irremomovibili: «Riempiremo le strade e le piazze di tutte le città di questo paese fino a che il ministero non tornerà sui suoi passi».

L’accusa che i maturandi fanno alle istituzioni è quella di «incasellarci in dei numeri, piuttosto che accompagnarci in un percorso di apprendimento.

Siete stati sordi alle nostre richieste dall’inizio dell’anno – continua la Rete ricordando le occupazioni e i cortei che hanno caratterizzato l’autunno caldo della Capitale -, ci avete riconsegnato una scuola piena di incertezze, volete che affrontiamo la maturità come se non avessi passato i due anni peggiori della nostra vita.

Questa volta, però, non faremo un passo indietro». Viene lanciata così una mobilitazione nazionale fissata venerdì 4 febbraio a Roma, con scuole invitate a scioperi e sit-in in ogni quartiere ma soprattutto a partecipare al corteo che partirà alle 10 da Piramide per dirigersi al Miur.

La battaglia è annunciata: «Saremo sotto al Ministero dell’Istruzione e nelle piazze del Paese», dice Tommaso Biancuzzi della Rete degli studenti medi: «Abbiamo aspettato fin troppo: servivano certezze per gli studenti e non patiboli.

L’esame così rischia di essere una condanna per tutti noi.

Vogliamo un esame senza scritti e con una tesina che ci permetta di elaborare, studiare e collegare quello che abbiamo imparato in questi anni. Basta giocare sulla nostra pelle». 

La decisione del Ministro Bianchi è un po’ una doccia gelata, fanno capire dalla Rete: «Ci si stava preparando ad una maturità più ‘soft’ – aggiunge Soffientini – e anche per i docenti potrebbe rappresentare una difficoltà ricalibrare il programma da qui a giugno date le nuove disposizioni».

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Covid:D’Amato,con misure Cdm verso fine stato emergenza

Quelle prese ieri in Consiglio dei Ministri “sono misure che aspettavamo e confermano che c’è una fase discendente.

Mi sembra che siano di buon senso e oramai la strada è tracciata: si va verso la fine dello stato di emergenza e progressivamente andranno anche allentate alcune misure che finora abbiamo utilizzato”.

Così l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato, rientrando nella sede della giunta regionale, dopo un evento pubblico. “Sulla scuola è importante ciò che è stato fatto: semplifichi la vita alle famiglie, alle scuole stesse – ha aggiunto D’Amato -. Consente soprattutto, a chi è vaccinato, di rimanere in classe di evitare la dad e questo mi sembra un fatto così”.

In merito alle polemiche di una parte politica l’assessore ha sottolineato: “C’è un po’ di demagogia è chiaro che tutte le misure che sono state adottate per tutta la popolazione e vanno ad agevolare chi si è vaccinato, ma non può essere altrimenti.

D’altronde vale anche l’effetto opposto, ovvero, lasciare a casa chi si è vaccinato è ingiusto”.

Per cui “è una scelta che va fatta per difendere la salute e la scuola in presenza, attraverso la vaccinazione, per consentire ai ragazzi di avere la loro socialità e la loro formazione”.

Intanto c’è un dato confortante riguardo i dati che arrivano per la nostra Regione.

 “Abbiamo oltre 1000 casi in meno rispetto allo stesso giorno della scorsa settimana.

Per cui questo trend si va consolidando.

Per noi è un’ottima notizia perché porterà, nelle prossime due settimane, a un allentamento anche della pressione sulla rete ospedaliera”.

Così l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato, rientrando nella sede della giunta regionale, al termine di un evento pubblico.

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L’8 aprile sciopero degli infermieri

Scioperano gli  infermieri e tutto il personale sanitario non medico. Il sindacato NursingUp ha annunciato la mobilitazione per il prossimo 8 aprile quando per l’intera giornata si fermeranno i lavoratori delle Asl, delle aziende ospedaliere e degli enti della sanità pubblica italiana.

L’8 aprile sciopero degli infermieri: stop anche agli straordinari

Per sei giorni poi, dall’8 al 13 aprile, gli  infermieri e tutto il personale sanitario non medico faranno anche lo sciopero degli straordinari.

Da nord a sud si preannuncia dunque un venerdì nero per ospedali e presidi sanitari. 

