Categorie
Esclusive

Violenza sulle donne, Lucarelli a RRC: Roma e Lazio all’avanguardia nella presa in carico delle vittime

In diretta con Andrea Pranovi su Radio Roma Capitale è intervenuta stamattina l’assessore alle Politiche della Sicurezza, Attività Produttive e Pari Opportunità Monica Lucarelli per commentare la situazione relativa all’accoglienza per le donne vittime di violenza nel territorio della Capitale.
I numeri relativi alla violenza di genere a livello nazionale continuano a raggiungere cifre critiche, il tema riempie articoli e salotti televisivi e di discussioni attorno alle cause ed alle azioni di contrasto necessarie se ne intavolano diverse, rischiando spesso di fornire distorsioni della realtà dettati dall’esasperazione di una situazione già notoriamente critica.

“Allarmismo secondo me non bisogna farne. Roma ed in generale la Regione Lazio sono all’avanguardia nel nostro paese per la presa in carico delle donne vittime di violenza“, esordisce l’assessore, fornendo una descrizione puntuale dell’attività svolta dai centri di presa in carico delle vittime di violenza, come i centri antiviolenza “aperti circa 46 ore a settimana, tutti i giorni per nove ore, dal lunedì al venerdì”, ricorda la Lucarelli, “abbiamo a Roma le case rifugio, che sono di varie tipologie, quindi case rifugio, case di semi autonomia, fino anche agli appartamenti per la seconda autonomia, che sono per seguire quelle donne che hanno necessità, con i loro figli minori, di uscire anche velocemente da situazioni di violenza”.

La rete di sostegno per le vittime è attiva nel territorio di Roma e provincia, eppure l’intensità del fenomeno chiede maggiori sforzi: “Siamo ancora lontani dagli obiettivi della Convenzione di Istanbul di avere un posto letto ogni centomila abitanti”, commenta l’assessore alle Pari Opportunità, “dovremmo avere circa 300 posti letto, oggi ne abbiamo a disposizione circa 112, ma questi 112 aumenteranno con i fondi che stiamo mettendo a disposizione anche grazie alle linee di finanziamento che abbiamo trovato” – continua – “linea di finanziamento importante, quella del PN Metro Plus dove andremo a mettere 6 milioni di euro per l’apertura di 3 nuove case rifugio e 2 nuovi centri antiviolenza, che andranno a coprire i territori soprattutto del Terzo e del Decimo Municipio che ancora non hanno un centro antiviolenza”.

Non potendo contare sui fondi dedicati alla gestione del problema previsti nel PNRR, “a Roma abbiamo cercato altri finanziamenti, in parte fondi ordinari ed in parte fondi straordinari per ampliare sempre di più questa rete”, racconta l’assessora.
Di fatto individuare nuove strutture adatte all’accoglienza di donne e minori coinvolti in realtà violente capeggia le priorità dell’amministrazione capitolina, esigenza che potrebbe risolversi nell’individuazione di beni confiscati alla mafia adatti alla conversione in case rifugio o centri anti violenza, iniziativa “avviata anche dall’amministrazione precedente” ma difficilmente esaudibile viste le caratteristiche specifiche che centri di questo tipo devono presentare: “devono essere in luoghi che devono garantire anche certe caratteristiche di sicurezza per le donne”, asserisce Monica Lucarelli, “luoghi che possono essere raggiungibili attraverso mezzi pubblici“. Al contrario, spesso, immobili derivati da confische ad organizzazioni criminali sorgono in contesti non urbanizzati o prevedono costi elevatissimi per eliminare elementi di abuso edilizio o per la ristrutturazione di interni spesso fatiscenti.

La strada da compiere per il rafforzamento della rete di sostegno per le vittime è ancora lunga da percorrere, ed ancor più tortuoso è il sentiero da costruire per contrastare il fenomeno della violenza di genere, necessario ricordare però gli strumenti ad oggi dedicati all’ascolto ed al supporto delle donne coinvolte, primo tra tutti il Numero Anti Violenza e Stalking 1522, attivo 24 ore su 24, gratuito, anonimo e disponibile in più lingue.

