Questa mattina, in collegamento con Andrea Pranovi, è intervenuto Fabrizio Bonanni, presidente del Comitato Pendolari Ferrovia Roma Nord, per commentare i dati allarmanti su ritardi e soppressioni delle corse confermati dal rapporto Pendolaria 2023 di Legambiente. “Abbiamo pubblicato il bollettino di marzo ieri e non c’è da sorridere“, racconta Bonanni, “nel primo trimestre del 2024 siamo ad oltre 1300 corse soppresse, tra urbane ed extraurbane“.
In soli tre mesi una percentuale oscillante tra il 10 ed il 15 percento del totale delle corse non ha avuto attività, ed il quadro risulterebbe addirittura aggravato: “Molte delle soppressioni non vengono rilevate”, afferma il presidente, riferendosi alle segnalazioni di ritardi infiniti per treni che dovrebbero partire ogni dieci/quindici minuti, che ne determinano inevitabilmente la cancellazione.
Le criticità emerse dal rapporto ben descrivono, inoltre, la percezione degli utenti relativamente alla ferrovia, lasciati spesso in balia delle spinosità endogene al servizio in particolare per quanto concerne la tratta Roma Nord.
Il “crollo verticale dei biglietti e degli abbonamenti” diviene cartina al tornasole di “un servizio sempre più scadente“, tuona Fabrizio Bonanni. Condizioni inaccettabili, considerato che “la regione abbia dato un aumento di 80 milioni di euro in dieci anni a Co.Tral per sopperire ad alcune mancanze dell’attuale contratto”, continua.
Gli sforzi condotti per migliorare il servizio risultano pertanto ancora insufficienti: hanno avuto inizio il 5 febbraio i lavori per il rinnovo dell’armamento ferroviario in alcuni tratti della linea urbana e per la messa in sicurezza dei passaggi a livello pericolosi che hanno determinato la chiusura anticipata della la ferrovia, prevedendo bus sostitutivi, anche loro spesso mai partiti.
La frustrazione raccontata dai pendolari ben descrive la quotidianità a bordo dei treni del tratto Roma Nord: “C’è una tratta urbana che più o meno va, anche se con molte riduzioni di corse e poi c’è una tratta extraurbana completamente abbandonata“, conclude il presidente del comitato pendolari.
Veronica Brunetti