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Cultura Economia

Premio Film Impresa: dal 2 al 4 marzo la IV edizione

Arriva alla quarta edizione il Premio Film Impresa, in programma dal 2 al 4 marzo presso il Cinema Quattro Fontane. La manifestazione è finanziata da Unindustria e Confindustria. Saranno conferiti numerosi premi su corti e documentari prodotti grazie al lavoro e al sostegno delle imprese italiane all’interno del settore cinematografico ed audiovisivo. Molte le opere premiate e tanti i protagonisti che hanno contribuito allo sviluppo creativo e culturale credendo e sfruttando il mezzo audiovisivo.

Tra i nomi ritroviamo: Giuseppe Tornatore, a cui verrà conferito il Premio Speciale alla Creatività per il film “Brunello, il visionario garbato”; Sergio Castellitto riceverà il Premio alla Carriera; Bruenello Cucinelli il Premio Speciale per il Made In Italy all’estero. Numerose saranno anche le novità dell’edizione 2026, incentrate sulla crescita culturale ed economica del cinema.

Giampaolo Letta, presidente del Premio dichiara l’importanza di dover concretizzare sempre di più la filiera cinematografica ed audiovisiva, raccontando la potenzialità del mezzo e la restituzione che può dare al pubblico attraverso il racconto di valori e temi imprescindibili. Ciò conferma, quanto l’industria possa incidere sulla produzione strategica del paese con un valore di 4,6 miliardi, in particolare all’interno della produzione audiovisiva laziale quale ricopre più del 60%.

Ci sarà la possibilità, oltre alle proiezioni, di partecipare a più manifestazioni ed incontri dove si parlerà di networking e relazioni tra imprese, istituzioni ed audiovisivo. La necessità sorge dall’idea degli impresari ed esperti del settore di rafforzare sempre di più l’importanza territoriale che crea il settore, consolidando Roma come scenario principale tra dialogo e progettazione culturale.

Tra gli appuntamenti più importanti lunedì 2 marzo “Uni.verso Pfi” (Crescere, Includere e Comunicare) con Lidia Cudemo, project leader del progetto in collaborazione con ANICA Academy ETS, e mercoledì 4 marzo la cerimonia di premiazione delle opere vincitrici dell’edizione 2026.

Nives Nocito

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Cultura

Festival del Cinema Tedesco a Roma dal 16 al 19 marzo

Festival del Cinema Tedesco che torna dal 16 al 19 marzo a Roma, al Cinema Quattro Fontane, per la sua terza edizione. Da quest’anno il Festival chiama il Pubblico a votare per il Miglior Film. A volere l’iniziativa il German Films che, da oltre 25 anni, promuove il cinema tedesco nel mondo, in collaborazione con l’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania e il Goethe-Institut.

Quattro giorni di Festival

Quattro i giorni di programmazione nel corso dei quali saranno presentati film e cortometraggi della recente produzione cinematografica tedesca, alcuni tra i titoli in anteprima italiana. Una selezione di opere di autori e registi all’attenzione della critica e dei festival internazionali, accuratamente selezionati dalla giuria composta da Cristiana Paterno’, Mauro Donzelli e Miriam Mauti. Ad inaugurare il festival, in anteprima italiana, il 16 marzo il lungometraggio Quel Che Si Vede Da Qui (Was Man Von Hier Aus Sehen Kann) di Aron Lehmann, adattamento dall’omonimo bestseller dell’autrice tedesca Mariana Leky dal titolo What You Can See From Here, tradotto in 14 lingue con oltre 600.000 copie vendute in Germania. In Italia Quel Che Si Vede Da Qui è edito da Keller.

Presentatori del Festival Aron Lehmann e Rosalie Thomass

A presentare il film al festival il regista Aron Lehmann e Rosalie Thomass, tra le interpreti della pellicola. Luise è cresciuta con la nonna Selma in un remoto villaggio del Westerwald. Selma ha il dono di prevedere la morte. Ogni volta che in sogno le appare un okapi, qualcuno lì intorno muore nel giro di ventiquattr’ore, minuto più minuto meno. Tuttavia, il sogno non rivela chi sarà il malcapitato. L’intero villaggio si tiene pronto e, come si può immaginare, nel lasso di tempo tra il sogno e il compimento del triste fato tutti vivono in uno stato di agitazione, si fanno gli ultimi preparativi, si svelano segreti, ci si confessa e si attende…

Ritratto originale

Quel che si vede da qui è il ritratto originalissimo di un paese e della sua bizzarra comunità così come ce li racconta la piccola Luise, ormai di casa dalla nonna Selma visto che i genitori sono alle prese con un matrimonio che non funziona. Poetico, divertente, toccante, è una fiaba dei nostri tempi che affronta i grandi temi dell’esistenza: l’amicizia, la perdita, l’amore inconfessato e il fluire della vita.

