La revisione del testo del codice della strada, fermo in Senato in attesa di approvazione, continua a far discutere. Nel corso della mattinata di ieri, sulle frequenze di Radio Roma Capitale, hanno contribuito a fornire una prospettiva globale della questione i punti di vista di due ospiti di eccezione: il consigliere regionale del Lazio Alessio D’Amato ed il presidente dell’Associazione Sostenitori ed Amici della Polizia Stradale Giordano Biserni, intervenuti durante la trasmissione condotta da Andrea Pranovi per trattare il tema della sicurezza stradale ed evidenziare le criticità emerse dalle modiche proposte dal disegno di legge.
“Ci sono aspetti positivi e altri meno positivi”, commenta in apertura Biserni, che annovera tra i maggiori punti favorevoli del ddl “le nuove misure che riguardano il contrasto all’alcool ed alle droghe”. In particolare il presidente ASAPS apprezza il trattamento riservato ai recidivi: di fatto, “il recidivo con condanna sarà obbligato a far montare sulla vettura il cosiddetto alcol-lock, un sistema di controllo alla partenza del veicolo che consentirà la partenza solo se il guidatore risulterà negativo alla valutazione dell’espirazione”, oltre all’introduzione del codice unionale 68, a seguito del quale “dovranno avere valore alcolemico pari allo zero assoluto” ed “all’accertamento del consumo (di sostanze stupefacenti, ndr) per il ritiro della patente”. La maggiore mancanza percepita nella revisione è ancora una volta relativa all’alta velocità, “sulla velocità non si scherza“, tuona Biserni, “nel 2024 siamo già a 108 pedoni morti sulle strade, siamo a 40 ciclisti morti, lo scorso anno erano 22“.
Il quadro emergenziale dipinto a livello nazionale raggiunge dimensioni ancor più preoccupanti se si osserva il fenomeno nella dimensione regionale. Particolarmente attento alla sicurezza stradale, firmatario della proposta di legge “Lazio Strade Sicure“, il consigliere della Regione Alessio D’Amato appare critico nei confronti del Nuovo Codice: “Gli obiettivi (di Lazio Strade Sicure, ndr) puntano tutto sulla prevenzione e sul recepimento delle direttive comunitarie, purtroppo in Italia ogni anno abbiamo oltre tremila morti. Il Lazio e Roma sono la maglia nera, oltre 339 morti nell’ultimo anno“, analizza il consigliere, “bisogna mettere in campo tutte le azioni necessarie per fronteggiare questo fenomeno”. “Il nuovo codice non va in questa direzione”, ricorda D’Amato, “non va incontro alle esigenze di chi ha vissuto in prima persona delle tragedie importanti“.
Il codice così pensato, inoltre, non incentiva a ricercare soluzioni in forme alternative di mobilità. Problema particolarmente sentito nella Capitale: “A Roma ci sono almeno mille passaggi pedonali che vanno messi in sicurezza”, racconta il consigliere regionale, “nell’ultimo anno 79 vittime tra pedoni e ciclisti, che sono gli utenti deboli della strada”. Tra i maggiori timori, ancora una volta la gerenza dell’alta velocità e la totale assenza di un’educazione stradale: “Non ci sono attività di prevenzione”, ammonisce, “vengono aumentati i limiti di velocità anche per i neopatentati, vengono tolte ai comuni alcune possibilità per modificare la circolazione o limitare alcune zone a velocità più ridotte. Queste azioni combinate non sono sicuramente nella direzione di ridurre gli incidenti“, conclude D’Amato.
Veronica Brunetti