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Ambiente Cronaca NEWS

Cesano e Casal Selce, i biodigestori della discordia

Le polemiche relative alla politica di gestione di rifiuti intrapresa dal sindaco Gualtieri non accennano a diminuire, al contrario sembra che i progetti continuino ad incontrare blocchi che ne rallentano, o addirittura ne compromettono, la messa in opera. Particolarmente rilevanti le preoccupazioni espresse dai cittadini delle località identificate per la costruzione di due dei biodigestori che completerebbero il piano orientato al raggiungimento dell’autonomia della Capitale nella gestione dei rifiuti urbani: Cesano e Casal Selce, di fatto, hanno accolto la notizia con forti proteste e pubbliche manifestazioni di dissenso.

La gara per la realizzazione dei due impianti è stata pubblicata da Invitalia già nelle prime settimane di marzo. I bandi, dal valore di cento milioni di euro l’uno, disciplinano le modalità di progettazione, realizzazione e gestione degli impianti per 12 mesi e datano il termine ultimo per il completamento delle opere al 1 giugno 2026.
L’obiettivo di liberare Roma dal flagello dell’immondizia sembra non incontrare le esigenze degli abitanti delle realtà territoriali menzionate, già interessate da criticità ambientali non trascurabili. Le resistenze trovano sostegno nelle note delle opposizioni, contrarie già dai primordi della decisione: “Nonostante le continue manifestazioni di protesta dei cittadini, Gualtieri pubblica il bando per la realizzazione dell’impianto. Scelta folle e sconsiderata che danneggia gravemente il patrimonio ambientale e archeologico della zona, un’opera che avrà gravi ripercussioni anche sul traffico dell’intera area nord di Roma. Noi siamo i primi a sostenere che la città di Roma abbia bisogno di impianti per chiudere il ciclo di rifiuti ma la zona in cui si vuole realizzare il biodigestore a Cesano vede gravare su di essa già strutture importanti come il Centro Ricerche Enea Casaccia, gli impianti di Radio Vaticana e il depuratore Co.bis per lo smaltimento delle acque reflue. Opere che mettono già in serio pericolo l’inquinamento ambientale”, scrivevano in una nota il consigliere di Forza Italia del municipio XV, e gli esponenti FI Stefano Peschiaroli, Simone Leoni, Francesco Innocenzi, Valerio Pane in riferimento alla località di Cesano. L’apprensione legata al rischio di compromettere la dimensione ambientale e paesaggistica ha portato, già ad inizio marzo, l’associazione Pro territorio e cittadini a presentare un ricorso al Tar del Lazio contro l’ordinanza relativa alla realizzazione del biodigestore promulgata dal commissario governativo per il Giubileo Roberto Gualtieri.

Le agitazioni non si fermano a Cesano, le contestazioni ed il dissenso infiammano anche le vie di Casal Selce: risale ad inizio aprile la protesta dei comitati cittadini che ha accompagnato il sopralluogo AMA e della ditta interessata a seguire i lavori sul territorio individuato per erigere il biodigestore. Impianto che sembrerebbe aver subito un’ulteriore battuta di arresto firmata dalla giunta Rocca nel raggiungimento di un accordo con la Regione Lazio per il passaggio di proprietà del terreno. La delibera per l’intesa tra gli enti era stata firmata da Zingaretti nel 2019, ma attualmente non trova conferma. “Vogliamo ringraziare la giunta per aver chiarito la posizione della Regione riguardo alla costruzione del biodigestore e ribadire la nostra solidarietà agli abitanti e non agevolare il Comune di Roma nel promuovere politiche sui rifiuti che insistano su territori già in difficoltà“, queste le parole dei consiglieri regionali di Fratelli d’Italia Flavio Cera e Chiara Iannarelli e della coordinatrice del Municipio XIII di FdI Eleonora Nalli in riferimento all’azione regionale.

