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Cronaca

Omicidio Michelle Maria Causo, via al processo per il 17enne

Si apre oggi, mercoledì 21 febbraio, il processo al 17enne arrestato per l’omicidio di Michelle Maria Causo, coetanea trovata senza vita in un carrello abbandonato accanto ai rifiuti lo scorso 29 giugno nel quartiere capitolino di Primavalle.

Davanti al Tribunale dei minori di Roma il giovane dovrà rispondere alle accuse di omicidio aggravato dalla premeditazione, occultamento e vilipendio di cadavere.
Risale allo scorso luglio la confessione dell’imputato davanti al gip durante l’interrogatorio di garanzia, una lite sfociata in violenza, racconta, causata da un debito con Michelle Maria: “Mi aveva dato dell’hashish, un paio di canne, e per questo era venuta a casa: voleva 20-30 euro. La discussione è diventata sempre più accesa e io, poi, ho preso il coltello”.
Un omicidio efferato, l’autopsia eseguita sul corpo della vittima ha rilevato almeno sei coltellate al collo, all’addome ed alla schiena ed evidenziato l’assenza di segni da arma da taglio sulle mani della ragazza, che non avrebbe quindi avuto possibilità di difendersi.
A conferma dell’ipotesi dell’omicidio esito di una accesa lite, le testimonianze di alcuni vicini raccontano di grida provenienti dall’appartamento in via Dusmet.
Oggi il giovane chiede di essere giudicato con rito abbreviato.

Una vicenda tragica dalle tinte ancora poco definite, amici e parenti della vittima hanno sin da subito scartato l’ipotesi del piccolo debito. “La droga non c’entra nulla. E allo stesso modo non credo che sia stata uccisa per un prestito, tra l’altro di una cifra tanto irrisoria.

Prestava i soldi a chiunque ne avesse bisogno e non li chiedeva mai indietro. Non aveva il valore dei soldi. Non voglio sentire che questo ragazzo, perché minore avrà una pena minore, che sia giudicato come adulto” afferma Daniela, madre di Michelle, chiedono giustizia i genitori della vittima “Cosa mi aspetto dalla giustizia? Che lo mettano in carcere a vita e buttino via la chiave” continua Gianluca Causo, il padre.
Bisognerà attendere l’esito della vicenda giudiziaria per provare a tirare le fila degli accadimenti e ricostruire gli ultimi momenti di vita della giovane.

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Esclusive NEWS

La dott.ssa Lucattini a RRC: la musica ha potere terapeutico

In diretta con Andrea Pranovi su Radio Roma Capitale la dottoressa Adelia Lucattini, psicanalista della Società Psicoanalitica Italiana, interviene sul ruolo terapeutico svolto dalla musica e sulla sua rilevanza nella ricerca del benessere, fisico e mentale.
“La musica è un motore, attiva una vitalità interna nelle persone sia in chi la pratica naturalmente ma anche in chi la ascolta, è un qualcosa di connaturato agli esseri umani, perché fa parte della nostra cultura da millenni” afferma la dottoressa, evidenziando la veste specifica che ricopre nelle relazioni interpersonali, la musica diviene “collante” non solo da un punto di vista interiore, “lo è anche da un punto di vista sociale e lo è da un punto di vista relazionale sin da piccoli”, fare musica, continua la psicanalista “unisce ed insegna come si sta insieme, è terapeutico senza essere psicoterapeutico perché amplifica proprio quella che noi chiamiamo l’inclusività”. La diversità che compone le band come anche i complessi corali diviene metafora della diversità umana armonicamente integrata al fine di divenire melodia.

Da un punto di vista terapeutico la musica trova ampi spazi di utilizzo ricorda Lucattini: “esistono diversi tipi di musicoterapia, la musicoterapia è proprio una disciplina e viene adottata per esempio nei bambini con disabilità ma anche in pazienti con disturbi psichiatrici maggiori. È molto praticata, fa parte dei percorsi terapeutici anche nei servizi pubblici“, esiste inoltre uno stretto rapporto tra pazienti affetti da depressione e strumenti musicali: “la musica dà un ritmo, è un ritmo inconscio, aiuta a dare un ritmo a se stessi”.