“Non siamo più disposti ad affrontare emergenze sanitarie, portati maldestramente sulla bocca di chi, prima ci annovera tra gli esseri trascendenti e gli eroi, e poi si dimentica di noi nelle stanze dei bottoni, quando c’è da dare corpo alle promesse” – ha commentato il presidente del sindacato nazionale infermieri Nursing Up, Antonio De Palma.

L’aumento degli stipendi non c’è: “Per noi solo 26 centesimi”

Nelle buste paga dei lavoratori che hanno trascorso i due anni di pandemia in prima linea l’aumento sperato non c’è stato: “Ci hanno proposto, in cambio dell’eccellenza che rappresentiamo, pochi offensivi spiccioli.

Appena 26 centesimi lordi in più, per ogni ora di indennità di lavoro notturno.

Poco meno di 1 euro di aumento per quella di pronta disponibilità. Una continua vessazione delle nostre funzioni, con aziende che ci costringono a svolgere attività che non ci spettano, sino a vere e proprie condizioni di demansionamento”.

Da qui lo sciopero degli infermieri e del personale non medico il prossimo 8 aprile, con sei giorni in cui in molti diranno anche no a turni straordinari, sempre più necessari per colmare la mancanza di personale. Solo a Roma e nel Lazio i sindacati confederali avevano stimato la carenza di organico in 10.000 unità tra infermieri, tecnici e amministrativi. 
“Noi, che con i fatti abbiamo dimostrato di essere i primi attori di un film drammatico che ci ha visto e ci vede lottare ogni giorno contro la morte, siamo oggi relegati, da un maldestro copione scritto da altri, a ruolo di comparse”. 

La protesta degli infermieri: “Siamo stanchi”

Una professione “vessata” secondo il presidente di NursingUp.

Il sindacato annuncia battaglia finchè non arriveranno le modifiche al contratto richieste.

L’8 aprile gli infermieri si fermano, protesta in piazza anche a Roma. “Incroceremo le braccia, assieme a tutti i colleghi delle altre professioni sanitarie che con noi rivendicano i loro diritti, questa volta non con una semplice giornata di sciopero, ma – sottolinea De Palma – con una astensione estesa allo straordinario, alle attività di  supporto alla libera professione, alle prestazioni rese al di fuori del normale orario di lavoro e ai rientri in servizio. Siamo stanchi. Non ci sono ulteriori prove di appello. Non ne vogliamo più concedere”. 

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Nuovo blitz degli attivisti per l’ambiente: vernice sui muri del Mite

Prima il mail bombing, poi un blitz lunedì mattina, che non hanno sortito gli effetti sperati. Oggi stesso copione.

Ancora una protesta non violenta degli attivisti per l’ambiente di Exctintion Rebellion che hanno fatto irruzione al ministero della transizione ecologica.

Al centro delle loro richieste un incontro con il ministro Roberto Cingolani. Undici gli aderenti alla campagna “Ultima generazione” che si sono presentati davanti l’ingresso del dicastero di via Cristoforo Colombo, con quattro di loro che dopo essere riusciti ad entrare nel Mise hanno imbrattato alcune pareti lanciandoci contro della vernice rossa.

Bloccati dagli agenti del commissariato Colombo e dagli investigatori della digos la loro posizione è ora al vaglio dell’autorità giudiziaria.

A spiegare le ragioni del secondo blitz in due giorni al dicastero della Garbatella gli stessi attivisti di Exctintion Rebellion, che chiedevano un incontro pubblico con il ministro. “Al categorico rifiuto da parte dello staff del ministro – scrivono in una nota stampa gli attivisti per l’ambiente – hanno pensato di rivolgersi ad un uditorio più conscio della gravità dell’emergenza climatica ed ecologica, ovvero i muri, su  cui hanno lasciato il segno del loro dissenso. La polizia è intervenuta tempestivamente chiamata da due carabinieri che già erano all’interno del ministero e portando via 10 persone in questura. 3 macchine della polizia, un camioncino antisommossa, più 3 carabinieri e altre forze dell’ordine, una ventina circa, per portare via persone nonviolente che hanno messo il proprio corpo e la loro sicurezza al servizio dei cittadini per chiedere un semplice incontro pubblico con Cingolani”.

Ma cosa chiedono gli attivisti? “Ultima Generazione ha già da tempo chiesto un incontro pubblico non solo con Cingolani, ma anche con Draghi, Patuanelli, Giorgetti, Orlando e Carfagna; oltre 26.000 e-mail sono state inviate dalle persone che sostengono la campagna a queste 5 figure del governo, alle quali non è giunta alcuna risposta.