Veronica Brunetti

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Cronaca NEWS

Uffici anagrafe Roma, servizi digitali ancora in tilt

Persiste lo stato di malfunzionamento che ha colpito i servizi digitali del Comune di Roma, dal 22 gennaio scorso la funzionalità delle prestazioni telematiche erogate dagli uffici dell’anagrafe capitolina risultano di fatto compromessi. La situazione ha visto aumentare la propria portata emergenziale raggiungendo l’apice il 25 marzo scorso, con un blocco completo durato quattro giorni: le maggiori criticità hanno investito le pratiche per i cambi di residenza, complesso inoltre ottenere la concessione di certificati di morte e di nascita.

Le indagini condotte per verificare le origini del disservizio hanno portato i tecnici ad identificare nel database del Comune la causa principale del blocco, poiché inefficace nella ricerca di risposte alle richieste formulate dai dipendenti.
Le lamentele degli utenti rispecchiano le difficoltà quotidiane che caratterizzano l’operato dei dipendenti pubblici: già note, di fatto, le tortuosità che accompagnano l’iter legato alle richieste ed al rilascio delle carte di identità elettroniche. I lavoratori per garantire quantomeno i servizi essenziali hanno dovuto impugnare la biro e stilare certificati a mano, la denuncia del comparto si affianca al dissenso dell’opposizione, strettamente connesso inoltre al rischio che le impossibilità nel gestire i cambi di residenza inficino sulla revisione delle liste elettorali per le elezioni europee, da compiersi teoricamente entro il prossimo 20 aprile.

L’emergenza in cui verte ora il sistema descrive puntualmente la necessità di una digitalizzazione che sia al passo con le esigenze di residenti ed amministrazione. L’immagine legata al collaboratore pubblico sommerso dalle carte, dal volto scavato dallo stress, sembra ora tradursi nella fotografia di un dipendente incessantemente impegnato nel caricamento di pagine online bloccate o fuori uso.
In risposta all’esigenza di una pronta risoluzione, l’assessore al Personale del Campidoglio Andrea Catarci ha annunciato la migrazione della piattaforma su un altro software prevista per il prossimo fine settimana, assicurando che “da lunedì ci è stata comunicata la completa ripartenza”.

Blocco dei servizi anagrafici da venerdì 12 aprile

La soluzione del problema potrebbe finalmente essere alle porte: il Comune ha annunciato il fermo tecnico-operativo del sistema informatico a partire dalle ore 15 di oggi venerdì 12 aprile fino alle ore 8 del prossimo lunedì 15 aprile. La migrazione completa del database comporterà l’interruzione temporanea dei servizi di rilascio di certificazioni e carte di identità. Non avranno luogo open day nel fine settimana, invece, per l’erogazione di servizi indifferibili “quali le denunce di nascita, di morte e di matrimoni programmati presso la Sala Rossa del Campidoglio, il complesso Vignola Mattei e le singole Sale Municipali, sono state indicate le modalità operative di predisposizione degli atti”, come avvisa Roma Capitale sul sito.

Veronica Brunetti

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Cultura

Sant’Egidio, domani la presentazione del libro “Le guarigioni nella Bibbia. Da Giobbe a Gesù”

Si terrà domani venerdì 12 aprile alle ore 18 la presentazione del libro “Le guarigioni nella Bibbia. Da Giobbe a Gesù”, edito da Morcelliana e scritto da Maria Cristina Marazzi, Ambrogio Spreafico, Francesco Tedeschi. L’incontro avverrà presso l’Aula Magna dell’Istituto Galileo Galilei in via Conteverde 51, un dialogo aperto con Francesco Tedeschi al quale prenderanno parte Andrea Rustichelli, giornalista della RAI per il TG3, vaticanista ed esperto di politica internazionale, Daniela Falcioni, docente di etica sociale e ricercatrice di Antropologia filosofica, Paolo Arbarello, docente di medicina legale e membro dei Comitati di Bioetica dell’Azienda Ospedaliera San Giovanni – Addolorata e del San Raffaele – IRCCS.

Il libro, scritto a tre mani e rivolto a chi abbia sperimentato la malattia oppure ne sia stato in qualche modo coinvolto, invita alla riflessione sul dolore, sui perché legati alla sofferenza ed al male. Riflessione che gli autori articolano lungo la narrazione di episodi biblici di guarigione dalle malattie grazie all’incontro con Gesù con i degenti: l’indemoniato di Gerasa, i lebbrosi, L’epilettico indemoniato, la donna guarita, il buon samaritano, il paralitico di Cafarnao, il cieco nato, Maria di Magdala, ecc…, nella Bibbia gli scrittori individuano la risposta alle domande esistenziali dell’Uomo e le indicazioni per avvicinarsi a chi, a sua volta, sperimenta episodi di infermità.