Inevitabile il riferimento al palco Sanremese ed alle dichiarazioni circa i temi della salute mentale e della fragilità umana di artisti amatissimi come Marco Mengoni e Sangiovanni. La psicanalista sottolinea la la centralità del messaggio e soprattutto la possibilità di farlo arrivare ad una platea innumerabile di giovani: “è importantissimo che artisti con un grande seguito parlino della loro esperienza di disagio emotivo o di problemi psicologici che hanno affrontato con un analista, con uno psicoterapeuta” vista “la possibilità di raggiungere capillarmente moltissimi giovani“.

La musica può divenire per l’essere umano uno strumento di crescita, può assumere la veste di una lente nuova attraverso la quale guardare al futuro: “La musica è bellezza, fa sentire sicuri, espande le emozioni e soprattutto aiuta a pensare […] è anche amicizia […] dà un senso di appartenenza, apre al futuro”, di fatto, racconta la dottoressa Lucattini “la musica è anche un lavoro, lo studio porta poi è un ambito in cui c’è una grande possibilità in tanti aspetti diversi di trasformarla nella propria professione e poi è salute, perché è noto che abbassa lo stress, migliora l’umore […] consola, aiuta e cura anche, […] dà anche questa possibilità di entrare in contatto profondo con noi stessi”.

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NEWS Salute

Personale sanitario, Anelli: stiamo lavorando al risarcimento per le vittime del Covid19

Si celebra a Roma oggi, martedì 20 Febbraio, la Giornata Nazionale del personale sanitario, sociosanitario, socioassistenziale e del volontariato istituita per legge al fine di riconoscere l’attività svolta dagli operatori sanitari a tutela della salute dei cittadini.
L’evento, ospitato dalle Corsie Sistine di Santo Spirito in Sassia ed organizzato dalla Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, avrà luogo dalle 9.30 alle 13.00 e vedrà la presenza, tra gli altri, del Ministro della Salute Orazio Schillaci.
L’appuntamento commemora il sacrificio compiuto dal personale sanitario durante la pandemia da Covid19, un riconoscimento lontano dall’essere meramente simbolico, come spiega il Presidente della Federazione degli Ordini dei medici Filippo Anelli: “Stiamo lavorando con il ministro della Salute, Orazio Schillaci, per sbloccare i circa 6 milioni di euro, da recuperare dall’Inail a favore delle famiglie dei sanitari morti in servizio per Covid. Pensiamo con Schillaci di mettere in moto un meccanismo per distribuire queste risorse nel più breve tempo possibile”. Dalle parole di Anelli emerge a gran voce l’esigenza da parte delle famiglie delle vittime di essere ascoltate e riconosciute dallo Stato, conclude affermando “è un dovere da parte dello Stato dare una risposta, anche se assolutamente parziale, per un dolore così grande e un sacrificio così forte a quelle famiglie che hanno perso i loro congiunti. Credo che sia un modo per lo Stato di dire grazie. La medaglia d’oro al valore per tutti i medici è stata una risposta importante, ma è anche importante l’attenzione nei confronti delle famiglie“.

Lo sblocco dei fondi a sostegno delle famiglie dei sanitari che hanno perso la vita per garantire il diritto alla salute durante la diffusione dei contagi da Covid19 continua a raccontare la gratitudine della Comunità tutta, come sottolinea anche il presidente della Regione Lazio Rocca nel discorso dedicato agli operatori: “Gratitudine e riconoscenza. Sono questi i sentimenti che nutro nei riguardi del personale sanitario, socioassistenziale e di tutti i volontari del Lazio. Quando è nata questa Giornata, nel 2021, l’Italia e l’Europa si trovavano ad affrontare una pandemia che avrebbe messo a dura prova il nostro Servizio Sanitario Nazionale. Senza lo spirito di servizio, la dedizione e l’amore di tutte le professionalità sanitarie e del volontariato, non ce l’avremmo fatta. Ancora e per sempre: grazie!”

Le istituzioni tornano ad affrontare la centralità dell’operato del servizio pubblico, specialmente in periodi di crisi, “Siamo solo all’inizio di un percorso per riorganizzare la nostra sanità pubblica. I prossimi obiettivi sono l’abolizione del tetto di spesa per le assunzioni di personale, l’aumento delle indennità di specificità e la valorizzazione degli specializzandi” afferma il Ministro della Salute Schillaci, al fine di “restituire attrattività al servizio pubblico, fare in modo che i nostri professionisti restino nelle nostre strutture trovando condizioni economiche, professionali e organizzative, incentivanti”.