Categorie
Politica

Violenza sulle donne, Baldassarre: “Dalla Regione Lazio mai così tanti fondi”

L’assessore Simona Baldassarre annuncia un’emissione di fondi senza precedenti da parte della Regione Lazio per le risorse dedicate alle donne ed ai minori vittime di violenza.
“Una Regione più attenta alle donne e ai minori, con fondi, slancio e impegno. Nel quadro della programmazione annuale dei fondi ministeriali per le Pari Opportunità, in crescita quest’anno, abbiamo investito più risorse per le donne vittime di violenza e per i minori vittime di violenza assistita.” Queste le parole in aperura del comunicato dell’Assessore alla Cultura, alle Pari Opportunità, alle Politiche Giovanili e della Famiglia, e al Servizio civile della Regione Lazio.
La violenza di genere continua a primeggiare tra i temi focali della politica, regionale in questo caso: “Questo dimostra un impegno senza precedenti, evidente anche dall’aumento fortemente voluto dalla Giunta Rocca dei fondi del bilancio regionale destinati alle donne”, continua Baldassarre.

Nel 2024 i fondi del Dipartimento per le Pari Opportunità sono stati pari a 4.417.167,33 euro, registrando un incremento di +1.435.066,33 rispetto all’anno precedente. Numeri promettenti, che raccontano di un nuovo atteggiamento nei confronti della violenza di genere e del sostegno alle vittime.

Di fatto, aumentano anche le somme destinate alle Case Rifugio ed ai Centri Antiviolenza, attori essenziali nel percorso riabilitativo delle vittime. Il plafond previsto di 2.122.101 euro nel 2023 raggiunge quest’anno i 3.104.667,33 euro e segna un nuovo record, mai prima sono state stanziate cifre di questa portata. “Ciò vuol dire che CAV e CR riceveranno la più alta quota mai stanziata. Aumenta anche la dotazione, rispetto al 2023, per i progetti rivolti ai minori vittime di violenza assistita, e 1 milione di euro è stato assegnato al Contributo di Libertà, la somma più alta mai programmata per il progetto della Regione Lazio rivolto alle donne, sole o con figli minori, al fine di riconoscere loro un sostegno economico durante la delicata fase di conquista dell’autonomia personale dopo un percorso di fuoriuscita dalla violenza” conclude l’Assessore.

Categorie
Cronaca

Violenza in casa: 40enne arrestato a Nettuno

Violenza in casa: 40enne arrestato a Nettuno dai Carabinieri della Stazione locale, perché gravemente indiziato del reato di maltrattamenti in famiglia.

Chiamata al 112 N.U.E.

Durante la scorsa serata, una donna aveva chiamata il 112 N.U.E in lacrime, denunciando di essere vittima di maltrattamenti da parte del compagno convivente. L’operatore della Centrale Operativa della Compagnia di Anzio convinceva la donna a mantenere aperta la chiamata per consentire di registrare le parole che l’uomo le stava riferendo e mantenere il contatto per il tempo strettamente necessario all’intervento della pattuglia. Giunti sul posto, i militari trovavano la casa a soqquadro e il figlio minore chiuso in camera, notevolmente spaventato da ciò a cui aveva assistito. L’uomo era così accompagnato in caserma e la donna sentita, con tutte le cautele del caso.

Violenza in casa dal 2007

La stessa dichiarava che, sin dal 2007, anno in cui aveva cominciato la relazione con l’uomo, era stata vittima di angherie e aggressioni sia verbali che fisiche, riservate spesso anche al figlio. Stante la gravità delle vicende narrate nonché la flagranza dell’intervento dei Carabinieri, l’uomo, in evidente stato di alterazione psicofisica dovuto all’abuso di sostanze alcoliche, era arrestato e tradotto presso la casa circondariale di Velletri, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Categorie
Cronaca

Stalker violento in manette a Marino

Stalker violento in manette a Marino. Personale del Commissariato Distaccato locale, a seguito di attente e scrupolose indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Velletri, ha dato esecuzione ad una Ordinanza di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale, nei confronti di un 33enne italiano gravemente indiziato di maltrattamenti nei confronti dell’ex fidanzata.

Stalker denunciato dall’ex compagna

La donna, nei giorni scorsi, si è presentata presso gli uffici del locale Commissariato per sporgere denuncia nei confronti dell’ex compagno. La stessa ha raccontato che dopo i primi mesi di relazione, durante i quali non erano emerse problematiche, la situazione è degenerata con ripetute discussioni verbali fino a quando l’uomo l’ha percossa e, dopo averla portata in un bosco, l’ha spintonata, fatta cadere in una buca e lasciata sola per poi tornare a riprenderla dopo pochi minuti.

