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Processo di Malagrotta, tutto da rifare

Sviluppi inaspettati continuano a travagliare la storia giudiziaria che vede protagonista la discarica di Malagrotta: a causa di un vizio di procedura, infatti, il processo per disastro ambientale rischia di non giungere a soluzione.
Nel corso dell’udienza tenutasi ieri, la Corte di Assise di Roma “ha sancito che il secondo filone del processo per il disastro ambientale di Malagrotta è tutto da rifare a causa di un vizio procedurale“, racconta Ivano Giacomelli, segretario nazionale di Codici (Centro per i Diritti del Cittadino), associazione presente in aula in qualità di parte civile.

La vicenda riguarda il procedimento “nei confronti, tra gli altri, della società E.Giovi, che gestiva la discarica, e di Carmelina Scaglione, che ne è stata rappresentante legale”, continua il segretario: “Dopo ben 6 anni di istruttoria, la Corte ha rilevato un difetto nella rappresentanza della società E.Giovi nel processo, che ha retrocesso alla fase dell’udienza preliminare, fissata per il prossimo settembre”.
La giustizia per i cittadini continua a farsi attendere e, a seguito degli ultimi clamorosi sviluppi, sembra essere sempre più lontana: “Anche il primo processo sulla megadiscarica di Roma, in cui sono imputati Manlio Cerroni ed il suo braccio destro Francesco Rando, è stato rinviato al prossimo luglio. L’augurio è che almeno in questo procedimento si arrivi ad una sentenza che faccia luce sulla lunga ed annosa vicenda della discarica di Malagrotta. I cittadini aspettano che sia fatta giustizia, sono anni che ci battiamo in aula per questo,
ma sinceramente gli ultimi sviluppi rappresentano un colpo durissimo“, conclude Giacomelli. Impossibile per ora giungere ad una sintesi che permetta di evidenziare e pesare le responsabilità.

Malagrotta torna nefasta protagonista delle cronache capitoline: dopo l’incendio che ha coinvolto la discarica lo scorso 24 dicembre, oggi la notizia di un nuovo processo rischia di lasciare la popolazione con nessuna risposta relativa ai danni ambientali imputati alla discarica che attanagliano e spaventano la località da anni ormai.

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Cronaca

Omicidio Michelle Maria Causo, via al processo per il 17enne

Si apre oggi, mercoledì 21 febbraio, il processo al 17enne arrestato per l’omicidio di Michelle Maria Causo, coetanea trovata senza vita in un carrello abbandonato accanto ai rifiuti lo scorso 29 giugno nel quartiere capitolino di Primavalle.

Davanti al Tribunale dei minori di Roma il giovane dovrà rispondere alle accuse di omicidio aggravato dalla premeditazione, occultamento e vilipendio di cadavere.
Risale allo scorso luglio la confessione dell’imputato davanti al gip durante l’interrogatorio di garanzia, una lite sfociata in violenza, racconta, causata da un debito con Michelle Maria: “Mi aveva dato dell’hashish, un paio di canne, e per questo era venuta a casa: voleva 20-30 euro. La discussione è diventata sempre più accesa e io, poi, ho preso il coltello”.
Un omicidio efferato, l’autopsia eseguita sul corpo della vittima ha rilevato almeno sei coltellate al collo, all’addome ed alla schiena ed evidenziato l’assenza di segni da arma da taglio sulle mani della ragazza, che non avrebbe quindi avuto possibilità di difendersi.
A conferma dell’ipotesi dell’omicidio esito di una accesa lite, le testimonianze di alcuni vicini raccontano di grida provenienti dall’appartamento in via Dusmet.
Oggi il giovane chiede di essere giudicato con rito abbreviato.

Una vicenda tragica dalle tinte ancora poco definite, amici e parenti della vittima hanno sin da subito scartato l’ipotesi del piccolo debito. “La droga non c’entra nulla. E allo stesso modo non credo che sia stata uccisa per un prestito, tra l’altro di una cifra tanto irrisoria.

Prestava i soldi a chiunque ne avesse bisogno e non li chiedeva mai indietro. Non aveva il valore dei soldi. Non voglio sentire che questo ragazzo, perché minore avrà una pena minore, che sia giudicato come adulto” afferma Daniela, madre di Michelle, chiedono giustizia i genitori della vittima “Cosa mi aspetto dalla giustizia? Che lo mettano in carcere a vita e buttino via la chiave” continua Gianluca Causo, il padre.
Bisognerà attendere l’esito della vicenda giudiziaria per provare a tirare le fila degli accadimenti e ricostruire gli ultimi momenti di vita della giovane.