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Politica

Violenza sulle donne, Baldassarre: “Dalla Regione Lazio mai così tanti fondi”

L’assessore Simona Baldassarre annuncia un’emissione di fondi senza precedenti da parte della Regione Lazio per le risorse dedicate alle donne ed ai minori vittime di violenza.
“Una Regione più attenta alle donne e ai minori, con fondi, slancio e impegno. Nel quadro della programmazione annuale dei fondi ministeriali per le Pari Opportunità, in crescita quest’anno, abbiamo investito più risorse per le donne vittime di violenza e per i minori vittime di violenza assistita.” Queste le parole in aperura del comunicato dell’Assessore alla Cultura, alle Pari Opportunità, alle Politiche Giovanili e della Famiglia, e al Servizio civile della Regione Lazio.
La violenza di genere continua a primeggiare tra i temi focali della politica, regionale in questo caso: “Questo dimostra un impegno senza precedenti, evidente anche dall’aumento fortemente voluto dalla Giunta Rocca dei fondi del bilancio regionale destinati alle donne”, continua Baldassarre.

Nel 2024 i fondi del Dipartimento per le Pari Opportunità sono stati pari a 4.417.167,33 euro, registrando un incremento di +1.435.066,33 rispetto all’anno precedente. Numeri promettenti, che raccontano di un nuovo atteggiamento nei confronti della violenza di genere e del sostegno alle vittime.

Di fatto, aumentano anche le somme destinate alle Case Rifugio ed ai Centri Antiviolenza, attori essenziali nel percorso riabilitativo delle vittime. Il plafond previsto di 2.122.101 euro nel 2023 raggiunge quest’anno i 3.104.667,33 euro e segna un nuovo record, mai prima sono state stanziate cifre di questa portata. “Ciò vuol dire che CAV e CR riceveranno la più alta quota mai stanziata. Aumenta anche la dotazione, rispetto al 2023, per i progetti rivolti ai minori vittime di violenza assistita, e 1 milione di euro è stato assegnato al Contributo di Libertà, la somma più alta mai programmata per il progetto della Regione Lazio rivolto alle donne, sole o con figli minori, al fine di riconoscere loro un sostegno economico durante la delicata fase di conquista dell’autonomia personale dopo un percorso di fuoriuscita dalla violenza” conclude l’Assessore.

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Cronaca

Colleferro, maltrattamenti e atti persecutori nei confronti della ex

Maltrattamenti e atti persecutori nei confronti della ex compagna, gravissime le accuse nei confronti di un 28enne albanese residente a Segni. I Carabinieri della Stazione di Colleferro, nell’ambito di un’attività di indagine coordinata dalla Procura di Velletri hanno dato esecuzione all’ordinanza del Gip di divieto di avvicinamento per l’uomo.
Misura cautelare predisposta a seguito della denuncia della vittima, un racconto di violenza fisica e psicologica nel quale l’indiziato avrebbe procurato alla ex lesioni per una prognosi di 15 giorni e avrebbe reiterato comportamenti vessatori arrivando ad inviare alla giovane messaggi a qualsiasi ora del giorno e della notte.

Una storia dalla trama tristemente nota che ricalca le linee della violenza di genere e riporta alla mente le numerose vittime protagoniste degli ultimi agghiaccianti fatti di cronaca: ancora l’ossessione e l’impossibilità di accettare il rifiuto emergono quali elementi centrali nelle parole della vittima che in loco di denuncia racconta di come tutto sia nato dalla fine della relazione con il 28enne. Dettagli inquietanti emergono dalle parole della giovane, la quale grazie al coraggio di rivolgersi alle autorità ha permesso alle Forze dell’Ordine di fermare l’indiziato. Ad aggravare il quadro  indiziario, sono risultati decisivi come sempre i messaggi estrapolati dal telefono della vittima, il racconto dei testimoni ai quali la vittima aveva confidato il profondo timore scaturito dai maltrattamenti e dagli atti persecutori dell’uomo.

Ennesimo rapporto di coppia divenuto teatro di orrori inenarrabili; difficile chiamarle storie d’amore quando il carnefice dietro allo scudo dell’amore passionale e dell’ossessione si macchia di atti tanto violenti, lontani dalle fattezze di “gesti di amore” tipici di narrazioni troppo spesso presentate come corollario di eventi tragici che vedono donne vittime di uomini a loro familiari.

A fare la differenza, stavolta, è stata la forza della donna di chiedere aiuto, di riconoscere e di allontanare il pericolo, di saper type=’text/javascript’ identificare la violenza e non adornarla di tinte romantiche, di leggere a chiare lettere quel “o mia o di nessun altro” nella sua unica accezione.