Perciò le persone attive in Ultima Generazione sono tornate ad alzare il tiro della loro contestazione, e continueranno finché il governo non concederà un incontro pubblico dove discutere in merito alla necessità di agire radicalmente per contrastare la crisi ecologica e climatica, e usare nuovi strumenti partecipativi come le assemblee di cittadine/i”.

A spiegare cosa li spinge alle azioni non violente ancora gli attivisti di Ultima generazione: “Alcune delle persone coinvolte nell’azione di oggi, anche ieri hanno spruzzato di vernice le facciate del ministero, e hanno ormai violato per l’undicesima volta il foglio di via da Roma che avevano ricevuto dopo i blocchi stradali di dicembre; per l’azione di ieri sono state fermate dalla polizia ricevendo ancora fogli di via e numerose sanzioni: pur rischiando condanne severe, non sono disposte ad arrendersi.

Tra loro, Simone, 19 anni, ha dichiarato: “Sono qui a fare queste azioni oltraggiose perché ho tanti progetti per il futuro, ma non credo di poterli realizzare senza agire concretamente per proteggere la nostra esistenza. Desidero che il ministro della transizione ecologica ci riceva, e che ammetta la necessità di approcciare la transizione con uno strumento partecipativo come le assemblee di cittadine/i.

Al Mite invece hanno accentrato il potere di scegliere e approvare i progetti del Pnrr nelle mani di una sola persona, che non è stata eletta: è prevedibile che produrrà decisioni calate dall’alto che andranno incontro all’opposizione delle comunità. Sono preoccupato per gli sconvolgimenti sociali che ci saranno e a cui siamo già di fronte, e per la reazione della gente che temo diventerà più violenta”. 

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E’ Morta Monica Vitti

Monica Vitti è morta. La bionda e talentuosa interprete, uno dei volti simbolo del grande cinema italiano che ha fatto impazzire Michelangelo Antonioni diventandone musa e compagna per lungo tempo si è spenta a 90 anni il 2 febbraio 2022.

La notizia della morte è stata data dal marito Roberto Russo attraverso Walter Veltroni che ha pubblicato un breve e doloroso messaggio su Twitter scrivendo: “Roberto Russo, il suo compagno di tutti questi anni, mi chiede di comunicare che Monica Vitti non c’è più. Lo faccio con dolore, affetto, rimpianto”.

Malata da tempo, Monica Vitti si era ritirata a vita privata da molti anni. Considerata una delle attrici più versatili del nostro cinema, l’attrice ha offerto interpretazioni memorabili sia in grandi drammi d’autore, che nelle commedie all’italiana, trasformandosi di volta in volta in una donna distaccata, misteriosa e seducente, una bionda dall’aria sfuggente, o una romana verace dalla personalità tratteggiata con vitalità ed entusiasmo, ma senza nessuna ombra di volgarità.

Nata nel 1931, Maria Luisa Ceciarelli – questo il vero nome dell’attrice – ha esordito a soli quattordici anni, a teatro, interpretando una donna matura che perde il figlio in guerra, ma è soltanto dopo aver intrapreso una breve ma solida formazione artistica all’Accademia di Arte Drammatica Silvio D’Amico che inizia a muovere seriamente i suoi primi passi nel mondo dello spettacolo.

Dopo aver preso parte ad alcune pellicole comiche in ruoli secondari, la Vitti viene notata da Michelangelo Antonioni che la sceglie per il ruolo della protagonista della sua “quadrilogia dell’incomunicabilità”, che comprende quattro capolavori del nostro cinema come L’avventura, la notte, l’eclisse e Deserto rosso.

Dopo il lungo legame artistico e sentimentale con Antonioni (al quale faranno seguito altre due importanti relazioni, quella con il direttore della fotografia Carlo Di Palma e il regista Roberto Russo) la Vitti viene “riscoperta” letteralmente da Monicelli, che le affida il ruolo di Assunta, la giovane siciliana protagonista de La ragazza con la pistola, che dopo essere stata sedotta da Carlo Giuffrè, è determinata a farlo fuori per salvare l’onore, e non esita a recarsi in Inghilterra per risolvere la questione.