Gli autori condividono l’attenzione per il rispetto ed il sostegno del prossimo: Francesco Tedeschi è sacerdote e docente di Liturgia e Teologia Sacramentaria presso l’Istituto Superiore di Catechesi e Spiritualità Missionaria della Pontificia Università Urbaniana; Ambrogio Spreafico, biblista e docente di Sacra Scrittura, è vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino e di Anagni-Alatri. Autore di commentari biblici sull’Antico Testamento, è membro della Congregazione delle Cause dei Santi, dal 2016 è Presidente della Commissione per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso della Conferenza Episcopale Italiana; Maria Cristina Marazzi, medico e docente universitario, autrice di numerosi testi scientifici, è consulente nell’ambito di diversi progetti nazionali ed internazionali di solidarietà, legati all’impegno della Comunità di Sant’Egidio, verso le fasce più deboli della società.

Veronica Brunetti

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Cronaca NEWS

11 aprile sciopero nazionale, trasporto pubblico compromesso

Uno sciopero plurisettoriale e nazionale quello proclamato dalle sigle sindacali Cgil e Uil per la giornata di domani giovedì 11 aprile e che bloccherà per quattro ore i settori privati e per otto il comparto edile.
Zero morti sul lavoro, l’esigenza di una giusta riforma fiscale e di un nuovo modello sociale di fare impresa capeggiano tra gli obiettivi e le ragioni che muovono la mobilitazione e che guideranno le numerose manifestazioni organizzate lungo l’intera penisola.

In un periodo storico nel quale troppo spesso la cronaca nera incontra il mondo del lavoro assume rilievo centrale ridefinire le linee guida per riassegnare alla sicurezza il proprio ruolo essenziale: la strage di ieri causata dall’esplosione di una turbina nella centrale elettrica Enel del lago di Suviana, sull’Appennino bolognese, è solo l’ultimo tra gli incidenti che hanno compromesso, sino a strapparla, la vita di lavoratori su tutto il territorio nazionale.

Domani lo sciopero interesserà anche il settore dei trasporti: dipendenti di treni, tram, autobus e metropolitane si fermeranno in orari diversi. Le segreterie nazionali delle organizzazioni sindacali Fil-Cgil e Uiltrasporti hanno informato dell’adesione da parte del personale del Gruppo Fs italiane allo sciopero generale di quattro ore nella fascia oraria compresa tra le 9 e le 13, non escludendo possibili disagi al servizio anche prima dell’inizio e dopo la sua conclusione.

Anche il trasporto pubblico della Capitale risulta compromesso: le reti Atac (comprese le linee in regime di sub affidamento ad altri operatori), RomaTpl, ATI Autoservizi Troiani/Sap non garantiranno il servizio dalle ore 20 alle ore 24, nella stessa fascia oraria sarà minata la funzionalità di ascensori e scale mobili nella stazioni della metro che potrebbero, inoltre, restare chiuse.
Dalle ore 13 alle ore 17, invece, non saranno assicurati mezzi per i collegamenti suburbani e regionali Cotral, di cui fanno parte i bus azzurri e le ferrovie Metromare (ex Roma-Lido) e Roma-Viterbo. Le difficoltà negli spostamenti sul suolo capitolino e regionale saranno quindi disseminate nel corso della giornata e sulle varie linee del trasporto pubblico.

Veronica Brunetti

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Cronaca NEWS

Trasporto pubblico Roma: tutti i blocchi e le chiusure

Roma si prepara al Giubileo, manutenzioni e cantieri ridisegnano la Capitale per l’accoglienza degli oltre 30 milioni di turisti previsti ed accendono le preoccupazioni dei residenti, in particolare dei pendolari, relative ai blocchi del trasporto pubblico. Metropolitana, rete tranviaria, tratte ferroviarie saranno interessate da ammodernamenti e modifiche strutturali che comporteranno chiusure e corse sostitutive.