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Spettacolo

XX Secolo prosegue con un tributo a Peter Bogdanovich

XX Secolo. L’invenzione più bella, la rassegna promossa da CSC – Cineteca Nazionale con il sostegno del Ministero della Cultura e in collaborazione con Circuito Cinema, in programma al cinema Quattro Fontane di Roma fino al 29 giugno, prosegue con un tributo, lunedì 14 marzo, martedì 15 marzo e domenica 20 marzo, al regista Peter Bogdanovich. Nel 1971 arrivò sugli schermi americani “L’ultimo spettacolo” e venne subito salutato come un capolavoro.

Peter Bogdanovich nuovo enfant prodige della regia nel 1971

Peter Bogdanovich, al suo secondo film, era il nuovo enfant prodige della regia. In effetti il film aveva una forza dirompente e, come già era successo con Cinque pezzi facili di Bob Rafelson e Mash di Robert Altman, tagliava i ponti con quel cinema tradizionale delle Majors che mostrava il fianco da oltre un decennio. Girato in un desueto bianco e nero, raccontava le vite di un gruppo di persone in una cittadina del Texas negli anni ’50 senza fare ricorso al convenzionale uso della trama. La macchina da presa stava sui personaggi, la narrazione era frammentata e la musica non era commento musicale ma arrivava, come parte dell’azione, dalle radio o dai juke box.

Protagonisti tre perfetti sconosciuti

Altra novità, i tre protagonisti, Timothy Bottoms, Cybill Shepherd e Jeff Bridges, erano dei perfetti sconosciuti. Nel cast c’era però un vecchio attore dimenticato, Ben Johnson, che veniva dai film di John Ford e (insieme all’uso del bianco e nero) era una spia precisa del fatto che Bogdanovich non avesse intenzioni eversive, anzi, amava profondamente il cinema classico. Prima di morire stava lavorando al Director’s cut di Squirrels to the Nuts, il suo ultimo film rimaneggiato pesantemente dalla produzione e uscito come She’s Funny That Way. Lascia oggi un’eredità ricca e complessa di pubblicazioni di ogni genere, ma soprattutto di grandi film.

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Spettacolo

Festival del Cinema Tedesco alla seconda edizione

Dopo il successo della prima edizione, dal 24 al 27 marzo in arrivo a Roma la seconda edizione del Festival del Cinema Tedesco. A fare da location il Cinema Quattro Fontane. A volere l’iniziativa il German Films che, da oltre 25 anni, promuove il cinema tedesco nel mondo, in collaborazione con il Goethe-Institut e l’Ambasciata della Repubblica di Germania a Roma.

Quattro giorni di programmazione del Festival

Quattro i giorni di programmazione nel corso dei quali saranno presentate alcune tra le più interessanti e recenti produzioni cinematografiche tedesche, alcune in anteprima italiana. Una selezione di film, documentari e cortometraggi di autori e registi che stanno conquistando l’attenzione della critica e dei festival internazionali, accuratamente selezionati da una giuria di professionisti del settore, altra novità di quest’anno. Giurati dell’edizione 2022: Claudia Bedogni, Mauro Donzelli, Miriam Mauti e Cristina Zanetti. Toubab, opera prima di Florian Dietrich, in anteprima italiana aprirà il festival alla presenza del regista. Protagonista del film il giovane Babtou che, rilasciato di prigione, vuole voltare pagina con il passato e non avere più niente a che fare con la polizia tedesca. Ma la festa di benvenuto con il suo amico Dennis gli sfugge di mano e finisce di nuovo in arresto. A peggiorare le cose la notizia che sta per essere rispedito in Senegal, un paese che conosce solo dalle storie raccontate da suo padre. Ma insieme a Dennis cercherà di cambiare il suo destino.