Il 3 febbraio 1960 alle ore 6,30 del mattino presso Piazza Ungheria, muore in un incidente stradale a Roma il cantante FRED BUSCAGLIONE . .
La sua Ford Thunderbird color lilla, giunta all’incrocio fra via Paisiello e viale Rossini nel quartiere romano dei Parioli, si scontrò con un camion Lancia Esatau carico di porfido guidato dal ventiquattrenne Bruno Ferretti, che tentò di soccorrerlo insieme a un metronotte e a un passante.
Fermarono un autobus dove caricarono il cantante, che giunse però troppo tardi all’ospedale.
Il cantautore e attore, il duro dello swing, icona dell’Italia del dopoguerra e della ripresa economica, morì a soli 38 anni, nel pieno della sua carriera, quando per molti era un idolo.
Quella sera rientrava da un night in Via Margutta.
Le sue canzoni erano ascoltate ovunque: alla radio, alla televisione e nei juke-box.
Fred era un artista completo.
Oltre a possedere una voce straordinaria, che utilizzava con ironia, era in grado di suonare diversi strumenti tra cui il piano, il contrabbasso, la tromba e il violino.
La sua fama, che dopo la sua morte diventerà un mito, era dovuta all’uso di quella musica “d’oltre oceano” che affascinava in quegli anni.
Molto spesso si trattava di canzoni un po’ strampalate, che parlavano con ironia di “bulli e pupe”, di New York e di Chicago, di duri spietati con i nemici, ma sempre in balia delle donne e dell’alcool.
Nacquero così le canzoni che lo fecero conoscere in tutta Italia, molte delle quali eseguite dal vivo in concerto e registrate su disco, alcune in coppia con la moglie Fatima quali: Che bambola!, Teresa non sparare, Eri piccola così, Love in Portofino, Porfirio Villarosa , Whisky facile.
Tre settimane prima della morte, in un’intervista al quotidiano Stampa Sera espresse l’intenzione di ritirarsi nel giro di due anni, affermando: «Prima che la gente mi volti le spalle, Fred il duro sparirà, ed io tornerò ad essere solo Ferdinando Buscaglione».
La scomparsa di Fred Buscaglione, avvenuta nel pieno della sua carriera di cantante e di attore, fu un evento mediatico che ebbe ampie ripercussioni nell’Italia del boom economico.
Il suo ultimo film, le cui riprese erano terminate pochi giorni prima del tragico incidente e che si sarebbe dovuto intitolare A qualcuno piace Fred, uscì nelle sale il 24 febbraio 1960 con il titolo Noi duri e ottenne immediatamente un enorme successo, restando in programmazione per mesi.
Nel film Buscaglione recita con attori famosi come Paolo Panelli, Totò e Scilla Gabel, tenendo la scena con naturalezza e brio.
Le sue canzoni continuarono a essere ascoltate alla radio e nei juke-box che andavano diffondendosi per la penisola; e la folla cosmopolita che invadeva Roma durante le Olimpiadi portò a casa, tra i souvenir, anche i dischi di Buscaglione, accrescendone la conoscenza all’estero.