  • Dall’8 Aprile Metro A attiva fino alle 21.00

Hanno avuto inizio ieri i lavori sulla linea A della Metropolitana di Roma per potenziare e rinnovare l’infrastruttura: si prevede la sostituzione integrale dei binari nella tratta Ottaviano-Battistini (datati al 1990), la manutenzione straordinaria ed il rinnovo degli impianti di traslazione, oltre alla costruzione degli ascensori nella stazione di San Giovanni.
Dalla domenica al giovedì le ultime corse dei treni partiranno quindi alle ore 21.00 dai capolinea Anagnina e Battistini, già dalle 20.45 saranno attivi i bus sostitutivi (MA) sull’intero percorso della sotterranea; il venerdì ed il sabato gli orari non subiranno modifiche, le ultime corse lasceranno i capolinea alle ore 1.30 ed è prevista la normale erogazione del servizio di navette notturno.
I treni non fermeranno alla stazione Vittorio Emanuele, chiusa fino al 30 giugno per la manutenzione degli impianti di traslazione. Dal 15 luglio al 3 ottobre sarà invece inaccessibile la stazione Spagna e dal 22 luglio al 9 settembre resterà inattiva anche la stazione Ottaviano.
Si segnalano, inoltre, le chiusure di alcuni accessi della stazione Termini dopo le 21: ingressi T2, T3, T4 e T5 nel forum commerciale, all’angolo con via Cavour e in piazza dei Cinquecento in corrispondenza del cantiere di ristrutturazione della piazza.

  • Chiusura di tutte le linee tranviarie fino ad ottobre

La riqualificazione del deposito di Porta Maggiore comporterà il blocco delle corse dei tram da maggio ad ottobre. Nessuna corsa sarà dunque attiva, i pendolari dovranno ripiegare su mezzi alternativi: l’assessore alla Mobilità capitolino Eugenio Patanè ha annunciato il rifacimento di “tutta la parte finale dei lotti meno importanti di rinnovo dell’armamento tram che ancora ci mancano”, garantendo che “tutte le linee saranno di nuovo pronte per il Giubileo”.

  • Riduzione servizio Ferrovia Roma-Viterbo

L’esecuzione delle opere di rinnovamento nella tratta Tor di Quinto-Grottarossa, Saxa Rubra-Centro Rai e Ponzano-Civita Castellana della linea ferroviaria Roma-Civita Castellana-Viterbo comporterà l‘interruzione anticipata del servizio urbano ed extraurbano. Dal 5 febbraio, giorno di inizio dei lavori, dal lunedì al venerdì le ultime corse seguiranno i seguenti orari: da Flaminio a Montebello la partenza avverrà alle 22.00; partirà invece alle 22.10 l’ultima corsa da Montebello a Flaminio. Per la extraurbana, invece il Treno 612 Flaminio-Catalano saròà soppresso e sostituito dal treno “PF-SO 02” in partenza alle 19:00 da Flaminio e in arrivo a S. Oreste, la restante tratta S. Oreste-Catalano sarà coperta da un bus sostitutivo che effettua fermata a Civita Castellana e Catalano.
Il Treno 613 Catalano-Flaminio viene soppresso, sostituito e anticipato di orario da navetta che da Catalano effettua fermata a Civita Castellana e arriva a S. Oreste. Da S. Oreste a Flaminio il servizio è effettuato con il treno “SO-PF 03” in partenza alle 20:26 da S. Oreste.
Sabato, domenica e nei festivi la circolazione seguirà il consueto orario di esercizio. La durata dei lavori è prevista per 410 giorni naturali e consecutivi.

  • Interruzione linea FL3 nella tratta Cesano-Viterbo

Ammodernamento e rinnovamento tecnologico previsti anche per linea Attigliano – Viterbo – Cesano: programmata per quest’estate, precisamente nel periodo compreso tra il 10 luglio e l’8 settembre, l’interruzione della circolazione lungo la tratta compresa tra Cesano e Viterbo. Tra gli obiettivi principali delle modifiche l’attivazione della tecnologia ERTMS (European Rail Transport Management System), sistema per la supervisione e il controllo del distanziamento dei treni già adottato sulle linee dell’alta velocità e la realizzazione del raddoppio della tratta Cesano – Vigna di Valle e Vigna di Valle – Bracciano, presente anche nel Contratto di Programma sottoscritto tra il ministero dei Trasporti e RFI.

