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Uffici anagrafe Roma, servizi digitali ancora in tilt

Persiste lo stato di malfunzionamento che ha colpito i servizi digitali del Comune di Roma, dal 22 gennaio scorso la funzionalità delle prestazioni telematiche erogate dagli uffici dell’anagrafe capitolina risultano di fatto compromessi. La situazione ha visto aumentare la propria portata emergenziale raggiungendo l’apice il 25 marzo scorso, con un blocco completo durato quattro giorni: le maggiori criticità hanno investito le pratiche per i cambi di residenza, complesso inoltre ottenere la concessione di certificati di morte e di nascita.

Le indagini condotte per verificare le origini del disservizio hanno portato i tecnici ad identificare nel database del Comune la causa principale del blocco, poiché inefficace nella ricerca di risposte alle richieste formulate dai dipendenti.
Le lamentele degli utenti rispecchiano le difficoltà quotidiane che caratterizzano l’operato dei dipendenti pubblici: già note, di fatto, le tortuosità che accompagnano l’iter legato alle richieste ed al rilascio delle carte di identità elettroniche. I lavoratori per garantire quantomeno i servizi essenziali hanno dovuto impugnare la biro e stilare certificati a mano, la denuncia del comparto si affianca al dissenso dell’opposizione, strettamente connesso inoltre al rischio che le impossibilità nel gestire i cambi di residenza inficino sulla revisione delle liste elettorali per le elezioni europee, da compiersi teoricamente entro il prossimo 20 aprile.

L’emergenza in cui verte ora il sistema descrive puntualmente la necessità di una digitalizzazione che sia al passo con le esigenze di residenti ed amministrazione. L’immagine legata al collaboratore pubblico sommerso dalle carte, dal volto scavato dallo stress, sembra ora tradursi nella fotografia di un dipendente incessantemente impegnato nel caricamento di pagine online bloccate o fuori uso.
In risposta all’esigenza di una pronta risoluzione, l’assessore al Personale del Campidoglio Andrea Catarci ha annunciato la migrazione della piattaforma su un altro software prevista per il prossimo fine settimana, assicurando che “da lunedì ci è stata comunicata la completa ripartenza”.

Blocco dei servizi anagrafici da venerdì 12 aprile

La soluzione del problema potrebbe finalmente essere alle porte: il Comune ha annunciato il fermo tecnico-operativo del sistema informatico a partire dalle ore 15 di oggi venerdì 12 aprile fino alle ore 8 del prossimo lunedì 15 aprile. La migrazione completa del database comporterà l’interruzione temporanea dei servizi di rilascio di certificazioni e carte di identità. Non avranno luogo open day nel fine settimana, invece, per l’erogazione di servizi indifferibili “quali le denunce di nascita, di morte e di matrimoni programmati presso la Sala Rossa del Campidoglio, il complesso Vignola Mattei e le singole Sale Municipali, sono state indicate le modalità operative di predisposizione degli atti”, come avvisa Roma Capitale sul sito.

Veronica Brunetti

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Caos rilascio documenti di identità, liste e tempi di attesa

Liste chilometriche e tempi di attesa biblici attanagliano le pratiche di rilascio e rinnovo di passaporto e carta di identità elettronica: nelle ultime settimane le prenotazioni tramite l’apposito sito hanno trovato esito in appuntamenti disponibili ad un anno di distanza. L’ufficio Anagrafe del Comune di Roma è stato sommerso dalle domande, anche gli open-day organizzati nel fine settimana raggiungono la saturazione già in pochi minuti: tra le cause del disservizio, componente centrale risiederebbe nella conformazione della piattaforma sui portali delle Questure, istituita durante il periodo pandemico e successivamente mantenuta in vigore, sulla quale l’assessore ai Servizi anagrafici Andrea Catarci si esprime affermando: “Il nostro ufficio centrale si collega tre volte al giorno all’Agenda Cie per avere un dato piò o meno attendibile, ma la variabilità degli appuntamenti dipende dall’estrema dinamicità del sistema con mutevolezza ad horas”.

L’intasamento delle procedure di cui il sistema soffre ne richiede la revisione: dalle istituzioni si pensa all’adozione di una modalità di caricamento degli slot più omogenea, che ne eviti la concentrazione in un lasso di tempo limitato al fine di coprire interamente anche gli slot successivi. Si attende la sperimentazione, prevista a partire dal 6 maggio per riuscire poi a trarne un bilancio in sei mesi.
Sulla criticità della situazione, risulta esplicativa la nota inviata al Viminale, alla Prefettura, alla Zecca dello Stato, al sindaco e alle istituzioni locali, dal direttore del dipartimento Anagrafe Gaetano Altamura, nella quale presenta le “ostinate e trasversali doglianze da parte dell’utenza con riferimento alle asserite lungaggini dei tempi per la prenotazione degli appuntamenti”.

Considerata la peculiare condizione in cui verte oggi il servizio risulta inevitabile il riferimento alle procedure disponibili per l’erogazione dei documenti in situazioni di urgenza. Per gli specifici casi, infatti, sono previste prassi eccezionali: per il passaporto occorre fare richiesta in un qualsiasi commissariato della Capitale e della provincia, preferibilmente nella giurisdizione di residenza ed il documento verrà rilasciato entro 30 giorni; per la carta di identità digitale o cartacea, invece, la procedura di eccezione, consentita in caso di viaggio con presentazione del biglietto, di furto, smarrimento o deterioramento, deve essere accompagnata dalla copia della denuncia o dall’originale della carta d’identità deteriorata e presentata al proprio Municipio di residenza.