A questo ruolo brillante, ne seguirono altri e per Monica si trattò di una vera e propria rivelazione artistica, considerato che in seguito affermò che scoprire di far ridere il pubblico, per lei era stato come “scoprire di essere la figlia del Re”.

Negli anni ’70, oltre alle numerose commedie all’italiana – tra cui si ricordano Dramma della gelosia, Tutti i particolari in cronaca, Polvere di Stelle diretto da Alberto Sordi (suo partner ideale davanti alla macchina da presa), Amori miei, l’anatra all’arancia, accanto a Tognazzi – la Vitti girò anche alcune pellicole d’autore come il fantasma della liberta’ di Buñuel e La pacifista.

Negli anni ’80 tornò a collaborare con Antonioni per Il mistero di Oberwald, e fu interprete di Flirt, il debutto alla regia di Roberto Russo che le valse il premio come miglior attrice al Festival di Berlino. Nello stesso periodo, firmò anche alcune pellicole da sceneggiatrice, lo stesso Flirt, ad esempio, ma anche il successivo Francesca è mia.

Esperienze che la portano a dirigere il suo primo film, Scandalo segreto, nel 1990, che di fatto segna anche la sua ultima apparizione sul grande schermo ed è seguito dalla sua ultima prova attoriale, l’anno seguente, nella fiction Ma tu mi vuoi bene?.

Negli anni ’90 l’attrice dà alle stampe due volumi autobiografici, Sette Sottane e il successivo Il letto è una rosa, partecipa come ospite fisso a due stagioni di Domenica In e riceve il Leone d’Oro alla Carriera in occasione della Mostra del Cinema di Venezia, nel ’95.

Nel 2000, dopo aver sposato Roberto Russo, l’attrice si è ritirata definitivamente dalla vita pubblica, a causa dell’aggravarsi delle sue condizioni di salute.

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Cronaca

Maxisequestro da 680 kg di cocaina

Un maxi blitz che ha permesso di recuperare 680 chilogrammi di cocaina di ottima qualità, sventando così affari milionari al narcotraffico di Roma.

La droga avrebbe invaso la piazze di spaccio della zona est della capitale, in un flusso di droga che avrebbe poi interessato le altre zone della città, ma anche delle altre province del Lazio. 

A sventare la nuova invasione di ‘coca’, sono state le indagini della guardia di finanza di Roma, coordinate dalla procura di Tivoli.

Il blitz, è andato in scena una settimana fa.

Gli investigatori avevano messo nel mirino un furgone sospetto che si stava muovendo dalla Slovenia.

Il tutto nonostante chi fosse a bordo, avesse scelto di muoversi nel fine settimana, per mischiarsi meglio nel traffico del week end e, come base, un deposito alle porte di Roma, quello di Monterotondo scalo, nota zona industriale. 

Insomma, vedere un furgone muoversi in quell’area non sarebbe stato sospetto.

I finanzieri, però, hanno monitorato il tragitto di quel mezzo con targa slovena, per poi fermarlo e ispezionarlo.

Nascosti tra pezzi di ricambio per automobili, cocaina purissima suddivisa in 600 panetti, presumibilmente destinata alle piazze di spaccio capitoline, che avrebbe fruttato profitti milionari.

L’autista di nazionalità bulgara e un cittadino italiano sono stati arrestati per l’ipotesi di reato di traffico di stupefacenti e associati alla casa circondariale di Rebibbia.

Il primo, ha raccontato agli inquirenti che fosse ignaro di ciò che trasportava.

La sua posizione resta al vaglio, ma – in questa prima fase – appare credibile. Lui, potrebbe essere stato usato come pedina. Come un “manovale” che non avrebbe fatto troppe domande. 

Sul secondo, invece, le indagini potrebbe essere più serrate.

L’uomo, romano, potrebbe aver avuto il ruolo di verificatore dell’affare. Lui, stando ai primi riscontri investigativi, avrebbe viaggiato con l’autista bulgaro per assicurarsi che quel maxi carico fosse portato nel posto giusto.

Anche la sua posizione è al vaglio, ma chi indaga esaminerà a fondo il suo passato e il suo cellulare, alla ricerca di ricostruire al meglio la filiera della droga. 

Nel frattempo, il gip del tribunale di Tivoli ha convalidato l’arresto in flagranza dei due, disponendo l’applicazione della custodia in carcere per entrambi gli indagati.

Ora si lavorerà per capire a chi fossero indirizzati quei 680 chili di cocaina. Anche perché il quantitativo e la portata dell’affare, è maxi. 