  • Lavori notturni sulla Metromare (ex Ferrovia Roma-Lido)

Dallo scorso 5 marzo su tutta linea Metromare riprende il rinnovo dell’infrastruttura ferroviaria, opera che si realizzerà in un tempo stimato di due anni.
I lavori avranno luogo durante l’intervallo notturno di sospensione del servizio: dal lunedì al venerdì gli ultimi treni partiranno da entrambi i capolinea alle ore 21:00; sabato e domenica, invece, il servizio sarà svolto regolarmente sino alle ore 23:30. Attive su strada le navette sostitutive, con orario di partenza dai capolinea di Cristoforo Colombo e Porta San Paolo coincidente con quello dei treni. Le fermate trovano collocazione nelle immediate vicinanze di tutte le stazioni, identificate per mezzo di un apposito contrassegno.

Veronica Brunetti

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Cronaca

Spiagge, estate a rischio sul litorale romano

La bella stagione è alle porte, eppure il litorale laziale sembra ancora impreparato per accogliere romani e turisti. Spiagge affollate da macerie e detriti accompagnano le prime passeggiate sui lungomare, il panorama offerto racconta tutti i disagi che hanno caratterizzato i piani di riapertura della stagione estiva 2024. La situazione attestata ad Ostia ben descrive lo stato di abbandono in cui vertono lidi e stabilimenti: dietro ai cancelli chiusi pochi lembi di spiaggia in attesa di ripascimento, passerelle pericolanti, rifiuti e materiali di ogni tipo lasciano presagire ritardi e mal contenti.

Risale all’undici marzo scorso la tardiva emanazione del bando per la gestione dei servizi nell’area di Capocotta. La messa a gara delle strutture avvenuta dopo 24 anni, sequestri, dissequestri, incessanti contestazioni di abusi edilizi e continue proroghe, ha raccolto oltre le cinquanta domande e decreterà i vincitori entro maggio. Tre le società alle quali assegnare i tre lotti individuati dal bando.
Dal 2000 la gestione venne affidata a gestori privati per quindici anni, poi dal 2015 ricorsi, proroghe e sequestri hanno segnato la vita dei chioschi per poi restituirli alle cure del dipartimento Ambiente del Comune solo a maggio del 2023.

L’estate sul litorale romano risulterebbe, quindi, ancora a rischio: non accenna a diminuire la portata, inoltre, dell’emergenza relativa all’assenza di bagnini ed operatori balneari nelle spiagge pubbliche. L’avviso pubblico emanato per i “servizi connessi alla balneazione indispensabili per la tutela della salute e dell’incolumità pubblica” per le stagioni balneari 2024 e 2025 non ha trovato alcun candidato in grado di rispondere ai requisiti richiesti. Anche lo scorso anno mancavano all’appello i bagnini per le sei spiagge libere del territorio capitolino, assenza che in più di un caso ha comportato tragiche conseguenze.

In risposta alla problematica, la categoria degli operatori balneari chiede a gran voce risoluzione e stabilità per il settore: assunzioni stagionali, ma a tempo indeterminato potrebbero fornire le fondamenta per un cambiamento realmente significativo.
La soluzione è stata recentemente proposta anche dal presidente della commissione turismo del decimo municipio Raffaele Biondo, che ne riconosce “due ricadute positive sul piano della sicurezza: garantirebbe sia quella dei bagnanti che quella dei bagnini che verrebbero contrattualizzati in maniera adeguata. Diversamente resterà uno squilibro tra spiagge libere, senza bagnini, e spiagge a pagamento”.

