Coldiretti Lazio lancia un appello condiviso da Coldiretti Impresapesca, Federpesca, Flai Cgil, Fai Cisl e Uilapesca in merito all’assoluta necessità di costruire un meccanismo di sostegno al reddito per il settore della pesca, ora più che mai indispensabile. Il prezzo medio del gasolio è più che raddoppiato (+90) rispetto allo scorso anno, costringendo i pescherecci a navigare in perdita o a tagliare le uscite. In pratica i costi relativi ad una giornata in mare sono quasi triplicati passando da una media di 500 a 1400 euro.
Aumenti insostenibili per il settore della pesca
«Tutto questo per i nostri pescatori è insostenibile – spiega il presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri – una situazione che favorisce le importazioni di pesce straniero. Ormai più della metà dei costi che le aziende devono sostenere è rappresentata proprio dal carburante». Dopo una settimana di stop della pesca, si annuncia un periodo ancora più difficile nel quale si continueranno a perdere migliaia di giornate di lavoro. «Il blocco dell’autotrasporto – aggiunge Granieri – contribuirà ad aggravare ulteriormente la situazione con danni incalcolabili e di fatto impedirà le forniture del carburante e la distribuzione delle merci, compreso il pescato.
Non si può perdere neppure un chilo di prodotto
In questo momento non possiamo permetterci di perdere neanche un chilo di prodotto ed è necessario che vengano garantiti i ritiri e le consegne a industrie e distribuzione commerciale per assicurare le forniture alla popolazione».
Appello al Governo dei sindacati
Le sigle sindacali lanciano così un appello al Governo sulla riapertura del confronto interrotto a gennaio per poter, inoltre, individuare insieme le soluzioni che si attendono da mesi. «Ricordiamo – spiegano le sigle sindacali Coldiretti Impresapesca, Federpesca, Flai Cgil, Fai Cisl e Uilapesca – che le imprese stanno già pagando lo strumento CISOA senza che i pescatori possano usufruirne e tutto questo non è più accettabile. Al momento non esiste per la pesca alcuna forma di integrazione del reddito e non possiamo affrontare le prossime settimane in queste condizioni, con il rischio di un’ecatombe per imprese e lavoratori».