Al narcotraffico acquistare cocaina costa tra i 35.100 e i 41.800 euro al chilo.

I prezzo dell’oro al chilo, per fare un raffronto, non è molto più alto, visto che si aggira sui 50.000 euro. 

Per il prezzo della cocaina al grammo, quindi del prezzo della cocaina pura all’80% e pronta per lo spaccio, si parla invece di un costo che oscilla tra i 70 e i 90 euro al grammo.

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Inflazione al 4,8 a gennaio, al top da 26 anni

Con gli effetti della pandemia cambia anche il paniere Istat utilizzato per il calcolo dell’inflazione: tra i prodotti rappresentativi dell’evoluzione nelle abitudini di spesa delle famiglie, nel paniere 2022 si registrano nuovi ingressi.

Oltre alla sedia da PC, alla friggitrice ad aria e alla psicoterapia individuale, arrivano il test sierologico, quello molecolare e quello rapido per il Covid-19, il saturimetro, la poke take away e lo streaming di musica.

Tra i prodotti che rappresentano consumi consolidati entrano nel paniere anche, tra gli altri, pane di altre farine, gas di città e gas naturale sul mercato libero, e gli occhiali da lettura senza prescrizione. 

Contemporaneamente escono dal paniere di quest’anno i compact disk e gli hoverboard.

Le novità del 2022, con riferimento sia ai pesi sia al paniere, spiega l’Istat, “riflettono la costante evoluzione dei comportamenti di spesa delle famiglie ma anche l’impatto di eventi, come la pandemia tuttora in corso, che condizionano le scelte d’acquisto e la struttura della spesa per consumi”.

Tra i prodotti entrati per migliorare la rappresentatività del paniere sono da segnalare anche le mazzancolle, i sostituti artificiali dello zucchero, i jeans da donna, i pantaloni corti da bambino e il trasportino per animali.

Nel paniere per il calcolo degli indici NIC (per l’intera collettività nazionale) e FOI (per le famiglie di operai e impiegati) figurano ora 1.772 prodotti elementari (erano 1.731 nel 2021), raggruppati in 1.031 prodotti, a loro volta raccolti in 422 aggregati.

Per il calcolo dell’indice IPCA (armonizzato a livello europeo) il paniere comprende 1.792 prodotti elementari (1.751 nel 2021), raggruppati in 1.050 prodotti e 426 aggregati.

Sono circa 30 milioni le quotazioni di prezzo (scanner data) provenienti ogni mese dalla Grande Distribuzione Organizzata utilizzate nel 2022 per stimare l’inflazione; 392mila sono raccolte sul territorio dagli Uffici comunali di statistica, oltre 100mila dall’Istat direttamente o tramite fornitori di dati; più di 68mila le quotazioni provenienti dalla base dati dei prezzi dei carburanti del ministero dello Sviluppo economico.

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Cronaca

Scivola in un dirupo e muore: era andato a cercare il suo cane

Lo hanno trovato privo di vita in un dirupo dove era caduto poco prima forse a causa della brina. Per l’anziano non c’è stato nulla da fare.

La tragedia si è consumata martedì pomeriggio in un’area di campagna di Santa Marinella, in provincia di Roma.

A perdere la vita Claudio Fiorucci, uscito poco prima dalla sua abitazione per andare a cercare il cane che aveva smarrito.

Diverse le chiamate arrivate al 112 intorno alle 17:00 del 1 febbraio che indicavano la presenza di un uomo immobile in un terreno pendente in località Rimessa della Guardiola.

Sul posto è quindi intervenuto il personale del 118 che ha accertato il decesso dell’82enne.

Residente poco distante dal luogo in cui ha perso la vita sono poi stati i carabinieri della stazione di Santa Marinella a ricostruire l’accaduto.

Ascoltati i familiari dell’uomo questi hanno riferito di averlo visto uscire intorno alle 16:00 per andare a cercare il cane che si era allontanato. Una ricerca finita in tragedia con Claudio Fiorucci che sarebbe scivolato in un dirupo dove si era già formata della brina.

Una caduta fatale per l’anziano, morto praticamente sul colpo. 

Sul posto il medico legale che non ha trovato segni di violenza sul corpo dell’anziano.

Accertato il decesso dell’82enne la salma di Claudio Fiorucci è stata restituita ai familiari.