Veronica Brunetti

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Esclusive NEWS

Nuovo Codice della Strada, D’Amato a RRC: non nella direzione di ridurre incidenti

La revisione del testo del codice della strada, fermo in Senato in attesa di approvazione, continua a far discutere. Nel corso della mattinata di ieri, sulle frequenze di Radio Roma Capitale, hanno contribuito a fornire una prospettiva globale della questione i punti di vista di due ospiti di eccezione: il consigliere regionale del Lazio Alessio D’Amato ed il presidente dell’Associazione Sostenitori ed Amici della Polizia Stradale Giordano Biserni, intervenuti durante la trasmissione condotta da Andrea Pranovi per trattare il tema della sicurezza stradale ed evidenziare le criticità emerse dalle modiche proposte dal disegno di legge.

“Ci sono aspetti positivi e altri meno positivi”, commenta in apertura Biserni, che annovera tra i maggiori punti favorevoli del ddl “le nuove misure che riguardano il contrasto all’alcool ed alle droghe”. In particolare il presidente ASAPS apprezza il trattamento riservato ai recidivi: di fatto, “il recidivo con condanna sarà obbligato a far montare sulla vettura il cosiddetto alcol-lock, un sistema di controllo alla partenza del veicolo che consentirà la partenza solo se il guidatore risulterà negativo alla valutazione dell’espirazione”, oltre all’introduzione del codice unionale 68, a seguito del quale “dovranno avere valore alcolemico pari allo zero assoluto” ed “all’accertamento del consumo (di sostanze stupefacenti, ndr) per il ritiro della patente”. La maggiore mancanza percepita nella revisione è ancora una volta relativa all’alta velocità, “sulla velocità non si scherza“, tuona Biserni, “nel 2024 siamo già a 108 pedoni morti sulle strade, siamo a 40 ciclisti morti, lo scorso anno erano 22“.

Il quadro emergenziale dipinto a livello nazionale raggiunge dimensioni ancor più preoccupanti se si osserva il fenomeno nella dimensione regionale. Particolarmente attento alla sicurezza stradale, firmatario della proposta di legge “Lazio Strade Sicure“, il consigliere della Regione Alessio D’Amato appare critico nei confronti del Nuovo Codice: “Gli obiettivi (di Lazio Strade Sicure, ndr) puntano tutto sulla prevenzione e sul recepimento delle direttive comunitarie, purtroppo in Italia ogni anno abbiamo oltre tremila morti. Il Lazio e Roma sono la maglia nera, oltre 339 morti nell’ultimo anno“, analizza il consigliere, “bisogna mettere in campo tutte le azioni necessarie per fronteggiare questo fenomeno”. “Il nuovo codice non va in questa direzione”, ricorda D’Amato, “non va incontro alle esigenze di chi ha vissuto in prima persona delle tragedie importanti“.

Il codice così pensato, inoltre, non incentiva a ricercare soluzioni in forme alternative di mobilità. Problema particolarmente sentito nella Capitale: “A Roma ci sono almeno mille passaggi pedonali che vanno messi in sicurezza”, racconta il consigliere regionale, “nell’ultimo anno 79 vittime tra pedoni e ciclisti, che sono gli utenti deboli della strada”. Tra i maggiori timori, ancora una volta la gerenza dell’alta velocità e la totale assenza di un’educazione stradale: “Non ci sono attività di prevenzione”, ammonisce, “vengono aumentati i limiti di velocità anche per i neopatentati, vengono tolte ai comuni alcune possibilità per modificare la circolazione o limitare alcune zone a velocità più ridotte. Queste azioni combinate non sono sicuramente nella direzione di ridurre gli incidenti“, conclude D’Amato.

Veronica Brunetti

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Economia

Lazio, sicurezza sul lavoro: da inizio 2024 decessi in aumento

Secondo le rilevazioni condotte dall‘Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega, la regione Lazio nel primo bimestre del 2024 conta 11 morti sul lavoro. L’indice di incidenza di mortalità nazionale si attesta attorno ad una media di 3.9 morti per milione di occupati, la situazione laziale, invece, è caratterizzata da un tasso inferiore, pari a 3.4.
Undici i decessi avvenuti da gennaio a febbraio 2024, cinque in più del bilancio dello stesso periodo nello scorso 2023: otto quelli rilevati in occasione di lavoro e tre quelli in itinere.