Fine della relazione

Tale episodio ha spinto la donna a porre fine alla relazione. A questo punto l’uomo ha iniziato a tempestarla di chiamate e messaggi e ad offenderla fino a quando la donna, di rientro a casa, dopo aver aperto la porta, ha sentito un forte odore di bruciato per poi constatare che sia le pareti che il pavimento erano completamente anneriti dal fumo. A seguito di tali episodi, nei confronti dell’uomo è stata emessa l’ordinanza di custodia cautelare in carcere. L’attività investigativa del Commissariato coordinata dalla Procura di Velletri ha permesso di ricostruire l’episodio e stabilire cosa fosse realmente accaduto.

Categorie
Cronaca

Picchia la compagna e fugge, ma viene fermato al confine dai Carabinieri

I Carabinieri della Stazione Roma Viale Libia, su delega della Procura della Repubblica di Roma, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza che dispone la misura della custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Roma, con le accuse di lesioni personali gravi e aggravate, nei confronti di un cittadino libico di 35 anni, con precedenti.

Articolata attività d’indagine

Al provvedimento si è giunti dopo un’articolata attività di indagine eseguita dai Carabinieri, coordinati dalla Procura della Repubblica di Roma, a seguito di un intervento richiesto al “112” la mattina del 13 dicembre 2021, in un bar di via Nomentana, dove era da poco entrata una donna, cittadina marocchina di 33 anni, visibilmente sotto shock e con delle vistose ferite al corpo e al volto, che chiedeva aiuto ai presenti raccontando di essere stata violentemente picchiata e abusata dal suo compagno. Stando al racconto fornito dai testimoni, l’uomo, poco dopo, sarebbe entrato, a sua volta, nel bar, tentando con la forza di portare via la donna, desistendo dopo le rimostranze dei presenti per poi darsi alla fuga prima dell’arrivo delle pattuglie dei Carabinieri. Nella circostanza, i sanitari del 118 trasportavano la malcapitata presso il pronto soccorso del Policlinico Umberto I dove le veniva riscontrato un trauma cranico-facciale e varie fratture, trattenuta in osservazione con prognosi di 40 giorni. I Carabinieri della Stazione Roma viale Libia, raccolte le dichiarazioni della vittima e dei testimoni, si sono subito messi sulle tracce del sospettato che, secondo quanto riferito dalla vittima, dimorava in una baracca nei pressi di ponte Tazio; qui i militari hanno eseguito un sopralluogo nell’alloggio di fortuna, rinvenendo delle tracce ematiche a parziale riscontro del racconto fornito dalla donna. Del sospettato, però, nessuna traccia.

Fermato alla frontiera di Ventimiglia

È stata così inserita nella banca dati delle forze di polizia una nota di rintraccio per cui il 20 dicembre 2021, quando il cittadino libico ha tentato di attraversare la frontiera di Ventimiglia per dirigersi in Francia è stato respinto, trattenuto e sottoposto a fermo di indiziato di delitto, condotto infine presso il carcere di Sanremo, dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Parioli. Il fermo è stato convalidato il 22 dicembre 2021 dal Gip del Tribunale di Imperia che ha disposto per l’uomo la custodia cautelare in carcere, dichiarandosi incompetente per territorio e trasferendo gli atti al Tribunale di Roma.

Custodia cautelare nel carcere di Sanremo

Con ordinanza del 7 gennaio il G.I.P. del Tribunale di Roma ha rinnovato la custodia cautelare in carcere per il cittadino libico che rimarrà nella casa circondariale di Sanremo.

Categorie
Cronaca

Stalker romano arrestato dai Carabinieri

I Carabinieri della Stazione di Roma Settecamini hanno arrestato un 33enne romano, già noto alle forze dell’ordine. Una storia finita bene quella che ha visto coinvolta una donna di 37 anni che ha denunciato di essere stata vittima in passato di violenze da parte del suo ex convivente. La donna, dopo aver denunciato le violenze domestiche era riuscita a porre fine alla relazione con il suo ex compagno che, tra l’altro, era stato sottoposto dal GIP del Tribunale di Roma alla misura cautelare del divieto di avvicinamento nei suoi confronti, con braccialetto elettronico. Una misura cautelare “rinforzata” dal dispositivo elettronico anti-stalker, che la vittima aveva acconsentito a portare sempre con sé. Un piccolo strumento che, ieri sera, l’ha salvata da probabili ulteriori aggressioni e ha consentito ai Carabinieri di arrestare l’uomo accusato di stalking.

