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Economia

Lazio, sicurezza sul lavoro: da inizio 2024 decessi in aumento

Secondo le rilevazioni condotte dall‘Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega, la regione Lazio nel primo bimestre del 2024 conta 11 morti sul lavoro. L’indice di incidenza di mortalità nazionale si attesta attorno ad una media di 3.9 morti per milione di occupati, la situazione laziale, invece, è caratterizzata da un tasso inferiore, pari a 3.4.
Undici i decessi avvenuti da gennaio a febbraio 2024, cinque in più del bilancio dello stesso periodo nello scorso 2023: otto quelli rilevati in occasione di lavoro e tre quelli in itinere.

Durante l’incontro promosso dalla Cisl Lazio “Fermiamo la scia di sangue” tenutosi presso la sede centrale dell’Inail di Roma ieri incentrato sul tema della sicurezza e della mortalità sul lavoro, l’assessore al Lavoro, alla Scuola, alla Formazione, alla Ricerca e al merito della Regione Lazio, Giuseppe Schiboni, ha commentato: “La cronaca quotidiana, relativa agli infortuni sul lavoro, è sempre più paragonabile a un bollettino di guerra. I dati fanno rabbrividire. Infatti, l’andamento delle persone che hanno perso la vita sul lavoro nei primi mesi del 2024 è in aumento rispetto allo stesso periodo del 2023. Un quadro crudele che richiede misure efficaci e buone pratiche per promuovere la cultura della sicurezza e della prevenzione. Tutto ciò è necessario per rendere il processo produttivo più efficiente, eliminando e tenendo sotto controllo i principali fattori di rischio”.

La prospettiva illuminata dall’analisi realizzata dall’Osservatorio descrive puntualmente l’emergenza che ancora investe la dimensione relativa alla sicurezza nel mondo del lavoro, di fatto, l’inizio del 2024 vede un aumento di circa il 6.9% delle denunce di infortunio totali: a fine febbraio 2023 ammontavano a 5.827, contro le 6.228 attuali.
I dati più allarmanti provengono dalla provincia di Roma, con 4.961 infortuni segnalati, seguono i 531 registrati a Latina; 285 a Frosinone; 269 a Viterbo; 182 a Rieti. Il Lazio si colloca quindi in zona gialla, riservata alle regioni con l’incidenza di mortalità sul lavoro inferiore alla media nazionale. Nello specifico a Latina l’incidenza è pari a 4,7, di molto superiore alla media, con conseguenze collocazione della provincia in zona arancione; Roma presenta un’incidenza di 3.8 morti per milione di occupati; zona bianca invece per le province di Frosinone, Rieti e Viterbo con zero vittime.

“Promuovere la cultura della sicurezza significa superare una linea di pensiero ancora diffusa, secondo la quale l’adempimento all’obbligo normativo, spesso inteso come onere e ostacolo organizzativo, è l’unica condizione per gestire in maniere efficace la prevenzione dei rischi e la tutela della salute e della sicurezza sul luogo di lavoro. In questi mesi come assessorato abbiamo svolto incontri con le parti sindacali e datoriali sul tema. L’obiettivo era e resta quello di stimolare la realizzazione di interventi di consulenza, formazione e informazione nelle imprese sulla salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro“, continua Schiboni, “entro il 2024 investiremo oltre 4 milioni di euro per avvisi destinati ad interventi formativi in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Credo che questa sia la strada giusta per arginare un fenomeno che non è un puro dato numerico, ma è basato sui volti delle persone coinvolte e delle loro famiglie a cui dobbiamo delle risposte”.

Veronica Brunetti

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Cronaca NEWS

A Roma cresce l’economia ma aumenta il precariato

Dopo vent’anni di stagnazione l’andamento dell’economia romana vive un momento di crescita inatteso. Investimenti pubblici e capacità di erogazione dei servizi al cittadino sono in aumento. Ad affermarlo il rapporto redatto dalla Banca d’Italia sull’andamento dell’economia romana, oggetto del Consiglio straordinario capitolino tenutosi ieri con lo scopo di analizzare gli elementi critici della città oltre che i suoi punti di forza.
Il turismo si conferma settore trainante della crescita, cartina al tornasole della forte componente attrattiva determinata dal patrimonio storico culturale del territorio. Gioca un ruolo centrale nell’espansione economica, inoltre, il terziario che in dieci anni ha raggiunto l’88.2% del valore aggiunto complessivo.

Analizzando i livelli di occupazione, ed in particolare indagando circa la qualità del lavoro emerge, però, un quadro particolarmente complesso: la precarietà caratterizza la forza lavoro capitolina, colpita dalla notevole riduzione del proprio potere acquisto: “continuiamo a creare posti di lavoro ma con salari troppo bassi e di scarsa qualità. Se vogliamo riprendere un percorso, anche sociale, dobbiamo fare investimenti importanti”, commenta Angelo Camilli di Unindustria. Allargando il campione all’intero Lazio, il 26% delle famiglie risulta vivere in condizione di povertà, il 30% degli occupati guadagna tra i 6 e gli 8 mila euro l’anno e si registra un incremento di +1.3% nella percentuale di giovani altamente qualificati impiegati in settori a bassa qualifica. Gli indici relativi al Benessere Equo e Sostenibile (Bes) collocano Roma a livelli migliori della media nazionale; a livello pro-capite, al contrario, la popolazione risulta più povera, complice anche l’elevato costo delle abitazioni, circa il doppio rispetto alla media italiana.

Contratti della durata di un giorno, abusivismo e concorrenza sleale sono nel mirino delle istituzioni: “L’economia di Roma esce da un ventennio di stagnazione ma ci sono i primi segnali di rilancio che vanno consolidati. Senza crescita non c’è qualità del lavoro, qualità della vita e del benessere equo: questo è chiaro. Stiamo lavorando nella direzione di diminuire le diseguaglianze sociali, ma è un lavoro lungo da fare”, afferma il Sindaco Gualtieri in Assemblea.

La strada verso la pari dignità sociale e lavorativa sembra essere ancora in costruzione, ma il rapporto getta basi solide per immaginare un miglioramento nelle condizioni di vita dei residenti.