Durante l’incontro promosso dalla Cisl Lazio “Fermiamo la scia di sangue” tenutosi presso la sede centrale dell’Inail di Roma ieri incentrato sul tema della sicurezza e della mortalità sul lavoro, l’assessore al Lavoro, alla Scuola, alla Formazione, alla Ricerca e al merito della Regione Lazio, Giuseppe Schiboni, ha commentato: “La cronaca quotidiana, relativa agli infortuni sul lavoro, è sempre più paragonabile a un bollettino di guerra. I dati fanno rabbrividire. Infatti, l’andamento delle persone che hanno perso la vita sul lavoro nei primi mesi del 2024 è in aumento rispetto allo stesso periodo del 2023. Un quadro crudele che richiede misure efficaci e buone pratiche per promuovere la cultura della sicurezza e della prevenzione. Tutto ciò è necessario per rendere il processo produttivo più efficiente, eliminando e tenendo sotto controllo i principali fattori di rischio”.

La prospettiva illuminata dall’analisi realizzata dall’Osservatorio descrive puntualmente l’emergenza che ancora investe la dimensione relativa alla sicurezza nel mondo del lavoro, di fatto, l’inizio del 2024 vede un aumento di circa il 6.9% delle denunce di infortunio totali: a fine febbraio 2023 ammontavano a 5.827, contro le 6.228 attuali.
I dati più allarmanti provengono dalla provincia di Roma, con 4.961 infortuni segnalati, seguono i 531 registrati a Latina; 285 a Frosinone; 269 a Viterbo; 182 a Rieti. Il Lazio si colloca quindi in zona gialla, riservata alle regioni con l’incidenza di mortalità sul lavoro inferiore alla media nazionale. Nello specifico a Latina l’incidenza è pari a 4,7, di molto superiore alla media, con conseguenze collocazione della provincia in zona arancione; Roma presenta un’incidenza di 3.8 morti per milione di occupati; zona bianca invece per le province di Frosinone, Rieti e Viterbo con zero vittime.

“Promuovere la cultura della sicurezza significa superare una linea di pensiero ancora diffusa, secondo la quale l’adempimento all’obbligo normativo, spesso inteso come onere e ostacolo organizzativo, è l’unica condizione per gestire in maniere efficace la prevenzione dei rischi e la tutela della salute e della sicurezza sul luogo di lavoro. In questi mesi come assessorato abbiamo svolto incontri con le parti sindacali e datoriali sul tema. L’obiettivo era e resta quello di stimolare la realizzazione di interventi di consulenza, formazione e informazione nelle imprese sulla salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro“, continua Schiboni, “entro il 2024 investiremo oltre 4 milioni di euro per avvisi destinati ad interventi formativi in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Credo che questa sia la strada giusta per arginare un fenomeno che non è un puro dato numerico, ma è basato sui volti delle persone coinvolte e delle loro famiglie a cui dobbiamo delle risposte”.

Veronica Brunetti

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Esclusive

Ferrovia Roma Nord, Comitato Pendolari: tratta extraurbana abbandonata

Questa mattina, in collegamento con Andrea Pranovi, è intervenuto Fabrizio Bonanni, presidente del Comitato Pendolari Ferrovia Roma Nord, per commentare i dati allarmanti su ritardi e soppressioni delle corse confermati dal rapporto Pendolaria 2023 di Legambiente. “Abbiamo pubblicato il bollettino di marzo ieri e non c’è da sorridere“, racconta Bonanni, “nel primo trimestre del 2024 siamo ad oltre 1300 corse soppresse, tra urbane ed extraurbane“.
In soli tre mesi una percentuale oscillante tra il 10 ed il 15 percento del totale delle corse non ha avuto attività, ed il quadro risulterebbe addirittura aggravato: “Molte delle soppressioni non vengono rilevate”, afferma il presidente, riferendosi alle segnalazioni di ritardi infiniti per treni che dovrebbero partire ogni dieci/quindici minuti, che ne determinano inevitabilmente la cancellazione.