Violato il divieto di avvicinamento

Infatti, la 37enne, al termine del suo turno di lavoro, sentendo il suo dispositivo squillare, ha capito di essere in pericolo: il suo ex la stava aspettando fuori, violando il divieto di avvicinamento. Immediatamente, ha allertato il Numero Unico di Emergenza 112 e ha richiesto l’intervento dei Carabinieri, già allertati anche loro dal dispositivo anti-stalker che ha avvisato la Centrale Operativa della Compagnia di Tivoli. Giunti sul posto, i militari, dopo aver preso contatti con la vittima, hanno identificato nelle vicinanze l’uomo che, effettivamente, non sembrava avesse buone intenzioni. Una volta scoperto, infatti, ha iniziato  a minacciare la donna ed è stato quindi arrestato e condotto in carcere in attesa delle determinazioni dell’Autorità Giudiziaria di Roma.

Categorie
Cronaca

Tivoli: Stalker fermato dalla Polizia

Personale del Commissariato di P.S. di Tivoli ha eseguito, al termine di articolate indagini per atti persecutori (stalking) ai danni della ex compagna, la misura del divieto di avvicinamento con applicazione di braccialetto elettronico nei confronti di M.D., cinquantenne incensurato. A seguito della denuncia e delle successive indagini si accertavano plurime condotte di stalking e, da ultimo, continui pedinamenti di cui la vittima era ignara, che hanno fatto ritenere imminente il pericolo per la donna e disposta la sua vigilanza discreta. Nel pomeriggio del 29 dicembre il PM di Tivoli ha richiesto la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla donna e ai suoi figli con braccialetto elettronico anti-stalking; a poche ore di distanza il Giudice per le Indagini Preliminari l’ha emessa e personale del Commissariato di Stato di Tivoli, grazie alla disponibilità della società incaricata, la sera del 31 dicembre ha provveduto applicando all’uomo il braccialetto elettronico e fornendo alla donna un telefonino per avvisare la polizia giudiziaria in tempo reale dell’eventuale avvicinamento dell’uomo per l’immediato intervento. La rapidità della risposta giudiziaria, possibile quando vi è l’impegno fattivo di tutti i segmenti istituzionali, rende possibile l’efficace e tempestiva tutela della donna accrescendo la loro fiducia nello Stato e prevenendo possibili ulteriori rischi per l’incolumità delle donne e dei loro figli. Si conferma, anche in questo caso, che i braccialetti elettronici sono disponibili in poche ore e immediatamente applicabili, così consentendo un’effettiva tutela delle vittime di violenza e dei loro figli. L’uomo, presunto innocente fino alla condanna definitiva, è indagato del reato di atti persecutori previsto dall’art. 612 bis comma 1 e 2 c.p. in danno della ex compagna. Le indagini, svolte dai poliziotti del Settore specializzato nella Violenza di Genere e Minori del Commissariato tiburtino, coordinati dal pool “Gruppo uno” della Procura di Tivoli, hanno permesso di accertare i gravi indizi di colpevolezza nei confronti dell’uomo, dedotti da una serie di condotte ossessivamente reiterate da diverse settimane, consistite in pedinamenti compulsivi, nei pressoché quotidiani appostamenti nei luoghi abitualmente frequentati dalla vittima, nelle minacce pubblicate sui social, sino al ripetuto danneggiamento dell’autovettura e finanche allo sfregio, presso il cimitero di Tivoli, della lapide del padre della ex compagna, interamente imbrattata di vernice nera. Sono queste le ragioni che hanno indotto l’Autorità Giudiziaria tiburtina a richiedere per l’uomo, incensurato e senza precedenti giudiziari, il divieto di avvicinamento alla vittima e ai suoi figli, con l’applicazione del c.d. braccialetto elettronico, necessario per monitorare a distanza gli spostamenti.