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A San Giovanni in Laterano la veglia per l’Ucraina

A San Giovanni in Laterano la veglia a un anno dall’inizio del conflitto in Ucraina. Venerdì 24 febbraio la celebrazione presieduta dal cardinale vicario Angelo De Donatis e promossa dalla diocesi di Roma con tutte le realtà impegnate nell’accoglienza e nella carità: la Comunità di Sant’Egidio, il Centro Astalli, l’Opera Don Calabria, gli scalabriniani, i comboniani, i vincenziani. Parteciperanno l’esarca Dioniso Lachovicz e il vescovo Pero Sudar.

San Giovanni con rami d’ulivo sulle sedie, preparati dai senza dimora

Sulle sedie ci saranno rami di ulivo preparati dai senza dimora ospiti della Cittadella della Carità della Caritas Santa Giacinta. Un canto sarà intonato dal coro del Pontificio Collegio Ucraino di San Giosafat. E i nomi dei tanti Paesi in guerra verranno ricordati durante la liturgia. Saranno tanti i segni nella veglia di preghiera “E la pace non avrà fine” di venerdì 24 febbraio, alle ore 18, nella basilica di San Giovanni in Laterano, presieduta dal cardinale vicario Angelo De Donatis; potrà essere seguita anche in diretta televisiva su Telepace (canale 75 a Roma e Rieti) e in streaming sulla pagina Facebook della diocesi.

Ad un anno dall’inizio del conflitto

Promossa a un anno esatto dall’inizio del conflitto in Ucraina, al momento di preghiera parteciperà il vescovo Dioniso Lachovicz, esarca dei cattolici ucraini di rito bizantino in Italia. La veglia nasce dal desiderio di pregare insieme di tutte le realtà della diocesi impegnate nella carità, nell’accoglienza e nel sostegno ai profughi ucraini giunti in Italia: gli Uffici Caritas e Migrantes diocesani, innanzitutto, e poi la Comunità di Sant’Egidio, il Centro Astalli, l’Opera Don Calabria, gli scalabriniani, i comboniani, i vincenziani. Ma sono tanti i gruppi che vogliono esserci e dare il proprio contributo, come la comunità congolese, che offrirà un canto, o, come detto, i poveri ospitati nella struttura della Caritas di Ponte Casilino.

Testimonianze durante la veglia

Durante la veglia, inoltre, quattro persone porteranno la propria testimonianza; tra gli altri il vescovo Pero Sudar, emerito di Sarajevo, che racconterà il conflitto che, negli anni Novanta, insanguinò il suo Paese. «Il 24 febbraio – riflette il cardinale De Donatis – si compirà un anno dall’inizio del conflitto in Ucraina. Dodici mesi intensi di sofferenze di cui seguiamo gli sviluppi in una spirale sempre più minacciosa. Purtroppo, oltre a non vedere spiragli di luce per la cessazione delle ostilità, siamo preoccupati per il dibattito pubblico che propone le armi come unico strumento per ristabilire la pace. Noi, come credenti, non possiamo accettare questo: non vogliamo rassegnarci alla mancanza di soluzioni per una pace vera. Non ci illudiamo nemmeno che la via della pace e della riconciliazione siano facili da percorrere. Eppure, questa pace la chiediamo al Signore, vogliamo costruirla nel nostro quotidiano, con le nostre azioni piccole e grandi».