Le criticità emerse dal rapporto ben descrivono, inoltre, la percezione degli utenti relativamente alla ferrovia, lasciati spesso in balia delle spinosità endogene al servizio in particolare per quanto concerne la tratta Roma Nord.
Il “crollo verticale dei biglietti e degli abbonamenti” diviene cartina al tornasole di “un servizio sempre più scadente“, tuona Fabrizio Bonanni. Condizioni inaccettabili, considerato che “la regione abbia dato un aumento di 80 milioni di euro in dieci anni a Co.Tral per sopperire ad alcune mancanze dell’attuale contratto”, continua.

Gli sforzi condotti per migliorare il servizio risultano pertanto ancora insufficienti: hanno avuto inizio il 5 febbraio i lavori per il rinnovo dell’armamento ferroviario in alcuni tratti della linea urbana e per la messa in sicurezza dei passaggi a livello pericolosi che hanno determinato la chiusura anticipata della la ferrovia, prevedendo bus sostitutivi, anche loro spesso mai partiti.
La frustrazione raccontata dai pendolari ben descrive la quotidianità a bordo dei treni del tratto Roma Nord: “C’è una tratta urbana che più o meno va, anche se con molte riduzioni di corse e poi c’è una tratta extraurbana completamente abbandonata“, conclude il presidente del comitato pendolari.

Veronica Brunetti

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NEWS Politica

Nuovo Codice della Strada, il sì della Camera non placa le proteste

Lo scorso 27 marzo con 163 voti favorevoli e 107 contrari la Camera ha approvato il disegno di legge Interventi in materia di sicurezza stradale e delega al Governo per la revisione del Codice della strada“. Nell’attesa della votazione in Senato continuano le rimostranze emerse sin dalle prime letture del provvedimento espresse dalle associazioni dei familiari delle vittime della strada.
Stretta significativa, ampiamente propagandata dalla politica nazionale, quella prevista nei confronti di chi adotta comportamenti pericolosi al volante: dall’uso dello smartphone alla guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, il provvedimento prevede sanzioni di natura pecuniaria che possono articolarsi fino alla pena detentiva per le fattispecie più gravi, sino a giungere all’obbligo di installazione di un dispositivo di alcol-lock in grado di misurare il tasso alcolemico del guidatore e di impedire quindi l’accensione del veicolo qualora si registrassero valori fuori dalla norma.

Il Ddl modificherebbe, inoltre, la legislazione relativa ai veicoli non a motore, promuovendo tra le misure anche l’obbligo di contrassegno di riconoscimento assimilabile alla targa per i monopattini così come l’obbligo di indossare il casco per tutti i conducenti, non solo per i minorenni. Tra le novità anche la revoca o la sospensione della patente da sei mesi ad un anno per chi abbandona gli animali in strada, pena che si traduce nella detenzione fino a sette anni di carcere qualora l’episodio divenga causa di incidenti con morti o feriti.

La linea fortemente repressiva che caratterizza i nuovi articoli non allontana, però, le preoccupazioni espresse sin da subito dai familiari delle vittime della strada, che più volte hanno chiesto la possibilità di rivedere il testo alla luce delle reali cause dell’altissimo numero di incidenti sulle strade nazionali. Molte le criticità riscontrate, tanto da portare le associazioni a rinominare il provvedimento con l’appellativo di “Nuovo codice della strage”: nonostante l’altissima velocità sia tra le cause principali di scontri e tragedie, il codice così pensato sembrerebbe trascurarne la rilevanza. Nel mirino, in particolare, la norma che prevede il pagamento di una sola sanzione qualora si prendano più multe nello stesso tratto stradale, in un periodo di tempo di un’ora e di competenza dello stesso ente, seguita dalle apprensioni concernenti la limitazione dell’autonomia di azione delle amministrazioni comunali, al depotenziamento delle Ztl e delle aree pedonali, oltre che dei controlli elettronici.

Nessuno spazio riservato all’educazione stradale, scarsi incentivi orientati alla promozione di mobilità alternativa, piuttosto un’accesa campagna di lotta alle droghe ed alle cattive abitudini al volante sembrerebbero tracciare i contorni delle modifiche proposte, distanti dalle esigenze più volte manifestate da chi i pericoli dell’asfalto li ha provati già sulla pelle.

Veronica Brunetti